<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211</id><updated>2011-12-02T15:19:16.590-08:00</updated><category term='Revenge Records'/><category term='Stardom'/><category term='Icydawn'/><category term='OGM'/><category term='Cadabra'/><category term='Informazione musicale'/><category term='Danze Moderne'/><category term='Interviste'/><category term='SIAE'/><category term='Dischi'/><category term='Artisti'/><category term='Hiroshima Mon Amour'/><category term='News'/><title type='text'>Fonoarte Blog</title><subtitle type='html'>Musica e cultura</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>60</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-1138850681815558375</id><published>2011-11-21T06:23:00.000-08:00</published><updated>2011-11-24T13:57:02.431-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Interviste: Aldo Chimenti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Rockerilla contro il “mostro digitale”.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Se non conoscete il nome &lt;strong&gt;Aldo Chimenti&lt;/strong&gt; evidentemente non avete mai avuto tra le mani Rockerilla. Se non avete mai avuto tra le mani Rockerilla significa che non avete mai letto uno dei principali music magazine italiani, apparso nelle edicole più di trenta anni fa a contendersi il pubblico degli appassionati di rock con Il Mucchio Selvaggio e Ciao 2001. La rivista era nata per abbracciare le nuove tendenze provenienti da oltremanica, in particolare il punk, la new wave e tutti i generi correlati, questo ne faceva la mia rivista preferita ed è sempre rimasta nel mio cuore. Aldo Chimenti scrive su Rockerilla dal 1985 e il suo campo prediletto è appunto quello della new wave e del rock oscuro. Lo abbiamo incontrato per scambiare quattro chiacchiere su di lui e sullo stato di salute dell’editoria musicale italiana.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TqD_IghDMrg/TspiBSW98pI/AAAAAAAAAfU/tz8EMMwu2Vs/s1600/rockerilla%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 676px; FLOAT: right; HEIGHT: 145px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677458054501495442" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-TqD_IghDMrg/TspiBSW98pI/AAAAAAAAAfU/tz8EMMwu2Vs/s320/rockerilla%2B2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Come ti sei scoperto giornalista musicale? Qual è stato il tuo primo gruppo recensito e dove hai fatto pubblicare la tua prima recensione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Prima di rispondere alla tua domanda, devo premettere che la mia presenza nel mondo del giornalismo musicale non sussiste a titolo di attività professionale, ma per pura passione. Ho cominciato ad accarezzare il sogno di collaborare ad un rivista rock nei primi anni ottanta. All’epoca venni letteralmente travolto dai moti generazionali del punk e della new wave, con particolare riguardo ai gruppi emergenti della scena inglese ed americana, seguiti a ruota dall’ondata italiana di fenomeni di rottura quali The Great Complotto/Pordenone e le avanguardie che venivano a formarsi, di focolaio in focolaio, nelle nostre città, da Torino a Milano, Bologna, Firenze, ecc. Ne ho respirato la temperie a pieni polmoni e questo deve aver fatto da molla. I miei canali d’informazione risiedevano preferibilmente nelle fanzine e nei periodici della stampa specializzata d’oltremanica come New Musical Express, Melody&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-vEpdoUZvcOM/TsphfTfTEwI/AAAAAAAAAe8/vwVT_FMDDdA/s1600/Rockerilla%2B-%2BThe%2BCure.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 289px; FLOAT: right; HEIGHT: 380px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677457470689317634" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-vEpdoUZvcOM/TsphfTfTEwI/AAAAAAAAAe8/vwVT_FMDDdA/s320/Rockerilla%2B-%2BThe%2BCure.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Maker, Sounds, The Face… Le testate nazionali da cui siamo passati un po’ tutti erano Ciao 2001, Il Mucchio Selvaggio, Buscadero, Musica ’80 e naturalmente Rockerilla. Tra le fanzine nostrane, ve n’erano alcune davvero formidabili, tra cui Amen, Free e Vinile. Peccato però che ebbero vita breve. Allora ero anche un assiduo lettore di &lt;strong&gt;Frigidaire&lt;/strong&gt;. Rockerilla divenne presto l’organo d’informazione più apprezzato in ambito di musica indipendente, un osservatorio particolarmente vigile e attento sugli accadimenti e gli sviluppi del nuovo corso, a cominciare dal punk, mantenuto a pieno regime grazie ad un team di collaboratori preparati e coinvolti. Una delle rubriche che amavo di più era quella dei singoli, 45 GIRI, curata da Beppe Badino, un bollettino sempre molto atteso perché sgominava le ultime istanze dell’underground internazionale dandone puntualmente conto. Seguivo con interesse anche gli articoli di &lt;strong&gt;Maurizio Bianchi&lt;/strong&gt;, che era stimolante leggere già solo per lo stile della sua incredibile penna, e &lt;strong&gt;Vittore Baroni&lt;/strong&gt;, gli esperti in materia di avanguardia e gruppi d’area postindustriale. Il caso volle che la mia prima recensione apparve proprio sulle pagine della rivista di Cairo Montenotte, mi pare sul numero di Aprile 1985, il disco in oggetto era “Night Time” dei &lt;strong&gt;Killing Joke&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ah! Complimenti… ma come sei arrivato a scrivere su Rockerilla?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Grazie alle mie frequentazioni nel negozio di dischi più gettonato di allora, Rock &amp;amp; Folk, dove ebbi l’opportunità di conoscere un noto collaboratore storico di Rockerilla che in quel negozio vi lavorava. Quando gli confidai che mi dilettavo a scrivere di musica, ma che nulla di mio era mai stato pubblicato, non solo mi incoraggiò a fare il grande passo, ma fu egli stesso a mettermi in contatto con i responsabili del giornale per decidere di una mia eventuale collaborazione. La recensione test che inviai in redazione venne accolta favorevolmente. Fu così che ebbe inizio la mia piccola avventura nel mondo dell’informazione musicale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rockerilla è stata da sempre la mia rivista preferita perché era nata abbracciando le nuove tendenze musicali degli anni ’80, ho ancora impresse nella mente alcune copertine storiche come quelle con Cosey Fanni Tutti, Public Image Ltd, The Cure, DAF, Echo And The Bunnymen. Cosa significa oggi per Rockerilla essere ancora all’avanguardia?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non è facile, soprattutto oggi, dovendo fare i conti con la forza egemone di internet. Se Rockerilla tiene duro nonostante i tempi sfavorevoli, è perché c’è ancora qualcuno che crede nell’importanza dell’editoria specializzata in forma cartacea. E anche perché Rockerilla può ancora contare sullo spirito di dedizione e la competenza di bravi critici musicali, oltre ovviamente al contributo fondamentale dei lettori che acquistano il mensile. Qualche tempo fa un amico mi disse che Rockerilla meriterebbe di essere elevato a status di bene culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sulle pagine della rivista ti occupi prevalentemente di new wave, gothic e rock oscuro in generale, generi nati sul finire degli anni ’70 insieme a Rockerilla. Chi incarna oggi, secondo te, lo spirito primigenio di quel movimento? I Joy Division hanno dei degni eredi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per trovare un erede degno dei Joy Division non bisogna cercare fra le nuove generazioni, ma nella vecchia guardia dell’after punk inglese ed in questo momento mi vengono in mente solo i &lt;strong&gt;Section 25&lt;/strong&gt;, il gruppo più amato da Ian Curtis. La cosa triste è che anche Lawrence Cassidy, membro fondatore e cantante dei Section 25, ci ha lasciato per sempre e a guidare il gruppo attualmente è il fratello Vincent con la figlia di Larry Bethany. Fra le nuove leve trovo interessanti gli &lt;strong&gt;Editors &lt;/strong&gt;più ancora che Interpol e White Lies, ma sono solo un pallido riflesso dell’eredità lasciata dal quartetto di Manchester. Secondo me, gli scozzesi Arab Strap, oggi purtroppo non più attivi, hanno incarnato più di altri lo spirito di cui parli, seppur in maniera assolutamente autoctona e contestualizzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quindi ha ancora senso continuare a parlare di musica dark?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto dobbiamo metterci d’accordo su cosa intendiamo per dark, termine questo che ha creato un po’ di confusione. Se con questa etichetta si designa un sottogenere del punk e della new wave, allora il cerchio si chiude attorno ad una manciata di nomi in qualche modo legati alle prime vicende del Batcave, il club londinese dove si esibivano gli astri nascenti del gothic-rock. Fu lì che germogliò il seme del dark, dando origine ad una scuola cui, a torto o a ragione, furono assimilati, fra gli altri, Bauhaus, The Sisters Of Mercy, UK Decay, Virgin Prunes, Christian Death, Alien Sex Fiend, Play Dead, Cure, Siouxsie And The Banshees, The Danse Society, Dead Can Dance, Sex Gang Children, per arrivare alle generazioni dei Fields Of The Nephilim, Ausgang, Bone Orchard e quant’altro. Se ci pensi, tutto questo oggi è finito da un pezzo perché il dark, in origine fenomeno che aveva delle cose interessanti da dire, è andato esaurendosi nel giro di pochi anni. Un altro grande bluff del rock’n’roll? Le ultime sacche di resistenza della popolazione dark, italiana e/o straniera che sia, che oggi trova diritto di cittadinanza in altri domini musicali quali l’EBM e limitrofi, credo non siano altro che ombre che sopravvivono a se stesse.&lt;br /&gt;Negli anni ottanta c’era poi la pessima abitudine (ma forse &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-W8JHB2UkOAM/Tsphr9-MI4I/AAAAAAAAAfI/HuYayQLVvtA/s1600/Aldo%2BChimenti.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 246px; FLOAT: right; HEIGHT: 338px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677457688251605890" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-W8JHB2UkOAM/Tsphr9-MI4I/AAAAAAAAAfI/HuYayQLVvtA/s320/Aldo%2BChimenti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;ancor oggi) di bollare come dark qualunque cosa suonasse un po’ più tenebrosa e crepuscolare del solito, facendo di questo termine un marchio inflazionato che finì per non significare più nulla. Rappresentare il lato oscuro dell’esistenza, raccontare la tragedia, vestirsi di nero, esplorare il mondo dell’occulto e cantare il declino della nostra epoca, che oscura è per definizione, non è prerogativa e variabile fissa di un solo genere o ambito musicale, ma è espressione di un sentire che qualunque sensibilità artistica è deputata a elaborare senza essere fatta oggetto di sterili cartelli. Ciò che fa differenza sono, come sempre, il talento e l’ispirazione. Il rock ha consegnato pagine indimenticabili su questo fronte tematico. Negli anni ‘60 band come HP Lovecraft consegnavano alla storia un paio di capolavori ispirandosi allo scrittore di novelle horror da cui hanno preso il nome, mentre gli Electric Prunes nel 1968 introducevano il canto gregoriano nella psichedelia. Senza poi parlare delle correnti neo-decadentiste e filoesoteriche del progressive e del kraut-rock settantino. Chi non ha cantato la notte e il mistero della vita in musica? Ma alla notte bisogna contrapporre la luce, la scintilla del poeta che fa emergere verità e forme di bellezza altrimenti inarrivabili.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Veniamo a questioni più tecniche: il nuovo millennio ha coinciso con la crisi della musica, la fine dei supporti fisici e l’avvento degli mp3. Quale pensi sia la causa principale di questa crisi, solo una questione di supporto o più profondamente una crisi culturale?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’ultima ipotesi è la più calzante, una crisi culturale da imputarsi sostanzialmente all’ascesa del mondialismo e della globalizzazione, frutto di una rivoluzione tecnologica che ha cambiato le regole del gioco, accorciando le distanze e cancellando le differenze, con un conseguente effetto di appiattimento deleterio. Non vorrei apparire antiquato, ma che razza di valore aggiunto ha portato l’avvento dei formati digitali nella musica? Temo nessuno, solo una banalizzazione del gesto creativo. Tutto dipende dalle aspettative che ognuno pone nei confronti della musica, se relegarla a semplice oggetto di consumo o se in essa si cerca quella scintilla di cui s’è detto sopra, un indizio d’arte illuminata e ricchezza di contenuti; se poi c’è una punta di originalità e magari un guizzo di stimolante follia, tanto meglio. Una bella prova d’autore non può essere svilita gettandola nel calderone indifferenziato della rete, ma onorarla nell’unico modo dovuto, vale a dire nel disco insieme a tutto ciò che lo correda e completa -cornice grafica, trascrizione dei testi, note di copertina…-, possibilmente nell’intramontabile formato vinile. E quindi godersi il rito dell’ascolto come un sogno, come momento magico cui dedicarsi con tutti i sensi e sentimenti. Altroché mp3 e cultura dell’usa e getta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nonostante la crisi della musica, Rockerilla e poche altre riviste cartacee specializzate sopravvivono ancora alle intemperie. Quali difficoltà bisogna affrontare per essere ancora nelle nostre edicole?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Proprio a causa dei moderni sistemi di comunicazione di massa e della situazione di cui abbiamo appena detto, curare e pubblicare una rivista seria in forma cartacea oggi è un’impresa piuttosto impegnativa che comporta dei costi difficilmente compensati dalle vendite. Per sopravvivere, una rivista tradizionale deve fare appello – altro aspetto doloroso – agli sponsor e alle pubblicità di settore. Ma oltre a questo, torno a dire, serve tanta determinazione e la voglia di crederci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pensi che il futuro dell’editoria musicale sia sul WEB o che non si potrà mai prescindere dal formato cartaceo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Chi può dirlo? Ormai siamo pronti a tutto. Forse arriveremo al punto in cui per produrre carta stampata si dovrà di nuovo ricorrere al ciclostile. Lo zoccolo duro dell’editoria classica contro i moloch dell’informazione digitale. La sfida è ancora aperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’esplosione di internet ha portato alla nascita della fanzine online, la cosiddetta “webzine”, alcune di esse sono molto professionali, molte altre meno, spesso dalla vita effimera. Come pensi abbia cambiato il mondo della informazione musicale la nascita delle webzines? Da giornalista della carta stampata, come vivi queste trasformazioni nel mondo dell’informazione musicale?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Personalmente non amo molto le webzine. Questo non significa che non vi siano dei blog titolati dove attingere notizie o leggere interviste e recensioni di critici informati e competenti. Ma siamo sempre lì. Il web è una piattaforma troppo dispersiva, quando non approssimativa e confusionaria. Il pluralismo va bene, ma a tutto c’è un limite. Farsi bombardare la testa da mille opinioni diverse sullo stesso argomento francamente non credo sia molto utile. Meglio muoversi cautamente fra le maglie della ragnatela… E poi vuoi mettere il piacere tattile e visivo di sfogliare una bella rivista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Escluso Rockerilla, quali magazines musicali legge Aldo Chimenti? Dai mai una sfogliata alle riviste “rivali” come Il Mucchio Selvaggio, Blow Up e Rumore?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I giornali che citi li seguo tutti serenamente. Leggo spesso anche Ritual e Ascension Magazine. Quando riesco a recuperarli, non disdegno periodici stranieri come Uncut, Mojo, NME, Zillo… Ma ti confesso che rimpiango sempre di più le vecchie fanzine realizzate con pochi mezzi nello spirito del DIY e della ricerca appassionata. Forse è il caso di ripensarci.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.rockerilla.com/"&gt;Rockerilla: sito ufficiale&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/pages/ROCKERILLA/97386151265"&gt;Rockerilla su facebook&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-1138850681815558375?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1138850681815558375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1138850681815558375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/11/interviste-aldo-chimenti.html' title='Interviste: Aldo Chimenti'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TqD_IghDMrg/TspiBSW98pI/AAAAAAAAAfU/tz8EMMwu2Vs/s72-c/rockerilla%2B2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-4954617462782929879</id><published>2011-11-06T14:38:00.000-08:00</published><updated>2011-11-06T15:52:16.087-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS - Bando di concorso DANZE MODERNE Vol. 2</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il ritorno del rock italiano cantato in italiano.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Danze Moderne Vol. 1&lt;/strong&gt; è stata una compilation che ha lasciato il segno nella storia della musica indipendente italiana. In primo luogo perché ha sancito la nascita dell’etichetta omonima, secondo perché lo ha fatto con una proposta musicale di alto livello, dove gruppi conosciuti e meno conosciuti si sono trovati insieme in un abbraccio stretto per redigere un &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bPjwa4ajLeU/TrcNWL3TQcI/AAAAAAAAAeA/WjwirKEyqQA/s1600/Danze_Moderne_2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 222px; FLOAT: right; HEIGHT: 224px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672016930489450946" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-bPjwa4ajLeU/TrcNWL3TQcI/AAAAAAAAAeA/WjwirKEyqQA/s320/Danze_Moderne_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;“manifesto sonoro” nel quale il rock italiano cantato in italiano veniva messo in primo piano. Hanno creduto in questo progetto (P)itch, Santa Sangre, Amerigo Verardi, Hiroshima Mon Amour, HattoriHanzo, Soluzione, Lisa Kant &amp;amp; RedKitties e OGM, alcuni nomi di rilievo del panorama rock indipendente italiano ed alcune interessantissime realtà sotterranee, scelte dopo una dura selezione, gli uni accanto agli altri senza alcuno steccato, accomunati dalla sola qualità della proposta musicale, unico metro di giudizio nell’assemblare la raccolta. Un vero e proprio album piuttosto che un’arida sequenza di canzoni, in cui gli otto artisti hanno proposto due brani inediti a testa, brani registrati esclusivamente per questo progetto. Insomma, una compilation come poche altre sono state capaci di essere nella storia del rock italiano, un disco che è diventato presto un oggetto prezioso da possedere, ascoltare e conservare gelosamente.&lt;br /&gt;L’etichetta discografica indipendente Danze Moderne e l’associazione culturale Fonoarte sono quindi pronte per ripetere la fortunata esperienza e aprono il bando di concorso per &lt;strong&gt;Danze Moderne Vol. 2&lt;/strong&gt;. Anche qui, come per il primo volume, otto saranno i gruppi selezionati che compariranno sul disco, con due brani inediti a testa, rigorosamente cantati in italiano. Ma per questo volume c’è una marcia in più: ad uno dei gruppi partecipanti verrà offerto un contratto discografico/editoriale per la stampa di un album con l'etichetta Danze Moderne, un’ulteriore occasione per avere una visibilità importante nel mondo del rock indipendente italiano.&lt;br /&gt;Il bando scade il &lt;strong&gt;30/06/2012&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.danzemoderne.it/Pages/danzemoderneconcorso.html"&gt;Leggi il bando&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-4954617462782929879?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4954617462782929879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4954617462782929879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/11/bando-di-concorso-danze-moderne-vol-2.html' title='NEWS - Bando di concorso DANZE MODERNE Vol. 2'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-bPjwa4ajLeU/TrcNWL3TQcI/AAAAAAAAAeA/WjwirKEyqQA/s72-c/Danze_Moderne_2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-7958416157353805473</id><published>2011-10-12T01:48:00.000-07:00</published><updated>2011-10-25T08:30:26.241-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS – “Osanna! L’angelo sterminatore”: in arrivo la ristampa dei Rivolta dell’odio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Accolta con euforia la notizia del ritorno del seminale gruppo anconetano.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stata accolta con euforia dagli appassionati di musica underground la notizia della ristampa di “&lt;strong&gt;Osanna! L’angelo sterminatore&lt;/strong&gt;”, primo e unico album all’attivo dei &lt;strong&gt;Rivolta dell’odio&lt;/strong&gt;, storica band post-punk hardcore degli anni ’80, caratterizzata da testi anarchici ed anticlericali. A renderlo noto le etichette indipendenti &lt;strong&gt;Danze Moderne&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Sometimes Records&lt;/strong&gt;, che coopereranno assieme &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1ok7JdiJouU/TpVVHCXxqAI/AAAAAAAAAdU/zrX7k1hp4w8/s1600/RDO%2Bfoto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662525685872306178" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 164px; CURSOR: hand; HEIGHT: 192px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-1ok7JdiJouU/TpVVHCXxqAI/AAAAAAAAAdU/zrX7k1hp4w8/s320/RDO%2Bfoto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;alla riuscita del progetto discografico. Esse non sono state avare di dettagli a riguardo: non sarà una semplice ristampa del LP originale, ma una raccolta su doppio cd di tutto il materiale licenziato dal gruppo nel corso degli anni ’80. Nel primo disco ci sarà “Osanna! L’angelo sterminatore”, 33 giri pubblicato originariamente in vinile rosso nel 1986, insieme ad alcune rarissime tracce live recuperate degli archivi della band, ma è il secondo disco a riservare le maggiori sorprese, infatti conterrà le rarissime tracce della cassetta “&lt;strong&gt;La danza del sangue e del sole&lt;/strong&gt;”, incisa nel 1983 e fatta circolare come demotape in pochissime copie, e una collezione completa dei primi singoli pubblicati tra il 1982 e il 1984, tutto rimasterizzato in digitale. La pubblicazione del doppio cd è prevista per fine anno, vi terremo comunque sempre aggiornati sul nostro blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivolta_dell%27odio"&gt;Rivolta dell’odio su Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.danzemoderne.it/"&gt;Danze Moderne, sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/jkzHrpgf8tI" frameborder="0" width="560" height="315"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-7958416157353805473?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7958416157353805473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7958416157353805473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/10/news-osanna-langelo-sterminatore-in.html' title='NEWS – “Osanna! L’angelo sterminatore”: in arrivo la ristampa dei Rivolta dell’odio'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1ok7JdiJouU/TpVVHCXxqAI/AAAAAAAAAdU/zrX7k1hp4w8/s72-c/RDO%2Bfoto.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-4879091309028905965</id><published>2011-10-05T06:47:00.000-07:00</published><updated>2011-10-25T08:30:09.223-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  I Cineteca Meccanica pubblicano “Deviazioni”, il loro primo cd album</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ne dà l’annuncio l’etichetta indipendente Danze Moderne, con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Limitativo parlare di “revival” new wave anni ’80 per un progetto musicale come quello dei &lt;strong&gt;Cineteca Meccanica&lt;/strong&gt;. Intanto perché i suoi componenti, personaggi di spicco dell’underground milanese, provengono da importanti esperienze musicali che affondano le radici proprio in quegli anni cruciali, secondo perché affrontano il mercato con un album dotato di una sensibilità tutta moderna, soprattutto nei testi di Davide De Santis, carichi delle tensioni e dei conflitti dell’uomo d’oggi. I Cineteca Meccanica si candidano come esponenti di spicco della nuova ondata new wave di casa nostra, ribattezzata Neo Wave, che ha preso piede nel nuovo millennio e che questa volta ha come suo baricentro Milano, dove gli &lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/search/label/Stardom"&gt;Stardom&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/search/label/Stardom"&gt;Soviet della moda&lt;/a&gt; ne hanno scritto il manifesto.&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Milano, 03/10/2011&lt;/strong&gt; – È uscito “&lt;strong&gt;Deviazioni&lt;/strong&gt;”, primo album ufficiale per i Cineteca Meccanica, band elettrowave nata a Milano nel 2009 per mano di &lt;strong&gt;Davide De Santis&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Alessandro Ruberto&lt;/strong&gt;, due veterani della scena underground meneghina avendo militato in numerosi progetti musicali degli ultimi due decenni (U-bahn Enfants, 2+2=5, Scunt, Valis). Il disco ripercorre le strade tracciate negli anni ’80 da quella che è stata considerata la scena new wave italiana per eccellenza (CCCP, Diaframma, Neon, Krisma) unita alle sonorità elettroniche d’oltremanica di artisti come John Foxx, Gary Numan e Ultravox. L’album raccoglie una selezione di quattordici brani composti nel primo anno di vita dell’ensemble, dove i tappeti di tastiera e le pulsanti ritmiche elettroniche di Alessandro Ruberto accompagnano la voce di Davide De Santis, uno dei più apprezzati scrittori di testi della scena sotterranea contemporanea.&lt;br /&gt;“Sebbene i Cineteca Meccanica esistano da soli due anni, &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0es5yzpB-_U/ToxgwTbyqEI/AAAAAAAAAdM/QBeAJapjzc4/s1600/Cineteca_Meccanica_foto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660005214664697922" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 235px; CURSOR: hand; HEIGHT: 173px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-0es5yzpB-_U/ToxgwTbyqEI/AAAAAAAAAdM/QBeAJapjzc4/s320/Cineteca_Meccanica_foto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Deviazioni è un lavoro maturo, frutto di tanti anni di esperienza underground dei singoli componenti” ha dichiarato Davide De Santis, vocalist e portavoce della band, “abbiamo avuto molti riconoscimenti per i miei testi, ma è indubbio che anche le melodie e le ritmiche di Alessandro hanno fatto presa sugli ascoltatori. Sicuramente un progetto destinato a proseguire e a crescere nella sua ricerca sonora”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’album in cd “Deviazioni” sarà disponibile per l’acquisto a partire dal 3 ottobre 2011 nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.danzemoderne.it/Pages/gruppi/cineteca.html"&gt;Cineteca Meccanica su Danze moderne&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-4879091309028905965?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4879091309028905965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4879091309028905965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/10/news-i-cineteca-meccanica-pubblicano.html' title='NEWS –  I Cineteca Meccanica pubblicano “Deviazioni”, il loro primo cd album'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-0es5yzpB-_U/ToxgwTbyqEI/AAAAAAAAAdM/QBeAJapjzc4/s72-c/Cineteca_Meccanica_foto.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-4839147313670534969</id><published>2011-10-03T14:11:00.000-07:00</published><updated>2011-10-03T15:02:51.059-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dischi'/><title type='text'>Dischi: (MU)SiCk Project – Atelier</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il laboratorio della musica.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Musicista eclettico &lt;strong&gt;Massimo Di Gaetano&lt;/strong&gt;: diplomato in chitarra classica, metallaro D.O.C. (attualmente in forza ai &lt;strong&gt;Carpenteria Metallica&lt;/strong&gt;, tribute band ufficiale dei Metallica in Italia), chitarrista nella new wave band &lt;strong&gt;Hiroshima Mon Amour&lt;/strong&gt; dal 2004 al 2006, infaticabile sperimentatore. È questa sua ultima attitudine che lo ha portato a mettere in piedi il progetto (MU)SiCk Project insieme ad &lt;strong&gt;Alessandro Scenna&lt;/strong&gt;, batterista e percussionista sopraffino, capace di percuotere tutto ciò che è percuotibile. Nelle note di presentazione del gruppo, essi scrivono: “Il progetto (MU)SiCk Project focalizza l’attenzione sul ‘&lt;strong&gt;suono&lt;/strong&gt;’ nell’accezione più ampia del termine, a tal punto che, rubando un’espressione del compositore Mauricio Kagel, sarebbe più corretto parlare di ‘vita acustica’, in quanto viene conferita pari dignità anche al silenzio ed al rumore, elementi spesso sottovalutati.”. Quindi i nostri eroi, armati di chitarra classica, percussioni ed altri oggetti, assemblano un lavoro di musica d’avanguardia, sia improvvisata che scritta, dove l’esplorazione del suono assume un ruolo focale. Dalla sei corde acustica e dagli oggetti più disparati, escono suoni particolarissimi che si rincorrono e si intersecano, raccontando gli ambienti e i movimenti &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-7-Mp-y9I6M4/Tool7VzFJDI/AAAAAAAAAdE/8qUeJ-wxqQY/s1600/copertina%2Batelier.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5659377583138350130" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 222px; CURSOR: hand; HEIGHT: 223px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-7-Mp-y9I6M4/Tool7VzFJDI/AAAAAAAAAdE/8qUeJ-wxqQY/s320/copertina%2Batelier.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;del pianeta terra attraverso suggestioni create dalle informazioni che giungono al nostro apparato uditivo. Ci sono i suoni asciutti ma anche gli echi e i riverberi, che non sono mai il frutto di un artificio di studio, ma di tecnica sullo strumento, a confermare l’abilità indiscussa dei due musicisti di Teramo. Il disco si compone di quattordici titoli, di cui undici inediti e tre riarrangiamenti di autori quali John Cage, Bruno Maderna e Egberto Gismonti. Il titolo è “Atelier”, ad omaggiare la sala dove è stato registrato l’album, ex laboratorio pittorico ora divenuto parte degli StratoStudios (TE) del fonico &lt;strong&gt;Ivan D’Antonio&lt;/strong&gt;. Lo stesso Ivan D’Antonio compare nei credits in un paio di brani, dove suona la kalimba e la chitarra hawaiana, sua specialità. Un disco inusuale, sicuramente non per tutti i palati, ma un vanto per la musica creativa del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;(MU)SiCk Project&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: Atelier&lt;br /&gt;Formato: cd album&lt;br /&gt;Anno: 2011&lt;br /&gt;Etichetta: StratoStudios&lt;br /&gt;Stile: acustico, sperimentale, concreta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;1- Sandpaper&lt;br /&gt;2- Zahir&lt;br /&gt;3- Architetture&lt;br /&gt;4- Dream&lt;br /&gt;5- Shanghai 10&lt;br /&gt;6- One For André Breton&lt;br /&gt;7- A Vela Ru Mari&lt;br /&gt;8- Collage&lt;br /&gt;9- Agua E Vinho&lt;br /&gt;10- Japanese Garden&lt;br /&gt;11- Frames&lt;br /&gt;12- Serenata Per Un Satellite&lt;br /&gt;13- Mirror&lt;br /&gt;14- The Sushi Cooker&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Massimo Di Gaetano – chitarra acustica&lt;br /&gt;Alessandro Scenna – batteria, percussioni, cymbals, bells, oggetti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://musickproject.blogspot.com/"&gt;(MU)SiCk Project blog ufficiale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-4839147313670534969?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4839147313670534969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4839147313670534969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/10/dischi-musick-project-atelier.html' title='Dischi: (MU)SiCk Project – Atelier'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-7-Mp-y9I6M4/Tool7VzFJDI/AAAAAAAAAdE/8qUeJ-wxqQY/s72-c/copertina%2Batelier.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8539475403728830117</id><published>2011-09-03T05:49:00.000-07:00</published><updated>2011-09-03T06:00:16.694-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dischi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cadabra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Revenge Records'/><title type='text'>Dischi: CADABRA – Past To Present</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Substance.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era bisogno di questo disco dei &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt;. Past To Present è una raccolta su cd che mette insieme gli EP autoprodotti che hanno caratterizzato la fase più epica della loro carriera (Blood And Blades e Love Boulevard), oramai introvabili sul mercato, insieme ad alcuni brani tratti dall’album Wave/Action, completamente remixati, e al singolo Heart, uscito ad ottobre dello scorso anno solo in formato digitale. C’era bisogno di questo disco perché alcune perle della discografia Cadabra contenute nei due EP, come &lt;strong&gt;Sleeping&lt;/strong&gt;, Love Boulevard o Blood And Blades, rischiavano di non avere più una forma fisica e di poter essere ascoltate solo in streaming su qualche web radio o sui più famosi social network (MySpace, facebook). C’era bisogno di questo disco perché i fans che erano rimasti spiazzati da un album come &lt;strong&gt;Wave/Action&lt;/strong&gt;, dove spariva l’elettronica che da sempre aveva caratterizzato il loro sound a favore di ruvide chitarre, trovano qui quattro brani ripescati da quel disco, &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-JzQ9wanMPzY/TmIi4IRybuI/AAAAAAAAAcE/eTj6e0rc0e4/s1600/Cadabra%2B-%2BPTP.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648115230366133986" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-JzQ9wanMPzY/TmIi4IRybuI/AAAAAAAAAcE/eTj6e0rc0e4/s320/Cadabra%2B-%2BPTP.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rielaborati e rinvigoriti, il cui suono è stato reso cristallino dal nuovo mixaggio in modo da avvicinarsi al classico “sound Cadabra” senza rinunciare all’essenzialità del combo basso/chitarra/batteria. C’era bisogno di questo disco perché i Cadabra, sicuramente uno dei migliori e più attivi gruppi new wave italiani, dopo tredici anni di carriera avevano la necessità di mettere un punto fermo su quanto fatto, prima di gettare le basi per nuovi progetti, con tutto il loro bagaglio di esperienza, mestiere e creatività. Un futuro che io vedo fulgido se ne è l’anteprima la splendida &lt;strong&gt;Heart&lt;/strong&gt;: un brano appassionato, coinvolgente, tecnicamente impeccabile, perfetto nel suo equilibrio tra acustica ed elettronica, che esalta le capacità dei nostri e che avrebbe scalato le classifiche internazionali in mano ad un qualsiasi gruppo d’oltremanica.&lt;br /&gt;Ed è quindi con fiducia che attendiamo un eventuale prossimo album… godendoci nel frattempo le maraviglie di questo Past To Present.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: Past To Present&lt;br /&gt;Formato: cd album&lt;br /&gt;Anno: 2011&lt;br /&gt;Etichetta: Revenge Records&lt;br /&gt;Stile: new wave, rock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;1- Blood And Blades&lt;br /&gt;2- Morning Star&lt;br /&gt;3- Sleeping&lt;br /&gt;4- Time Rio&lt;br /&gt;5- A Strange Kind Of Fashion&lt;br /&gt;6- Love Boulevard&lt;br /&gt;7- The Muse Of Despair&lt;br /&gt;8- Echo&lt;br /&gt;9- Watching Me Change&lt;br /&gt;10- All Your Bodies&lt;br /&gt;11- Other Side&lt;br /&gt;12- Christabel&lt;br /&gt;13- Heart&lt;br /&gt;14- Love Boulevard (Loveless Mix)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Sebiano Cuscito: voce, chitarra, tastiere&lt;br /&gt;Francesco Radicci: batteria&lt;br /&gt;Vincenzo Romano: basso&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;Cadabra, sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/pages/Cadabra/54301377279?ref=ts"&gt;Cadabra su facebook&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8539475403728830117?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8539475403728830117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8539475403728830117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/09/dischi-cadabra-past-to-present.html' title='Dischi: CADABRA – Past To Present'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-JzQ9wanMPzY/TmIi4IRybuI/AAAAAAAAAcE/eTj6e0rc0e4/s72-c/Cadabra%2B-%2BPTP.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-919367650316785815</id><published>2011-08-31T15:07:00.000-07:00</published><updated>2011-09-08T03:23:50.383-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  I Cineteca Meccanica esordiranno in autunno con il loro primo album</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Si intitolerà “Deviazioni” e sarà presentato il 15 ottobre al Ligera di Milano.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Cineteca Meccanica, ultima creatura musicale prodotta dall’etichetta indipendente &lt;strong&gt;Danze Moderne&lt;/strong&gt;, annunciano la pubblicazione del primo album “Deviazioni” per il 3 ottobre 2011. Il gruppo elettrowave milanese, fondato da &lt;strong&gt;Davide De Santis&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Alessandro Ruberto&lt;/strong&gt;, presenterà il disco al Ligera di Milano sabato 15 ottobre, in un concerto dal vivo dove saranno accompagnati sul palco dagli &lt;strong&gt;Stardom&lt;/strong&gt;, reduci anche loro da un esordio discografico con Danze Moderne (l’album “&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/11/dischi-stardom-soviet-della-moda.html"&gt;Soviet della moda&lt;/a&gt;”) e da un brillante live tour nazionale. I due gruppi si esibiranno a partire dalle ore 22:00 in un intenso spettacolo di “rock italiano cantato in italiano”, rispolverando la gloriosa epopea della new wave anni ’80 che fu di Diaframma, Litfiba e CCCP.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8j0tKVJkYaI/Tl6yO3ZN0FI/AAAAAAAAAb8/9XnafUyHEmI/s1600/cineteca%2Bmeccanica%2Bpromo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647146951226806354" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 668px; CURSOR: hand; HEIGHT: 208px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-8j0tKVJkYaI/Tl6yO3ZN0FI/AAAAAAAAAb8/9XnafUyHEmI/s320/cineteca%2Bmeccanica%2Bpromo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ligera.it/"&gt;Cineteca Meccanica, facebook&lt;br /&gt;Stardom, sito ufficiale&lt;br /&gt;Ligera, sito ufficiale&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-919367650316785815?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/919367650316785815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/919367650316785815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/08/news-i-cineteca-meccanica-esordiranno.html' title='NEWS –  I Cineteca Meccanica esordiranno in autunno con il loro primo album'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8j0tKVJkYaI/Tl6yO3ZN0FI/AAAAAAAAAb8/9XnafUyHEmI/s72-c/cineteca%2Bmeccanica%2Bpromo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8744554789128721806</id><published>2011-08-06T13:47:00.000-07:00</published><updated>2011-08-06T15:57:25.590-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>Le copertine dei dischi, un’arte in via d’estinzione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;L’avvento della musica digitale ha chiuso definitivamente l’epoca d’oro delle cover art.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“La copertina di un disco viene prima della musica”. Queste furono le parole che mi disse l’allora discografico del mio gruppo quando mi presentai a lui con il master finale del nostro primo album. Restai sbalordito da tale dichiarazione, io fino a quel momento avevo pensato solo alla musica. Mi aveva chiesto quali idee avessimo per la copertina e io gli avevo risposto che non ne avevamo nessuna. Allora mi spiegò che, prima ancora di mettere un disco sul piatto (ma nella sua mente forse c’era anche “prima di comprarlo”), un ascoltatore osserva la copertina, ne resta suggestionato e già da lì deve capire quale musica andrà ad ascoltare. Quindi, in una semplice sequenza te&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-pG-FF2AMzVM/Tj20-uH_FPI/AAAAAAAAAaU/lS9S_4xckSU/s1600/Velvet%2BUnderground%2B%2526%2BNico.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637861298164143346" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 248px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-pG-FF2AMzVM/Tj20-uH_FPI/AAAAAAAAAaU/lS9S_4xckSU/s320/Velvet%2BUnderground%2B%2526%2BNico.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;mporale, la copertina di un disco viene prima della musica. Col senno di poi, parole sante! Bei tempi quelli: la copertina era una parte importante della cultura musicale, c’erano ancora gli LP in vinile e le grafiche erano dei veri e propri quadri, che potevano essere appesi ad un muro. L’artwork (o cover art) ha reso celebri alcuni dischi tanto quanto la musica che contenevano. Sicuramente un mezzo per incentivare la vendita, ma soprattutto un’espressione dell’intenzione dell’artista. Le copertine semplici o apribili, con inserti artistici, con dentro il foglio dei testi e le fotografie del musicista, hanno fatto diventare l’album discografico un’attraente opera d’arte. Sono stati usati fogli di giornale, cartone grezzo, box metallici, ologrammi, copertine forate, copertine poster, chiusure lampo… sono state inserite nel package fotografie, cartoline, gadgets, spille, poster. Insomma, la fantasia ha avuto in questo campo un ampio sfogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio, negli anni ’20, i primi album in vinile a 78 giri venivano inseriti in fogli di carta per poter essere protetti da urti e polvere, un foro centrale permetteva di leggere l’etichetta con l’autore e i titoli dei brani. In seguito questi fogli di carta vennero sostituiti da cartoncino per permettere al disco di reggersi in piedi, visto che, impilati l’uno sull’altro in orizzontale, rischiavano di rompersi. Nel 1938 ci fu la svolta: &lt;strong&gt;Alex Steinweiss&lt;/strong&gt;, art director della Columbia, decise di cambiare le copertine di cartoncino marrone, us&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-2afwxgc59Xk/Tj21R3G_gzI/AAAAAAAAAac/qHB9hnrNULE/s1600/david%2Bbowie%2Bdiamond%2Bdogs.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637861626993410866" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 249px; CURSOR: hand; HEIGHT: 238px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-2afwxgc59Xk/Tj21R3G_gzI/AAAAAAAAAac/qHB9hnrNULE/s320/david%2Bbowie%2Bdiamond%2Bdogs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ate fino ad allora, con opere colorate che rendessero l’idea della musica che era contenuta nel vinile. Fu un successo enorme, il nuovo packaging e le illustrazioni rilanciarono l’industria musicale e le vendite aumentarono con percentuali dell’800%. Da quel momento in poi fotografi, pittori, filosofi e graphic desingners si sono cimentati nella realizzazione della copertina più affascinante, accattivante, interessante, che esprimesse appieno con le immagini e i colori quello che il musicista esprimeva attraverso le note. Negli anni ’60 e ‘70 le copertine ebbero un’esplosione di forme e di colori, si usarono i materiali e gli oggetti più diversi, ma anche le sagome, in alcuni casi, subirono delle variazioni: tonde, triangolari, doppie, triple. Negli anni a seguire addirittura il vinile stesso è stato colorato, reso trasparente e infine disegnato (i meravigliosi picture disc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, negli anni ’80, è arrivato il &lt;strong&gt;compact disc&lt;/strong&gt; e c’è stata una piccola rivoluzione dell’artwork: la superficie dedicata all’immagine di copertina venne a ridursi notevolmente, ponendo ai grafici delle nuove sfide. Il libretto, quadrato anch’esso e di dimensioni di circa un terzo dell’LP, era contenuto nel famigerato “&lt;em&gt;jewel box&lt;/em&gt;” in plexiglas, fragilissimo e solito andare in pezzi alla minima caduta nella parte più delicata, la cerniera. Alcune ristampe fatte da LP a cd non hanno superato brillantemente il test della “riduzione”, come ad esempio i&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-FVfkNJcluQ8/Tj21g9znV7I/AAAAAAAAAak/UzNrCw6L2a4/s1600/Public%2BImage%2BLtd%2BMetal%2BBox.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637861886489221042" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 252px; CURSOR: hand; HEIGHT: 229px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-FVfkNJcluQ8/Tj21g9znV7I/AAAAAAAAAak/UzNrCw6L2a4/s320/Public%2BImage%2BLtd%2BMetal%2BBox.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;n &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-XuNioPk21nY/TibnIVR57fI/AAAAAAAAAE0/yn1ZU6HekBk/s1600/sgt-pepper%252B%2525281%252529.jpg"&gt;Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band&lt;/a&gt; dei &lt;strong&gt;Beatles&lt;/strong&gt;, con i personaggi alle spalle del gruppo miniaturizzati, o in &lt;a href="http://www.technodisco.net/img/tracks/j/john-foxx/814401-john-foxx-the-garden.jpg"&gt;The Garden &lt;/a&gt;di &lt;strong&gt;John Foxx&lt;/strong&gt;, dove l’artista, rimpicciolito, sparisce tra gli alberi. Ma nelle nuove produzioni si è per forza dovuto tener conto di questo fattore e in alcuni casi i risultati sono stati brillanti, come in &lt;a href="http://images.uulyrics.com/cover/s/sade/album-love-deluxe.jpg"&gt;Love Deluxe&lt;/a&gt; di &lt;strong&gt;Sade&lt;/strong&gt; o &lt;a href="http://www.miomusik.com/manu_dibango/wakafrika_CD_large.jpg"&gt;Wakafrika&lt;/a&gt; di &lt;strong&gt;Manu Dibango&lt;/strong&gt;. Anche qui tante sono state le soluzioni artistiche, specie per quanto riguarda il libretto, dai semplici due foglietti a veri e propri tomi di diverse pagine legate da due puntine o piegate su se stesse “a fisarmonica” tre, quattro o più volte. Certo, l’avvento del cd resta un brutto colpo per gli estimatori del vinile e, soprattutto, delle grandi copertine cartonate, quelle opere che in molti casi avrebbero meritato di essere appese ad un muro come quadri, ma questo era nulla in confronto a quello che sarebbe accaduto nel nuovo millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avvento della musica digitale, degli &lt;strong&gt;mp3&lt;/strong&gt;, ha di fatto ucciso l’artwork degli album musicali. Le canzoni hanno iniziato a correre sul web da un PC all’altro in forma di files compressi. Se i puristi del suono ritenevano che il passaggio dal vinile al compact disc avesse penalizzato la qualità dell’audio, generando delle polemiche tra i due schieramenti, con l’mp3 la qualità ha subito senza ombra di dubbio un drastico crollo. Ma è soprattutto la copertina, insieme a tutto il supporto fisico, ad essere stata sacrificata al dio progresso. Molti album oggi giacciono sugli hard disc dei computers in anonime cartelle e privi dell’immagine grafica con cui l’artista aveva voluto comunicare all’ascoltatore il suo universo. Il noto grafico inglese &lt;strong&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Saville_(designer)"&gt;Peter Saville&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, autore di storiche copertine per gruppi come Joy Division, New Order, Ultravox, OMD… qualche anno fa denunciava sulle pagine dell’&lt;em&gt;Independent On Sunday&lt;/em&gt; che l’immissione sul mercato di mp3 players aveva definitivamente ucciso “l’arte di produrre copertine dei dischi”. L’ex designer della Factory affermava in quell’articolo: ”Un tempo le copertine dei dischi rappresentavano una finestra su un mondo parallelo, mentre oggi il mercato discografico le ha rese obsolete tramite la produzione di supporti praticamente inesistenti. Se la lo&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-iR2r3JL5OeA/Tj21t0A2k3I/AAAAAAAAAas/wCtl79cWbtA/s1600/Joy%2BDivision%2BCloser.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637862107198690162" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 263px; CURSOR: hand; HEIGHT: 252px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-iR2r3JL5OeA/Tj21t0A2k3I/AAAAAAAAAas/wCtl79cWbtA/s320/Joy%2BDivision%2BCloser.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ro funzione non verrà recuperata, ci troveremo con l’aver perso una parte fondamentale del mondo musicale”. L’appello, al momento, sembra caduto nel vuoto. Per i giovani d’oggi la musica è una collezione di file mp3 ben organizzata sul PC, magari scaricata illegalmente con eMule, completa di scansione in formato jpg di fronte, retro, interno e immagine sul disco dell’originale supporto cd. Per chi trova un album mp3 senza la copertina, sono nati appositi siti web come &lt;strong&gt;All Cd Covers&lt;/strong&gt;, gestito direttamente dalla sua community. Qui gli utenti caricano le copertine di cui dispongono, gli altri le votano garantendo così una sorta di “controllo qualità” che premia i files con una risoluzione più elevata. &lt;strong&gt;Album Art Search&lt;/strong&gt;, invece, si è auto-proclamato come “il più grande archivio di cover del mondo“ ed al suo interno è possibile trovare, oltre alle copertine, anche torrent, trailer e sottotitoli relativi ai termini di ricerca inseriti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono dunque lontani i tempi in cui si poggiava il vinile sul piatto e, mentre la musica fluiva, ci godevamo le immagini della grafica di copertina e leggevamo i testi delle canzoni, completamente immersi in quel mondo fantastico. Oggi la rivoluzione digitale, positiva o negativa la si voglia giudicare, ha obiettivamente penalizzato l’arte dell’immagine legata alla musica, riportandoci negli anni ’20 e ‘30, ai 78 giri avvolti in anonimi fogli di carta. Ad una sovrabbondanza di materiale a disposizione a seguito di questa “democratizzazione” della musica, non ha corrisposto una maggiore e approfondita analisi dell’album discografico, sia nelle sue parti musicali, sia nelle sue parti grafiche, contribuendo ad innescare quella crisi che attanaglia il settore dai primi anni del nuovo millennio. Non so quale sarà la prossima rivoluzione nel mondo della musica, ma qualsiasi essa sarà, spero darà di nuovo spazio all’arte delle immagini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://inspiredology.com/99-best-designed-album-covers/"&gt;Le copertine più belle della storia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stevecarter.com/albumcovers.htm"&gt;Le copertine più brutte della storia&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8744554789128721806?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8744554789128721806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8744554789128721806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/08/le-copertine-dei-dischi-unarte-in-via.html' title='Le copertine dei dischi, un’arte in via d’estinzione'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pG-FF2AMzVM/Tj20-uH_FPI/AAAAAAAAAaU/lS9S_4xckSU/s72-c/Velvet%2BUnderground%2B%2526%2BNico.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6810547138181500386</id><published>2011-08-03T12:16:00.000-07:00</published><updated>2011-08-06T15:42:59.913-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  “Atelier” è il primo album dei (MU)SiCk Project</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ne dà l’annuncio il gruppo teramano insieme all’associazione culturale Fonoarte, con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(MU)SiCk Project è il progetto musicale del chitarrista Massimo Di Gaetano (ex Hiroshima Mon Amour) e del percussionista Alessandro Scenna, due validi musicisti di Teramo dediti ad una sperimentazione acustica di gran pregio. Chitarra classica, percussioni e svariati oggetti per raccontare il suono e la sua natura, tra melodie, rumori e silenzi. Il disco è stato registrato agli StratoStudios di Teramo dal fonico Ivan D’Antonio, che compare anche come ospite suonando la kalimba e la chitarra hawaiana, sua specialità.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Teramo, 01/08/2011&lt;/strong&gt; – È uscito “Atelier”, il primo album dei &lt;strong&gt;(MU)SiCk Project&lt;/strong&gt;, band di Teramo composta da due validi musicisti: &lt;strong&gt;Massimo Di Gaetano&lt;/strong&gt;, chitarra classica, e &lt;strong&gt;Alessandro Scenna&lt;/strong&gt;, percussioni. Pubblicato grazie al supporto dell'associazione culturale Fonoarte, l’album si compone di quattordici pezzi strumentali, di cui undici inediti e tre re-interpretazioni di classici di John Cage, Bruno Maderna e Egberto Gismonti. La loro musica esplora &lt;strong&gt;il suono&lt;/strong&gt; nel vero senso della parola: la chitarra crea melodie, ma anche effetti attraverso la sperimentazione di varie tecniche volte ad ottenere una gamma quanto più ampia possibile di sonorità diversificate, mentre Aless&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-66SlDlHq7eo/TjmfPjaRbZI/AAAAAAAAAZM/JOukd5er7t4/s1600/Musick%2BProject%2Bfoto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636711498183175570" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 220px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-66SlDlHq7eo/TjmfPjaRbZI/AAAAAAAAAZM/JOukd5er7t4/s320/Musick%2BProject%2Bfoto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;andro Scenna crea ritmo, suoni e rumori dagli oggetti più disparati, grazie a parti di batteria modificate, campanelli o oggetti di uso comune, come piatti, bicchieri e pentole. Musica d’&lt;strong&gt;avanguardia&lt;/strong&gt;, acustica e sperimentale, che crea suggestioni e senso di appartenenza al mondo che ci circonda, con i suoi ritmi, i suoi suoni, ma anche con i suoi rumori e il suo silenzio. “Abbiamo realizzato un album molto sperimentale” ha dichiarato Massimo Di Gaetano, chitarrista e portavoce del gruppo, “il nostro scopo era sperimentare e sfruttare al massimo le nostre conoscenze tecniche per esplorare il significato di “suono” nell'accezione più ampia del termine, nei suoi aspetti più raffinati, ma anche nei suoi aspetti più primitivi e rumoristici”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’album in cd “Atelier” dei (MU)SiCk Project è disponibile per l’acquisto nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (Amazon, CdUniverse, cdandlp, Ebay, ecc…).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://musickproject.blogspot.com/"&gt;(MU)SiCk Project – Blog ufficiale &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/musickproject"&gt;(MU)SiCk Project su MySpace&lt;br /&gt;(MU)SiCk Project su facebook&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-6810547138181500386?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6810547138181500386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6810547138181500386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/08/news-atelier-e-il-primo-album-dei.html' title='NEWS –  “Atelier” è il primo album dei (MU)SiCk Project'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-66SlDlHq7eo/TjmfPjaRbZI/AAAAAAAAAZM/JOukd5er7t4/s72-c/Musick%2BProject%2Bfoto.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-912533515979226961</id><published>2011-07-03T13:51:00.000-07:00</published><updated>2011-08-03T12:55:32.592-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  I Cadabra pubblicano “Past To Present”, il loro nuovo cd album</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ne dà l’annuncio l’etichetta Revenge Records, con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Dopo i numerosi consensi per l’album Wave/Action, pubblicato nel 2009, i &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt; hanno sentito la necessità di raccogliere e pubblicare tutto il materiale disperso su singoli autoprodotti, licenziati dal 2003 ad oggi, insieme a brani in versione alternativa e remix. L’operazione prende il nome di “&lt;strong&gt;Past To Present&lt;/strong&gt;”, cd album che mette in fila tutta una serie incredibile di potenziali hit da classifica, come Love Boulevard, Sleeping e Heart.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bari, 27/06/2011&lt;/strong&gt; – È uscito “Past To Present”, il nuovo album dei Cadabra, band di Gioia Del Colle che ha saputo esportare in Europa la &lt;strong&gt;new wave&lt;/strong&gt; di casa nostra. L’album si compone di 14 pezzi estratti dai precedenti lavori “Blood And Blades”, “Love Boulevard” e “Wave/Action”, rimasterizzati digitalmente, e il singolo “Heart”. La &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0r9ufgLLmqM/ThDhKK4qETI/AAAAAAAAAXc/4QP-hwcGeYc/s1600/Cadabra%2Bfoto%2B2011.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625243499422683442" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 278px; CURSOR: hand; HEIGHT: 198px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-0r9ufgLLmqM/ThDhKK4qETI/AAAAAAAAAXc/4QP-hwcGeYc/s320/Cadabra%2Bfoto%2B2011.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;loro musica, sulle orme di bands storiche come The Cure, Mission, New Order e Depeche Mode, è una new wave rivisitata secondo uno stile moderno e del tutto personale, tanto da aver loro garantito un seguito importante sia in Italia che all’estero. “Past To Present” raccoglie in un unico disco molto materiale relativo alle prime produzioni della band, oramai irreperibili sul mercato. “Questo album fa il punto sui primi tredici anni della nostra carriera” ha dichiarato &lt;strong&gt;Francesco Radicci&lt;/strong&gt;, batterista e portavoce del gruppo, “inoltre regala ai nuovi fans quello che era il contenuto dei nostri primi mini-album “Blood And Blades” e “Love Boulevard”, dischi che hanno determinato il nostro successo, ma le cui copie sono oramai esaurite da tempo”.&lt;br /&gt;L’album “Past To Present” dei Cadabra è disponibile all’acquisto nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (Ebay, Amazon, CdUniverse, cdandlp, ecc…). Inoltre sarà possibile acquistarlo sulle principali piattaforme di vendita online (iTunes).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;Cadabra, sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/DW-N5lcZE6U" frameborder="0" width="425" height="349"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-912533515979226961?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/912533515979226961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/912533515979226961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/07/news-i-cadabra-pubblicano-past-to.html' title='NEWS –  I Cadabra pubblicano “Past To Present”, il loro nuovo cd album'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-0r9ufgLLmqM/ThDhKK4qETI/AAAAAAAAAXc/4QP-hwcGeYc/s72-c/Cadabra%2Bfoto%2B2011.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-1210022382051093436</id><published>2011-06-02T14:33:00.000-07:00</published><updated>2011-06-02T15:36:44.257-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SIAE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>SIAE: Affidato ad un novantenne il futuro della musica italiana</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Gian Luigi Rondi, classe 1921, nominato Commissario Straordinario della SIAE.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso marzo l’attuale governo in carica, su proposta del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del Ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi, ha nominato Gian Luigi Rondi Commissario Straordinario della SIAE, a seguito delle dimissioni del presidente Giorgio Assumma nel dicembre 2010. La notizia è stata fatta passare sottotono, senza particolari clamori. Ma Gian Luigi Rondi, critico cinematografico e attuale presidente dell’Ente David di Donatello e del Festival internazionale del film di Roma, il prossimo 10 dicembre compirà 90 anni. Voci di indignazione si sono levate da chi si aspettava dalla SIAE una svolta nella propria gestione, per risolvere le nuove sfide legate al diritto d’autore nel tempo della rete e del web. In questo modo si è messo alla guida dell’ente una persona che probabilmente non ha mai messo gli occhi davanti allo schermo di un computer e che potrebbe non aver perfettamente chiaro il significato di mp3, file sharing e social network. Le prime critiche sono state mosse da Alessio Croppi, critico cinematografico e responsabile cultura di FLI: “Un Commissario nato prima dell'invenzione del vinile non può essere in grado di affrontare i problemi del diritto d’autore nell’epoca di internet e delle nuove tecnologie. Questo vuol dire che il lavoro verrà affidato ad un oscuro funzionario che risponderà a chissà quali interessi”. Quel riferimento all’oscuro funzionario non è piaciuto alla SIAE, che ha replicato con il Direttore Generale Gaetano Blandini: “Rondi è attivo e pronto a prendere tutte le decisioni che riterrà necessarie, aiutato d&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-7fTEwFdMbjY/TegB99nORwI/AAAAAAAAAXQ/vBsTWbRDZzk/s1600/gian-luigi-rondi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613739099540047618" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-7fTEwFdMbjY/TegB99nORwI/AAAAAAAAAXQ/vBsTWbRDZzk/s320/gian-luigi-rondi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a due sub-commissari, il professor Mario Stella Richter e l'avvocato Domenico Luca Scordino. Inoltre la legge sul diritto d’autore è regolata da una legge dello Stato ed eventualmente il compito di rivederla, alla luce delle nuove sfide imposte dalle tecnologie e dal mercato, spetta al Parlamento della Repubblica”. Entro il 31 dicembre del 2011, il nuovo commissario e i suoi due sub-commissari dovranno provvedere alla riforma dello Statuto, del Regolamento Generale della società e del regolamento elettorale. Nonché approvare il bilancio e avviare il piano messo a punto in questi mesi da Blandini per rilanciare la SIAE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo criticato la SIAE diverse volte su questo blog, ma l’ente non perde occasione per offrirci nuovi spunti per ulteriori critiche. La SIAE oggi conta 90.000 iscritti di cui solo circa 1.500 incassano più di 15 mila euro l’anno. Abbiamo duramente criticato la norma dell’ottobre 2006, che qualcuno ha ribattezzato “L’infame sorteggio”, con la quale si determinava una nuova metodologia per la ripartizione dei diritti d’autore per ciò che riguarda i cosiddetti “concertini”. Questa norma, di cui noi chiediamo la cancellazione, ha nel concreto penalizzato economicamente i piccoli autori e i piccoli editori musicali, il tutto a beneficio dei soliti grandi nomi (vi invito a leggere il nostro articolo in merito &lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/la-siae-e-la-ripartizione-dei-diritti.html"&gt;La SIAE e la ripartizione dei diritti d’autore&lt;/a&gt;). Ma questa è solo la punta dell’iceberg, il tema sul quale conduciamo da tempo la nostra principale battaglia. Per il resto la SIAE, storica Società Italiana degli Autori e degli Editori legata al Ministero dei Beni culturali, galleggia tra problematiche economiche, tecnologiche e culturali. Tanto da essere accusata anche dalla Lega Nord (attualmente forza di governo) di essere l’ennesimo carrozzone italiano, con i suoi 1.400 dipendenti e più 600 agenti mandatari, con un deficit che rischia di diventare strutturale (si parla di cifre intorno ai 3 milioni di euro), nonostante gli oltre 600 milioni di euro raccolti ogni anno in diritti d’autore. Per questi motivi ci aspettavamo delle scelte strategiche importanti, scelte che continuano a non essere fatte. Oltre alla SIAE, ci permettiamo di criticare anche Gian Luigi Rondi. All’atto della sua nomina, egli ha commentato: ”Ho accettato per amore della cultura”, ma secondo noi proprio per amore della cultura avrebbe dovuto rifiutare l’incarico e lasciare il suo posto ad un giovane, non dico trentenne, ma almeno quarantenne. È oramai chiaro che la classe dirigente gerontocratica italiana non si occupa di altro che dare poltrone ai suoi coetanei, dai settanta anni in su. Rondi, già presidente dell’Ente David di Donatello e già presidente del Festival internazionale del film di Roma, poteva accontentarsi delle sue due poltrone e risparmiarci di occupare, a 90 anni, quella della SIAE, strategica per la cultura del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riportiamo alcune tappe della storia della comunicazione legate alla vita di Rondi pubblicate sul sito &lt;a href="http://www.thedailyweek.it/"&gt;http://www.thedailyweek.it/&lt;/a&gt; , divertente, ma non troppo:&lt;br /&gt;Gian Luigi Rondi è nato nel 1921.&lt;br /&gt;Quando nacque l’URI, Unione Radiofonica Italiana, nel 1924, Rondi aveva 3 anni.&lt;br /&gt;Quando la RAI ha iniziato a trasmettere, nel 1954, Rondi aveva 33 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque RAI 2, nel 1961, Rondi aveva 40 anni&lt;br /&gt;Quando nacque ARPANET, antenato di internet, nel 1969, Rondi aveva 48 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque RAI 3, nel 1979, Rondi aveva 58 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque il WEB, nel 1991, Rondi aveva 70 anni (!)&lt;br /&gt;Quando nacque Video On Line, nel 1993, Rondi aveva 72 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque Google nel 1998, Rondi aveva 77 anni&lt;br /&gt;Quando nacque Sky Italia, nel 2003, Rondi aveva 82 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque Youtube, nel febbraio del 2005, Rondi aveva 84 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque l’iPhone, nel 2007, Rondi aveva 86 anni.&lt;br /&gt;Il 2 marzo 2011 Steve Jobs presenta l’iPad 2, il giorno dopo, in Italia, Gian Luigi Rondi, all’eta di 89 anni, viene nominato Commissario Straordinario della SIAE.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-1210022382051093436?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1210022382051093436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1210022382051093436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/06/siae-affidato-ad-un-novantenne-il.html' title='SIAE: Affidato ad un novantenne il futuro della musica italiana'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-7fTEwFdMbjY/TegB99nORwI/AAAAAAAAAXQ/vBsTWbRDZzk/s72-c/gian-luigi-rondi.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-710694893570235119</id><published>2011-06-01T12:00:00.000-07:00</published><updated>2011-06-01T12:12:27.486-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dischi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hiroshima Mon Amour'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Danze Moderne'/><title type='text'>Dischi: HIROSHIMA MON AMOUR – Quinta stagione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Dignità di un gruppo.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo che gli Hiroshima Mon Amour fossero incapaci di cambiare. Sin dall’inizio il loro suono è stato ancorato ad un post-punk che pescava a piene mani negli anni ’80, Joy Division, The Cure e Diaframma in primis, lasciando poco spazio all’improvvisazione e alla contaminazione. Molti cambi di formazione nel corso degli anni non hanno mai spostato quel baricentro, quello della “new wave a tutti i costi”, il cui tratto distintivo è stato sin dagli esordi la voce acre e monocorde di Carlo Furii, che ha sempre mantenuto le debite distanze da quel che è comunemente considerato “il bel canto”.&lt;br /&gt;Cambia tutto con questo Quinta stagione, nuovo capitolo della discografia HMA dopo i precedenti Anno Zero, Dedicata, l’antologia di inediti Cambio 1995-2001 e il live Embryo. E non parlo delle due tracce poste agli estremi del disco, ruvida elettronica gotico-industriale (l’amico elvetico Sacha Rovelli, aka Icydawn, al sintetizzatore) cui gli HMA già ci avevano abituato in passato grazie ad episodi come Nemesi, Embryo o Prophecy, ma parlo di tutto il resto. Gli HMA adesso suonano disinibiti, con il gusto di farlo e di misurarsi con altri linguaggi, di sperimentare senza pesanti fardelli sulle spalle (leggi “il fantasma di Ian Curtis”). Il loro suono ora si sporca rotolandosi nel punk (Finzioni), nel blues (Domani è un altro giorno) e c’è persino un ritmo disco in Polizia delle passioni, ma qui oggi si suona soprattutto rock: tante, tantissime chitarre! Sono spariti i synth, che hanno lasciato il posto all’organo e al pianoforte (stupenda l’introduzione pianistica di Dignità di&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wWGBNzb2okM/TeaN_L9n6rI/AAAAAAAAAXI/HO4Q8fJoGds/s1600/HMAquintastagione.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613330102246435506" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 252px; CURSOR: hand; HEIGHT: 233px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-wWGBNzb2okM/TeaN_L9n6rI/AAAAAAAAAXI/HO4Q8fJoGds/s320/HMAquintastagione.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; un uomo), Carlo Furii è più passionale nell’esternare le sue liriche. Emergono ricordi dei vecchi HMA in più di un episodio, soprattutto nei pezzi lenti come L’Europa dopo la guerra e Bacio francese, ma anche qui il tutto si dipana con un “mood” più caldo e intenso. I testi sono molto evocativi, come nella migliore tradizione HMA, con qualche apparente (e sottolineo apparente) leggerezza in più, che conferisce una maggiore freschezza ai brani, in perfetta sintonia con la musica. Questo Quinta stagione è un disco maturo, coraggioso e che merita rispetto. Sicuramente deluderà qualche fan della prima ora che avrebbe preferito la band riproponesse il medesimo “clichet” darkwave, ma i cambiamenti, si sa, passano attraverso percorsi incerti e a volte dolorosi, cui però i nostri paiono ben disposti, per sé stessi e per la loro dignità di artisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Hiroshima Mon Amour&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: Quinta stagione&lt;br /&gt;Formato: cd album&lt;br /&gt;Anno: 2011&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Stile: new wave, rock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;1. Angoscia&lt;br /&gt;2. Non lasciarmi andare&lt;br /&gt;3. Madonna&lt;br /&gt;4. Dignità di un uomo&lt;br /&gt;5. Finzioni&lt;br /&gt;6. Bacio francese&lt;br /&gt;7. Polizia delle passioni&lt;br /&gt;8. Luci di Atri&lt;br /&gt;9. Come ogni notte&lt;br /&gt;10. Domani è un altro giorno&lt;br /&gt;11. L’Europa dopo la guerra&lt;br /&gt;12. D’amore non si muore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Carlo Furii: voce, tastiere&lt;br /&gt;Domenico Capriotti: basso&lt;br /&gt;Danilo De Berardinis: chitarre&lt;br /&gt;Salvatore Palmisio: batteria&lt;br /&gt;Sergio Tancredi: pianoforte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ospiti&lt;br /&gt;Icydawn: elettronica&lt;br /&gt;Siberia: voce in “Angoscia”&lt;br /&gt;Marcello Malatesta: cori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Hiroshima-Mon-Amour/237989695925"&gt;Sito ufficiale&lt;br /&gt;facebook&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-710694893570235119?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/710694893570235119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/710694893570235119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/06/dischi-hiroshima-mon-amour-quinta.html' title='Dischi: HIROSHIMA MON AMOUR – Quinta stagione'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-wWGBNzb2okM/TeaN_L9n6rI/AAAAAAAAAXI/HO4Q8fJoGds/s72-c/HMAquintastagione.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-4584377631613030959</id><published>2011-05-20T15:27:00.000-07:00</published><updated>2011-05-30T15:44:46.037-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>News: Red Ronnie sotto attacco su facebook</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il noto critico musicale e consulente d'immagine di Letizia Moratti, attacca Pisapia su facebook e subisce la ritorsione degli utenti.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Red Ronnie&lt;/strong&gt;, il celebre critico musicale conosciuto per aver scritto su prestigiose riviste come &lt;strong&gt;RockStar&lt;/strong&gt; ed aver condotto programmi televisivi come &lt;strong&gt;Roxy Bar&lt;/strong&gt; e Help!, è in queste ore sotto attacco sulla sua pagina facebook. Migliaia di iscritti in un solo giorno, ma non propriamente fans. Tutto è cominciato con un post su facebook dove Red, collaboratore e consulente d'immagine dell'attuale sindaco di Milano &lt;strong&gt;Letizia Moratti&lt;/strong&gt;, scriveva: “Primo esempio del vento che sta cambiando a Milano: cancellato LiveMi di sabato 21 maggio, in Galleria del Corso. Era l’inizio di &lt;strong&gt;LiveMi 2011&lt;/strong&gt; (che se vincerà Pisapia sarà cancellato dai progetti del Comune). Dava spazio a gruppi e artisti emergenti che potevano esibirsi con brani propri. In compenso Pisapia sta pensando a un megaconcerto con Jovanotti, Ligabue e Irene Grandi. Per dare voce a chi non ce l’ha". Affermazione inverosimile: &lt;strong&gt;Giuliano Pisapia&lt;/strong&gt;, il 21 maggio, non potrà essere in nessun caso sindaco di Milano e tantomeno decidere se dare o meno autorizzazioni per pubblici spettacoli. Il post ha scatenato la reazione dei sostenitori del &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-aNDRb0CVbME/TdbxBes0QqI/AAAAAAAAAXA/ZnGv5r2vz-g/s1600/red%2Bronnie%2Be%2Bfidel.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608935393659732642" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 289px; CURSOR: hand; HEIGHT: 262px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-aNDRb0CVbME/TdbxBes0QqI/AAAAAAAAAXA/ZnGv5r2vz-g/s320/red%2Bronnie%2Be%2Bfidel.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;candidato del centrosinistra, che hanno riempito il profilo di Red Ronnie con centinaia di critiche e ironiche battute, prevalentemente incentrate sui recenti attacchi del centrodestra con accuse che vanno dal furto di un'auto al coinvolgimento con Prima Linea. In serata gli utenti hanno notato che Red ha cambiato foto sul suo profilo, mettendone una dove appare accanto a &lt;strong&gt;Fidel Castro&lt;/strong&gt;, ma ciò non è servito a calmare le acque, anzi è stata l'occasione per ulteriori battute ironiche. Non finisce qui: commentando lo scenario politico milanese all'Adnkronos, Red Ronnie rincara la dose dicendo “Se vince Pisapia, me ne vado da Milano". La notizia è rimbalzata sui siti e sui blog di tutta Italia, dove la critica prevalente contro Red è stata quella di essere entrato a far parte del vile attacco mediatico scatenato dal centrodestra contro Pisapia in vista dei ballottaggi per la poltrona di sindaco di Milano in programma il prossimo 29 maggio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Red-Ronnie/37645125946"&gt;Red Ronnie su facebook&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/m1BqAXnNHWE" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-4584377631613030959?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4584377631613030959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4584377631613030959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/05/news-red-ronnie-sotto-attacco-su.html' title='News: Red Ronnie sotto attacco su facebook'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-aNDRb0CVbME/TdbxBes0QqI/AAAAAAAAAXA/ZnGv5r2vz-g/s72-c/red%2Bronnie%2Be%2Bfidel.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8730983417367347332</id><published>2011-05-14T13:44:00.000-07:00</published><updated>2011-12-02T15:19:16.597-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>News: HMA</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8730983417367347332?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8730983417367347332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8730983417367347332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/05/news-max-stefani-lascia-il-mucchio.html' title='News: HMA'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8417434977042104555</id><published>2011-05-08T13:21:00.000-07:00</published><updated>2011-05-14T14:37:12.801-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Artisti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cadabra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Revenge Records'/><title type='text'>Artisti: CADABRA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La migliore new wave italiana cantata in inglese&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;I &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt; nascono nel gennaio del 1998 per mano del batterista Francesco Radicci insieme al suo più caro amico Geppi Cuscito (voce/chitarra/sintetizzatore). Il gruppo propone una &lt;strong&gt;new wave&lt;/strong&gt; anni ’80 cantata in inglese con forti tinte elettroniche, che si fonde con una naturale attitudine pop-rock.&lt;br /&gt;Nei primi tre anni d’attività i Cadabra pubblicano altrettanti demo-tapes: “Voodoo Medicine” (1998), “Second Skin” (1999) e “Sound Moquette” (2000), promossi in tutta Italia attraverso web-magazines, giornali specializzati e radio indipendenti. Dopo un’intensa attività dal vivo, nel settembre del 2001 i Cadabra entrano in studio per realizzare un lavoro più complesso, le cui registrazioni termineranno due mesi dopo. Nel marzo del 2002 esce il loro primo cd album, autoprodotto, intitolato “Sound Moquette”. All’indomani della pubblicazione del disco, Geppi Cuscito lascia il gruppo per fondare i &lt;strong&gt;RedNeonCity&lt;/strong&gt;, ma i Cadabra si riorganizzano in fretta attorno alla figura del fratello di Geppi, Sebiano, che diventerà la nuova voce solista. La formazione si assesta nella sua line-up definitiva: Francesco Radicci (batteria), Sebiano Cuscito (voce e chitarra) e Vincenzo Romano (basso), formazione che rimarrà invariata fino ai nostri giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tre, coadiuvati dal chitarrista Maurizio Gasparro, partono per il “Tour Moquette”, una serie di date in diverse città italiane a calcare i palchi di importanti music clubs e festivals. Nel giugno del 2002 realizzano il loro primo video-clip: “Blooms”, diretto dai registi Bruno Schiavoni e Andrea Giusti. A settembre 2003 si conclude definitivamente il “Tour Moquette”, per un totale di 50 concerti con 9 regioni e 24 province toccate. Gli ultimi mesi del 2003 vedono la band impegnata nella registrazione di un nuovo disco e per questo si affidano alle mani di Massimo Stano dello Studio Mediterraneo di Bari. A dicembre 2003 esce il mini cd autoprodotto “Blood And Blades”, sicuramente uno dei loro lavori più apprezzati. Per tutto il 2004 i Cadabra saranno “on the road” con il “Bleeding Tour”, giro di concerti che toccherà tutta l’Italia, con importanti opening-act (&lt;strong&gt;Marlene Kuntz, Diaframma&lt;/strong&gt;), quando non loro stessi acclamati headliners. Ad agosto 2005, dopo 55 date, si conclude il “Bleeding Tour”. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SqYiBwyZOJI/AAAAAAAAAHU/A_k8sYblUp0/s1600-h/cadabra+band.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5379024218612119698" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 181px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SqYiBwyZOJI/AAAAAAAAAHU/A_k8sYblUp0/s320/cadabra+band.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Con la collaborazione del chitarrista Marcello Ciccarone, iniziano le registrazioni del nuovo disco e a ottobre 2006 esce il mini cd autoprodotto “Love Boulevard”, anticipato di qualche settimana dall’omonimo singolo. Il “Boulevard Tour” porta sui palchi il nuovo spettacolo e, dopo numerose date, culminerà con la serata del gennaio 2007, presso il Demodé Club di Bari, dove suoneranno insieme ad &lt;strong&gt;Andy dei Bluvertigo&lt;/strong&gt;. A questo colossale evento seguirà un singolare progetto discografico autoprodotto: “Live And Alive”, dvd con immagini amatoriali catturate dai fans del gruppo lungo i loro tre tour più importanti ed un cd dal vivo con la registrazione di un concerto al Blue Note di Campobasso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei primi mesi del 2009, dopo un periodo di pausa necessario a riordinare le idee, i Cadabra iniziano una collaborazione con l’associazione culturale Fonoarte ed entrano in studio per realizzare l’album “Wave/Action”, che vedrà la luce nel luglio del 2009. Il disco segna una svolta nel loro sound, con l’abbandono dell’elettronica, che da sempre li aveva contraddistinti, a favore delle chitarre e di sonorità più scarne, ma non per questo meno affascinanti. L’uscita dell’album coincide con l’Action Tour, serie di concerti che iniziano nell’estate del 2009 e proseguiranno per tutto il 2010. Nel frattempo la Fonoarte dirotta il gruppo verso la giovanissima etichetta &lt;strong&gt;Revenge Records&lt;/strong&gt; e l’evento viene celebrato con la registrazione di un brano inedito, "Heart", che circolerà sul WEB come singolo digitale a partire dall’autunno del 2010. Da questo momento di euforia prende il via un nuovo progetto discografico, un album antologico con sopra materiale oramai irreperibile sul mercato e diversi brani remixati. Il disco sarà pubblicato nel giugno del 2011 con il titolo di “Past To Present”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Etichetta: Revenge Records&lt;br /&gt;Stile: new wave, rock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Sebiano Cuscito: voce, chitarra, elettronica&lt;br /&gt;Vincenzo Romano: basso&lt;br /&gt;Francesco Radicci: batteria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;br /&gt;Past To Present (cd album, 2011, Revenge Records)&lt;br /&gt;Wave/Action (cd album, 2009, Fonoarte)&lt;br /&gt;Live And Alive (cd+dvd, 2007, autoprodotto)&lt;br /&gt;Love Boulevard (mini-cd, 2006, autoprodotto)&lt;br /&gt;Blood And Blades (mini-cd, 2003, autoprodotto)&lt;br /&gt;Sound Moquette (cd album, 2002, autoprodotto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Links:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;http://www.cadabra.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/cadabraband"&gt;http://www.myspace.com/cadabraband&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Uscw8En8Sa0&amp;amp;hl="" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" fs="1&amp;amp;"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8417434977042104555?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8417434977042104555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8417434977042104555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/05/artisti-cadabra.html' title='Artisti: CADABRA'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SqYiBwyZOJI/AAAAAAAAAHU/A_k8sYblUp0/s72-c/cadabra+band.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-1088396563780522298</id><published>2011-05-02T14:21:00.000-07:00</published><updated>2011-05-02T14:32:44.068-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>Last.fm: la radio del futuro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Tra una radio ed un social network, ridefinisce il concetto di “ascoltare la musica”.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordate le radio generaliste degli anni ‘80/’90? Quanta robaccia dovevamo sorbirci prima di veder passare la nostra canzone preferita? E le stazioni che offrivano quella musica di nicchia che ci piaceva tanto? Puntualmente avevano la frequenza disturbata. Tutto ciò sembra preistoria di fronte alle meraviglie di questo portale di nome &lt;strong&gt;Last.fm&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Di cosa si tratta? Non credo di esagerare dicendo che di qui passa il futuro della radio e della musica in generale. Last.fm è una web community che mette a disposizione tutta una serie di strumenti che consentono di ascoltare la propria musica preferita, tener traccia dei propri gusti musicali tramite delle statistiche, approfondirli grazie ai consigli della radio stessa, conoscere utenti che hanno gusti simili, scambiare pareri, informazioni, emozioni. Antenato di Last.fm è &lt;strong&gt;Audioscrobbler&lt;/strong&gt;, una comunità virtuale ideata da &lt;strong&gt;Richard Jones&lt;/strong&gt; (detto “RJ”), uno studente di informatica presso l'università di Southampton, il cui scopo principale era annotare, attraverso un software, quali brani riproducevano gli utenti iscritti &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-LB-uYj4UrCo/Tb8g-WYzGoI/AAAAAAAAAWM/P6dt9c38dnw/s1600/Last_FM.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602232717005757058" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 330px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-LB-uYj4UrCo/Tb8g-WYzGoI/AAAAAAAAAWM/P6dt9c38dnw/s320/Last_FM.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nei rispettivi computer, per poi creare delle classifiche e delle dinamiche collaborative. Nel 2002 nasceva Last.fm ad opera di Felix Miller, Martin Stiksel, Michael Breidenbruecker e Thomas Willomitzer, la cui idea era quella di coniugare il concetto di stazione radio su internet e quello di social network per appassionati di musica. Ben presto i team di Last.fm e quello di Audioscrobbler iniziarono a lavorare insieme e nel 2003 si trasferirono nello stesso ufficio di Whitechapel (Londra), tutte le funzioni di Audioscrobbler furono integrate nel portale di Last.fm fino alla definitiva fusione dei due siti nel 2005. Nel 2006 il portale è stato tradotto in varie lingue, tra cui l’italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andremo ora ad esaminare alcune caratteristiche peculiari di questo straordinario portale:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Radio&lt;/strong&gt; - Digitando il nome di un artista, oppure inserendo un genere musicale o un tag, parte la radio, che ci farà ascoltare quell'artista/genere ed altri simili. Sarà passata la musica dei nostri artisti preferiti, ma anche di artisti a noi sconosciuti, affini al genere che abbiamo selezionato. Una funzione sicuramente interessante per scoprire nuovi gruppi. Quando viene riprodotto un brano, ci appariranno tutte le informazioni sulla band, i concerti in programma, la cover dell’album e anche dove poter acquistare i dischi. È possibile saltare alla traccia successiva, ma non è possibile tornare indietro. A seconda delle canzoni ascoltate, Last.fm propone una "radio su misura", che si può far partire a piacere e che manda in onda le canzoni dei gruppi più ascoltati dall'utente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Statistiche&lt;/strong&gt; – Lo “scrobbling” è la vera innovazione del portale, ossia un software che tiene traccia dei nostri ascolti stilando delle classifiche. Per eseguire lo scrobbling occorre scaricare un apposito programma, di circa 3 mega, installarlo e configurarlo. Ogni volta che si ascolta musica con Media Player, Winamp, iPod, ecc… vengono elencate tutte le canzoni che sono state riprodotte (di cui si possono riascoltare 30 secondi) e fatte delle statistiche molto interessanti: canzoni più ascoltate e artisti più ascoltati nell’ultima settimana o dall’inizio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Community&lt;/strong&gt; – In base alla vostra personalità musicale, individuata dall’audioscrobbler, Last.fm vi mostrerà degli utenti che hanno gusti simili ai vostri, con i quali potrete stringere amicizia e condividere i vostri generi musicali preferiti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gruppi&lt;/strong&gt; - Gruppi di discussione su un determinato artista o argomento musicale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eventi&lt;/strong&gt; – Questa sezione è sostanzialmente un calendario, dove poter inserire data e luogo di un concerto, arricchendolo poi con ulteriori note informative (prezzo del biglietto, prevendite, info sulla località, come raggiungerla, ecc…). Si può segnalare la propria partecipazione e magari sapere se altri utenti intendono partecipare, contattarli in privato (il portale prevede anche un sistema di messaggistica privata) e darsi appuntamento.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tag&lt;/strong&gt; – È possibile creare e gestire i tag (etichette), ossia delle parole chiave da assegnare agli artisti, che verranno accumunati dal genere musicale o da altre caratteristiche (ad esempio: cantato in italiano). In un secondo momento, selezionando quel determinato tag, ritroviamo l’elenco di artisti associato (playlist).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Diario&lt;/strong&gt; – Un Journal/blog dove potete scrivere articoli su un artista o un album. Potete collegare anche i video di YouTube, direttamente importabili all'interno del vostro journal.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Last.fm è, a tutt’oggi, la prima e più importante WEB community musicale, più di una radio, più di un social network. Dalla sua nascita come radio online nel 2002 è sempre stato un servizio gratuito per tutti i suoi utenti, ma dal 24 marzo 2009 questo servizio è diventato accessibile solo a pagamento (tranne che in Germania, nel Regno Unito e negli USA), con una sottoscrizione di 3,00 euro al mese. Di certo una delusione per tutti i fans del portale, i quali, però, non hanno rinunciato alle meraviglie di questa prima “radio del futuro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastfm.it/label/Fonoarte"&gt;Fonoarte su Radio Last.fm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-1088396563780522298?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1088396563780522298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1088396563780522298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/05/lastfm-la-radio-del-futuro.html' title='Last.fm: la radio del futuro'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-LB-uYj4UrCo/Tb8g-WYzGoI/AAAAAAAAAWM/P6dt9c38dnw/s72-c/Last_FM.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-1293244355200093550</id><published>2011-04-03T06:47:00.001-07:00</published><updated>2011-05-14T14:42:58.573-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Interviste: Emanuele Lapiana dei N.A.N.O.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Metamorfosi di un fiore&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;C.O.D. è l’acronimo di “Crack Opening Displacement”, ossia il momento in cui un metallo in trazione passa dalla crepa alla rottura totale. C.O.D. è stato anche l’ultimo grande gruppo rock italiano degli anni ’90. Guidati da Emanuele Lapiana, autore sensibile e voce di questa straordinaria esperienza musicale, hanno esordito con “La velocità della luce” (1999), un disco che omaggiava Ian Curtis e i Marlene Kuntz, ma in realtà forgiava un linguaggio nuovo fatto di chitarre acustiche e distorte, sofisticati arrangiamenti elettronici, testi malinconici e profondi. Tutto è finito in un battito d’ali: traditi dalla Virgin, colpiti da crudeli scherzi del destino, hanno chiuso questa esperienza sulle note di “Preparativi per la fine” (2005), il secondo ed ultimo album. Oggi Emanuele si fa chiamare N.A.N.O. ed ha ancora molte cose da dire: l’album “Mondo madre” (2007) stempera il clima teso dei precedenti lavori a favore di un pop elettronico di pregevole fattura. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui ripercorrendo le tappe della sua avvincente e tormentata carriera musicale. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-rWdsAaZYE2M/TZh-fuYd8aI/AAAAAAAAAV0/_EqROGZDNkI/s1600/LP2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591358020872171938" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 670px; CURSOR: hand; HEIGHT: 228px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-rWdsAaZYE2M/TZh-fuYd8aI/AAAAAAAAAV0/_EqROGZDNkI/s320/LP2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il nome C.O.D. si afferma sul finire degli anni ’90 dopo una lunga gavetta sui palchi di manifestazioni per gruppi emergenti: mi racconti degli albori del gruppo, come vi siete conosciuti e quale musica vi ha influenzato?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Gli albori sono stati duri e con poche soddisfazioni. Molti cam&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2Hl4vB1UCAY/TZh-Q3pTo_I/AAAAAAAAAVs/xGZ_hyu7wiE/s1600/cod.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591357765660681202" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 242px; CURSOR: hand; HEIGHT: 163px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-2Hl4vB1UCAY/TZh-Q3pTo_I/AAAAAAAAAVs/xGZ_hyu7wiE/s320/cod.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;bi di formazione, pochi concerti. Ci siamo stabilizzati in una formazione a quattro, di persone che si volevano e tuttora si vogliono molto bene. Fare musica "indie" in italiano a quei tempi era una follia e le cover band, quelle che ora si chiamano tribute band, imperversavano. Poco spazio nei pub o sulle radio locali, eravamo troppo diversi. Ci piacevano i Cure, i R.E.M., gli Smiths, e la new wave più alternativa. Allora abbiamo cominciato a fare concorsi fuori dal Trentino perché era l'unico modo di uscire dalla sala prove, quindi sono arrivate le vittorie, i complimenti, e, a ruota, le case discografiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Poi avete firmato per la Virgin, come sono andate le cose?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Dopo la vittoria a Ritmi Globali ed Enzimi (ora PIM) fummo contattati da tutte le major e le indie di peso del tempo; scegliemmo la Virgin perché pareva, a quel tempo, quella più giusta per noi: i CCCP, gli Ustmamò e molti nostri idoli come Bowie, Genesis, PJ Harvey, Placebo e Skunk Anansie incidevano per loro. Come è nata la collaborazione con Luca Rossi degli Ustmamò, responsabile della produzione del vostro primo album? Era in giuria a Ritmi Globali e restammo in contatto, ci piacque la sua "montanarità"; non era uno della "macchina" milanese, ma uno come noi, in più incideva per la nostra stessa casa discografica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;“La velocità della luce”, a mio avviso, è un disco&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-LECofZTLmXw/TZh-EBvhkJI/AAAAAAAAAVk/nVyMT9s_kQM/s1600/LP.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591357545032814738" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 280px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-LECofZTLmXw/TZh-EBvhkJI/AAAAAAAAAVk/nVyMT9s_kQM/s320/LP.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che è riuscito ad avere un sound proprio, senza particolari riferimenti ad artisti o scene musicali già esistenti. A distanza di tanti anni, cosa provi pensando a quel disco? Non credi, come me, che abbia raccolto meno di quanto meritasse?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Senz'altro, ma ha avuto comunque le sue possibilità. Siamo stati un po' sfortunati, senza dubbio, ma forse non eravamo abbastanza maturi e pronti per quel mondo. Ci è sicuramente mancata una figura di riferimento manageriale e siamo stati attenti solo ad alcuni aspetti del lavoro, trascurandone altri. Concordo con quanto affermi sul sound.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La prima volta che vi ho ascoltati è stato grazie al video di “Fiore”, trasmesso da MTV, un singolo molto coinvolgente, che mi ha preso subito, uno dei migliori pezzi di rock italiano di sempre. Ma che fine ha fatto quel video? Non si trova nemmeno su YouTube…&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Grazie, sei troppo gentile. Mi hanno appena fatto avere delle copie digitali dei video di "Fiore" e "Polaroid", penso che le pubblicheremo presto su YouTube.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Al primo album ha fatto seguito un lungo periodo di stasi, mi racconti cosa è successo? Quanto quella crisi è stata causata da contrasti con la Virgin e quanto da problemi personali all’interno del gruppo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Direi entrambe le cose. Alla Virgin c'è stato un cambio di dirigenti e i nuovi arrivati non sono stati così ben disposti nei nostri confronti come i precedenti. Inoltre ci siamo ritrovati a gestire una passione che era diventata professione e la cosa non ci piaceva così tanto, tutto sommato. Tanti altri piccoli motivi, inoltre, ci hanno spinto lontano dalla musica per qualche anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;“Preparativi per la fine”, secondo album, già dal titolo nasce come pietra tombale su questa esperienza, eppure i riscontri sono stati ottimi e c’erano le premesse per andare avanti. Erano proprio finiti i C.O.D.?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Per me è stato necessario. Fondamentalmente non sono mai riuscito ad accettare i nuovi membri della band come tali e ho fatto loro del male. Non riuscivo a dare loro lo spazio che meritavano, sebbene fossero degli eccellenti musicisti, perché, in fin dei conti, continuavo ad immaginare di suonare sempre con i miei amici dell’inizio. Anche questa è una mancanza di professionalità, se vogliamo, ma per me i cod sono una cosa sacra, per questo ho scelto di non andare avanti, anche se, di fatto, avrei potuto farlo con la nuova formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;A questo punto hai deciso di proseguire come N.A.N.O.: perché un altro acronimo anziché presentarti come Emanuele Lapiana?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non lo so, forse perché nome e cognome mi danno l'idea di un cantautore e non credo che la mia musica sia strettamente cantautorale. Dietro alla sigla c'è comunque sempre un gruppo di persone, non solo io. La differenza con la band tradizionale è che persone diverse, in modi e tempi diversi, partecipano al processo di creazione e realizzazione delle canzoni e questo mi piace moltissimo. Sto imparando moltissimo da tutte le persone con cui ho avuto la fortuna di collaborare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Parlami di “Mondo madre”: come è cambiato, dal tuo punto di vista, il linguaggio musicale rispetto all’esperienza C.O.D.?&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-lAgfJ7OXOrA/TZh-6knVwEI/AAAAAAAAAV8/VdH-2XZ98sk/s1600/EL.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591358482106662978" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 222px; CURSOR: hand; HEIGHT: 156px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-lAgfJ7OXOrA/TZh-6knVwEI/AAAAAAAAAV8/VdH-2XZ98sk/s320/EL.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Posso dirti che sicuramente è cambiato... mi diverto a fare cose nuove, non ho paura di cambiare, cerco sempre uno scatto, un miglioramento nella scrittura musicale e in quella dei testi, cercando di rispettare quello che sono e quello che voglio dire in quel momento. Mi farebbe enorme tristezza esprimermi e pensare allo stesso modo di dieci anni fa, io sono cambiato, c'è poco da fare. Poi il computer ha aperto degli orizzonti incredibili alla scrittura musicale, ti rendi conto che quelle canzoni sono nate in stanze d'albergo e sale d'aspetto, con arrangiamenti e tutto il resto. A me pare incredibile…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La musica ruvida e i testi malinconici dei C.O.D., il pop elettronico e l’ironia di N.A.N.O., ma com’è caratterialmente Emanuele Lapiana?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Io sono un tipo normale. È il pazzo che c'è dentro me che mi tormenta e mi fa suonare, provare, scrivere. Il prossimo disco sta uscendo molto diverso da tutto ciò che ho fatto finora, meno elettronica, atmosfere decisamente meno pop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;So che stimi molto come autore Federico Fiumani dei Diaframma, lui ha ricambiato chiamandoti a partecipare alla raccolta/tributo “Il dono”…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Di più. Canterà un brano intero del mio prossimo album. Yeah! Federico è un poeta ed una cara persona, le sue canzoni sono state molto importanti nella mia formazione umana e compositiva, lo stimo molto. La sua presenza sul mio disco mi ha fatto molto piacere, ed è stato un gesto di riconoscimento da parte sua che ho molto apprezzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;In un verso di “Canzone di cemento armato” dici “L’industria discografica italiana è allo sbando ed io non sono affatto giù”. Cosa pensi dell’attuale ”industria discografica italiana”? Quali prospettive vedi per il futuro della musica indipendente?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dell'industria discografica italiana penso che sia un'industria di serie B, poche realtà si salvano da questa desolazione. Purtroppo in Italia la musica è considerata una scelta da sciocchi, da persone poco concrete, un po' “da strani”; la realtà è che l’arte e l'entertainment in generale sono un'industria con un potenziale enorme, ma da noi la professionalità è di basso livello, purtroppo. I talent scout sono alla ricerca della Lady Gaga italiana o dei cloni di qualche artista affermato piuttosto che di un'artista con un perché ed un'originalità propria, dimentichi del fatto che sono i grandi artisti quelli che fanno la differenza nel lungo periodo. La gente è sempre affamata di grandi canzoni, grandi film e grandi libri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La tecnologia ha rivoluzionato il mondo della musica: i supporti fisici stanno morendo e le canzoni viaggiano gratuitamente da un computer all'altro in formato mp3. Pensi che la cosa abbia giovato o no agli artisti e alla musica in generale?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sì, decisamente. Gli artisti ne hanno tratto giovamento come minimo e i fans anche, questa facilità nel rapporto è stupenda e ne godo praticamente ogni giorno, con corrispondenze via mail, commenti sui social network, eccetera… L'unica cosa che non mi piace è l'idea oramai diffusa che la musica debba essere gratuita. Questa è una scemenza. Sarebbe giusto che la gente si (ri)abituasse a pensare che dietro ad una canzone c'è u&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hawyooWEiPE/TZh_LTlfmPI/AAAAAAAAAWE/k25V1slnYEE/s1600/LP3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591358769593293042" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 210px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-hawyooWEiPE/TZh_LTlfmPI/AAAAAAAAAWE/k25V1slnYEE/s320/LP3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;n lavoro, un impegno, una professionalità e che queste andrebbero riconosciute, così come si paga per un quadro, una stampa, una fotografia. Mi piacerebbe che la gente scaricasse gratuitamente, ma che se ascolta e gode di un brano, andasse sul sito dell'artista e gli comprasse il brano, o gli facesse una donazione, per permettere a questo artista di scrivere altre canzoni, invece che costringerlo a fare altri lavori per sbarcare il lunario. Invece oggi, purtroppo, sono tutti convinti che la musica nasca da sé, come per incanto. Una grande colpa in questo l’hanno gli artisti, che troppo spesso, a mio modo di vedere, giustificano comportamenti di fatto illegali e svendono il proprio lavoro per la necessità di apparire, di "esserci".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Cosa c’è nel futuro di Emanuele Lapiana? Ancora N.A.N.O. o qualcosa di completamente nuovo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il progetto N.A.N.O. prosegue, si allarga, si evolve. Nell'ultimo anno e mezzo sono stati in studio con me musicisti ed ospiti eccellenti, voci stupende e tecnici bravissimi… insomma persone speciali, ognuna con le sue caratteristiche umane e professionali. È stato molto bello e costruttivo, abbiamo inciso 21 canzoni e da queste ne abbiamo scelte 12 per il prossimo disco di N.A.N.O. Sto cercando di capire in questi giorni quando e come uscirà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilnano.it/"&gt;N.A.N.O. Sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" src="http://www.youtube.com/embed/jHObAquNsZ0" frameborder="0" width="480" height="390"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-1293244355200093550?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1293244355200093550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1293244355200093550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/04/interviste-emanuele-lapiana-dei-nano_8405.html' title='Interviste: Emanuele Lapiana dei N.A.N.O.'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-rWdsAaZYE2M/TZh-fuYd8aI/AAAAAAAAAV0/_EqROGZDNkI/s72-c/LP2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-3029498260880661270</id><published>2011-03-11T00:38:00.000-08:00</published><updated>2011-03-11T01:17:13.751-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  Gli Hiroshima Mon Amour pubblicano “Quinta stagione”, il loro nuovo album.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ne dà l’annuncio l’etichetta Danze Moderne, con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un album a lungo atteso questo “&lt;strong&gt;Quinta stagione&lt;/strong&gt;” degli &lt;strong&gt;Hiroshima Mon Amour&lt;/strong&gt;: annunciato l’inizio dei lavori oltre cinque anni fa, non sono mancati i contrattempi, tra problemi personali, cambi di formazione, nuovi e più impellenti progetti per il leader Carlo Furii. Adesso che è giunto il gran giorno, l’etichetta &lt;strong&gt;Danze Moderne&lt;/strong&gt; spinge con orgoglio la sua nuova creatura discografica, di cui enfatizza le qualità nel suo ultimo comunicato stampa:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Teramo, 10/03/2011 – Esce oggi nei negozi “Quinta stagione”, il nuovo album degli Hiroshima Mon Amour, da più parti considerata una delle maggiori new wave band italiane, in attività dal 1994. L’album raccoglie una selezione di dodici brani composti e realizzati durante gli ultimi cinque anni di vita del gruppo, dopo lo straordinario &lt;strong&gt;Embryo Tour&lt;/strong&gt;, serie di concerti che ha portato sui palchi italiani tutta la loro storia musicale a seguito della pubblicazione dell’antologia “Cambio 1995-2001”.&lt;br /&gt;“Quinta stagione” abbandona le atmosfere tetre degli esordi a favore di una rock-wave chitarristica molto arrangiata e da brani toccati da alte vette ispirative, sia per quanto riguarda la composizione che la scrittura dei testi. La componente elettronica nella musica degli HMA è in questo album notevolmente ridimensionata a favore degli strumenti acustici, pianoforte e chitarre in primis, ma non mancano sferzate di sintetizzatore nei due brani che vedono ospite&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4-5aZ6bZ-bA/TXngYANmj-I/AAAAAAAAAU0/49PNtpiXIg4/s1600/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B2002.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582739916080975842" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 269px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-4-5aZ6bZ-bA/TXngYANmj-I/AAAAAAAAAU0/49PNtpiXIg4/s320/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B2002.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; il musicista industriale svizzero &lt;strong&gt;Icydawn&lt;/strong&gt;, cui è stato dato il compito di aprire e chiudere il disco. “Un album atipico per noi questo Quinta stagione: molto acustico, molto ‘suonato’, molto meno oscuro dei precedenti lavori” ha dichiarato &lt;strong&gt;Carlo Furii&lt;/strong&gt;, vocalist e portavoce della band, “ma era un’esigenza della band percorrere strade nuove, esplorare nuovi territori. Sono sicuro che i nostri fans capiranno, apprezzeranno il nostro impegno e soprattutto la nostra onestà intellettuale”. Pubblicato dall’etichetta indipendente Danze Moderne, l’album “Quinta stagione” sarà disponibile per l’acquisto a partire dal 10 marzo 2011 nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (Ebay, Amazon, cdandlp, ecc…). Inoltre sarà presto possibile acquistarlo in formato digitale sulle principali piattaforme di vendita online (iTunes, Napster, eMusic, ecc…). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.hma.it/"&gt;Hiroshima mon amour&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.danzemoderne.it/"&gt;Danze Moderne&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-3029498260880661270?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/3029498260880661270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/3029498260880661270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/03/news-gli-hiroshima-mon-amour-pubblicano.html' title='NEWS –  Gli Hiroshima Mon Amour pubblicano “Quinta stagione”, il loro nuovo album.'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-4-5aZ6bZ-bA/TXngYANmj-I/AAAAAAAAAU0/49PNtpiXIg4/s72-c/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B2002.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8859588148378829644</id><published>2011-03-06T11:50:00.000-08:00</published><updated>2011-03-06T12:58:30.481-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Interviste: Dark Wave Community Friends</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il cuore dell’oscurità&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Facebook&lt;/strong&gt; è sicuramente il social network più diffuso nel nostro Paese e forse nel mondo intero. Amato o odiato, il dato di fatto è che oggi non avere un profilo su questo portale è un po’ come non avere la carta d’identità. Facebook: diavolo o acqua santa? Rispondiamo serenamente: dipende dall’uso che se ne fa. Prendiamo il caso di &lt;strong&gt;Dark Wave Community Friends&lt;/strong&gt;. Questa comunità virtuale ha aggregato migliaia di estimatori di musica new wave e gotica, che qui hanno trovato spazio per esprimersi e condividere gusti, ricordi, emozioni, ma anche notizie ed informazioni sugli artisti e sugli eventi musicali-culturali connessi al genere, creando un vero e proprio servizio per gli appassionati. Li abbiamo contattati telematicamente per un’intervista e gli amministratori della pagina (&lt;strong&gt;Frontier, Winter, Ðevolutionist, Pusy e Faith&lt;/strong&gt;) hanno risposto volentieri alle nostre domande.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-i0z1U65nm20/TXPl_IijuYI/AAAAAAAAAUM/62xmxoj2Mao/s1600/ian%2Bcurtis.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581057236029127042" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 697px; CURSOR: hand; HEIGHT: 199px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-i0z1U65nm20/TXPl_IijuYI/AAAAAAAAAUM/62xmxoj2Mao/s320/ian%2Bcurtis.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come e a chi è venuto in mente di aprire un profilo facebook con lo scopo di aggregare gli amanti del genere darkwave?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Frontier:&lt;/strong&gt; Innanzitutto permettimi di ringraziarti per averci chiesto di rilasciare questa intervista, sono sicuro che molti utenti della nostra community gradiranno sentire le nostre risposte per conoscerci un po’ meglio. La nascita della nostra pagina è stata la conseguenza naturale di una precedente esperienza maturata su un profilo di facebook chiamato Dark Wave. Su Dark Wave, che è stato attivo per un anno, ci siamo conosciuti e stretto amicizia, poi, un giorno, il profilo è sparito lasciando un senso di smarrimento in coloro che, come noi, avevano trovato una piazza virtuale dove incontrarsi per scambiarsi e condividere la nostra musica preferita. Non potendo più farne a meno, abbiamo deciso di fondare questa pagina che, in onore di chi ci aveva concesso l’opportunità di incontrarci, abbiamo chiamato Dark Wave Community Friends.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dark Wave Community Friends è sicuramente il gruppo dedicato alla musica dark-new wave-gotica più attivo sul WEB: quante soddisfazioni vi dà avere una partecipazione così ampia di utenti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Frontier:&lt;/strong&gt; Le soddisfazioni sono immense, anche in considerazione del fatto che la tipologia di musica che selezioniamo è sicuramente di nicchia, lontana dalla logica commerciale. Il feeling dark non è una moda, ma qualcosa che è sempre esistito e che nel corso dei secoli è stato rappresentato in varie forme artistiche, poesia, architettura, musica, ecc... Permettere alla gente di condividere e conoscere queste tematiche è fonte di estremo compiacimento e gratificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La vostra pagina è gestita da più amministratori che coprono diversi orari nell’arco della giornata. Come siete organizzati? I turni sono casuali o seguono un determinato schema?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Frontier:&lt;/strong&gt; Siamo in otto, ognuno con delle peculiarità diverse che si esprimono nelle occasioni in cui ci ritroviamo a condividere la musica con i fans. In realtà non esiste una programmazione dei tempi giornalieri. È la voglia di ascoltare musica in una comunità così partecipata che ci spinge ad usare questo canale. Un aspetto abbastanza curioso e divertente è che ognuno di noi ha delle preferenze o attitudini diverse nei confronti della scena dark, per cui quando “linkiamo”, riusciamo a mettere tante canzoni diverse e di diversi artisti, a dimostrazione di quanto è ampio il genere della new wave in senso generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con quali criteri vengono selezionati i video dei gruppi musicali che gli amministratori postano sulla pagina? Ci sono confini di genere o di periodo storico?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Winter:&lt;/strong&gt; Non ci sono criteri ben precisi. Sappiamo benissimo che postare un pezzo dei Bauhaus, dei Cure o dei Joy Division potrebbe essere notato e cliccato di più. Esistono però numerose altre bands che ci piacciono e che ci piacerebbe anche scoprire, la scena dark è molto vasta nelle sue produzioni. In sostanza uniamo il piacere di ascoltare e rivedere i &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-R4Cmxp4M-P4/TXPml-0nZxI/AAAAAAAAAUU/2ZD0D6AfhDc/s1600/dark%2Bwave%2Blogo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581057903435409170" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-R4Cmxp4M-P4/TXPml-0nZxI/AAAAAAAAAUU/2ZD0D6AfhDc/s320/dark%2Bwave%2Blogo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;video delle vecchie o recenti canzoni al piacere di ricercare e ascoltare qualcosa di nuovo, anche se magari è stato registrato 30 anni fa. In tutte le scelte però c’è la voglia di ascoltare quel pezzo. Il confine di genere non esiste perché crediamo che la cultura darkwave attuale si ispiri comunque ad una scena new wave anni ‘80 imprescindibile e che ha visto nascere dalle sonorità post punk numerosi artisti che si sono espressi nelle più svariate forme. Il Cabareth Goth è un genere con un immaginario e un repertorio sonoro completamente diverso dal Gothic Wave. Ma non per questo mancano delle affinità nel look come nella drammatizzazione degli stati d’animo. O anche il Folk che incrocia le sonorità più cupe della New Wave. Ci sarebbe tanto da dire sui video che ricerchiamo. Se proprio dobbiamo dire un criterio è quello del caos organizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ho apprezzato molto le vostre giornate a tema, avete sviscerato generi musicali, periodi storici e scene locali con un’indubbia competenza e rigorose disamine. Come nasce una giornata a tema? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ðevolutionist:&lt;/strong&gt; L'idea nasce per lo stesso scopo per cui è nata la pagina: raggruppare, per non disperdere, la massa di appassionati del genere, rievocando i grandi del passato o presentando nuove proposte musicali in un periodo nel quale, fortunatamente, si assiste a una specie di “risorgimento” dei canoni musicali, almeno a livello di ispirazione, della darkwave. Nella fase iniziale abbiamo contattato persone che conoscevamo per la loro indubbia competenza, successivamente abbiamo ricevuto tutta una serie di proposte, nel “thread” appositamente creato nell'area discussioni, che abbiamo puntualmente accolto. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-d8SgIPw1sG4/TXPnSrRgCgI/AAAAAAAAAUs/VZBXzABWFrE/s1600/Diaframma_e_Litfiba.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581058671281965570" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-d8SgIPw1sG4/TXPnSrRgCgI/AAAAAAAAAUs/VZBXzABWFrE/s320/Diaframma_e_Litfiba.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lo sforzo per produrre l'evento è abbastanza impegnativo: tenere i contatti con l'ospite, preparare la locandina, tradurre i commenti, assicurarsi che tutto vada liscio nella serata dedicata all'evento sono attività molto faticose, ma ripagate dalle grandissime soddisfazioni che gli eventi speciali finora ci hanno dato. Anche nei casi in cui la scelta del tema poteva risultare azzardata (ad esempio l'evento dedicato alle influenze dark del progrock italiano degli anni ‘60 o lo special dedicato alle band appena affacciatesi sulla scena) il nostro pubblico non ha mancato di dimostrare il proprio sostegno ed entusiasmo. A questo proposito permettici di ringraziare tutti gli special guests (&lt;strong&gt;Marco Pesare, Daniele B-Life, Delphine Bicep, Alessio Teti, Mike Pougounas, Francesco Castignani, Andrea Borgogni, Carlo Prezioso, Stefano Agnini, Vincenzo Sansolino, Gregor Samsa&lt;/strong&gt;) per l'eccezionale lavoro svolto e tutti coloro che hanno assistito ai nostri eventi: siete grandi!!! Ricordiamo che siamo sempre alla ricerca di ospiti e temi per i nostri eventi per rendere la pagina sempre più ricca, interessante e dinamica: membri della community fatevi avanti, siamo pronti e disponibili a valutare qualsiasi proposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si discute spesso sulla vanità di avere un profilo facebook, voi avete dimostrato, insieme ad altri gruppi simili ovviamente, che è possibile farne un uso “buono” aggregando utenti che possano condividere informazioni, emozioni, ricordi. Avvertite il peso di questa responsabilità?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ðevolutionist:&lt;/strong&gt; La nostra pagina è nata con l'intenzione di creare una community in cui tutti sono chiamati a proporre e sviluppare dei contenuti: vediamo la nostra funzione semplicemente come una sorta di “animatori”, per coinvolgere tutti gli appassionati e tenere viva la fiamma di un genere musicale per certi versi irripetibile. Questo obiettivo cerchiamo di realizzarlo non solo attraverso i link musicali che quotidianamente postiamo in bacheca, ma anche tramite la segnalazione di concerti di band più o meno note, di feste/ra&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vEVwmRx1srY/TXPm6otu2CI/AAAAAAAAAUk/_fkFBXcBrfY/s1600/robert%2Bsmith%2Bthe%2Bcure.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581058258278209570" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 216px; CURSOR: hand; HEIGHT: 282px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-vEVwmRx1srY/TXPm6otu2CI/AAAAAAAAAUk/_fkFBXcBrfY/s320/robert%2Bsmith%2Bthe%2Bcure.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;duni riguardanti il genere, la proposta di brani di band emergenti, la creazione di eventi speciali sulla nostra bacheca: insomma di tutto ciò che ruota intorno al nostro vivace e multiforme “mondo”. A questo proposito, e in conformità allo spirito originario che è alla base della nascita della pagina, invitiamo tutti i membri a fare altrettanto: postate liberamente qualsiasi contenuto che tenga viva la fiamma della darkwave e che possibilmente la alimenti. Per rispondere alla tua domanda più puntualmente: è ovvio che avvertiamo una certa responsabilità ma, essendo sostanzialmente dei tramiti, la sentiamo anche condivisa e le dimostrazioni di affetto e sostegno da parte dei nostri affezionati membri ci hanno sempre confortato. Nelle poche occasioni in cui abbiamo ricevuto critiche da parte di membri che non si trovavano d’accordo con alcune delle nostre scelte “editoriali”, dobbiamo riconoscere che si trattava sempre di interlocutori competenti con i quali abbiamo discusso in modo civile e misurato: magari ciascuno è rimasto sulle proprie posizioni… ma la discussione si è sempre svolta all'insegna del massimo rispetto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La vostra pagina non è solo revivalistica, infatti oltre alle bands storiche della darkwave come Joy Division, The Cure, Bauhaus, Siouxsie And The Banshees, vengono trattate bands attuali e soprattutto realtà emergenti del nostro Paese. Siete d’accordo sul fatto che, grazie al vostro lavoro, molti gruppi emergenti hanno la possibilità di farsi conoscere? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pusy:&lt;/strong&gt; Siamo pienamente d’accordo, uno degli obiettivi della nostra pagina è anche quello di proporre e divulgare gruppi italiani emergenti. Infatti dobbiamo ammettere che, in Italia, una nuova e folta schiera di bands si sta affacciando sul mercato&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5ap7ZXUD7oE/TXPmyZjk1gI/AAAAAAAAAUc/ezTkvgcUnBQ/s1600/john%2Bfoxx%2Band%2Bgary%2Bnuman.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581058116770125314" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 272px; CURSOR: hand; HEIGHT: 176px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-5ap7ZXUD7oE/TXPmyZjk1gI/AAAAAAAAAUc/ezTkvgcUnBQ/s320/john%2Bfoxx%2Band%2Bgary%2Bnuman.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;: sono tutti gruppi che a vario titolo si riallacciano a quanto partorito negli anni '80. Oggi, grazie a varie contaminazioni, la Dark Wave sta finalmente suscitando l'interesse che ha sempre meritato e sta crescendo una nuova scena ricca di proposte. Sempre più gruppi italiani stanno proponendo un interessante crossover con alcune sonorità tipiche della Dark Wave. Quando si parla di Dark, non ci si può riferire solo ed esclusivamente alle musiche oscure, ma bisogna richiamare tutto un modo di pensare e di esprimersi, nel Dark contano di più le idee oltre all'immaginario e per questo possiamo trovare molti gruppi che si possono definire Dark, anche se i suoni proposti non sono poi così cupi e tenebrosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avete mai pensato alla possibilità di organizzare a vostro nome degli eventi per aggregare anche "dal vivo" questa scena musicale sotterranea?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pusy:&lt;/strong&gt; Assolutamente sì! L’organizzazione di un evento “dal vivo” sarebbe l’apoteosi di tutto il lavoro “virtuale” che stiamo facendo. Sarebbe il modo ideale per conoscere tutti gli appassionati e condividere le emozioni che questo genere musicale suscita. Chiaramente l'organizzazione di un evento musicale comporta una serie di operazioni e accorgimenti tecnici che devono essere affrontati. Stiamo valutando l’ipotesi di una location che sia centrale e facilmente raggiungibile.&lt;br /&gt;Pertanto l’idea dell’evento è in cantiere… e ovviamente l’invito sarà esteso a tutti. Non vi anticipiamo nient’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parlateci di alcuni utenti del vostro gruppo che ritenete doveroso citare per la loro attività o per la loro personalità.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Faith:&lt;/strong&gt; Prima di tutto ci sembra doveroso ricordare un nostro carissimo amico, nonché ex collaboratore, il quale ha contribuito attivamente, assieme a tutti noi, alla nascita ed alla crescita della pagina, ossia &lt;strong&gt;Karont Smith il Traghettatore&lt;/strong&gt;; per il resto, il nostro ringraziamento va rivolto a tutti coloro che hanno partecipato, ogni giorno, coi loro video e commenti, a rendere unica questa comunità e, soprattutto, a tutti gli ospiti che, con le loro “esperienze” musicali, ci hanno aiutato a far conoscere realtà davvero significative ed interessanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa vi augurate per il futuro di questa "comunità virtuale"?&lt;br /&gt;Faith:&lt;/strong&gt; Il nostro augurio è di continuare sempre così e di fare ancor più del nostro meglio affinché tutti quelli che amano il genere "dark wave" possano ritrovarsi e condividere emozioni; abbiamo riscontrato, con nostra enorme soddisfazione, di non essere in pochi e, anche per questo motivo, stiamo coltivando sempre di più l'idea di realizzare il "grande passo", ovvero il passaggio dal mondo virtuale a quello reale, attraverso collaborazioni con grandi realtà della scena dark italiana come, per esempio, la stessa &lt;strong&gt;Fonoarte Musica e Cultura&lt;/strong&gt; (che ringraziamo ancora per questa intervista) e &lt;strong&gt;Darkitalia.it&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Dark-wave-community-friends/149344421762457"&gt;Dark Wave Community Friends&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8859588148378829644?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8859588148378829644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8859588148378829644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/03/interviste-dark-wave-community-friends.html' title='Interviste: Dark Wave Community Friends'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-i0z1U65nm20/TXPl_IijuYI/AAAAAAAAAUM/62xmxoj2Mao/s72-c/ian%2Bcurtis.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6830133462249469611</id><published>2011-03-03T15:13:00.000-08:00</published><updated>2011-03-04T01:09:05.658-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Artisti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hiroshima Mon Amour'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Danze Moderne'/><title type='text'>Artisti: HIROSHIMA MON AMOUR</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;La migliore new wave italiana di seconda generazione.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1992 “This Passion Play” è una cover band di Teramo al cui interno militano Carlo Furii, voce e chitarra, Antonio campanella, basso, e Vincenzo Marchetti, tastiere. Nel loro repertorio abbondano brani di Diaframma, The Cure e Joy Division. Il gruppo si scioglie nei primi mesi del 1993 senza aver ottenuto particolari risultati. Nel novembre del 1994 i tre ex “This Passion Play” si ritrovano in una serata piovosa, seduti ad un pub della loro città, a pianificare la nascita di una creatura musicale che faccia sì new wave, ma proponga un repertorio proprio, cantato in italiano: nascono gli Hiroshima Mon Amour. Alcuni mesi d’intenso lavoro per creare una scaletta, poi l’esordio dal vivo nell'estate del 1995 con una formazione a tre ed un suono gelido dominato dal basso e dai synth. Vincenzo Marchetti, compagno di una vita, si trova improvvisamente costretto ad abbandonare la neonata creatura per seri problemi di salute e sarà sostituito da Pierluigi Di Sciascio. Dopo due fortunati demo-tapes, nell'aprile del 1999 gli HMA escono con un omonimo mini-cd autoprodotto e distribuito dalla fanzine “Petali Viola” di Como. Il disco, contenente cinque brani elettronici e sperimentali, sus&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aWfdzygqtT8/TXAi0LBwX6I/AAAAAAAAAT0/Vm_idzCUKJM/s1600/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B1995.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579998218020741026" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 294px; CURSOR: hand; HEIGHT: 198px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-aWfdzygqtT8/TXAi0LBwX6I/AAAAAAAAAT0/Vm_idzCUKJM/s320/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B1995.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;cita grande interesse nell’ambiente new wave. Nel giugno dello stesso anno la band giunge al traguardo del primo album, “Anno Zero” (Ideasuoni), contenente otto brani orientati verso una new wave ruvida e chitarristica. La buona accoglienza da parte della critica musicale ha permesso loro di essere conosciuti ed apprezzati da molti appassionati di musica underground. Nel novembre del 2000 esce il secondo album dal titolo “Dedicata” (Ghost Rec.), dieci canzoni che abbandonano certe ruvidità del primo disco a favore di sonorità liquide ed elettroniche. La pubblicazione del disco coincide con la fuoriuscita di Antonio Campanella dal progetto e la fine della formazione storica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Hiroshima Mon Amour si ricostituiscono sul finire del 2001 con una formazione a quattro e con il solo Carlo Furii come membro superstite della line-up originaria. Insieme a lui Rino De Patre, chitarra, Domenico Capriotti, basso, e Livio Rapini, batteria. Selezionati per partecipare al RAW tour, manifestazione organizzata da Rockit e Arezzo Wave con l'obiettivo di promuovere la scena indipendente italiana, i nuovi HMA tornano sul palco con successo nel marzo 2002, insieme ad una serie di date sparse sul territorio nazionale. Nel novembre del 2004 la band compie dieci anni decide di festeggiare l’evento facendo pubblicare una raccolta di brani incisi nel corso della lunga carriera: “Cambio 1995/2001” (Revenge Records, &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-M_i3R-Qo5VI/TXAjOog9dyI/AAAAAAAAAT8/8nEQeq_5byU/s1600/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579998672612849442" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 282px; CURSOR: hand; HEIGHT: 289px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-M_i3R-Qo5VI/TXAjOog9dyI/AAAAAAAAAT8/8nEQeq_5byU/s320/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;2004), compilazione di inediti e rarità, racconta di un progetto musicale in continua evoluzione, condizionato dai numerosi cambi di organico e dal desiderio di esplorare la new-wave in ogni suo aspetto. A febbraio del 2005 parte l'Embryo Tour, una serie di date nei live clubs italiani e un momento per riallacciare i rapporti con il pubblico dal vivo. Il tour, che vede l’inserimento di Massimo Di Gaetano alla chitarra in sostituzione di Rino De Patre, si protrarrà fino alla fine dell'anno. La band porta sul palco un repertorio molto ampio, che spazia dalle primissime composizioni a brani inediti non ancora ufficializzati su disco. Il tour, particolarmente logorante perché affrontato senza un vero management alle spalle e perché venuto a coincidere con la crisi della musica indipendente in Italia, si chiude nel dicembre del 2005 con qualche tensione di troppo tra i musicisti, cui segue la decisione di interrompere nuovamente l’attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segnali di vita nel 2007: a giugno vede la luce il mini-cd “ES”, quattro nuove tracce ed un remix, prima produzione dell’etichetta Danze Moderne. Sempre per Danze Moderne esce, nel febbraio del 2008, “Embryo Tour 2005”, disco dal vivo con sopra la registrazione di uno dei concerti dell’ultimo tour. Due inediti degli HMA appaiono sulla&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-RT5rCpovv0M/TXAjdBrRmgI/AAAAAAAAAUE/NuQUtbkzS8s/s1600/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2Bembryo%2Btour.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579998919885167106" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 286px; CURSOR: hand; HEIGHT: 185px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-RT5rCpovv0M/TXAjdBrRmgI/AAAAAAAAAUE/NuQUtbkzS8s/s320/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2Bembryo%2Btour.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; cd compilation “Danze Moderne vol. 1” (ottobre 2008). Anticipato a dicembre 2010 dal singolo “Non lasciarmi andare”, il primo della loro storia in formato esclusivamente digitale e distribuito da iTunes, esce a marzo 2011 l’album “Quinta stagione”, dodici nuovi brani che abbandonano certe tinte oscure del passato a favore di un rock chitarristico di ampio respiro. Insieme a Carlo Furii c’è il fido Domenico Capriotti al basso, alcuni nuovi musicisti chiamati a completare l’organico e, ospite d’onore, l’amico Icydawn ad occuparsi di elettronica in due pezzi. “Quinta stagione” è il gradito ritorno di una band i cui fans non hanno mai smesso di seguirne le gesta con stima e affetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Hiroshima Mon Amour&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Stile: new wave, rock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;br /&gt;Quinta stagione (cd, 2011, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Non lasciarmi andare (singolo digitale, 2010, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Artisti Vari: Danze Moderne vol. 1 (cd compilation, 2008, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Embryo Tour 2005 (cd, 2008, Danze Moderne)&lt;br /&gt;ES (mini-cd, 2007, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Cambio 1995-2001 (cd, 2004, Revenge Records)&lt;br /&gt;Hiroshima mon amour: 4 (mini-cd, 2004, autoprodotto)&lt;br /&gt;Dedicata (cd, 2000, Ghost Records)&lt;br /&gt;Anno zero (cd, 1999, Ideasuoni)&lt;br /&gt;Hiroshima mon amour (mini-cd, 1999, distribuito in allegato alla fanzine Petali Viola)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/hiroshimamonamourband"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.hma.it/"&gt;Sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Hiroshima-Mon-Amour/237989695925"&gt;Facebook&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" src="http://www.youtube.com/embed/sggCEEJJPrM" frameborder="0" width="640" height="390" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-6830133462249469611?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6830133462249469611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6830133462249469611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/03/artisti-hiroshima-mon-amour.html' title='Artisti: HIROSHIMA MON AMOUR'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-aWfdzygqtT8/TXAi0LBwX6I/AAAAAAAAAT0/Vm_idzCUKJM/s72-c/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B1995.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-5481286624021524536</id><published>2011-02-02T12:37:00.000-08:00</published><updated>2011-02-02T13:39:16.230-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Interviste: Starfuckers</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ordine/Disordine&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La neonata (ma agguerrita) etichetta romana Sometimes Records ha messo a segno il cosiddetto “colpaccio” riuscendo a racchiudere in un disco i lavori prodotti negli anni ’90 dagli Starfuckers, primo, vero gruppo di avanguardia rock italiano. L’antologia porta il titolo di “Ordine ‘91-‘96”, musica avventurosa che parte da una poesia urbana cruda e feroce, un sound “stoogesiano” sonico e metallico, per finire all’elettronica e alla sperimentazione più estrema. Nella raccolta sono finiti il mini Lp “Brodo di Cagne Strategico” (1991), l'album “Sinistri” (1994) e tre tracce extra: “Dear Prudence”, uscita per il magazine americano Banafish nel 1991, “Mechanical Man”, scritta per la compilation “Comin’ Down Fast” e l’inedito mantrico e sperimentale “Quattro studi su un’intervista Part I”. Band ideologica in continua evoluzione (anche nel nome, visto che per un periodo si sono fatti chiamare “Sinistri”) è riuscita a dare una visione alternativa della realtà destrutturandola-ristrutturandola con suoni e costruzioni desuete insieme ad un linguaggio scioccante, diretto a segnare indelebilmente le coscienze degli ascoltatori. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Manuele Giannini e Alessandro Bocci per ripercorrere le tappe di questo prezioso pezzo di storia della musica sotterranea italiana.&lt;/em&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnBZpx7e0I/AAAAAAAAATc/p5dOorRksOc/s1600/starfuckers%2B2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569195060676492098" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 689px; CURSOR: hand; HEIGHT: 194px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnBZpx7e0I/AAAAAAAAATc/p5dOorRksOc/s320/starfuckers%2B2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parlatemi della genesi degli Starfuckers e della musica che ne ha influenzato la nascita.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Non posso risponderti, io non c’ero.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: The Stooges, tutto nasce da The Stooges.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Com’era la scena rock degli anni ’90, quando a Bologna nasceva il noise-rock di Massimo Volume e Splatterpink e il fermento ha portato alla formazione di un nutrito sottobosco di etichette come la Wallace?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: La scena Bolognese si sviluppò principalmente all’interno delle case occupate in via del Pratello, noi e gli altri gruppi gravitavamo in quella strada o coabitavano. Posso aggiungere che noi eravamo, musicalmente parlando, troppo “diversi”, anche se il primo disco dei Massimo Volume è stato prodotto da Manuel. Diciamo che le affinità musicali non coincidevano, ma c’era un rapporto di amicizia che ci coinvolgeva... Credo che i gruppi della Wallace abbiano poi intrapreso una sorta di rilettura di ciò che avvenne in quel periodo. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnCgoomZhI/AAAAAAAAATk/mfncMKk5VeQ/s1600/manuel%2Bstarfuckers.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569196280139638290" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 286px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnCgoomZhI/AAAAAAAAATk/mfncMKk5VeQ/s320/manuel%2Bstarfuckers.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Non lo so, noi non abbiamo mai fatto parte di alcuna scena, un po’ per colpa della nostra irriducibilità e un po’ perché siamo sempre stati considerati troppo “strani”. Siamo comunque venuti fuori un po’ prima dei gruppi che hai citato, io ho prodotto il primo disco dei Massimo Volume e parzialmente prodotto il secondo, in ogni caso non credo che ci fosse sufficiente mercato per poter definire quella bolognese come una vera e propria scena, la Underground Records fu assai coraggiosa a pubblicare quei dischi, la Wallace ha saputo cogliere e dar voce a quel fermento, Mirko Spino ha fatto un gran lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La vostra musica ha subito un percorso molto particolare nel corso degli anni, dal noise-punk torbido e metallico di “Brodo di Cagne Strategico” fino alle cose più avanguardistiche e sperimentali, ne vogliamo ripercorrere le tappe?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: È stato un percorso naturale di ascolti e studi su materiale jazz contemporaneo e techno. L’estremo è sempre stato un viatico per raggiungere lo scopo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Per ripercorrere più di 20 anni di storia ci vorrebbe troppo tempo e io ho cattiva memoria. Cerco di riassumerla in poche parole: non abbiamo mai potuto fare musica consolatoria, non abbiamo mai potuto fare intrattenimento, abbiamo sempre dovuto cambiare e guardare avanti o molto indietro, o molto dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come ha fatto ingresso e come si è evoluta l’elettronica nella musica degli Starfuckers?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Beh, in quel periodo facevo il dj e mettevo su dischi techno e hardcore, ci conoscevamo e frequentavamo i soliti club e concerti, da lì è nata una collaborazione che poi è diventata parte integrante del progetto Starfuckers.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: L’elettronica è entrata quasi da subito, già da “Brodo di Cagne Strategico” ho utilizzato il giradischi in questo senso, l’esigenza di utilizzare l’elettronica ci ha portato quindi a coinvolgere Alessandro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questi cambiamenti nel suono degli Starfuckers, come hanno influenzato il modo di comporre e il vostro rapporto con i rispettivi strumenti?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Non mi sono mai posto troppo problemi. Io ho sempre cercato il mio suono che poi è diventato il suono Starfuckers come la chitarra, la voce, la batteria. Noi abbiamo il nostro suono da sempre, da cosa è generato non importa. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnBLWfG_yI/AAAAAAAAATU/EU_qBaMtp04/s1600/starfuckers%2B1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569194814979112738" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 199px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnBLWfG_yI/AAAAAAAAATU/EU_qBaMtp04/s320/starfuckers%2B1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Tutto è ovviamente interdipendente, la ricerca di un certo suono comporta un differente approccio allo strumento e viceversa. Se vuoi una breve storia, io ho iniziato a suonare la chitarra imparando i brani degli Stooges (Metallic Diseases), poi ho studiato diverse accordature per riprodurre un suono più a la Sonic Youth (Brodo di Cagne Strategico), poi mi sono interessato alla musica dodecafonica e ho cercato di ricavare accordi di quel tipo (Sinistri), poi ho scordato la chitarra e l’ho trattata come se fosse una qualsiasi fonte sonora (Infrantumi), poi l’ho ri-accordata influenzato dallo stile percussivo dei chitarristi di James Brown (Infinitive Sessions, Free Pulse, Timing the 183k Pulse).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché ad un certo punto gli Starfuckers sono diventati Sinistri?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Per la meterologia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Perché era una fatica combattere con la miriade di gruppi che usavano quel nome, sia per la musica sia per altre cose e poi perché ci piaceva l’idea di rinominarci da soli, come se Starfuckers fosse il nome di battesimo e Sinistri quello che avresti voluto avere. Ma tutto sommato non c’è un vero e proprio motivo, se non il motivo per cui questa è una cosa che normalmente non si fa. Comunque per il momento, dopo la scomparsa di Dino Bramanti che era entrato stabilmente nei Sinistri, siamo tornati ad essere Starfuckers.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come è avvenuto l’incontro con la Sometimes Records di Antonio Olivieri e come è nata l’idea di mettere su cd tutta l’esperienza Starfuckers?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Mi ha contattato Antonio e da lì abbiamo deciso di collaborare. Tutto il progetto si è sviluppato nel migliore dei modi perchè c’era una grande sintonia sulle scelte e su tutte le decisioni. Un grazie di cuore ad Antonio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Grazie Antonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi sembra che il lavoro di remastering di Giuseppe Ielasi abbia dato quel qualcosa in più ad un progetto monumentale già di per suo, concordate?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Sì certo, all’epoca fare un mastering era roba impensabile. Giuseppe ha fatto un ottimo lavoro, ci conosciamo da anni e volevamo andare sul sicuro. Credo che la scelta di Ielasi ci abbia pagato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Stimiamo Giuseppe, lo conosciamo da molti anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali sono le vostre impressioni sulla reunion dal vivo di qualche mese fa e della risposta del pubblico?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Come andare in bicicletta, una volta che hai imparato non lo dimentichi più. Il Pubblico a Bologna è stato fantastico.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Non risento mai i vecchi dischi, per poter risuonare le vecchie cose dal vivo ho dovuto riascoltarli, riascoltandoli ho avuto l’impressione che li abbia suonati qualcuno che conosco molto bene, ma che non sono io. In ogni caso i pezzi reggono l’usura del tempo e credo che già quello che suonavamo nei primi anni novanta sia ancora attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tempo fa lessi un’intervista e mi colpì molto una delle vostre dichiarazioni che diceva più o meno “Non sappiamo se facciamo arte, ma in ogni caso la musica non esprime niente e non significa niente. L’assenza di significato non pregiudica però le sue possibilità di intonazione emotiva”, quasi a dire che, al di là del messaggio oggettivo che una canzone ambisce di dare, il punto centrale è l’emozione che quella musica riesce a creare in un singolo individuo, abbattendo qualsiasi concetto di oggettività. Ciò significa che in qualsiasi composizione musicale c’è una soggettività di chi compone e una soggettività di chi la ascolta in base all'emozione che il rispettivo inconscio riesce a costruirvi sopra?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Beh, dovresti chiederlo a Manuele, sicuramente è una sua frase...&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Una gran bella frase, quando l’ho detta? Quello che dici per me è corretto, in ogni modo con gli Starfuckers/Sinistri non abbiamo mai voluto raccontare nulla e nemmeno abbiamo mai voluto descrivere delle emozioni, piuttosto abbiamo sempre cercato di collaborare a costruire un’esperienza emotiva, Joe Frazier (ex campione dei pesi massimi) diceva: “Kill the body and the head will die”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Progetti per il futuro?&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnCpDBBlwI/AAAAAAAAATs/z6gstmp7g-Q/s1600/starfuckers%2B3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569196424660358914" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 171px; CURSOR: hand; HEIGHT: 159px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnCpDBBlwI/AAAAAAAAATs/z6gstmp7g-Q/s320/starfuckers%2B3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Perché? Esiste un futuro? A parte tutto stiamo facendo alcuni concerti in Italia e a Febbraio torneremo in Francia. La volontà e la voglia di costruire nuove songs e, perchè no, fare uscire qualcosa di nuovo... vediamo cosa succede.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: In occasione dell’uscita di “Ordine ‘91-‘96” stiamo facendo qualche concerto dove suoniamo, cosa che non abbiamo mai fatto, anche pezzi vecchi. Poi ci sono i nostri progetti solisti, nel mio caso il progetto orientato verso la musica elettronica giamaicana che si chiama “Weight and Treble”, con cui abbiamo cominciato a pubblicare quest’anno. Come Starfuckers/Sinistri invece, per ora nessun progetto… aspettiamo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Starfuckers&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Manuele Giannini: chitarre, voce, electronics&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alessandro Bocci: sampler, electronics&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Roberto Bertacchini: batteria&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ordine ’91-’96 (2010)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Infinitive Sessions (2002)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Infrantumi (1997)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sinistri (1994)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Brodo di cagne strategico (1991)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Metallic Diseases (1990) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.sinistri.org/starfuckers/start_all.htm"&gt;Starfuckers, sito ufficiale&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://sometimesrecords.com/"&gt;Sometimes Records, sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe class="youtube-player" title="YouTube video player" src="http://www.youtube.com/embed/NJ94oWmskXw" frameborder="0" width="480" height="390" type="text/html"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-5481286624021524536?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5481286624021524536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5481286624021524536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/02/interviste-starfuckers.html' title='Interviste: Starfuckers'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnBZpx7e0I/AAAAAAAAATc/p5dOorRksOc/s72-c/starfuckers%2B2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8475362973878262334</id><published>2011-01-01T11:31:00.000-08:00</published><updated>2011-03-24T03:34:17.500-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  “Dark Waves”, un festival per celebrare la musica new wave</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Si esibiranno in Puglia alcune tra le migliori new wave bands italiane del momento.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si chiamerà “&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Dark&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; Waves&lt;/strong&gt;” il festival organizzato dal locale rock “Oasi San Martino” di Acquaviva delle Fonti (BA), in collaborazione con l'associazione Fonoarte, per omaggiare la musica oscura prodotta in Italia: new wave, gothic e post punk i generi trattati nella rassegna. I nomi coinvolti in questa iniziativa sono i Cadabra, per l’etichetta Revenge Records, gli Stardom, per Danze Moderne, ed un gruppo emergente di notevole talento come &lt;strong&gt;Karma In Auge&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt;, dopo la pubblicazione dell’album “Wave-Action”, stanno attraversando l’Italia con il loro “Action Tour”, una serie di date promozionali durante le qua&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TR-Cu8OsXVI/AAAAAAAAATE/cLD46nv1Ko8/s1600/cadabra%2Blive.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557304208151829842" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 246px; CURSOR: hand; HEIGHT: 163px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TR-Cu8OsXVI/AAAAAAAAATE/cLD46nv1Ko8/s320/cadabra%2Blive.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;li sono proposti brani dell’ultimo disco accanto ad intramontabili “hits” del passato come “Blooms”, “Sleeping” e “Love Boulevard”. “Heart”, il nuovo singolo uscito nei mesi scorsi e già proposto dal vivo, fa da apripista ad un nuovo album che dovrebbe vedere la luce nel 2011. I milanesi &lt;strong&gt;Stardom&lt;/strong&gt;, anche loro degli infaticabili dal vivo, festeggiano invece l’esordio discografico: “Soviet della moda” è il loro primo album, pubblicato dall’etichetta Danze Moderne, new wave oscura e cantata in italiano che richiama alla mente i Diaframma di “Siberia”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A fine serata dj-set gothic wave curato da Ivan Piepoli.&lt;br /&gt;Il festival si svolgerà venerdi 8 aprile 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=100000825106602"&gt;Oasi San Martino&lt;/a&gt; su Facebook&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;Cadabra&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.stardom.it/"&gt;Stardom&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wbTx-TPYwMo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/wbTx-TPYwMo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8475362973878262334?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8475362973878262334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8475362973878262334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/01/news-new-waves-un-festival-per.html' title='NEWS –  “Dark Waves”, un festival per celebrare la musica new wave'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TR-Cu8OsXVI/AAAAAAAAATE/cLD46nv1Ko8/s72-c/cadabra%2Blive.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8229902756385813273</id><published>2010-12-18T06:35:00.000-08:00</published><updated>2011-09-16T14:12:45.161-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  Nuovo singolo per gli Hiroshima Mon Amour</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;“Non lasciarmi andare” è il primo prodotto digitale della new wave band italiana.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'11 dicembre è possibile acquistare, solo su &lt;a href="http://itunes.apple.com/it/album/non-lasciarmi-andare-ep/id409517305?affId=1773221&amp;amp;ign-mpt=uo%3D4"&gt;iTunes&lt;/a&gt;, il primo singolo digitale degli Hiroshima Mon Amour dal titolo “Non &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TQzHLLSltvI/AAAAAAAAAS4/OmMJDej6uwk/s1600/hiroshimamonamour2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552031435464226546" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 122px; CURSOR: hand; HEIGHT: 114px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TQzHLLSltvI/AAAAAAAAAS4/OmMJDej6uwk/s320/hiroshimamonamour2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;lasciarmi andare”, cinque nuovi brani tra cui la title-track e la sua versione “extended remix”. Il singolo è un anticipo del nuovo album, cui i nostri stanno lavorando oramai dal 2005 e che dovrebbe uscire in primavera per l’etichetta Danze Moderne. Ad un primo ascolto, i pezzi sembrano richiamare certe atmosfere ruvide del loro primo album Anno Zero, grazie all’uso massiccio delle chitarre ed il prevalere dell’elettroacustica sull’elettronica. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La title-track ha un buon tiro e pensiamo che abbia tutte le carte in regola per diventare l’ennesimo classico del gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Hiroshima Mon Amour&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: Non lasciarmi andare&lt;br /&gt;Formato: singolo digitale&lt;br /&gt;Anno: 2010&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Distribuzione: &lt;a href="http://itunes.apple.com/it/album/non-lasciarmi-andare-ep/id409517305?affId=1773221&amp;amp;ign-mpt=uo%3D4"&gt;iTunes&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Stile: new wave, rock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;1. Non lasciarmi andare&lt;br /&gt;2. Begliocchi&lt;br /&gt;3. In un istante&lt;br /&gt;4. Gemelli A&lt;br /&gt;5. Non lasciarmi andare (extended remix)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ascolta gratuitamente il brano "Non lasciarmi andare" su &lt;a href="http://www.lastfm.it/music/Hiroshima+Mon+Amour/_/Non+lasciarmi+andare"&gt;Radio Last.fm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8229902756385813273?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8229902756385813273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8229902756385813273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/12/news-nuovo-singolo-per-gli-hiroshima.html' title='NEWS –  Nuovo singolo per gli Hiroshima Mon Amour'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TQzHLLSltvI/AAAAAAAAAS4/OmMJDej6uwk/s72-c/hiroshimamonamour2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-3818367762173630360</id><published>2010-11-07T13:06:00.000-08:00</published><updated>2010-11-07T13:36:42.414-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dischi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stardom'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Danze Moderne'/><title type='text'>Dischi: STARDOM – Soviet della moda</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;La musica oscura della Milano da bere&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il “Soviet della moda” per gli Stardom è Milano, metropoli che impone i suoi ritmi, la sua estetica e i suoi rituali in modo quasi tirannico, metropoli nella quale gli stessi Stardom vivono e compongono le loro opere di musica oscura, tra “grigia propaganda e palazzi déco”. Nata nel 2005, la band è composta di musicisti provenienti da diverse esperienze maturate negli anni ’90, quindi con un bagaglio notevole che, unito ad una creatività esplosiva, ha permesso loro di bruciare le tappe, passando in poco tempo da uno scantinato della Chinatown suburbana al primo album ufficiale per un’etichetta di tutto rispetto come Danze Moderne.&lt;br /&gt;Certo, parlare di musica new wave in senso “revivalistico” è limitativo per un disco che in verità si presenta piuttosto variegato e che riesce nel concreto a traslare un genere che ha espresso le sue massime potenzialità negli anni ’80 ai nostri giorni. Tra una batteria marziale, una tastiera composta e una chitarra che preferisce intessere trame piuttosto che urlare, emergono due importanti novità: il basso e i testi. Oliver Pavicevic fa risaltare il suo strumento grazie a ritmiche originali e tecniche inusuali per questo genere, come lo “slap”, pur mantenendo un suono oscuro e cavernoso. I testi, invece, si inseriscono perfettamente nella realtà odierna: mentre nella vecchia darkwave le parole erano scolpite nel marmo e le penne ad inchiostro intinte nel sangue, Riccardo Angiolani, vocalist e autore, batte le sue liriche al PC e affonda inesorabile la sua lama nelle vacuità del vivere odierno: “Sospirando agli angeli frasi s&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TNcXUmJ6e3I/AAAAAAAAASw/tPjQmoIv01E/s1600/copertina-Stardom.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536919909482265458" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 216px; CURSOR: hand; HEIGHT: 208px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TNcXUmJ6e3I/AAAAAAAAASw/tPjQmoIv01E/s320/copertina-Stardom.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;tupide all’iPhone, digitando in pochi bit la battuta presa a un film” recita la terza traccia “Stagione di Dolly”. Milano viene celebrata con evocazioni mitteleuropee (“È questa dunque la mia Norimberga, è questa la mia Dresda bombardata, qui dietro le vetrine in pezzi i manichini additano il futuro” in “Dresda”) o descrivendone i rituali più snob (“La Milano che mente ci accoglie pia, nel tuo rimmel distratto, nel tuo verbo irritato, nel drink time” in “Anoinoia”). Non mancano brani dove le tematiche e le atmosfere gotiche sono più accentuate, vedi “Come opposte nebulose”, memore dei Diaframma di Siberia, o la joydivisioniana “Sospesi”. Insomma, un gruppo determinato e dalle potenzialità enormi, un disco che colpisce per freschezza e lucidità, di qui la buona notizia che la new wave italiana, nell’anno 2010, è rinata dalle proprie ceneri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Stardom&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: Soviet della moda&lt;br /&gt;Formato: cd album&lt;br /&gt;Anno: 2010&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Stile: new wave&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;1. Dresda&lt;br /&gt;2. Unidirezionale&lt;br /&gt;3. Stagione di Dolly&lt;br /&gt;4. Via da qui, via da te&lt;br /&gt;5. Befana borghese&lt;br /&gt;6. Sospesi&lt;br /&gt;7. Senza fine&lt;br /&gt;8. Controluce&lt;br /&gt;9. Anoinoia&lt;br /&gt;10. Ti brucerò&lt;br /&gt;11. Tutto qua è normale&lt;br /&gt;12. Come opposte nebulose&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Riccardo “RCD” Angiolani: voce&lt;br /&gt;Oliver Pavicevic: basso, cori&lt;br /&gt;Antonio “Fafnir” Florita: chitarra, cori&lt;br /&gt;Cristina “La Crisi” Corti: tastiere/chitarra&lt;br /&gt;Ivano Augugliaro: batteria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Soviet della moda (cd album, 2010, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Vetroplastica (singolo digitale, 2009, Tre Accordi Records)&lt;br /&gt;United Forces of Phoenix vol. 2 (cd compilation, 2007, Nomadism Records)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stardom.it/"&gt;Sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/stardom.mi"&gt;MySpace&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Stardom/23713648741"&gt;Facebook&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti interni:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/06/artisti-stardom.html"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/06/artisti-stardom.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ascolta gratuitamente il singolo “Unidirezionale” su &lt;a href="http://www.lastfm.it/music/Stardom/_/Unidirezionale"&gt;Radio Last.fm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EHJU1Gv3pdk?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/EHJU1Gv3pdk?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-3818367762173630360?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/3818367762173630360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/3818367762173630360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/11/dischi-stardom-soviet-della-moda.html' title='Dischi: STARDOM – Soviet della moda'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TNcXUmJ6e3I/AAAAAAAAASw/tPjQmoIv01E/s72-c/copertina-Stardom.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-2780892182017577241</id><published>2010-10-12T00:02:00.000-07:00</published><updated>2010-10-12T00:30:26.793-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>La guerra dei social network e la sconfitta di MySpace</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il famoso portale, nonostante gli sforzi per stare al passo con i tempi, è stato oramai schiacciato da Facebook&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La musica era riuscita ad aggregare un’enorme comunità virtuale su internet: con &lt;strong&gt;MySpace&lt;/strong&gt; artisti famosi e in erba si incontravano con gli utenti, desiderosi di essere in contatto diretto con i loro idoli o di scoprire nuove bands. Le cose sono andate bene per alcuni anni, durante i quali MySpace ha avuto un’esplosione di popolarità senza precedenti. Poi la crisi.&lt;br /&gt;Creato nel 1998 da &lt;strong&gt;Tom Anderson&lt;/strong&gt; e Chris DeWolfe, due studenti di Santa Monica, California, esso era diventato in poco tempo uno dei siti più popolari al mondo per l’innovazione e la semplicità di utilizzo. Agli utenti venivano forniti gratuitamente blog, profili personali, foto, video e soprattutto musica. Infatti era possibile, iscrivendosi come gruppo musicale, caricare alcuni brani mp3 sulla propria pagina, ascoltabili in streaming. Agli inizi MySpace è stato un veicolo pubblicitario per gruppi emergenti desiderosi di far conoscere il proprio sound: grazie a questo sito, artisti come gli “&lt;strong&gt;Arctic Monkeys&lt;/strong&gt;” o i “Cansei De Ser Sexy” sono diventati celebri in tutto il mondo prima ancora di aver pubblicato un disco, creando dei casi unici e clamorosi. In seguito, visto tale successo, anche i gruppi famosi si sono buttati nella mischia, più per beneficiare di questo nuovo incredibile mezzo di visibilità mediatica che non per il desiderio di avere un contatto diretto con i propri fans (tanto che la quasi totalità di queste pagine erano gestite da &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TLQJg1v-HkI/AAAAAAAAASg/srF2WcR-W80/s1600/Arctic_Monkeys.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527053102479187522" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TLQJg1v-HkI/AAAAAAAAASg/srF2WcR-W80/s320/Arctic_Monkeys.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;amministratori invece che dagli artisti stessi). Non c'è stato musicista che non abbia aperto qui una sua pagina ed è stato straordinario, da questo punto di vista, vedere piccole bands, ancora alle prese con le prime prove in garage, proporre i propri brani demo accanto alle mega-produzioni dell'idolo del momento. L’affare non è sfuggito al fiuto del magnate australiano &lt;strong&gt;Rupert Murdoch&lt;/strong&gt;, che nel 2005 ha investito 580 milioni di dollari per acquistare MySpace. Nasce così il boom dei “social network”: a MySpace si affiancano Facebook, Twitter ed altri. Le statistiche rivelano che negli ultimi anni i siti social network hanno superato per popolarità quelli porno, segnando la fine di un’epoca e un cambio radicale per internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcosa, però, ha cominciato ad andare storto per MySpace nel 2009: DeWolfe lascia la guida del board e poco dopo l’azienda annuncia il taglio di 425 posti di lavoro, ossia decide di mandare a casa il 30% del proprio personale. Owen Van Natta, Chief Operating Officer, ha spiegato che questi cambiamenti, pur dolorosi, sono stati necessari per la salute a lungo termine di MySpace. Jonathan Miller, nuovo capo della divisione Digital Media di News Corp, ha detto che il portale era cresciuto troppo rispetto alla realtà del mercato odierno. Ma nonostante questi interventi, MySpace va sempre più giù. Lo confermano anche i dati diffusi dalla Hitwise, che segnalano un calo a picco del portale di Murdoch, calo palesemente legato alla contemporanea crescita dei due altri celebri social network: Twitter e, soprattutto, &lt;strong&gt;Facebook&lt;/strong&gt;. MySpace è riuscito a perdere terreno anche nel campo che gli era più congeniale, ossia quello della comunità musicale, che ha iniziato a disaffezionarsi in modo significativo: dal 2007 al 2009 la percentuale delle bands che si sono dotate di un profilo MySpace è passata dal 10% al 4%. Il rimedio è stato forse peggiore della malattia: MySpace, dovendo trovare il modo di rinnovarsi per non perdere ulteriore terreno nei confronti di Facebook, ha deciso di rincorrerlo con una serie inf&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TLQJrfmUqaI/AAAAAAAAASo/JBSFJvc3QrI/s1600/myspace1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527053285511702946" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 263px; CURSOR: hand; HEIGHT: 253px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TLQJrfmUqaI/AAAAAAAAASo/JBSFJvc3QrI/s320/myspace1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;inita di aggiornamenti delle sue caratteristiche e funzionalità, tanto da snaturare la sua forma e disorientare anche gli utenti più affezionati. I commenti degli utenti sono stati impietosi: “Le nuove applicazioni di MySpace non le usa nessuno, gli eventi sono confusionari. Aggiornare l’interfaccia ora prevede un sistema macchinoso e assurdo. Molte bands, sicuramente le più interessate a mantenere in piedi il loro profilo, stanno gettando la spugna. Qualsiasi mossa sarà sempre e solo una copia delle funzioni di Facebook e l’impressione è che oramai sia troppo tardi per tornare indietro”. Alcuni integralisti di MySpace (ma non solo) giudicano Facebook come un social network un po’ “stupidotto”, buono per mettere a nudo le debolezze di utenti privi di argomenti, ma l’amara realtà è che Facebook sta avvicinando la gente ad internet, MySpace la sta allontanando. In attesa della prossima rivoluzione del WEB, che spazzerà via tutto per creare nuovi miti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-2780892182017577241?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/2780892182017577241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/2780892182017577241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/10/la-guerra-dei-social-network-e-la.html' title='La guerra dei social network e la sconfitta di MySpace'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TLQJg1v-HkI/AAAAAAAAASg/srF2WcR-W80/s72-c/Arctic_Monkeys.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-7946014015185548916</id><published>2010-10-10T02:16:00.000-07:00</published><updated>2010-10-10T02:28:48.675-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  “Heart” è il nuovo inedito dei Cadabra</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;La canzone esce come anteprima di un progetto discografico che dovrebbe vedere la luce il prossimo anno&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da mercoledi 6 ottobre i fans dei Cadabra possono ascoltare gratuitamente il nuovo brano Heart sui siti WEB del gruppo e sulle principali radio e web radio italiane. Il brano è stato registrato a settembre allo Studio Mediterraneo (Bari) da Massimo Stano e segna il recupero di sonorità new wave morbide ed elettroniche che hanno reso celebri brani come “Sleeping” e “Love Boulevard”. Il pezzo sarà presentato dal vivo durante l’Action Tour, giro di concerti tuttora in corso che sta portando i Cadabra in giro per l’Italia dopo la pubblicazione, lo scorso anno, dell’album Wave/Action, cui seguirà molto probabilmente un nuovo impegno discografico di cui è dato ancora poco da sapere, ma del quale Heart sarà certamente parte integrante. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;Cadabra sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cadabra-blog.blogspot.com/"&gt;Cadabra blog&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Guarda il video di Heart&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wbTx-TPYwMo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/wbTx-TPYwMo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-7946014015185548916?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7946014015185548916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7946014015185548916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/10/news-heart-e-il-nuovo-inedito-dei.html' title='NEWS –  “Heart” è il nuovo inedito dei Cadabra'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-7250882117956369440</id><published>2010-10-06T12:37:00.000-07:00</published><updated>2010-10-07T06:29:54.968-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  Gli Stardom pubblicano “Soviet della moda”, il loro primo album ufficiale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ne dà l’annuncio l’etichetta Danze Moderne con un comunicato stampa, di cui riportiamo uno stralcio.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un album a lungo atteso questo esordio discografico degli &lt;strong&gt;Stardom&lt;/strong&gt;, gruppo new wave milanese che si è fatto notare negli ultimi anni per l’intensa attività live, per le sonorità innovative e per il look stravagante. L’etichetta &lt;strong&gt;Danze Moderne&lt;/strong&gt; non fa mistero delle grandi aspettative che nutre verso questa band e ne enfatizza le qualità nel suo comunicato stampa:&lt;br /&gt;“Milano, 06/10/2010 – È disponibile dal 4 ottobre 2010 “Soviet della moda”, primo album ufficiale per gli Stardom, la new wave band milanese che ha saputo riproporre in chiave moderna un genere esploso negli anni ’80, la new wave italiana, interpretandola in modo personale e innovativo. L’album raccoglie una selezione di dodici brani composti durante i pr&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TKzQhGG3nLI/AAAAAAAAASI/Dkd9tbk9Bro/s1600/copertinastardom.jpg"&gt;&lt;/a&gt;imi cinque anni di vita del gruppo, anni durante i quali hanno sbalordito per grinta e lucidità in veri e propri exploit dal vivo, suonando accanto a gruppi come Krisma, Spizz, 999, Clan of Xymox e Christian Death. La band, sebbene sia nata solo nel 2005, è composta da musicisti di provata esperienza, avendo militato in importanti formazioni gothic e new wave degli anni ’90. Il genere attinge a piene mani dagli anni ’80, ma grazie all’uso inusuale del basso, con le sue ritmiche sostenute e i suoi “slap”, e ai testi ben inseriti nel contesto della realtà odierna, gli Stardom riescono a conferire al &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TKzRwg_UXhI/AAAAAAAAASY/6TeAdm8zwgg/s1600/Stardom2010fotografo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5525021474296192530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TKzRwg_UXhI/AAAAAAAAASY/6TeAdm8zwgg/s320/Stardom2010fotografo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;loro suono un’originalità non comune per un genere inflazionato ed incapace oramai di produrre delle vere e proprie novità. “Sono molto soddisfatto dell’impegno profuso da tutto il gruppo per questo disco” ha dichiarato Riccardo Angiolani, vocalist e portavoce della band, “e sono sicuro che il nostro lavoro incontrerà il favore sia degli accaniti del post punk, sia di chi si avvicina per la prima volta a questo genere, grazie alla varietà dei temi e alle diverse soluzioni strumentali adottate”. L’album in cd “Soviet della moda” è disponibile per l’acquisto a partire dal 4 ottobre 2010 nei migliori negozi di musica alternativa, sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (Ebay, Amazon, cdandlp, CdUniverse, ecc…), al prezzo imposto di € 10,00, e in formato digitale su &lt;a href="http://itunes.apple.com/it/album/soviet-della-moda/id396573959?tduid=35f27683c50892726b52c4351ee4d0e1&amp;amp;affId=1474288&amp;amp;ign-mpt=uo%3D4"&gt;iTunes&lt;/a&gt;” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli Stardom presenteranno l'album "Soviet della moda" venerdi &lt;strong&gt;15 ottobre 2010&lt;/strong&gt; con un concerto all'interno del Black Circus, al &lt;strong&gt;Q Club&lt;/strong&gt; di Milano (ex- Quinte Club), via Cosenz (zona Bovisa). Special guest la scrittrice &lt;strong&gt;Barbara Baraldi&lt;/strong&gt;, che leggerà alcune pagine dal suo ultimo romanzo &lt;strong&gt;Scarlett&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per contatti&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.stardom.it/"&gt;http://www.stardom.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti interni&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/06/artisti-stardom.html"&gt;Stardom&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OTz6YGIPyaE?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/OTz6YGIPyaE?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-7250882117956369440?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7250882117956369440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7250882117956369440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/10/news-gli-stardom-pubblicano-soviet.html' title='NEWS –  Gli Stardom pubblicano “Soviet della moda”, il loro primo album ufficiale'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TKzRwg_UXhI/AAAAAAAAASY/6TeAdm8zwgg/s72-c/Stardom2010fotografo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8611009549444443329</id><published>2010-09-15T04:51:00.000-07:00</published><updated>2010-09-15T04:58:39.947-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>La crisi della musica live e la regionalizzazione delle bands</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;La crisi della cultura in Italia colpisce duramente i musicisti con un repertorio originale e, dopo la scomparsa del cachet, a rischio anche il rimborso spese.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei primi anni ’90, poco prima dell’esordio su un palco con la mia prima band musicale, il mio insegnante di chitarra disse perentoriamente: “Fatevi pagare! Ricordati che la vostra è una prestazione professionale ed è giusto che venga retribuita”. Così facemmo e comunque non mi ricordo di un locale che si sia rifiutato di pagarci, sebbene proponessimo un repertorio proprio e qualche cover di musica alternativa. Le cose, oggi, sono drasticamente e tristemente cambiate. Risale all’inizio del nuovo millennio la crisi della musica, quando le Major, dopo anni di speculazioni sul prezzo dei cd, si sono “ristrutturate”, hanno tagliato i fondi, licenziato i dipendenti e bruciato un’infinità di talenti musicali. Le piccole etichette indipendenti, che hanno resistito stoicamente per alcuni anni, hanno dovuto gettare la spugna e liquidare le loro piccole imprese. Ora i giovani non comprano più i dischi, ma scaricano da internet intere discografie in mp3. Paradossalmente, a fronte di tale straordinaria abbondanza di materiale, la musica non si ascolta più: l’Italia è in piena recessione culturale e i passatempi sono diventati altri e futili, in linea con il “vuoto” imperante. Conseguenza di questa situazione è la crisi della musica live.&lt;br /&gt;Le bands nascono come funghi, ma gli spazi per suonare non ci sono. A soffrirne maggiormente sono quei gruppi che propongono un repertorio proprio, per i quali l’essere autori dei brani, cosa veramente assai pregevole, è &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TJCzspeUtyI/AAAAAAAAASA/9j3fAHXDvkQ/s1600/rock+emergenti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517107123157514018" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 255px; CURSOR: hand; HEIGHT: 254px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TJCzspeUtyI/AAAAAAAAASA/9j3fAHXDvkQ/s320/rock+emergenti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;diventato un pesante fardello che sbarra loro le porte dei locali. Locali nei quali impazzano le cover bands o, peggio, le tribute bands, ossia gruppi che propongono il repertorio di una sola band famosa (ad esempio Queen, U2, Vasco Rossi, The Cure, ecc…), che, ironia della sorte, riescono sempre a riempire il locale ed a portare a casa un buon cachet grazie alla creatività di altri. A fronte di un eccesso di offerta, cioè molti gruppi e pochi locali, questi ultimi hanno ridotto i compensi ai minimi storici, che vanno dal nulla al poco più di nulla. Nel giro di venti anni si è passati dal cachet + rimborso spese, al solo rimborso spese, alla fine del rimborso spese! L’interesse del locale è fare il pienone di gente e solo questo giustificherebbe la concessione di un buon cachet, ma per la legge della domanda e dell’offerta di cui sopra, i compensi sono diventati comunque veramente minimi: 400 euro quando va bene, più spesso 300 o 250 euro, ma non è insolito trovare giovanissimi (e anche meno giovani) proporsi gratis per aggiudicarsi la serata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questa situazione hanno avuto buon gioco i giovanissimi, quelli che hanno iniziato a fare i loro primi passi dal vivo senza troppe pretese e magari sentendosi già realizzati nell’avere un palco a disposizione, un impianto decente e il loro nome sul manifesto. Questi gruppi emergenti, che sovente suonano gratis, tagliano le gambe ai gruppi con maggiore esperienza, che hanno investito anni nell’apprendimento delle tecniche del loro strumento musicale e soldi in strumenti ed attrezzature, soldi che ora non riescono più ad ammortizzare con i miseri cachet, che spesso la loro dignità impedisce di accettare.&lt;br /&gt;Le conseguenze di questo stato di cose sono nefaste: i gruppi di giovanissimi, dopo aver rubato la scena, si sciolgono perché cambiano velocemente i loro interessi e le loro passioni e perché sanno che, anche migliorandosi nella tecnica e nell’attrezzatura, non migliorerebbero la loro situazione economica. Sbattersi per 200 euro a serata? Meglio andare in discoteca a corteggiare qualche bella ragazza. Nel frattempo le bands men&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TJCzhF3MMdI/AAAAAAAAAR4/IgGtcAaQ5bo/s1600/band+emergenti.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517106924619575762" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 188px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TJCzhF3MMdI/AAAAAAAAAR4/IgGtcAaQ5bo/s320/band+emergenti.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o giovani e più tecnicamente preparate si sono sciolte, hanno preferito fare harakiri piuttosto che umiliarsi a salire sui palchi per cachet ridicoli. Anni di studio e di sbattimento gettati alle ortiche. Alcuni di loro si riciclano come fonici (più o meno capaci, spesso “meno”) che si rifanno sui gruppi emergenti desiderosi di registrare il primo demo, lucrando sui loro sogni di gloria prima che vadano in frantumi. Tremenda vendetta! In sintesi: tanti gruppi emergenti dalle prospettive a breve scadenza, tanti musicisti professionisti che gettano la spugna o si riciclano come fonici, nessuno investe più nello studio dello strumento, crollo della qualità della musica live.&lt;br /&gt;Un altro effetto nefasto è quello che io lo chiamo “La regionalizzazione dei gruppi”: i bassi cachet, uniti al proliferare di queste bands a buon mercato, che spesso calcano assiduamente solo i palchi della loro zona, stanno limitando drasticamente lo scambio di gruppi tra regioni del Nord, del Centro e del Sud Italia, con una scarsa mobilità all’interno del Paese e scarso interscambio culturale, salvo qualche eroe che parte da Palermo per suonare a Milano gratis pur di far conoscere il suo progetto musicale. I “gruppetti” suonano a rotazione in tre/quattro pub della loro zona prima di sciogliersi, senza quasi mai varcare i confini regionali. Nella scena live italiana hanno quindi buon gioco sia gli emergenti, che suonano gratis, sia i grossi artisti da stadio dai cachet strabilianti, lasciando una voragine nel mezzo, che va a replicare fedelmente l’aumento del divario sociale in un paese che ha smesso da decenni di investire in “equità” (a tutti i livelli). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un paese dove la musica, oramai, non può essere altro che un costoso hobby. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8611009549444443329?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8611009549444443329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8611009549444443329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/09/la-crisi-della-musica-live-e-la.html' title='La crisi della musica live e la regionalizzazione delle bands'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TJCzspeUtyI/AAAAAAAAASA/9j3fAHXDvkQ/s72-c/rock+emergenti.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-2988004308625222265</id><published>2010-09-02T13:42:00.000-07:00</published><updated>2010-09-10T01:16:13.669-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  Icydawn: ecco il video di “Trends”</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Primo videoclip ufficiale per l’artista svizzero.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi l’avrebbe mai detto che dall’album “A Personal Collection Of Demo(n)s”, cupa e claustrofobica raccolta di brani dell’artista industriale &lt;strong&gt;Icydawn&lt;/strong&gt;, sarebbe scaturito un singolo di successo? Scaricatissimo e ballatissimo nei dancefloor più alternativi, ora &lt;strong&gt;Trends&lt;/strong&gt; ha anche un videoclip, realizzato dal regista ticinese &lt;strong&gt;Daiano Lazzarotto&lt;/strong&gt;, già in rotazione su emittenti indipendenti e web tv dal 1° settembre.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-icydawn.html"&gt;Artisti: Icydawn&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/05/interviste-icydawn.html"&gt;Interviste: Icydawn&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/11/dischi-icydawn-personal-collection-of.html"&gt;Recensioni: Icydawn - A Personal Collection Of Demo(n)s&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-hQQ-0_oJ28?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-hQQ-0_oJ28?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-2988004308625222265?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/2988004308625222265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/2988004308625222265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/09/news-icydawn-ecco-il-video-di-trends.html' title='NEWS –  Icydawn: ecco il video di “Trends”'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6627438098923850698</id><published>2010-08-24T15:14:00.000-07:00</published><updated>2010-08-24T15:15:20.351-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  Gli Stardom suonano per Mick Karn</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il concerto si terrà il 4 settembre 2010 a Caerano di San Marco (Treviso) nell’ambito della maratona musicale “Il Cuore nella musica”.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’etichetta discografica indipendente &lt;strong&gt;Danze Moderne&lt;/strong&gt; darà il proprio contributo alla serata di beneficenza organizzata dalla Fondazione Villa Benzi Zecchini a favore del musicista Mick Karn con il concerto di uno dei gruppi più brillanti della propria scuderia: gli &lt;strong&gt;Stardom&lt;/strong&gt;. L’esibizione si terrà il 4 settembre prossimo a Caerano di San Marco (Treviso) e gli Stardom promettono di portare sul palco il loro repertorio migliore per aiutare un artista che, con il suo stile, ha molto influenzato la new wave anni ’80. L’evento, cui è stato dato nome “Il Cuore nella musica”, si innesta in una serie di iniziative simili che si svolgeranno in varie parti del mondo, tra le quali degna di menzione è quella organizzata dall’ex cantante degli Ultravox Midge Ure, già responsabile del progetto “Live Aid” nel 1985. Oltre agli Stardom, ci saranno nomi di rilevanza nazionale: &lt;strong&gt;Alice&lt;/strong&gt;, che Karn accompagnò spesso in tournèe negli anni ’90, Aldo Tagliapietra delle Orme, Lino Brotto e i Frigidaire Tango.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mick Karn&lt;/strong&gt;, di origini cipriote ma londinese d’adozione, è stato il bassista dei Japan, band inglese capitanata dal cantante David Sylvian. Dopo questa esp&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/THRCUOTSURI/AAAAAAAAARo/F9M3P08CkGo/s1600/gli+stardom+suonano+per+mick+karn.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509101159384764690" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 265px; CURSOR: hand; HEIGHT: 190px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/THRCUOTSURI/AAAAAAAAARo/F9M3P08CkGo/s320/gli+stardom+suonano+per+mick+karn.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;erienza ha intrapreso una carriera all’insegna della sperimentazione a fianco di artisti quali Peter Murphy dei Bauhaus, Midge Ure, David Torn, Kate Bush, Gary Numan e Joan Armatrading. Malato di cancro in fase avanzata, ha reso pubbliche le sue condizioni di salute attraverso il sito internet &lt;a href="http://www.mickkarn.net/"&gt;http://www.mickkarn.net/&lt;/a&gt; al fine di poter raccogliere i fondi necessari ad affrontare le costose cure alle quali si sta sottoponendo. Durante la giornata, tra gli spazi di Villa Benzi Zecchini, saranno inoltre esposte e messe in vendita fotografie che un altro membro dei Japan, &lt;strong&gt;Steve Jansen&lt;/strong&gt;, ha realizzato all’inizio degli anni ottanta e il cui ricavato concorrerà alla raccolta fondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Elenco completo degli artisti partecipanti alla maratona musicale:&lt;br /&gt;Alice&lt;br /&gt;Aldo Tagliapietra (Le Orme)&lt;br /&gt;Frigidaire Tango&lt;br /&gt;Lino Brotto con Filippo Tantino e Valeria Bruniera&lt;br /&gt;Stardom&lt;br /&gt;Aut&lt;br /&gt;Cardiac&lt;br /&gt;Exposurensemble&lt;br /&gt;Giorgio Fairsoni &amp;amp; Rubberband&lt;br /&gt;Flowers Of Hiroshima&lt;br /&gt;Madame Sadowsky&lt;br /&gt;Magnetic Sound Machine&lt;br /&gt;Ococo&lt;br /&gt;The Mantra ATSMM&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ulteriori informazioni:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.villabenzizecchini.it/"&gt;http://www.villabenzizecchini.it/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-6627438098923850698?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6627438098923850698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6627438098923850698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/08/news-gli-stardom-suonano-per-mick-karn_24.html' title='NEWS –  Gli Stardom suonano per Mick Karn'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/THRCUOTSURI/AAAAAAAAARo/F9M3P08CkGo/s72-c/gli+stardom+suonano+per+mick+karn.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6479975783422050627</id><published>2010-08-02T13:49:00.000-07:00</published><updated>2010-08-02T15:56:08.592-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SIAE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>Come compilare il Programma Musicale della SIAE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Compilare correttamente il borderò SIAE è essenziale per ricevere il pagamento dei diritti d’autore dai vostri concerti.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;--Le immagini sono a bassa risoluzione, per visualizzarle correttamente cliccarci sopra--&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se dovessi fare una classifica di tutte le domande che mi vengono rivolte sulla SIAE, al primo posto troverei: “Perché trovo così pochi soldi sui miei rendiconti semestrali SIAE?”. Sicuramente il nuovo regolamento sulla ripartizione dei diritti, introdotto dalla SIAE nell’ottobre del 2006, ha pesantemente danneggiato molti autori musicali emergenti che si guadagnavano la pagnotta suonando in piccole situazioni, i cosiddetti concertini. Ma questo è solo un aspetto del problema. L’altro, non meno importante, è l’accuratezza con il quale si compila il Programma Musicale della SIAE (borderò) a fine concerto. Il paradosso è che tutti si iscrivono alla SIAE per incassare i diritti (per un costo di 220 euro per l’iscrizione e 91,50 euro di quota annuale), tutti si aspettano rendiconti sostanziosi, ma nessuno si impegna nella compilazione del borderò, che viene di conseguenza cestinato e… addio diritti! E sì, perché basta un piccolo errore, una piccola omissione, una lettera fuori posto che il documento verrà annullato. Tipico esempio di questa razza di musicisti è il mio amico Alfio detto “Sandogat”: arriva furioso con in mano i rendiconti semestrali SIAE gridando al furto per i pochi euro di guadagno a fronte di numerosi concerti del suo gruppo, poi, dopo essersi calmato, ammette candidamente di non aver mai compilato un borderò in maniera “lucida” in vita sua a causa di varie situazioni, come la spossatezza del dopo concerto, le fans che lo “perseguitano”, i fumi dell’alcool, eccetera. E poi mi fa la solita, eterna domanda: “Ma come si compila il borderò SIAE?”. Caro Sandogat, da oggi in poi non sprecherò più il mio tempo per dirti sempre le stesse cose, ma ti manderò il link di quest’articolo, così la facciamo finita una volta per tutte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima cosa: incaricare uno dei membri del gruppo della compilazione del borderò, possibilmente quello che si è mantenuto più lucido durante la serata. Lo so, il borderò è una scocciatura allucinante alle due di notte, dopo aver viaggiato, scaricato e montato gli strumenti, aver suonato, smontato e ricaricato il tutto sul furgone, ma il pagamento dei vostri diritti passa attraverso questa specie di tovaglia di carta rossa. In realtà il programma musicale può essere di diversi colori, nello specifico:&lt;br /&gt;Modello 107/OR (di colore rosso) – è quello che ci interessa di più se abbiamo un gruppo rock, viene usato per esecuzioni dal vivo, con ballo, di gruppi musicali o singoli esecutori, concertini, pianobar, concerti di musica leggera, pop ed esecuzioni simili.&lt;br /&gt;Modello 107/SM (di colore verde) - esecuzioni musicali con strumento meccanico (juke box, radio, riproduttori fonografici o digitali con o senza amplificazione ecc…).&lt;br /&gt;Modello 107/C (di colore blu) - per i concerti di musica classica, jazz, di danza e per le musiche di scena in spettacoli teatrali.&lt;br /&gt;Analizziamo nelle sue varie parti il programma musicale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Quadro A deve essere compilato dall’Ispettore locale della SIAE o dal responsabile di zona, quindi lo segnaliamo solo per dovere di cronaca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La compilazione del Quadro B è a carico del titolare del permesso, ossia il proprietario del locale, che ha organizzato il concerto e si è recato all’ufficio della SIAE a prelevare il borderò.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFc1uZLZgxI/AAAAAAAAARg/scWn7F0htvU/s1600/bordero+F.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500924541005300498" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 674px; CURSOR: hand; HEIGHT: 110px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFc1uZLZgxI/AAAAAAAAARg/scWn7F0htvU/s320/bordero+F.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In questa sezione dovranno essere scritti: nome del locale, nome e cognome del titolare, il suo indirizzo per esteso e la firma leggibile. Il titolare del permesso spettacoli e trattenimenti è tenuto, prima del concerto, a consegnare il borderò al direttore dell’esecuzione (uno dei membri del gruppo, per intenderci), che dovrà compilarlo nella sola parte di sua competenza. Se il titolare è sprovvisto di borderò (quindi non ha pagato la licenza per farvi suonare), la SIAE dice che dovete rifiutarvi di suonare e denunciare il fatto. Nel caso in cui nella stessa giornata si abbiano due o più concerti, devono essere utilizzati distinti programmi musicali, uno per ogni gruppo. Questo è un fatto importante, spesso troviamo diversi gruppi a suonare e un solo borderò (specie nei piccoli festival), voi compilatelo ugualmente insieme agli altri gruppi, in caso di controllo sarà sanzionato il titolare del locale e non voi e i diritti vi saranno comunque garantiti. Il problema potrebbe sorgere se il gruppo che ha suonato con voi dovesse commettere degli errori nella compilazione: il borderò verrà annullato, vanificando il vostro lavoro di precisione e impedendovi di incassare i diritti per quella serata. Ogni borderò, compilato e sottoscritto per intero, va riconsegnato dal titolare del locale all’unità periferica della SIAE, che provvederà a rilasciargli l’apposita ricevuta.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFcwH6szn-I/AAAAAAAAAQo/-GJciMnfUk8/s1600/borderofrontec150.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Quadro C è una di quelle parti che dobbiamo compilare noi musicisti.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFcyFruUfYI/AAAAAAAAARA/EpeDc0azR94/s1600/borderoA.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500920543074090370" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 683px; CURSOR: hand; HEIGHT: 97px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFcyFruUfYI/AAAAAAAAARA/EpeDc0azR94/s320/borderoA.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Per la SIAE la compilazione di questa sezione deve essere a carico del direttore dell’esecuzione (musicista o deejay), ossia uno dei membri del gruppo che si assume la responsabilità dello svolgimento della serata e della pianificazione della scaletta del concerto. Se nel gruppo c’è un membro iscritto alla SIAE, sarà obbligatoriamente lui il direttore dell’esecuzione. Se ci sono più membri iscritti alla SIAE, si può scegliere indifferentemente tra uno di questi, così come si può scegliere indifferentemente uno dei membri del gruppo se nessuno è iscritto alla SIAE. In questo quadro va indicato il locale, la località, il giorno e l’ora dell’esibizione, il nome del musicista o gruppo musicale, il suo indirizzo (nel caso il gruppo sia costituito come società, si indicherà la sede sociale, altrimenti è preferibile mettere l’indirizzo del direttore dell’esecuzione), Partita IVA o codice fiscale, il numero di brani eseguiti. Esaminando con attenzione alcuni di questi punti:&lt;br /&gt;-per quanto riguarda la data: il giorno va indicato solo nella prima casella quando il concerto è terminato entro la mezzanotte, invece si metterà anche il giorno successivo nella seconda casella se il concerto è terminato dopo la mezzanotte;&lt;br /&gt;-nel caso il vostro gruppo si sia costituito come società, è necessario indicare la Partita IVA, in caso contrario basta il codice fiscale del direttore dell’esecuzione;&lt;br /&gt;-numero dei brani: vi consiglio di riempire questa parte dopo aver stilato, sul Quadro D, la lista dei brani eseguiti, per evitare confusione. Nella prima casella vanno indicati i brani di durata inferiore ai 30 secondi, nella seconda metteremo i brani di durata superiore ai 30 secondi (solitamente tutti i brani di un gruppo), nella terza casella il totale. Questo perché la SIAE non paga i brani di durata inferiore ai 30”. Nel nostro esempio non ci sono brani di durata inferiore ai 30”, come spesso accade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La compilazione del Quadro D, sempre a carico del direttore dell’esecuzione, è una parte molto delicata perché è qui che devono essere riportati, in modo rigorosamente cronologico, autori e titoli delle canzoni eseguite ed è qui che si commette la maggior parte degli errori. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFcy9K4WQ1I/AAAAAAAAARQ/4QSsrEXmx9I/s1600/bordero+D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500921496330453842" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 687px; CURSOR: hand; HEIGHT: 197px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFcy9K4WQ1I/AAAAAAAAARQ/4QSsrEXmx9I/s320/bordero+D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La SIAE recita “la parte va compilata prima o immediatamente dopo l’esecuzione”, io vi consiglio di farlo “immediatamente dopo”, così vi mettete al coperto da qualsiasi contrattempo possa insorgere ad influenzare la scaletta durante l’esibizione.&lt;br /&gt;Esaminiamo accuratamente questo Quadro D punto per punto:&lt;br /&gt;- COMPOSITORE (COGNOME): qui dovete indicare il cognome o lo pseudonimo di uno solo dei compositori. Nel caso di un pezzo dei Beatles scritto da Lennon/McCartney dovete scegliere se mettere Lennon o McCartney (nel nostro esempio abbiamo scelto Lennon). Tutto questo è evidente dallo spazio a disposizione: in un pezzo composto da quattro o cinque autori, i loro cognomi non ci starebbero dentro le poche caselle a disposizione, ma non preoccupatevi, sarà poi la SIAE a risalire, attraverso il nome dell’autore indicato e il titolo del pezzo, a tutti gli altri autori per la ripartizione dei diritti. Purtroppo vedo ancora musicisti o dj che in questa sezione mettono il nome del gruppo musicale che ha interpretato il brano, The Beatles ad esempio, e non l’autore (Lennon in questo caso): è un errore gravissimo, tutto il borderò verrà annullato!&lt;br /&gt;- Per una corretta programmazione, non va indicato il cognome dell’autore del testo se questi non è anche compositore della parte musicale, ma bisogna indicare quello di uno dei compositori.&lt;br /&gt;- Particolare attenzione va posta nel riportare i titoli dei brani: non mi stancherò mai di dire che basta un piccolo errore di scrittura e tutto il borderò verrà annullato. Il titolo deve essere esatto, qui c’è tolleranza zero da parte della SIAE, basta una lettera fuori posto e… buonanotte! Per i brani suonati in medley (o mixati per i dj), i titoli dei diversi brani che compongono il medley devono essere indicati in righe separate. Uno stesso brano eseguito più volte (magari ri-proponete un pezzo già suonato nel bis) deve essere indicato una sola volta.&lt;br /&gt;- Nel caso di spettacoli che prevedano sia esecuzioni dal vivo che con strumento meccanico, dovranno essere compilati sia il programma 107/OR (o 107/C) sia il programma 107/SM.&lt;br /&gt;- Per le composizioni musicali di pubblico dominio “elaborate” si tratta di uno dei rari casi in cui devono essere indicate, nella riga compositore, sia il cognome dell’elaboratore che quello del compositore originale.&lt;br /&gt;- Importante: la parte non utilizzata del Quadro D “dovrà essere annullata mediante opportune ed inequivocabili segnalazioni”, in pratica dovrete sbarrare le righe rimaste inutilizzate con una linea diagonale o una grande X.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Quadro E1 bisogna riportare i nomi di tutti i musicisti iscritti alla SIAE che hanno partecipato al concerto, compreso il direttore dell’esecuzione, i cui dati saranno inseriti nel quadro seguente.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFczemxIirI/AAAAAAAAARY/wYXpXkzl9YA/s1600/bordero+E.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500922070752070322" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 675px; CURSOR: hand; HEIGHT: 92px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFczemxIirI/AAAAAAAAARY/wYXpXkzl9YA/s320/bordero+E.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel Quadro E2 bisogna riportare tutti i dati del direttore dell’esecuzione (nome e cognome, indirizzo, codice fiscale e, se iscritto, il proprio numero di posizione SIAE) e da questi sottoscritto, congiuntamente al successivo Quadro E3. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFcyNgI3owI/AAAAAAAAARI/oXJmh7FRohE/s1600/bordero+C.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500920677403173634" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 687px; CURSOR: hand; HEIGHT: 138px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFcyNgI3owI/AAAAAAAAARI/oXJmh7FRohE/s320/bordero+C.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFcxXoE9GMI/AAAAAAAAAQw/gGLxyI1fSqo/s1600/bordero+B.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500919751821301954" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 687px; CURSOR: hand; HEIGHT: 85px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFcxXoE9GMI/AAAAAAAAAQw/gGLxyI1fSqo/s320/bordero+B.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tutti i Quadri del Programma Musicale devono essere compilati con inchiostro nero o blu, a stampatello, avendo cura di segnare una sola lettera in ciascuna casella, questo al fine di consentire una chiara lettura da parte dei computer della SIAE (lettori ottici - elettronici), che inesorabilmente scarteranno quelli compilati male. Per questo è importante non andare fuori dalle caselle, non fare errori o scarabocchi, scrivere una lettera per ogni casella. Accenti, apostrofi e virgole non vengono letti dai computer della SIAE. Faccio un esempio, un titolo come “È sera, presto me ne andrò” il computer lo leggerà come “E SERA PRESTO ME NE ANDRO”. Anche gli articoli molto spesso non vengono letti, così un titolo come “Il sogno” verrà letto come “SOGNO”. Voi potete metterli come non metterli, è indifferente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Programma Musicale va tenuto a disposizione durante la serata per eventuali controlli da parte di incaricati SIAE. Le infrazioni nella compilazione comportano, per l’organizzatore dello spettacolo o trattenimento, l’applicazione delle penali previste dal Permesso di esecuzione e comportano sanzioni disciplinari per gli associati SIAE che lo firmano. La falsificazione del Programma Musicale può configurare l’ipotesi di reato. Il borderò va riconsegnato entro il giorno successivo allo spettacolo dal titolare del locale all’ufficio della SIAE, che gli rilascerà una ricevuta. Si dovranno riconsegnare all’ufficio della SIAE anche i Programmi Musicali rimasti in bianco quando non utilizzati. Il Programma Musicale deve essere compilato anche nel caso di esecuzioni di opere di pubblico dominio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per concludere: la burocrazia SIAE non aiuta il musicista. Il nuovo regolamento sulla ripartizione dei diritti, introdotto dalla SIAE nell’ottobre del 2006, unito alla grande quantità di borderò annullati per i vizi di cui sopra, porta un autore musicale a ricevere ben pochi euro in tasca (leggi l’articolo “&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/la-siae-e-la-ripartizione-dei-diritti.html"&gt;La SIAE e la ripartizione dei diritti d’autore&lt;/a&gt;”). Il mio consiglio resta quello di non iscrivervi alla SIAE se siete piccoli autori e fate pochi concerti in un anno, ma in caso decidiate di associarvi vi consiglio allora di compilare il borderò con la massima cura e… incrociate le dita!&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fYsrQb6LCGQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/fYsrQb6LCGQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-6479975783422050627?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6479975783422050627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6479975783422050627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/08/come-compilare-il-programma-musicale.html' title='Come compilare il Programma Musicale della SIAE'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TFc1uZLZgxI/AAAAAAAAARg/scWn7F0htvU/s72-c/bordero+F.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6643153899544934534</id><published>2010-07-11T07:13:00.000-07:00</published><updated>2010-09-10T01:15:39.801-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  Gli Stardom colonna sonora di un libro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;La scrittrice Barbara Baraldi ha scelto gli Stardom per il booktrailer del suo ultimo romanzo.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si intitola &lt;strong&gt;Scarlett&lt;/strong&gt; il nuovo romanzo di &lt;strong&gt;Barbara Baraldi&lt;/strong&gt;, pubblicato da Mondadori. La scrittrice di Mirandola, già autrice di libri come “La bambola dagli occhi di cristallo” e “Lullaby”, ha scelto gli &lt;strong&gt;Stardom&lt;/strong&gt; per musicare il booktrailer di questa sua ultima fatica letteraria, che segna l'esordio nell'urban fantasy e nella letteratura per ragazzi. Il brano in oggetto, “Stagione di Dolly”, sarà pubblicato su Soviet della moda, attesissimo primo album del gruppo che vedrà la luce ad ottobre per l’etichetta Danze Moderne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;Atristi: &lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/06/artisti-stardom.html"&gt;Stardom&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/YFluZOeGRKQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/YFluZOeGRKQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-6643153899544934534?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6643153899544934534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6643153899544934534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/07/news-gli-stardom-colonna-sonora-di-un.html' title='NEWS –  Gli Stardom colonna sonora di un libro'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8759700334707967024</id><published>2010-07-10T06:09:00.000-07:00</published><updated>2010-07-10T06:17:17.455-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>Ebay: ecco dove trovo i miei dischi introvabili (e non solo)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Di fronte alla fine dei negozi specializzati di dischi, la rete è diventata il distributore numero uno di cd e vinili.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ammetto che per anni ho snobbato Ebay come il sito e-commerce buono per chi era in cerca di truffe on-line. A suffragare le mie impressioni anche i media, che non si risparmiavano nello spingere notizie relative a persone che avevano preso delle solenni fregature (basti solo pensare alle inchieste di “Striscia la notizia”). Questo fino al dicembre del 2005, quando ho fatto il mio primo acquisto. Quando l’ho visto in quell’inserzione, non volevo crederci: “4 Minute Warning” di Rikki And The Last Days Of Earth, un disco del 1978 che avevo cercato per anni e anni, introvabile ovunque e senza il minimo sentore di una ristampa. Una fregatura? Forse, ma 35 euro era una cifra che mi sentivo di rischiare e l’ho fatto. Ora il disco è in bella mostra nella mia collezione di vinili, in ottime condizioni come da descrizione, uno dei migliori regali di Natale che mi sia mai fatto. Di lì in poi altri acquisti, soprattutto dischi, ma anche altro (piccoli oggetti di elettronica, cd e dvd vergini, fumetti, un termometro digitale, la casetta per il gatto, ecc…) ed ho imparato a distinguere tra venditori seri e truffatori. Anzi, spesso riesco a fare degli ottimi affari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La storia&lt;/strong&gt;: Ebay nasce negli USA e, nei primi anni del nuovo millennio, si afferma in Italia come il più grande sito di aste on-line. Introduceva il concetto che chiunque può mettere in vendita un oggetto di cui vuole disfarsi, nuovo o usato, semplicemente iscrivendosi al sito e creando la propria inserzione. Visto il successo ottenuto, anche negozianti professionisti hanno iniziato a vendere su Ebay, sfruttando il grosso bacino di utenti che si era creato, spesso adottando prezzi molto più bassi di quelli che si trovano normalmente nei negozi. Considerando che Ebay conta su una rete di utenti mondiale, capirete che l’offerta di prodotti è immensa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come funziona&lt;/strong&gt;: innanzitutto bisogna iscriversi inserendo i propri dati personali e poi aprirsi un account PayPal, che è il metodo di pagamento più usato e più sicuro, perché è l’unico con il quale si è rimborsati nel caso non si dovesse ricevere l’oggetto acquistato. A PayPal va collegata la propria carta di credito o, in mancanza, la carta PostePay (io ho fatto così) e comunque si può ricaricare anche tramite bonifico bancario. A questo punto potete inserire nel motore di ricerca di Ebay l’oggetto che state cercando. Nel caso si tratti di un’asta, si aggiudica l’oggetto chi offre la cifra maggiore. Le aste hanno una durata che può variare da 3 a 5 a 7 a 10 giorni. Oppure si può optare per il “Compralo subito”, ossia oggetti a prezzo fisso che si possono acquistare subito con un click, come in un normale on-line store. Per ogni acquisto potete lasciare un “feeback” su come si è svolta la compravendita: se siete soddisfatti, lascerete un feedback positivo, altrimenti, se l’oggetto che avete ordinato non vi arriva o non è conforme alla descrizione, negativo. Il feedback va a pesare sulla reputazione del venditore, &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TDhx005vvEI/AAAAAAAAAQg/J_1hgPlTgH0/s1600/ebay1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492264897946303554" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 285px; CURSOR: hand; HEIGHT: 197px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TDhx005vvEI/AAAAAAAAAQg/J_1hgPlTgH0/s320/ebay1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;quindi, prima di lasciarne uno negativo, pensateci bene e cercate di risolvere pacificamente il problema con il venditore (magari il ritardo è colpa delle poste oppure, se non siete soddisfatti dell’oggetto, potete restituirlo e riceve indietro i sodi). Non ho esperienze di vendita, quindi non posso esprimermi a pieno titolo su questo capitolo, però Ebay vi permette di creare le vostre inserzioni e di vendere i vostri oggetti: avete un disco che non ascoltate più? Avete deciso di cambiare il portatile e volete disfarvi del vecchio? Non sapete più dove mettere i fumetti di Dylan Dog? Create la vostra inserzione e provate a venderli. Si pagherà una piccola tariffa, ma è un tentativo che si può fare. Per qualsiasi dubbio potete consultare le F.A.Q. che vi spiegheranno tutto.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ebay e le truffe&lt;/strong&gt;: come dicevo all’inizio, si possono incontrare venditori disonesti, ma con un po’ di buon senso e attenzione potete mettervi al sicuro da questi pericoli. Nessuno regala nulla, per cui diffidate di oggetti offerti a un terzo o a un quarto del loro valore, specialmente di prodotti costosi come cellulari, laptop, iPod, playstation, televisori, ecc… è buona norma accertarsi della reputazione del venditore tramite i feedback: più ne sono (positivi, ovviamente), più il venditore è affidabile. Per gli oggetti di piccolo valore invece potete andare “quasi” sul sicuro: nessun venditore vuole rovinarsi la reputazione per un cd musicale non inviato.Pagate con PayPal: è l’unico metodo che, in caso di truffa, vi permette di essere rimborsati da Ebay (che è anche proprietaria di PayPal). Se partecipate ad un'asta, stabilite all’inizio una cifra massima che siete disposti a spendere e obbligatevi a non superarla (come ho fatto io per il disco di Rikki And The Last Days Of Earth) perché, negli ultimi minuti prima della scadenza dell’inserzione, si potrebbero innescare giochi al rialzo con altri utenti e rischiate di farvi prendere la mano offrendo cifre ben superiori al valore effettivo dell'oggetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebay e la musica: cd e dvd sono gli oggetti che più acquisto, la musica è stata la molla che mi ha spinto ad iscrivermi a questo sito e-commerce. Sono oltre cinque anni che nella mia città non ci sono più negozi di dischi, oramai stanno chiudendo inesorabilmente in tutta Italia e la rete è diventata la mia principale (se non unica) fonte di approvvigionamento. Se da un lato si sono persi quei magici posti dove, da ragazzi, si trascorrevano pomeriggi interi a spulciare tra cd e vinili (sigh!), dall’altro c’è la praticità di trovare ed acquistare quello che ci interessa con pochi click e riceverlo comodamente a casa. Vi ho voluto parlare di Ebay perché è qui che ho fatto i miei ultimi acquisti musicali, andando a caccia sia di novità che di rarità, trovando delle ottime occasioni e facendo degli ottimi affari: l’ultimo dei Depeche Mode, le Peel Sessions di Adam &amp;amp; The Ants, il dvd del concerto dei The Cure a Glasgow &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TDhxryi9CsI/AAAAAAAAAQY/K_eSvwV0eyc/s1600/rikki.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492264742695013058" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 226px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TDhxryi9CsI/AAAAAAAAAQY/K_eSvwV0eyc/s320/rikki.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nel 1984, la raccolta “Ordine” degli Starfuckers, e così via, tutti a prezzi più convenienti di molti store specializzati e tutti ricevuti a tempo di record. Ho scovato su Ebay un paio di venditori esteri, uno dalla Germania e l’altro dall’Olanda, veramente forniti e convenienti, ma anche alcuni italiani, che offrono dischi di musica indipendente altrimenti di difficile reperibilità altrove. Certamente il mercato discografico è afflitto da una crisi oramai decennale per i motivi che sappiamo e se la rete è diventata per noi feticisti del disco (quelli che aborrono l’mp3 e il peer to peer) l’unico mezzo per avere i loro oggetti di culto… ben venga la rete, ben venga eBay!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8759700334707967024?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8759700334707967024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8759700334707967024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/07/ebay-ecco-dove-trovo-i-miei-dischi.html' title='Ebay: ecco dove trovo i miei dischi introvabili (e non solo)'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TDhx005vvEI/AAAAAAAAAQg/J_1hgPlTgH0/s72-c/ebay1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6840056825078478813</id><published>2010-07-06T09:14:00.000-07:00</published><updated>2010-07-06T09:29:29.615-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>Uplaya: come sbancare la hit parade!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;È nato l’algoritmo Hit Song Science™ che ti dice se la tua canzone avrà un successo di massa o no… e ti spiega anche il perché.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti ne parlano, un motivo ci sarà. &lt;strong&gt;Uplaya&lt;/strong&gt; è l’algoritmo del colosso americano Music Intelligence Solutions che promette di svelarvi con certezza matematica se la vostra canzone è un potenziale successo da classifica. &lt;strong&gt;David Meredith&lt;/strong&gt;, amministratore delegato della società, dice: «Uplaya è un sistema di intelligenza artificiale in grado di prevedere se una canzone ha qualche, molte o nessuna possibilità di diventare un successo di massa. Non è un’invenzione usa e getta o una trovata pubblicitaria, dietro c’è il lavoro di decine di scienziati e ricercatori. Professionisti, non illusionisti o veggenti. Uplaya isola e analizza i singoli aspetti musicali presenti in una canzone fatta e finita: la velocità del ritmo, la linea melodica, la brillantezza del suono, la sequenza di accordi e persino l’intonazione. A quel punto scatta il confronto con il database delle canzoni che hanno sbancato le classifiche nella storia della musica o che hanno avuto una programmazione insistente nelle radio. I parametri vengono aggiornati di continuo: se nasce un nuovo genere musicale che funziona, tutto il sistema viene riparametrato includendo le nuove sonorità».&lt;br /&gt;E il verdetto è immediato, in pochi minuti saprete se vi aspetta la gloria alla modica cifra di 90 dollari per 15 canzoni. L'upload e l'analisi dei primi due brani è gratuita, quindi potete anche tentare un verdetto su quelli che ritenete i vostri due pezzi migliori o testare l’unico pezzo scritto in vita vostra, come ha fatto l’ex giornalista neozelandese &lt;strong&gt;Ben Novak&lt;/strong&gt;, che per anni ha tenuto nel cassetto la sua canzone “Turn your car around”: avuto un responso positi&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TDNWnuWOo-I/AAAAAAAAAQQ/IaCG6owi3ts/s1600/uplaya.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490827611150918626" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 176px; CURSOR: hand; HEIGHT: 120px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TDNWnuWOo-I/AAAAAAAAAQQ/IaCG6owi3ts/s320/uplaya.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;vo da Uplaya, l’ha fatta interpretare a Lee Ryan, ex componente dei Blue, e il pezzo ha raggiunto il dodicesimo posto in Gran Bretagna e il secondo in Italia! La famosa rivista americana Billboard ha definito Uplaya “La più grande invenzione in campo musicale dopo il cd”, mentre The Economist ha scritto “Cambierà per sempre il modo di scrivere musica”. Trecento case discografiche, che oramai non possono più permettersi dei flop commerciali, si sono iscritte in sole due settimane e molti artisti famosi come &lt;strong&gt;Mika&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Shakira&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Madonna&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Norah Jones&lt;/strong&gt; hanno già fatto uso del magico logaritmo per i loro dischi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È importante caricare i files alla massima risoluzione (mp3 stereo a 320 kbps) così, in caso di punteggio basso, sarà chiaro che la lacuna è di carattere artistico e non tecnico. I punteggi vanno da “Il tuo brano è una potenziale hit” a “Questa canzone non soddisfa nessuno dei requisiti di un pezzo per le masse, tieniti stretto il tuo posto di lavoro”. Nel mezzo Uplaya non è avara di consigli e può suggerire “Questa canzone è da rallentare” o “Il mixaggio è da rivedere” oppure “Cambia la tonalità”. Non mancano ovviamente le critiche che, a ragione o a torto, accusano il sistema di ridurre l'arte a una mera formula matematica e di danneggiare la creatività. E comunque come può un algoritmo giudicare un qualcosa strettamente personale, legato alla propria emotività, al proprio vissuto, alle proprie radici culturali? Anche qui ci viene in aiuto David Meredith: «Ho ricevuto la troupe di una televisione sudcoreana, hanno voluto fare una prova usando canzoni del loro Paese, belle e brutte, e sono rimasti a bocca aperta: i risultati di Hit Song Science ricalcavano il grado di successo ottenuto sul mercato della Corea Del Sud dalle varie canzoni» e ancora «Voglio subito zittire i puristi: Uplaya non danneggia la creatività, non riduce l’arte a una formuletta matematica. Noi riveliamo al compositore solo se il suo brano ha i tratti del singolo di successo. Per essere chiari: ci sono artisti come gli inglesi &lt;strong&gt;Radiohead&lt;/strong&gt; che non scrivono canzoni facili o radiofoniche, eppure vendono milioni di album ad un pubblico musicalmente colto che non ama i ritornelli». E su questa ultima considerazione non possiamo che essere assolutamente d’accordo con lui. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito riportiamo la scala del potenziale "hit" per una canzone:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Platinum Auddy™&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;The underlying patterns of this song are similar to songs that have been hits for a long time.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gold Auddy™&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;The underlying patterns of this song are similar to songs that have become hits in the past.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Silver Auddy™&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;This song could become a hit with some fine tuning and some promotion.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Honorable Mention&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Some but not all of the underlying patterns of this song are similar to hit songs, or the recording or mix is not of a high quality.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Keep Trying&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;The underlying patterns of this song are not similar to songs that that have been hits in the past, or the recording or mix is not of a high quality.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Don't Quit (your day job)&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Make sure your recording is of a high quality and the bit rate is as high as possible.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti&lt;br /&gt;&lt;a href="http://uplaya.com/"&gt;http://uplaya.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-9t5exqYbz0&amp;amp;hl=" width="480" height="385" type="application/x-shockwave-flash" fs="1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-6840056825078478813?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6840056825078478813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6840056825078478813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/07/uplaya-come-sbancare-la-hit-parade.html' title='Uplaya: come sbancare la hit parade!'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TDNWnuWOo-I/AAAAAAAAAQQ/IaCG6owi3ts/s72-c/uplaya.bmp' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6140815037978875642</id><published>2010-06-30T13:28:00.000-07:00</published><updated>2010-07-01T13:02:04.586-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS: Un concerto per Mick Karn</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Partite diverse iniziative in tutto il mondo per raccogliere fondi a favore del noto musicista: malato di cancro, ha bisogno di cure costose.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche in Italia ci si mobilita per raccogliere fondi a favore di Mick Karn, ex bassista del gruppo inglese Japan, bisognoso di cure costose dopo che gli è stato diagnosticato un cancro in fase avanzata. Riportiamo il comunicato della Fondazione Villa Benzi Zecchini, che ha organizzato un concerto nel nostro paese:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Fondazione Villa Benzi Zecchini ha deciso di rispondere all’appello del musicista inglese Mick Karn, gravemente ammalato, contribuendo attivamente alla raccolta fondi necessaria per far fronte alle consistenti spese mediche che l’artista dovrà affrontare. Dopo aver appreso questa drammatica notizia, il mondo musicale sta rispondendo con numerose iniziative e anche la Fondazione Villa Benzi Zecchini intende partecipare alla raccolta fondi organizzando il 4 settembre un concerto benefico il cui ricavato andrà interamente a Mick Karn e alla sua famiglia.&lt;br /&gt;Mick Karn è stato il memorabile bassista del gruppo Japan dal 1974 al 1982. Dopo questa importante esperienza ha proseguito la sua carriera collaborando con famosi artisti quali: Peter Murphy dei Bauhaus, David Torn, Kate Bush, Gary Numan e Joan Armatrading. Purtroppo un cancro in &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TCupbd6p3KI/AAAAAAAAAQI/UdvSrIaqjLo/s1600/mick+karn.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5488666860233284770" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 288px; CURSOR: hand; HEIGHT: 181px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TCupbd6p3KI/AAAAAAAAAQI/UdvSrIaqjLo/s320/mick+karn.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;stadio avanzato lo obbliga a costose cure, per questo motivo ha deciso di rendere nota la sua vicenda tramite un appello pubblicato nel suo sito ufficiale &lt;a href="http://www.mickkarn.net/" target="_blank"&gt;http://www.mickkarn.net/&lt;/a&gt; . &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Fondazione Villa Benzi Zecchini invita sentitamente gli artisti ad accogliere l’appello di Mick Karn ed a partecipare a titolo gratuito al concerto di beneficenza che si terrà sabato 4 settembre presso il parco della Villa a Caerano di San Marco (TV). Invitiamo coloro che ricevono questa mail a inviarla ai contatti che riterranno più opportuni per la migliore riuscita di questo evento benefico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordialmente&lt;br /&gt;Il Presidente della Fondazione&lt;br /&gt;Mirko Sernagiotto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contatti:&lt;br /&gt;Fondazione Villa Benzi Zecchini&lt;br /&gt;Via Montello, 61 – 31031 Caerano di San Marco (TV) – Italia&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:info@villabenzizecchini.it" target="_blank"&gt;info@villabenzizecchini.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;tel. 0423 650509 – cel. 348/3584169&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mickkarn.net/" target="_blank"&gt;http://www.mickkarn.net/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zKg3QyHF70U&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/zKg3QyHF70U&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-6140815037978875642?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6140815037978875642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6140815037978875642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/06/news-un-concerto-per-mick-karn.html' title='NEWS: Un concerto per Mick Karn'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TCupbd6p3KI/AAAAAAAAAQI/UdvSrIaqjLo/s72-c/mick+karn.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-7591539222310406548</id><published>2010-06-13T12:47:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T13:02:25.944-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Artisti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stardom'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Danze Moderne'/><title type='text'>Artisti: STARDOM</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;New wave alla riscossa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Riccardo “RCD” Angiolani è un dj innamorato di musica oscura, la cui attività inizia addirittura nella prima metà degli anni ’80. Il suo programma notturno su Radio Marche si intitolava “Underground” e venivano passati con regolarità Joy Division, Christian Death, Siouxsie &amp;amp; The Banshees, Sisters of Mercy, Red Lorry Yellow Lorry e Virgin Prunes. Ha militato anche come cantante in effimere formazioni gotiche, death rock e punk. Oliver Pavicevic, bassista e figlio d’arte, viene da Belgrado, dove ha suonato per anni in gruppi jazz e rock prima di trasferirsi a Milano ed interrompere, nel periodo della naturalizzazione, lo studio del suo strumento. È nell’autunno del 2005 che i due, insieme al chitarrista Antonio “Fafnir” Florita, anche lui proveniente da precedenti esperienze in gruppi darkwave, si ritrovano a provare nella Chinatown di Milano, dove trascorrono vari mesi componendo e registrando brani. Il genere attinge a piene mani dagli anni ’80, ma l’uso inusuale del basso, con le sue ritmiche sostenute e i suoi “slap”, e i testi ben inseriti nel contesto della realtà odierna, riescono a conferire al loro suono un’originalità non comune per un genere inflazionato ed incapace oramai di produrre delle vere e proprie novità. Con l’inserimento nella band di Gianluca Ricciardi, il sound si arricchisce del suono delle tastiere e gli Stardom aumentano il loro tasso di sperimentazione in un crossover di stili che riesce ad attraversare il gothic, il punk, il rock, l’elettro e l’industrial in modo raffinato ed intelligente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel dicembre del 2006 si unisce al gruppo anche un batterista, Davide Sgarra detto “Il Barone”, e gli Stardom decollano in una serie di memorabili performances dal vivo in locali prestigiosi (Transilvania, Mamamia, Zoe Club, Marmaja, Tunnel, Rainbow) e a fianco di artisti importanti come Krisma, Garbo, Spizz, 999, Clan of Xymox e perfino Christian Death. Vengono gettate le basi per i brani che finiranno sull’album “Soviet della moda” e viene girato il videoclip di “Puzzle”. La loro prima uscita ufficiale è grazie alla compilation “United Forces of Phoenix vol. 2” per la Nomadism Records, pubblicata nell’autunno 2007, alla quale partecipano con tre brani. In tanta frenetica attività e creatività, non mancheranno però momenti di difficoltà, come l’abbandono di Gianluca Ricciardi nell’ottobre del 2007, sostituito dalla&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TBU2oJMiRKI/AAAAAAAAAP4/AbOhAbE__vM/s1600/stardom.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482348184684610722" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 288px; CURSOR: hand; HEIGHT: 269px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TBU2oJMiRKI/AAAAAAAAAP4/AbOhAbE__vM/s320/stardom.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; polistrumentista Cristina “La Crisi” Corti, cui sarà data l’incombenza delle tastiere e della seconda chitarra. Nel 2009 firmano un contratto con l’etichetta milanese Tre Accordi Records per l'uscita in digitale (sulla piattaforma iTunes) del singolo “Vetroplastica”, mentre i vari brani-demo, cui stavano da tempo lavorando, vengono organizzati in un vero e proprio album. Il gruppo inizia quindi la ricerca di un’etichetta discografica valida cui affidarne la pubblicazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anno di svolta il 2010: a febbraio Il Barone lascia il gruppo e dietro ai tamburi finisce Ivano Augugliaro, che darà una nuova impronta al sound degli Stardom. Quindi l’incontro con l’etichetta Danze Moderne, grazie alla quale verrà siglato un accordo per la pubblicazione del primo album, intitolato “Soviet della moda”, la cui uscita è prevista per ottobre 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Stardom&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Stile: new wave, post punk&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Riccardo “RCD” Angiolani: voce&lt;br /&gt;Oliver Pavicevic: basso, cori&lt;br /&gt;Antonio “Fafnir” Florita: chitarra, cori&lt;br /&gt;Cristina “La Crisi” Corti: tastiere/chitarra&lt;br /&gt;Ivano Augugliaro: batteria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;br /&gt;Soviet della moda (cd album, in uscita ad ottobre 2010, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Vetroplastica (singolo digitale, 2009, Tre Accordi Records)&lt;br /&gt;United Forces of Phoenix vol. 2 (cd compilation, 2007, Nomadism Records)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/stardom.mi"&gt;MySpace – Official page&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Stardom/23713648741"&gt;Facebook&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-6RKqti6QBk&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-6RKqti6QBk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-7591539222310406548?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7591539222310406548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7591539222310406548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/06/artisti-stardom.html' title='Artisti: STARDOM'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TBU2oJMiRKI/AAAAAAAAAP4/AbOhAbE__vM/s72-c/stardom.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6217492325491962896</id><published>2010-06-02T01:20:00.000-07:00</published><updated>2010-06-02T07:17:03.203-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dischi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='OGM'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Danze Moderne'/><title type='text'>Dischi: OGM – Emotivamente instabile</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Rock modificato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Forse un’occasione perduta i dieci anni che separano la nascita dello straordinario ensemble di Teramo dalla pubblicazione del loro primo album ufficiale. E sì, perché la band nata nel 2000 attorno alla figura dell’ex bassista degli Hiroshima Mon Amour Antonio Campanella, che ha coagulato in questo progetto i migliori musicisti della scena alternativa teramana degli anni ‘90, ha avuto un qualche blocco psicologico nel compiere il salto di qualità. E chissà se questo salto di qualità sarebbe mai avvenuto se Carlo Furii dell’etichetta Danze Moderne (anche lui un Hiroshima Mon Amour) non avesse insistito con loro facendoli prima partecipare alla compilation “&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/dischi-aavv-danze-moderne-vol-1.html"&gt;Danze Moderne vol. 1&lt;/a&gt;” e portandoli poi in studio per mettere su disco tutti i loro pezzi migliori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ecco quindi questo “Emotivamente instabile”, un album sofferto, ma che alla fine non ha deluso le aspettative. Il cd è molto ricco, una scaletta di dodici brani che ci ripaga abbondantemente per la lunga attesa. Quantità, dicevamo, ma soprattutto qualità: gli anni ’70, ’80 e ’90 si rincorrono, si sovrappongono, si fondono in un unico suono, originale, potente, dopo un finissimo lavoro di ingegneria genetica applicata alla musica che ha dato vita al “rock modif&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TAYXJjWZAvI/AAAAAAAAAPw/hUwRYWxtONw/s1600/ogm.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5478091449618203378" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 184px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TAYXJjWZAvI/AAAAAAAAAPw/hUwRYWxtONw/s320/ogm.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;icato” degli OGM. La voce di Michele Marcangelo si impone, ma non sovrasta gli strumenti, una voce potente e ricca di sfumature, che qui esprime tutto il suo intenso lirismo. Le chitarre dialogano mirabilmente con ricercati ed efficaci intrecci di accordi/riff/arpeggi; la batteria, robusta e precisa, spinge verso l’hard rock, mentre il basso di Antonio Campanella sostiene e insieme fraseggia, come nella migliore tradizione new wave. “Emotivamente instabile”, “Fidati di me”, “Carne da macello”, “Res” e “Sivia” sono pezzi d’antologia che hanno tutte le carte in regola per lasciare un segno nella storia del rock indipendente italiano. L’album “Emotivamente instabile” si candida, già da subito, ad essere una delle rare luci in questi tempi bui per la musica intera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;OGM&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: Emotivamente instabile&lt;br /&gt;Formato: cd album&lt;br /&gt;Anno: 2010&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Stile: rock, alternativa, new wave&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;1. Emotivamente instabile&lt;br /&gt;2. Il bluff&lt;br /&gt;3. Fidati di me&lt;br /&gt;4. Carne da macello&lt;br /&gt;5. Caterpillar&lt;br /&gt;6. Due leoni&lt;br /&gt;7. La campana di vetro&lt;br /&gt;8. Davide&lt;br /&gt;9. Res&lt;br /&gt;10. Antitesi&lt;br /&gt;11. 5 di mattina&lt;br /&gt;12. Silvia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Michele Marcangelo - voce&lt;br /&gt;Antonio Campanella - basso/elettronica&lt;br /&gt;Pino Nolli - batteria&lt;br /&gt;Erik Di Serafino - chitarra&lt;br /&gt;Pierluca D’Annunzio - chitarra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia Emotivamente instabile (cd, 2010, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Danze Moderne vol. 1 (cd compilation, 2008, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Quello che facciamo è segreto (doppia cd compilation, 2008, allegata alla rivista “Mente locale”)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ogmband.com/"&gt;Official page&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/ogmband"&gt;MySpace&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it-it.facebook.com/people/Ogm-Organismi-Geneticamente-Modificati/1670569098"&gt;Facebook&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti interni:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/12/artisti-ogm.html"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/12/artisti-ogm.html&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ascolta gratuitamente il singolo "&lt;a href="http://apps.facebook.com/reverbnation_fb/artist/ogmband"&gt;Fidati di me&lt;/a&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-6217492325491962896?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6217492325491962896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6217492325491962896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/06/dischi-ogm-emotivamente-instabile.html' title='Dischi: OGM – Emotivamente instabile'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TAYXJjWZAvI/AAAAAAAAAPw/hUwRYWxtONw/s72-c/ogm.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-5477028809162062275</id><published>2010-05-09T06:26:00.000-07:00</published><updated>2010-05-09T06:52:24.335-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Icydawn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Revenge Records'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Interviste: Icydawn</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;The art of noise&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Se la Svizzera ci porta alla mente montagne innevate, prati verdissimi, mucche al pascolo e colate di cioccolato, da oggi in poi ci dovrà far pensare anche alla migliore musica industriale in circolazione. Questo grazie alla one-man-band Icydawn, sigla dietro la quale si nasconde il ticinese Sacha Rovelli, artista che, chiuso nella sua “claustrophobic room” (personale saletta di registrazione), smanetta con PC, tastiere e campionatori per creare suoni elitari che vanno dal rumorismo più estremo ad un synth-pop destrutturato/ristrutturato, ritmato e coinvolgente. Personaggio schivo, è riuscito comunque ad ottenere l’attenzione della critica musicale grazie a lavori casalinghi autoprodotti come "A Matter Of Deathstyle PT. 1" e “Humaintelligencearthcancer”, in edizioni limitate e dalle grafiche particolarissime, fino a giungere al cd “Il tagliacarte, l’angelo, i fantasmi”, in collaborazione con l’artista italiana Aimaproject, uscito per l’etichetta svizzera Show Me Your Wounds. Il movimento nato attorno al nome Icydawn non è sfuggito all’occhio della neonata etichetta italiana Revenge Records, che lo ha messo sotto contratto per produrre un interessante album intitolato “A Personal Collection Of Demo(n)s”, selezione di brani della sua produzione passata. Scambiamo quattro chiacchiere con Sacha su passato, presente e futuro di Icydawn.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-a5CdhmcPI/AAAAAAAAAPQ/WW6A0sVM-r0/s1600/icydawn+4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469262249424482546" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 686px; CURSOR: hand; HEIGHT: 187px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-a5CdhmcPI/AAAAAAAAAPQ/WW6A0sVM-r0/s320/icydawn+4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parliamo delle origini, ossia cosa c’era prima di Icydawn: le esperienze musicali e i gruppi di Sacha Rovelli.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Beh, qui devo tornare indietro di molti anni, se vogliamo veramente partire dall’inizio. Era credo il 1990 o il 1991, quando con tre amici ci mettemmo in testa di formare un gruppo; in un minuto decidemmo chi avrebbe suonato cosa e nel giro di poche settimane trovammo degli strumenti a poco prezzo, una sala prove - più simile a una discarica - e iniziammo (da notare che l’unico che avesse una vaga idea di cosa stesse facendo era il tastierista, avendo studiato pianoforte da bambino). Iniziammo in totale una decina di pezzi, senza mai veramente portarne uno a termine. Il sound era una sorta di new wave-pop rudimentale, estremamente sporca e ossessiva, con tuttavia (col senno di poi) un non so che di accattivante… Noi eravamo i Frogs In The Fog, tanto lugubri quanto autoironici, pieni di aspettative e il più vecchio di noi non arrivava a vent’anni. Dopo questa esperienza, durata forse un paio d’anni e che mi fece decidere che l’approccio passivo alla musica era troppo limitativo, tentai una collaborazione con un amico che a metà anni novanta produceva cassette di musica industriale con vari pseudonimi (Ars Moriendi, Macerie di Carne, Ìade, …), ma con scarso successo, essendo io ancora troppo legato a certi canoni musicali e lui invece molto più incline alla sperimentazione pura. Creammo infatti un ibrido melodico-rumoristico rimasto senza nome né futuro. L’unica altra esperienza che mi ha lasciato dei buoni ricordi e un certo rimpianto è stata quella della mia entrata in un’altra formazione new wave già ottimamente avviata e rimasta improvvisamente senza chitarrista. Si trattava di preparare poche canzoni per un’esibizione live a Lugano in tempi piuttosto brevi. Mi sentii subito in sintonia con le loro idee e i loro pezzi e già dopo le prime ore di prova mi ero integrato nella formazione. Purtroppo successe che un altro elemento si staccò dal gruppo improvvisamente, lasciandoci senza sala prove e questo mise definitivamente la parola fine anche a questo capitolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa ti ha spinto poi a chiuderti nella “claustrophobic room”, buttarti sulla sperimentazione industriale e diventare Icydawn?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In realtà il concetto di “stanza claustrofobica” nasce dal fatto che quando iniziai a registrare i miei primi suoni, vivevo in un appartamento piccolissimo e la mia strumentazione era sparsa ovunque ci fosse un&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-a5hY2-NAI/AAAAAAAAAPY/btHQqZLrUmU/s1600/icydawn+6.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469262780747887618" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 260px; CURSOR: hand; HEIGHT: 293px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-a5hY2-NAI/AAAAAAAAAPY/btHQqZLrUmU/s320/icydawn+6.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; minimo di spazio, con cavi tesi ovunque a rendere impossibile il passaggio. Il mio stereo di allora era perennemente smontato a metà, essendo l’unica cosa che mi permettesse di registrare e la TV microfonata in pianta stabile. Icydawn come progetto è nato per caso. Rimasto a casa con una chitarra e un vecchio mixer, iniziai a lavorare di fantasia e a mettere assieme registrazioni “private”, fatte prima esclusivamente di chitarra utilizzata nei modi e con l’ausilio degli oggetti più improbabili, aggiungendo poi suoni e dialoghi presi da film, grazie all’arrivo di un microfono. Man mano che andava aumentando la strumentazione, andavano delineandosi dei pezzi che avevano una loro struttura. Decisi di lasciare che Icydawn prendesse vita propria, quando vidi che le mie registrazioni venivano apprezzate. Da qui assemblai una prima cassetta demo, poi andata persa, o più probabilmente cancellata per errore, e subito dopo il CDr autoprodotto “We Are The Lie Which Lives Upon Itself”, completamente registrato in “presa diretta”, una sorta di live in studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parlaci della tua strumentazione: in che modo riesci a creare questi suoni così originali?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La mia strumentazione è al limite dell’essenziale: chitarra, basso, microfono, un sintetizzatore GEM S2 dei primi anni ’90, un piccolo multi effetto, un Kaoss Pad e qualche pedale per chitarra. Per creare i suoni spesso basta affidarsi all’idea primordiale, collegare gli effetti in modo istintivo e cercare di arrivare il più possibile vicino al suono che esprima il concetto che mi gira in testa. Per registrare utilizzo un programma che lavora esclusivamente audio, ma che mi permette di creare dei loop dai suoni che registro. Questi loop vengono a volte masterizzati su CDr e reimportati filtrandoli ulteriormente. Raramente, per poter utilizzare suoni che presentino manipolazioni più radicali, utilizzo anche un emulatore. Ma non è questo il modo in cui mi piace lavorare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi hai raccontato che, all’inizio, appena prodotti i primi pezzi, li registravi su cd e li sigillavi applicando un cerotto con su scritto Icydawn, in modo da non poterli ascoltare più. Che cosa è successo poi per decidere di confrontarti con il pubblico e cominciare a far circolare i tuoi primi lavori autoprodotti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In realtà erano cassette registrate rigorosamente in presa diretta, poi sigillate e ammucchiate chissà dove. Una sola di queste ha rivisto la luce e i pezzi che ci ho trovato sono diventati il miniCDr “Monodrawnings”, realizzato in quattro copie, confezionato in un imballaggio per mutande e regalato alle persone che mi hanno aiutato (chi convincendomi, chi mettendo a disposizione la propria apparecchiatura per realizzare il master) a dar vita a "We Are The Lie Which Lives Upon Itself". Fu appunto l’approvazione di alcune persone a convincermi che il mio materiale doveva venir messo a disposizione della gente. Cosa che non mi ha mai pienamente convinto, in tutta sincerità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Com’è nata la collaborazione con l’artista italiana Aimaproject e qual è stato il percorso che ha portato alla realizzazione del cd "Il tagliacarte, l'angelo, i fantasmi" per l’etichetta Show Me Your Wounds?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Conobbi Aimaproject personalmente per una serie di casi e conoscenze comuni, anche se artisticamente la seguivo già da tempo. Dopo averle passato il mio materiale prodotto fino a quel momento, mi chiese di poter utilizzare dei miei pezzi come basi per dei reading. A quel punto le proposi di creare dei tappeti sonori composti appositamente per le sue performances e da quest’idea nacquero invece dei pezzi strutturati attorno ai suoi testi, da una parte dei quali decidemmo di ricavare appunto ”Il tagliacarte, l’angelo, i fantasmi”, che avrebbe dovuto rappresentare la prima di una serie di collaborazioni (quella dedicata alla malattia mentale). Malgrado tutte le musiche per un secondo mini-CD “Tempus Edax Rerum” (lavoro questa volta centrato sul passato e sui segni che ne portiamo) fossero già pronte, certi fatti recenti mi hanno fatto accantonare definitivamente l’idea di continuare questa collaborazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parlando di Icydawn è impossibile non menzionare le particolari confezioni dei suoi cd, delle vere e proprie opere d’arte, come la confezione di metallo di "A Matter Of Deathstyle PT. 1" o il cartoncino nero serigrafato in argento de "Il tagliacarte, l'angelo, i fantasmi", con i testi avvolti in una garza medica. Come nasce questa tua passione per le confezioni originali e le edizioni limitate? Quale confezione ti piacerebbe realizzare in futuro che non sei riuscito a fare sino ad ora?&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-a5vOPo-fI/AAAAAAAAAPg/CuaoasvDeoo/s1600/sacha+8.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469263018416732658" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-a5vOPo-fI/AAAAAAAAAPg/CuaoasvDeoo/s320/sacha+8.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In realtà le confezioni particolari sono una peculiarità del movimento industriale e in questo posso solo dire di aver preso spunto dai maestri del passato (fatta eccezione per la copertina de “Il Tagliacarte, L’Angelo, I Fantasmi”, che è stata curata al 99% da Aimaproject e che ha avuto il privilegio di un budget molto più alto delle mie precedenti autoproduzioni). Il fattore edizione limitata per me è una sfida. Una volta esaurite le copie, solo chi veramente vuole un disco originale si darà la pena di andarlo a cercare, magari rischiando anche di trovarlo. Mi ha sempre affascinato l’idea della quasi impossibilità di completare una collezione, perché determinati pezzi sono introvabili. Anche se un giorno il vecchio materiale verrà completamente ristampato, non sarà la stessa cosa per un collezionista! Per quanto riguarda le confezioni future, non ho particolari idee di sensazionalismo, anche perché le cose più estreme sono già state fatte da altri musicisti. L’imballaggio, per quanto mi riguarda, solitamente procede di pari passo con la musica, sono due concezioni che si compenetrano e si sviluppano parallelamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con la raccolta “A Personal Collection Of Demo(n)s”, uscita per l’italiana Revenge Records, hai messo un punto fermo sul tuo passato, assemblando il meglio delle tue produzioni in un solo cd. Con quale criterio hai selezionato i brani?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;In realtà la selezione è stata una cosa un po’ frettolosa, che mi ha comunque permesso di non ripensare e quindi ricensurare quello che era stata l’idea iniziale. Ho tentato di creare un sentiero tortuoso attraverso il quale l’ascoltatore potesse trovarsi regolarmente spiazzato da un susseguirsi di strutture e concezioni completamente diverse una dall’altra, senza tralasciare neanche una sfumatura dei vari percorsi musicali intrapresi negli anni. Ho comunque tentato di fare in modo che ogni lavoro precedente alla “Collection” mantenesse dei suoi pezzi caratteristici, non finiti nella raccolta. Anche per rispetto verso chi si è dato la pena di procurarsi delle autoproduzioni quasi per niente distribuite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paradossalmente, per un disco così importante per la tua carriera come “A Personal Collection Of Demo(n)s”, hai optato per un cd dalla confezione standard, ma hai riservato a pochi fans un’edizione limitata di 100 copie in confezione speciale: parlaci di quest’opera.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’idea dell’edizione standard è stata più una questione di coerenza da parte dell’etichetta, piuttosto che una mia scelta. Anche se in effetti avrei trovato un po’ paradossale creare una “chicca” di questo genere in ben 5000 copie! Ho comunque sentito il bisogno di lavorare “fisicamente” anche a questa raccolta, aggiungendo a un piccolo numero di copie del CD standard una serie di inserti “commemorativi” dei vecchi lavori, che riproducono infatti le copertine, i testi e le bozze dei testi utilizzate durante le registrazioni (almeno quelle ritrovate), un mini-CD con un lungo pezzo rituale che avevo messo assieme per un lavoro dedicato alle “Nozze Chimiche di Christian Rosenkreuz”, poi accantonato, confezionando poi il tutto a modo mio. Con l’unico rammarico che l’imballaggio va a coprire lo splendido quadro di J. J. Busolini che ho scelto come immagine di copertina. Ma è anche vero che le cose belle vanno cercate!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Icydawn è un progetto nato e vissuto esclusivamente in sala di registrazione, ma molti ti vorrebbero vedere dal vivo: hai dei progetti in tal senso?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La dimensione live mi attrae e al contempo mi terrorizza. Il confronto diretto con il pubblico non è nella mia indole. Se poi consideriamo che Icydawn era inizialmente destinato a essere un progetto e una sorta di alterego strettamente personale, direi che il passo fatto finora è già abbastanza lungo. L’idea del live comunque è tutt’altro che accantonata. In seguito alle varie richieste avevo anzi iniziato a progettare una performance, che mi permettesse di presentarmi senza basi prefabbricate. Il che avrebbe però portato la formazione ad almeno quattro elementi, facendo di Icydawn una vera e propria band; questo avrebbe tra l’altro significato dover smontare lo studio, trovare una sala prove e iniziare a provare con regolarità. In alternativa avevo pensato a una performance solitaria più simile a un DJ set disturbante, fatto di basi, effetti e manipolazioni live, in cui il materiale realizzato finora sarebbe stato utilizzato solo subliminalmente… prima o poi dovrò affrontare la cosa e probabilmente la formula che sceglierò sarà un mix delle due idee esposte sopra..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che cosa ha ascoltato in passato Sacha Rovelli e quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato? E oggi cosa ascolti?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;I miei ascolti sono iniziati nei primi anni ’80, quindi l’evoluzione è partita dalla musica radiofonica, con un amore particolare per Prince e Simply Red, poi sviluppatosi grazie a un minimo di ricerca in territori più sotterranei. Dopo la scoperta dei capolavori della new wave, mi sono ritrovato sempre più curioso riguardo a formazioni come Clock DVA, Cabaret Voltaire, TG, Residents, il che mi ha portato nei territori allucinanti dell’avanguardia, delle autoproduzioni e della musica e della cultura industriale. Qui credo di aver trovato il picco massimo dell’espressione slegata da ogni legge commerciale e spesso addirittura da ogni logica. Ancora oggi sono alla ricerca di vecchi gruppi new wave, rimasti per me sconosciuti all’epoca, di una certa avanguardia rock degli anni ’70 e di gruppi interessanti nel mare della musica industriale, con sempre un orecchio di riguardo alla scena italiana. In particolare quella rituale iniziata da Ain Soph, Sigillum S, Rosemary’s Baby…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Penso che molti dei nostri lettori siano curiosi di sapere come sia la scena alternativa svizzera, vuoi parlarci dei generi e dei gruppi che hanno maggior riscontro nel tuo paese?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Premetto di non essere un grande conoscitore della scena alternativa svizzera, ma se parliamo del circuito dei concerti nei pub e nelle cantine, qui metal e punk sono i generi che sono sempre andati per la maggiore, fatta eccezione per gruppi già più affermati, come ad esempio i Peter Kernel, che fanno un rock alternativo molto interessante. Per quanto riguarda invece la scena industriale, posso dire che ci sono stati parecchi progetti anche interessantissimi, ma che sono purtroppo scomparsi. La scena più viva e più in vista attualmente credo sia quella di Zurigo, da cui vengono Roger Rotor, Myiase, Black Sun Productions e tutta una serie di progetti di elettronica oscura. A livello ticinese posso continuare a citare solo Stendeck; un progetto IDM estremamente apprezzato e che ha guadagnato grande visibilità internazionale e gli originalissimi Nufenen, di ispirazione molto più avanguardistica (in stile Wallace, per dirla in termini italiani), con soventi innesti di rock pesante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un’ultima domanda d’obbligo: quali progetti ha in serbo Icydawn per il prossimo futuro?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto la pubblicazione dei pezzi appena realizzati per la mostra “Guerre - dieci anni di immagini” del giornalista ticinese Gianluca Grossi. L’idea iniziale, forse un po’ megalomane, è di realizzare un vinile-catalogo, com’era in uso negli anni ’70, sulla scia dei primi lavori di Hermann Nitsch. Se ne sta occupando un amico a cui piacerebbe darsi alla produzione, iniziando proprio&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-a4xH3jkXI/AAAAAAAAAPI/z21yZXeLNB8/s1600/icydawn+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469261951553212786" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 221px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-a4xH3jkXI/AAAAAAAAAPI/z21yZXeLNB8/s320/icydawn+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; con questo mio lavoro. Ho ancora in sospeso anche il mio progetto “Tape Musick”, di cui ho voluto anticipare qualcosa nella “Collection Of Personal Demo(n)s”, che dovrebbe essere composto interamente da frammenti di idee grezze, raccolte in una cassetta da 60 minuti. Molte molte altre idee vagano grezze nell’aria, ma tempo ed energie non mi permettono di dar loro forma. Vedremo quante e quali per prime verranno sviluppate. Nel frattempo sto lavorando con Siberia (la cantante originale del progetto Icydawn) e con quella che dovrebbe diventare la chitarrista live fissa del gruppo a un video dalla struttura molto “rock” per la canzone “Trends”, che verrà realizzato dal regista Daiano Lazzarotto, anche lui ticinese. &lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/anicydawn"&gt;MySpace – Official page&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/pages/ICYDAWN/220358937293"&gt;Facebook&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Collegamenti interni:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/11/dischi-icydawn-personal-collection-of.html"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/11/dischi-icydawn-personal-collection-of.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-icydawn.html"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-icydawn.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ascolta gratuitamente il brano &lt;a href="http://apps.facebook.com/reverbnation_fb/artist/icydawn"&gt;Trends&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-5477028809162062275?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5477028809162062275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5477028809162062275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/05/interviste-icydawn.html' title='Interviste: Icydawn'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-a5CdhmcPI/AAAAAAAAAPQ/WW6A0sVM-r0/s72-c/icydawn+4.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-7603235817975489930</id><published>2010-05-05T01:22:00.000-07:00</published><updated>2010-05-05T01:35:23.798-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS – Gli Stardom firmano per Danze Moderne.</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Apprendiamo la notizia da un comunicato stampa dell’etichetta.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli Stardom, new wave band milanese di recente formazione (2005) ma che affonda le sue radici in svariati progetti musicali goth/new wave degli anni ’90, pubblicheranno il loro primo album per l’etichetta indipendente Danze Moderne. L’etichetta ne dà l’annuncio con un comunicato stampa nel quale si precisa che il disco conterrà dodici pezzi maturati in questi primi cinque anni di vita e che il titolo&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-ErMaNbz3I/AAAAAAAAAPA/BVvFllcWYCo/s1600/stardom+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467698914798587762" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 198px; CURSOR: hand; HEIGHT: 120px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-ErMaNbz3I/AAAAAAAAAPA/BVvFllcWYCo/s320/stardom+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; complessivo dell’opera sarà “Soviet della moda”. La pubblicazione dovrebbe avvenire il prossimo autunno (ottobre). Gli Stardom, con all’attivo una partecipazione prestigiosa all’antologia della musica oscura “United Forces of Phoenix vol 2” della Nomadism Records e un singolo digitale intitolato “Vetroplastica”, si sono distinti per aver suonato insieme a gruppi del calibro di Christian Death, Clan Of Xymox, Spizz, 999, Krisma e promettono di rinverdire i fasti di un genere che ha espresso negli anni ’80 le sue massime potenzialità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti: &lt;a href="http://www.myspace.com/stardom.mi"&gt;http://www.myspace.com/stardom.mi&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-7603235817975489930?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7603235817975489930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7603235817975489930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/05/news-gli-stardom-firmano-per-danze.html' title='NEWS – Gli Stardom firmano per Danze Moderne.'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S-ErMaNbz3I/AAAAAAAAAPA/BVvFllcWYCo/s72-c/stardom+2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-7360330754250376398</id><published>2010-04-17T13:19:00.000-07:00</published><updated>2010-08-02T14:52:48.487-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SIAE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>La SIAE e internet</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ecco perché l’iscrizione alla SIAE potrebbe essere un ostacolo alla promozione della vostra musica sul WEB.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Molti musicisti emergenti si iscrivono alla SIAE e i motivi di questa loro decisione sono molteplici. Il primo è la tutela dei propri brani contro il plagio: chissà perché, appena si compone un brano, scatta la psicosi del furto dell’idea, quando, magari inconsciamente, quel brano ci è stato ispirato proprio dal nostro gruppo preferito e ne abbiamo rubata la linea melodica o parte di essa. Abbiamo già detto che la SIAE non vi tutela affatto: se vi rubano un pezzo&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S8oYGrqR1XI/AAAAAAAAAOw/nxcfWLBFgno/s1600/mp3+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461204001218483570" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 142px; CURSOR: hand; HEIGHT: 142px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S8oYGrqR1XI/AAAAAAAAAOw/nxcfWLBFgno/s320/mp3+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;, gli avvocati ce li dovete mettere voi, la SIAE si limita solo a confrontare gli spartiti e a dire “Si, ti hanno plagiato”, tutto qui. Scordatevi, quindi, una battaglia legale della SIAE a vostro favore. Il secondo motivo, più psicologico che altro, è l’idea che per essere riconosciuti “ufficialmente” come autori sia indispensabile avere un numero di codice SIAE: falso, autori si diventa nel momento stesso in cui si crea una melodia allo strumento, non va certificato. Ultimo, ma non meno importante, è il sogno che, per un successo strepitoso della nostra musica, si venga sommersi da montagne di denaro provenienti dai diritti d’autore: nel frattempo, però, non si vede una lira e si continuano a pagare 91,50 euro di quota sociale annua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se, contro i miei consigli, elargiti nel precedente articolo sui diritti d’autore, vi siete iscritti alla SIAE e suonate in un gruppo emergente, probabilmente avete già speso un sacco di tempo (e di soldi) in sala prove, avete realizzato un demo dei vostri brani e vi accingete a promuoverli su internet. Ora: quali sono i siti che sono maggiormente utilizzati dai musicisti come vetrina per la propria musica? Semplice: MySpace e Facebook, due tra i più famosi social network esistenti. Entrambi permettono ai musicisti di aprire un profilo “band” dove, oltre ad inserire la biografia, la discografia e i concerti del vostro gruppo, potete anche caricare brani in formato mp3 e metterli a disposizione di milioni di utenti per l’ascolto. Alcuni gruppi, come gli Arctic Monkeys, sono diventati famosi proprio grazie al passaparola generato su &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S8oYN69X6jI/AAAAAAAAAO4/xbuFuHNml4c/s1600/mp3+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461204125584190002" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 205px; CURSOR: hand; HEIGHT: 231px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S8oYN69X6jI/AAAAAAAAAO4/xbuFuHNml4c/s320/mp3+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;uno di questi social network (MySpace), creando dei casi talmente clamorosi che tutti i musicisti hanno aperto un loro profilo, anche gente famosa come U2, Lou Reed o David Bowie.&lt;br /&gt;Però oggi è anche possibile avere una pagina WEB personalizzata: smanettando un po’ con i programmi per PC si riesce a creare un sito dignitoso e a metterlo su internet a prezzi veramente abbordabili, ad esempio con Aruba è possibile prendere un dominio per circa 25,00 euro l’anno. Se poi avete l’amico esperto di grafica al computer, siete a cavallo! Magari s’intende anche di html e riesce a darvi delle dritte per far andare il vostro sito ai primi posti dei motori di ricerca. Sul sito caricherete gli mp3 del vostro gruppo in modo che possano essere ascoltati in streaming o scaricati, usufruendo per pochi euro di un mezzo di promozione formidabile, quasi sconosciuto fino a una quindicina di anni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin qui tutto bene, ma vi ricordo che siete iscritti alla SIAE e probabilmente vi è sfuggito un passaggio. Iscrivendovi alla SIAE vi siete impegnati a rispettare un regolamento interno che prevede l’intermediazione della società per tutte le autorizzazioni oggetto di mandato. Ciò significa che, per mettere degli mp3 sul vostro sito, dovete richiedere una licenza, anche se siete voi gli autori dei brani, perché avete incaricato la SIAE di gestire la raccolta dei vostri diritti. Licenza che, ovviamente, si paga. Anzi, dirò di più: una volta ottenuta la licenza, dovreste apporre sul vostro sito il marchio SIAE insieme al numero di licenza rilasciato, una specie di “bollino elettronico” contro le utilizzazioni abusive della musica tutelata dalla società. I soldi versati dalla licenza che fine fanno? Essi dovrebbero andare all’autore dei brani, quindi tornare a voi stessi, ma dopo opportuna tassazione. Come se, solo per fare un esempio, versaste 100 euro di licenza e vi ridessero 60 euro di diritti. Diciamolo: non proprio un affare! Se quest’articolo vi ha allarmato, andate sui vostri siti e ripuliteli dagli mp3. Come alternativa, lasciate gli mp3 dove sono, ma almeno sappiate che non siete in regola e un giorno potreste ricevere delle brutte sorprese. Il mio consiglio resta quello di non iscrivervi alla SIAE o di cancellarvi se siete iscritti, questo fino a quando non passerete il confine tra emergente e professionista, tanto per iscrivervi o riscrivervi c’è sempre tempo, soprattutto oggi che non c’è nemmeno più l’esame d’ammissione. Senza la SIAE potete caricare i vostri mp3 quando e dove volete. Non temete per un eventuale plagio a vostro danno o per la vostra “qualifica” di autore o per i mancati introiti dai diritti d’autore: state solo uccidendo il moscerino con la bomba atomica! A proposito di tali argomenti (plagio, diritti, ecc…) vi rimando al mio precedente articolo “&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/la-siae-e-la-ripartizione-dei-diritti.html"&gt;La SIAE e la ripartizione dei diritti d’autore&lt;/a&gt;” per un approfondimento su queste importanti questioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fYsrQb6LCGQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/fYsrQb6LCGQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-7360330754250376398?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7360330754250376398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7360330754250376398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/04/la-siae-e-internet.html' title='La SIAE e internet'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S8oYGrqR1XI/AAAAAAAAAOw/nxcfWLBFgno/s72-c/mp3+1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8826965112816208667</id><published>2010-04-07T07:56:00.000-07:00</published><updated>2010-04-07T08:09:20.324-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS –  Gli OGM pubblicano “Emotivamente instabile”, il loro primo cd album.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Riceviamo la notizia dall’etichetta indipendente Danze Moderne, della quale riportiamo per intero il comunicato stampa ufficiale:&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il “rock modificato” degli OGM prende forma: esce il primo album dal titolo “Emotivamente instabile”.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’etichetta indipendente &lt;strong&gt;Danze Moderne&lt;/strong&gt; annuncia la pubblicazione del primo album degli &lt;strong&gt;OGM&lt;/strong&gt;, intitolato “&lt;strong&gt;Emotivamente instabile&lt;/strong&gt;”. Gli OGM sono un super-gruppo composto di musicisti provenienti da importanti esperienze degli anni ’90, messi insieme da &lt;strong&gt;Antonio Campanella&lt;/strong&gt;, ex bassista degli Hiroshima Mon Amour. L’album “Emotivamente instabile” fonde diversi stili musicali ed è il frutto di dieci anni di lavoro, dur&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S7yeZXskhSI/AAAAAAAAAOo/yTbKEv00HvI/s1600/ogm+foto+piccolissima.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457411007161074978" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 198px; CURSOR: hand; HEIGHT: 129px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S7yeZXskhSI/AAAAAAAAAOo/yTbKEv00HvI/s320/ogm+foto+piccolissima.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ante i quali i brani sono stati smontati e rimontati diverse volte e perfezionati in un lungo rodaggio dal vivo. Gli OGM si sono distinti negli ultimi anni grazie ad una serie di memorabili performances dal vivo, che hanno fatto emergere tutte le loro qualità di musicisti live, ed alla potente voce del loro istrionico frontman Michele Marcangelo. Si sono fatti notare, inoltre, comparendo su due importanti cd compilation: “Danze Moderne Vol. 1” e “Quello che facciamo è segreto”, selezione di gruppi underground operata da Umberto Palazzo (Santo Niente, ex Massimo Volume).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’album “Emotivamente instabile” sarà disponibile per l’acquisto a partire dal &lt;strong&gt;6 aprile 2010&lt;/strong&gt; nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (Amazon, CdUniverse, cdandlp, Ebay, ecc…), &lt;strong&gt;al prezzo imposto di € 10,00&lt;/strong&gt;. Inoltre sarà acquistabile in formato digitale sulle principali piattaforme di vendita online (iTunes). Per chi volesse acquistare il cd direttamente dall’etichetta Danze Moderne, al prezzo di € 12,00 (€ 10,00 cd + € 2,00 di spese postali), può scrivere all’indirizzo e-mail &lt;a href="mailto:info@danzemoderne.it"&gt;info@danzemoderne.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È possibile reperire informazioni di riferimento tramite la pagina web dell’artista &lt;a href="http://www.ogmband.com/"&gt;http://www.ogmband.com/&lt;/a&gt; o sul sito dell’etichetta &lt;a href="http://www.danzemoderne.it/"&gt;http://www.danzemoderne.it/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti interni:&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/12/artisti-ogm.html"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/12/artisti-ogm.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8826965112816208667?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8826965112816208667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8826965112816208667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/04/news-gli-ogm-pubblicano-emotivamente.html' title='NEWS –  Gli OGM pubblicano “Emotivamente instabile”, il loro primo cd album.'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S7yeZXskhSI/AAAAAAAAAOo/yTbKEv00HvI/s72-c/ogm+foto+piccolissima.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-5924340587552719060</id><published>2010-03-11T06:49:00.000-08:00</published><updated>2010-03-11T07:05:08.102-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SIAE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>L’editore musicale, questo sconosciuto…</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Visto con sospetto dagli artisti in erba, un bravo editore è in realtà una grande risorsa.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tempo fa, con i membri di un giovane gruppo, si parlava della figura dell’editore musicale ed è venuto fuori che, nella loro percezione, costui non è altro che un “ladro di diritti”, cioè mentre tu suoni, lui fa i soldi alle tue spalle, oppure ti ruba la proprietà delle canzoni per impedirti di usarle a tuo piacimento. Una percezione “tutta italiana” di una questione ben diversa e piuttosto importante per un musicista. Quindi: chi è l’editore? Perché da figura cardine della “filiera” musicale viene vissuto in modo così negativo dai giovani artisti italiani?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In teoria l’editore è la prima figura con la quale un autore musicale dovrebbe venire a contatto, proponendogli i propri brani per una valutazione. L’editore è colui che “edita” i brani musicali, ossia &lt;strong&gt;li diffonde rendendoli disponibili al pubblico&lt;/strong&gt;, quindi chiariamo subito: non è chi stampa i dischi, ma colui che deve far sì che l’artista/autore (che da qui in avanti chiameremo “cantautore”, ossia chi compone e suona i propri brani in senso generale) preso in carico ottenga la massima visibilità possibile tra il pubblico, affinché i suoi brani vengano ascoltati, apprezzati, e quindi possa stampare e vendere i suoi dischi, fare concerti. In pratica, il cantautore pensa a comporre e suonare, l’editore fa tutto il resto. Anzi, spesso l’editore lavora con autori che non sono nemmeno interpreti (pensate a Mogol) e quindi diventa suo compito anche trovare un interprete adatto per le loro canzoni (che nel nostro esempio poteva essere Lucio Battisti). È l’editore che deve trovare un produttore per le registrazioni e un’etichetta discografica per stampare il disco, tanto per cominciare. Il contratto discografico, valutato dall’editore come positivo per il cantautore, sarà stipulato tra cantautore ed etichetta discografica in base ad accordi ritenuti vantaggiosi dall’editore (numero di copie stampate, distribuzione, royalties, ecc…). È l’editore che deve preoccuparsi di tutta la burocrazia necessaria affinché il cantautore percepisca i diritti d’autore dalle sue composizioni. Il contratto editoriale tra un autore musicale e un editore non è un “furto”, bensì un accordo per il quale l’editore dovrà fare tutto il possibile affinché i diritti vengano maturati e pagati, quindi si preoccuperà a sue spese della stampa degli spartiti dei brani presi in tutela (dove necessario) e del loro corretto deposito in SIAE. Parte dei diritti andranno all’autore e parte all’editore, in base a percentuali stabilite tra le parti e comunque rispettando delle tabelle di equità imposte della SIAE. L’autore non viene privato di &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S5kFw5ul1_I/AAAAAAAAAOQ/5MwGl907cZs/s1600-h/editore.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447391561969424370" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 303px; CURSOR: hand; HEIGHT: 187px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S5kFw5ul1_I/AAAAAAAAAOQ/5MwGl907cZs/s320/editore.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;parte dei suoi diritti, anzi, in presenza di un editore la SIAE riconosce all’autore il diritto al “doppio punto”, ossia i diritti vengono pagati il doppio rispetto ad un autore senza editore. Più i brani sotto edizione verranno suonati, più matureranno diritti per entrambi. L’editore, tramite il suo ufficio stampa, diffonderà notizie sul cantautore (date dei concerti, uscita di un disco, ecc…) e pubblicizzerà la sua figura tramite riviste specializzate, radio, televisione e, oggi soprattutto, internet. Quindi, come vedete, una figura complessa cui non si dovrebbe rinunciare se si lavora con la musica.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma torniamo al punto di partenza: perché tutta questa diffidenza verso l’editore? Dico subito che questa sfiducia è tutt’altro che ingiustificata: in Italia non tutti gli editori fanno bene il proprio lavoro. Per esperienza diretta, ho visto editori appropriarsi dei diritti di artisti e mandarli allo sbaraglio, sperando che da un “eventuale” successo nasca la loro fortuna. Nulla di più sbagliato: come fa un cantautore ad avere successo senza il supporto dell’editore? Come fa ad avere successo senza una figura che lo guidi nei meandri della SIAE, che gli faccia stampare il disco con la migliore etichetta, che pubblicizzi il suo lavoro sui giornali e sulle radio? Che futuro può avere un cantautore che si trova ad aver ceduto i diritti dei propri brani per null’altro che qualche cd che si sbriciola in mano, perché realizzato nella stamperia più economica, e soprattutto ad averli ceduti nelle mani di una persona incapace di saperli far fruttare?&lt;br /&gt;Ecco che il musicista ripiega sempre di più sul “fai da te”: spesso realizza le sue canzoni a fatica in qualche studio di registrazione del posto (non sempre con fonici competenti), stampa il cd a sue spese, se lo vende ai concerti, apre una pagina MySpace per fare pubblicità al suo progetto. Magari è anche iscritto alla SIAE, ma quasi mai riesce a coprire con i diritti maturati i 91,50 euro di quota annuale. Vedo spesso musicisti spendere ore e ore nel costruirsi un sito internet o telefonare ai locali per racimolare qualche serata, tempo rubato allo studio del proprio strumento, alla composizione e alla sala prove. Io, personalmente, ritengo sbagliato il “fai da te” nella musica. È come se un architetto, dopo aver progettato una casa, dovesse anche realizzarla diventando muratore, idraulico, elettricista, falegname e poi, magari, anche agente immobiliare per venderla. Assurdo, no? Eppure la stessa cosa, riportata al mondo della musica, oggi appare normale e anche intelligente. Invece è intelligente lasciare ad ognuno la sua professionalità, l’autore deve scrivere le canzoni, il musicista le deve suonare (anche se spesso le due figure &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S5kF-pXzFrI/AAAAAAAAAOY/nW8rEjYestQ/s1600-h/editore2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447391798097024690" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 184px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S5kF-pXzFrI/AAAAAAAAAOY/nW8rEjYestQ/s320/editore2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;coincidono), il tecnico del suono deve saper registrare i pezzi, l’ufficio booking deve saper organizzare concerti e così via. &lt;strong&gt;L’editore è una figura essenziale per un cantautore&lt;/strong&gt;, è importante non demonizzarlo e anzi trovare quello più adatto alla propria musica, con oculatezza e magari informandosi sulle sue credenziali, per non cadere nelle fauci di squali sempre in agguato. Per concludere, a tutti gli autori musicali dico: il bravo editore avrà cura di voi e della vostra musica, perché sa bene che il suo successo dipenderà dal vostro successo!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-5924340587552719060?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5924340587552719060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5924340587552719060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/03/leditore-musicale-questo-sconosciuto.html' title='L’editore musicale, questo sconosciuto…'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S5kFw5ul1_I/AAAAAAAAAOQ/5MwGl907cZs/s72-c/editore.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-5538776610448196513</id><published>2010-02-25T05:48:00.000-08:00</published><updated>2010-02-25T06:42:20.378-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Interviste: Gianni Donnigio Donvito, regista</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;L’uomo che vestiva il suono d’immagini&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il nuovo videoclip dei&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Cadabra, il brano “Other Side” (tratto dall’ultimo album “Wave/Action”), ci ha fatto conoscere un personaggio molto interessante, un artista delle immagini, il regista Gianni Donnigio Donvito della Ateneriena Productions. Sperimentatore, ha utilizzato una tecnica innovativa nella quale i tre Cadabra sono rappresentati da altrettanti “pupazzetti”, mossi con maestria all’interno di un video di una qualità che non si vedeva da tempo nel mondo indipendente (e non solo indipendente, purtroppo). Abbiamo colto al volo l’occasione per intervistarlo e parlare delle sue tecniche, ma anche del mondo dei videoclip in generale.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S4aA28NGjTI/AAAAAAAAANw/et6sxd9Knq0/s1600-h/Cadabra+video+main.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442178881086197042" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 696px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S4aA28NGjTI/AAAAAAAAANw/et6sxd9Knq0/s320/Cadabra+video+main.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parlaci del video “Other Side” dei Cadabra, come è nata l’idea di sostituire i membri del gruppo con dei “pupazzetti” a loro immagine e somiglianza?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;I Cadabra sono facili da modellare. Prendi ad esempio Sebiano: qualcuno sostiene che l’originale sia quello in pongo e stoffa e quello che si agita sul palco sia una copia del mio. Francesco e Vincenzo poi hanno lo stesso taglio di capelli da anni… più facile di così!&lt;br /&gt;Cercavo da tempo l’occasione di realizzare un videoclip sporco e cattivo, in bianco e nero, e soprattutto qualcuno che mi desse carta bianca su tutto per potermi divertire senza alcun limite. Ho deciso che l’avrei fatto con “Other Side” dopo il primo ascolto. Ma ti assicuro che è tutto il contrario dell’idea iniziale, di cui ho conservato solo il ragno che Vincenzo porta a spasso al mattino e la piccola “Other G”, la mia versione dark di una groupie. Sarà per la prossima volta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parlaci della tecnica che hai usato e in quanto tempo sei riuscito a realizzate il tutto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;stop motion&lt;/strong&gt; (o passo uno) mi appassiona da sempre. L’idea di poter realizzare tutto in una stanza, senza i limiti e i compromessi di una troupe, è la mia dimensione. Inoltre mi piace giocare, è una cosa che non ho mai smesso di fare. Costruire i pupazzi e i loro ambienti, illuminarli e animarli è appagante. Per questo video ho impiegato il tempo record di tre settimane in “full immersion” più una settimana per il montaggio. Ma se avessi potuto, ci avrei lavorato anche qualche mese, aumentando il numero dei fotogrammi al secondo, lavorando maggiormente sulla fotografia, sviluppando un intreccio narrativo più delineato e tanto altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali attrezzature utilizzi per le riprese e il montaggio?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Gli attrezzi sono più o meno gli stessi che utilizzo per i video “normali”, ma in dimensioni ridotte e con l’ausilio di continui sotterfugi artigianali. Realizzo un piccolo set casalingo, dispongo le luci, piazzo una delle mie due videocamere mini dv ben salda sul suo cavalletto, metto in posizione i pupazzetti in pongo e passo le ore e fotografarne i movimenti e a cambiare le scenografie. Per montare il tutto, il fedele Final Cut.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qual è il tuo concetto di “effetto” applicato alle immagini?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il miglior effetto per me è quello creato artigianalmente. Mi piace filtrare e trasformare la realtà prima che arrivi sulla timeline del software di montaggio, creando effetti visivi per tentativi ed esperimenti “sul campo”. Insomma, preferisco giocare in produzione e non in post produzione. Ma non ne faccio una regola, perché è l’obiettivo finale quello che conta. E se in futuro ciò che avrò in mente non mi sarà possibile ottenerlo con mezzi esterni, ricorrerò sicuramente a successive manipolazioni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La musica e il cinema, due arti che si fondono nel videoclip musicale. Che qualità deve avere un regista, secondo te, per saper creare un mini-film con in mano solo una colonna sonora di tre minuti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi viene subito da risponderti “il dono della sintesi”. Sin da piccolo sono stato un gran fruitore di videoclip, facendo una distinzione tra quelli che raccontano una storia, a prescindere dalla canzone, e quelli che invece accostano immagini al ritmo della musica, gran parte delle volte con i &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S4aCGWEfEWI/AAAAAAAAAOA/9_b6pif1yeQ/s1600-h/gianni+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442180245239042402" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 269px; CURSOR: hand; HEIGHT: 166px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S4aCGWEfEWI/AAAAAAAAAOA/9_b6pif1yeQ/s320/gianni+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;musicisti in primo piano che suonano o fanno finta. Io prediligo i primi, quelli che non hanno niente da invidiare ad un cortometraggio. I secondi, la maggioranza, sono lavori di montaggio, che se ben realizzati, possono rivelarsi un valore aggiunto alla musica e niente di più. Che qualità quindi deve avere un regista di videoclip? Nel primo caso deve avere delle &lt;strong&gt;idee&lt;/strong&gt; e trovare il miglior modo per realizzarle, dargli un senso compiuto in 3-4 minuti. Poi un po’ di competenza e conoscenza del linguaggio cinematografico e delle sue regole, che non guasta mai… e la curiosità del fruitore accanito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ho ammirato molto i lavori del regista Tim Pope, negli anni’80 ha avuto idee veramente innovative (Soft Cell, David Bowie, The Cure), puoi farci qualche nome di registi dei nostri anni che possiamo definire “maestri nel genere”?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il primo che mi viene in mente è &lt;strong&gt;Michel Gondry&lt;/strong&gt;, il mio preferito. Molti dei video più belli e originali degli ultimi quindici anni sono i suoi. &lt;strong&gt;Anton Corbijn&lt;/strong&gt; è un altro bel nome, anche se i due hanno uno stile molto differente. In particolare ultimamente apprezzo i lavori Floria Sigismondi che fa spesso uso della stop motion. In Italia penso a Virgilio Villoresi, Erica Il Cane, i Manetti Bross…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A mio giudizio, i videoclip degli anni ’80 sono stati il “top” per la qualità sia delle produzioni sia delle idee… mi vengono in mente gruppi come The Cure, Depeche Mode, Duran Duran, Ultravox e New Order, hanno avuto dei video straordinari, ma di esempi se ne potrebbero fare a decine. Poi molto si è perso nel decennio successivo e ancora oggi non si trovano videoclip veramente creativi, basta sintonizzarsi un pomeriggio su MTV. Cosa è successo secondo te? Perché oggi, nonostante l’abbondanza di mezzi come telecamere digitali e computers, non si riesce più a trovare la qualità dei video degli anni ’80?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Gli ‘80 sono stati anni di grandi sperimentazioni, anni in cui tutto era nuovo e possibile. Si investiva molto sul videoclip e questo ha permesso la realizzazione di capolavori senza tempo. Se oggi è difficile trovare un buon video, gran parte della colpa è da ricercarsi forse nella crisi del disco e nel ruolo che il videoclip ha sempre avuto quale suo mezzo di promozione. Crisi del disco significa nessun investimento sul video. Dobbiamo quindi dimenticare quei tempi, archiviarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Finiti gli anni ’80, c’è stato un calo d’interesse per i videoclip dicevamo, in Italia le reti televisive hanno smesso di trasmetterli, alcuni programmi storici, come “DJ Television” di Canale 5, hanno chiuso i battenti. Oggi, con l’avvento di YouTube, i gruppi hanno ritrovato l’interesse a realizzare i propri videoclip, anche in modo artigianale, genuino e forse più artistico: internet può essere il mezzo giusto per rilanciare quest’arte un po’ trascurata?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;È vero, la buona musica e i buoni videoclip ci sono ancora, ma non su MTV, bensì nel web, il luogo dove ormai i giovani cercano stimoli. I programmi televisivi sono sempre più nelle mani di pochi, che arraffano gli ultimi guadagni prima del tracollo. Passo interi pomeriggi a navigare in YouTube, dove ascolto ancora buona &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S4aB07BlnZI/AAAAAAAAAN4/4cEEtSmiE18/s1600-h/1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442179945921355154" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 198px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S4aB07BlnZI/AAAAAAAAAN4/4cEEtSmiE18/s320/1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;musica e scopro dei bei videoclip. Probabilmente siamo lontani dai “capolavori del passato”, ma si sperimenta e c’è ancora del fermento in giro, per fortuna. YouTube, come per tutto ciò che è innovazione, ha i suoi pro e i suoi contro. Limitandoci ad elencarne i pregi, il web permette a tutti di diventare protagonisti, di capovolgere le regole del gioco e in molti casi di realizzare cose che fino a qualche anno fa erano circoscritte solo a poche realtà produttive. Credo anche che il livello artistico/creativo dei video in alcuni casi sia cresciuto, proprio in funzione del fatto che spesso vengono concepiti come opere a se stanti, prive della funzione meramente promozionale. Per cui sì, il web ha conferito nuova vitalità al videoclip in quanto opera d’arte ed è l’unico mezzo che lo possa rilanciare. Il vero vantaggio oggi è che non c’è più nessuno che si arroga il diritto di giudicare se l’artista sia o meno meritevole di esistere. Oggi l’artista si promuove da solo o con l’ausilio di piccole realtà di produzione, fa del suo meglio e qualche volta riesce anche ad emergere, senza l’approvazione di ingranaggi del marketing. Non è un gran periodo per la musica (come per tutti gli altri settori), ma non credo affatto che qualche anno fa le cose andassero tanto meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Spesso delle società di produzione video offrono ai gruppi emergenti i loro servizi “professionali”, poi assistiamo a videoclip scadenti, pieni di effetti da filmino matrimoniale a confondere la scarsa qualità delle attrezzature utilizzate. Che cosa consiglieresti a un gruppo indipendente che volesse realizzare il suo primo videoclip? A chi bisogna rivolgersi e quale budget occorrerebbe, secondo te, per un lavoro di una qualità che possa meritare anche un passaggio televisivo importante (leggi MTV)?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un tempo non troppo lontano, il disco aveva un suo mercato e il videoclip era uno dei mezzi promozionali più efficienti. Per cui, si investiva sul clip e il tutto aveva un senso, anche perché l’investimento lo faceva quasi esclusivamente la casa discografica.&lt;br /&gt;Le cose in poco tempo sono cambiate. I dischi non si vendono più, a parte qualche grosso nome internazionale, e il videoclip ha cambiato ragione sociale. Il musicista oggi, per vivere della sua musica, deve suonare il più possibile dal vivo. I video migliori oggi viaggiano sul web grazie anche ai bassi budget e alla totale autonomia d’azione, che li rende estremamente creativi. Le varie emittenti televisive continuano a fare gli interessi delle poche “grandi”, propinandoci le solite musichette. In un periodo come questo, di transizione e di crisi del settore, credo che la cosa importante (dato che parliamo di musica) sia ancora e sempre investire nella realizzazione di buoni dischi di qualità, ben registrati, che suonino in alta fedeltà e non siano destinati solo ad uscir fuori nei formati compressi, da ascoltare negli i-pod e alle casse del PC. Che sia di “qualità” o meno, il video entra nei grossi circuiti solo se supportato da “poteri alti”. Ci sono moltissimi bei videoclip in circolazione, realizzati con poco denaro e molte idee, puntiamo su quelli e stiamo a vedere che direzione prenderà la musica nei prossimi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il videoclip, come giustamente dicevi, è stato da sempre considerato come “un mezzo promozionale” e mi pare sia una visione veramente riduttiva del ruolo del video nella musica, concordi con me? Perché si stenta ancora a considerare i videoclip musicali come delle vere e proprie “opere d’arte”?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il videoclip nasce con l’obiettivo di promuovere una canzone, ma non è solo questo e sono d’accordo con te, è sempre stata un’etichetta riduttiva. E forse oggi, grazie alla crisi del disco, sta perdendo sempre più quella sua funzione promozionale, acquistando una più definita autonomia artistica. E ripeto, nel web c’è davvero molto fermento. Il fatto che rara&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S4aCVjQf6wI/AAAAAAAAAOI/YRuNB16LyWM/s1600-h/cadabra+video+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442180506477128450" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 284px; CURSOR: hand; HEIGHT: 201px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S4aCVjQf6wI/AAAAAAAAAOI/YRuNB16LyWM/s320/cadabra+video+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;mente il videoclip porti la firma di chi lo ha realizzato è un chiaro segno della funzione che gli è stata delegata negli anni. Il clip è quasi sempre accompagnato solo dal titolo della canzone e dal nome del gruppo o del singolo autore. Sono rari gli esempi di programmi musicali che ne citano i registi. Il web anche in questo caso è stato prezioso. Oggi spessissimo le note riportano il nome dell’autore del video e a volte addirittura l’intera troupe, il che consente a gente curiosa come me di fare delle ricerche e delle scoperte edificanti. Ma viviamo in un mondo in cui le regole di mercato tagliano i titoli di coda ai film in tv, dopo averli massacrati con gli spot… di che cosa ci meravigliamo? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.ateneriena.net/"&gt;http://www.ateneriena.net/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/mD8YCZOQCr4&amp;amp;hl=" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" fs="1&amp;amp;"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-5538776610448196513?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5538776610448196513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5538776610448196513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/02/interviste-gianni-donnigio-gianvito.html' title='Interviste: Gianni Donnigio Donvito, regista'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S4aA28NGjTI/AAAAAAAAANw/et6sxd9Knq0/s72-c/Cadabra+video+main.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-1890140932615756908</id><published>2010-02-06T15:32:00.000-08:00</published><updated>2010-02-06T16:16:25.953-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Interviste: Aus Decline</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il tesoro nascosto della new wave italiana&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;La new wave esplose nel nostro paese nei primi anni ’80, sulla scia della nuova onda musicale britannica guidata da gruppi come Joy Division, The Cure, Siouxsie And The Banshees e Bauhaus. Tra i numerosi gruppi che nacquero in quel periodo, sono stati i Diaframma, i CCCP e i Litfiba ad avere i mezzi e le capacità per emergere in maniera importante, mentre una miriade di piccole bands, seppur meritevoli di attenzione, si sciolsero nel silenzio. Tra queste gli Aus Decline. Nati sul finire degli anni ‘70 a Pavia, furono notati per la prima volta dal giornalista Alberto Campo, che sulle pagine di Rockerilla scrisse: “Da tenere d'occhio, nascondono segreti preziosi”. Nel 1983 un loro brano, “Five Years Life”, fu inserito nella compilation “First Relation” della Mask Production, ottenendo ottimi giudizi dalla critica. Sul finire del 1984 il gruppo si sciolse, proprio mentre le formazioni fiorentine debuttavano con i loro album, trasformando radicalmente il panorama musicale italiano (Siberia dei Diaframma uscì giusto nel 1984, seguito l’anno successivo da Desaparecido dei Litfiba).&lt;br /&gt;Ma la storia degli Aus Decline non finisce qui: venti anni dopo lo scioglimento, i quattro musicisti della line-up originaria si ritrovano per una curiosa operazione di recupero archeologico delle tracce incise in quegli anni gloriosi, che frutteranno un cd autoprodotto intitolato “Retrospettiva 1981-84” (2003), tredici tracce tra demo e live che mostrano un gruppo solido, immerso cuore e anima nella new wave del periodo, dotato di notevoli potenzialità sia in studio, sia dal vivo. L’album riscuote ottimi consensi, nonostante penalizzato da tutti i limiti dell’autoproduzione, e diventa un piccolo caso della discografia nostrana, soprattutto per il riscontro avuto all’estero. Abbiamo incontrato Luca Collivasone, ex-chitarrista della band, con cui abbiamo parlato degli Aus Decline e dell’ambiente musicale sotterraneo nell’Italia dei primi anni ’80.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S24F_luEizI/AAAAAAAAANo/SSXpaVMMF24/s1600-h/SecureViewAttachment.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435288390298012466" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 680px; CURSOR: hand; HEIGHT: 201px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S24F_luEizI/AAAAAAAAANo/SSXpaVMMF24/s320/SecureViewAttachment.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ciao Luca, parlami dei primi anni ’80: com’era la vita di una band dell’epoca? Quali erano le difficoltà di mettere insieme dei musicisti, trovare la sala prove, procacciarsi concerti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per la precisione la band nasce prima degli anni ‘80, nel 78/79, e giunge alla formazione definitiva nel 1980. “Sala prove” era una parola che, almeno nella nostra città, non esisteva… molte delle band provavano in casa (!) e noi stessi l’abbiamo fatto per un certo periodo, oppure in qualche sala gentilmente concessa dall’oratorio. Poi, finalmente, si riusciva a trovare una stanza in qualche cascina, ci si portava dentro gli strumenti e finalmente si era liberi di suonare. Riguardo alle difficoltà di trovare i musicisti, riferendomi strettamente all’esperienza degli Aus Decline, direi che non ce ne sono state: quattro teste con gli stessi intenti, e soprattutto con un background culturale simile, si sono trovate insieme ed è stato subito facile andare d’accordo. È stata un’alchimia davvero particolare… si era entusiasti e positivi su ogni idea, sia di tipo musicale che grafico-estetica. Probabilmente il genere stesso che suonavamo non permetteva false intenzioni e rapporti non sinceri: ricordiamoci che, soprattutto nel primo periodo post punk e soprattutto nella nostra piccola città, ci si metteva in gioco n&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S23--I9mr8I/AAAAAAAAAMo/0DVpg7kWhgA/s1600-h/4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435280668817272770" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 234px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S23--I9mr8I/AAAAAAAAAMo/0DVpg7kWhgA/s320/4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;on poco perché la maggior parte delle band esistenti suonava il classico repertorio rock, che era quello che il pubblico chiedeva, e salire sul palco in abbigliamento “dark” della prima ora, con atteggiamento piuttosto “marziale”, spesse volte con l’eyeliner sugli occhi… beh, era facile prendersi qualche insulto o peggio. I concerti, onestamente, non li si cercava in maniera ossessiva, spesso eravamo invitati da ragazzi appassionati del genere di altre città, oppure un gruppo che suonava invitava un altro e così via… si faceva squadra e si collaborava. Anche chi organizzava concerti nei locali era comunque un appassionato al genere, per cui mi viene da dire che suonare era più semplice allora che oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qual era la musica che vi ha ispirato maggiormente e che ha influenzato poi il sound degli Aus Decline?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sul momento potrei dirti le bands che a me personalmente piacevano di più, come i Joy Division e tutta la scena dark wave, ma anche e soprattutto molti gruppi tedeschi come DAF, Palais Schaumburg e Kraftwerk. Compravamo un sacco di dischi new wave ed era difficile che non ci piacessero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il vostro primo demo tape è datato 1982, raccontami come sono andate le cose, la nascita dei pezzi e l’esperienza dello studio di registrazione, magari hai qualche aneddoto da raccontarci a proposito.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quello che noi definiamo il demo-tape “Radio X” era&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S23_IwQoBqI/AAAAAAAAAMw/2l2K-1M3YaQ/s1600-h/band4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435280851164726946" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S23_IwQoBqI/AAAAAAAAAMw/2l2K-1M3YaQ/s320/band4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; una cassetta che abbiamo registrato con il classico registratore portatile in mono nella nostra saletta… ma credo che sia prima del 1982, se è a quello che ti riferisci, comunque è Giorgio lo storico del gruppo, io ricordo ben poco in fatto di date. In studio abbiamo invece registrato i pezzi che sono poi finiti su “Retrospettiva”. La cosa che più ci diverte ricordare è che la persona che ci registrava a Milano generalmente lavorava con cantanti di musica leggera da balera e, durante il mixing, alla domanda “descrivetemi che tipo di suono volete”, la risposta fu “malato”. La cosa ci fece molto ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Com’è finito quel demo nelle mani di Alberto Campo di Rockerilla?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non so… è probabile che fu semplicemente spedito alla redazione di Rockerilla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Com’è maturata la vostra partecipazione alla compilation “First Relation” della Mask Production e perché proprio “Five Years Life”?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Abbiamo risposto ad una pubblicità pubblicata su Rockerilla che invitava i gruppi ad inviare del materiale. “Five years life” è stata ispirata dal film “L’enigma di Kaspar Auser” di Werner Herzog, è piaciuta immediatamente a quelli dell’etichetta, nonostante avessero a disposizione anche tutti gli altri pezzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli Aus Decline dal vivo: dalle tracce live del cd emerge una grande professionalità anche sul palco, quale ricordo hai dei vostri concerti e qual era la risposta del pubblico?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I concerti erano molto coinvolgenti, noi avevamo un atteggiamento piuttosto distaccato sul palco, più che altro per timidezza, ma la musica da sola bastava e, dopo due/tre canzoni, davanti a noi si iniziava a saltare. Una cosa che mi ricordo su tutte era il ritmo delle canzoni, dal vivo il basso e la batteria pestavano molto, mi piaceva parecchio sentire il ritmo nello stomaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A Firenze, in quei giorni, stava nascendo i&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S23_cIUvkEI/AAAAAAAAAM4/5PMnr_SgxMY/s1600-h/band.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435281184041963586" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 182px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S23_cIUvkEI/AAAAAAAAAM4/5PMnr_SgxMY/s320/band.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;l “rock italiano cantato in italiano” di Diaframma e Litfiba, quali voci vi arrivavano dalla Toscana e come vivevate a Pavia queste trasformazioni in atto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Si leggevano le fanzines e le riviste e si veniva a conoscenza dei gruppi di quella città, c’era un grosso movimento di persone che si dava da fare ovunque, anche a Bologna, penso a riviste come Cannibale e Frigidaire. A Pavia niente di tutto questo, ma ci riconoscevamo molto in quel tipo di cultura e quando andavamo in quelle città a vedere i concerti capivamo che Pavia era piccolissima, sotto tutti i punti di vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel 1984 gli Aus Decline si sciolgono. Perché?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non avevamo più niente da dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Facendo un paragone con le band fiorentine, pensi che se gli Aus Decline avessero cantato in italiano e avessero avuto alle spalle una struttura discografica solida come l’IRA, le cose sarebbero potute andare diversamente? Oggi sareste potuti essere a fianco di Diaframma, CCCP e Litfiba come tra i più titolati rappresentanti della musica alternativa degli anni ’80?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Se un’etichetta come l’IRA decideva di interessarsi ad una band, questa riceveva una notevole visibilità e attenzione da parte delle riviste e del pubblico, indipendentemente dal nome. Purtroppo a noi è andata diversamente rispetto ai gruppi fiorentini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Venti anni dopo lo scioglimento, nel 2003, decidete di mettere tutto il materiale superstite di quegli anni su un cd e pubblicare quello che, al momento, è l’unico vero album ufficiale degli Aus Decline. Di chi è stata l’idea di assemblare “Retrospettiva 1981-84”?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Riascoltando dopo anni “a freddo” il materiale, Giorgio ed io ci siamo sinceramente stupiti della qualità delle tracce, soprattutto per quanto riguarda il lato compositivo, in tutta onestà non ricordavamo gli Aus Decline in quel modo. È subito nata l’urgenza di pubblicare il materiale, non ci siamo neanche preoccupati di cercare un’etichetta, abbiamo semplicemente voluto mettere su cd le canzoni della nostra band.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il disco ha fatto gridare al miracolo i nostalgici (come me), che in quelle canzoni hanno respirato intatta tutta l'atmosfera di quel momento particolare della nostra cultura attraverso i suoni oscuri del post-punk. Sfruttando questa occasione, non c’è stata la tentazione di rimettervi insieme? Magari per un nuovo album ed un giro di concerti come ai vecchi tempi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A me personalmente l’idea di rimettersi assieme, con qualche chilo di troppo, senza capelli, senza ricordare le parti, senza essere in grado di suonare in quel modo, crea imbarazzo… se avessimo continuato senza mai smettere, tipo i Cramps… ok, ci poteva anche stare, ma le poche “reunion” cui ho avuto modo di assistere, sull’onda del revival della new wave italiana, mi hanno messo solo tristezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa fanno oggi gli Aus Decline? Chi di voi è rimasto nella musica?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Marco Casasco è un “hammondista” di talento, Riccardo De Angelis ha da poco riabbracciato il basso e al momento si diverte a suonare a casa e a collezionare bassi Rickenbacker. Io ho continuato a comporre sotto lo pseudonimo di Doctor Luke Sharp, il mio ultimo progetto sono i Masked Marvels. Suono anche la tromba nei Maciste ed entro l’anno uscirà un mio disco solista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il movimento new wave si è estinto sul finire degli anni ’80, gli &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S23_zyBbD5I/AAAAAAAAANI/cf9envU2Q-Q/s1600-h/marco+casasco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435281590372208530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 136px; CURSOR: hand; HEIGHT: 212px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S23_zyBbD5I/AAAAAAAAANI/cf9envU2Q-Q/s320/marco+casasco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;stessi Diaframma e Litfiba hanno cambiato stile gettandosi sul cantautorato rock i primi e sul rock dozzinale da arena i secondi. Navigando sul vostro sito ho notato una simpatia per gli Hiroshima Mon Amour, gli unici che avete linkato e per i quali avete speso parole di elogio. Secondo te, quali sono oggi i gruppi meritevoli di menzione per la loro capacità di tramandare nel nuovo millennio il suono new wave che un tempo vi apparteneva?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ho conosciuto Carlo Furii degli Hiroshima Mon Amour in rete e mi è piaciuto molto quello che fanno, ma anche loro sono in continua evoluzione, non mi sembra che abbiano proprio le sonorità dell’epoca… e fanno bene, secondo me, a non cercarlo in maniera ossessiva. Non conosco altre band che rispondano ai requisiti che chiedi, ma non credo abbia importanza, è bello quando ci sono delle band che recuperano, elaborano e creano cose nuove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ultima domanda: torneremo a sentir parlare degli Aus Decline?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Come vedi già se ne parla, adesso ne stiamo parlando, no? C’è una notevole attenzione per la band, soprattutto all’estero: Germania, Europa settentrionale, USA… addirittura a New York la “East Village Radio” ci tiene costantemente in play-list. La cosa ci lusinga e ci permette di dire che, nonostante all’epoca non ricevemmo particolare attenzione dalle etichette e da buona parte dei giornalisti, il materiale proposto era davvero di valore. Molto probabilmente daremo alle stampe quel famoso demo-tape “Radio X” perché, anche se è una registrazione mono, i pezzi sono molto più post-punk, aggressivi, particolari, con interventi di sintetizzatore che anticipano le sonorità di “Retrospettiva”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Retrospettiva 1981-84”, tracklist:&lt;br /&gt;1- Fluxion 2- Fear Of Sin 3- Five Years Life 4- Goin' On Jot 5- Earth Isn't Room Enough 6- Body Hit 7- To Lead The Van 8- She Gave Me Algedy (live) 9- Auburn (live) 10- Hanfull Of Beauty (live) 11- Fear Of Sin Live (live) 12- City House (live) 13- She Gave Me Algedy (studio version)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aus Decline:&lt;br /&gt;Marco Casasco: tastiere e voce&lt;br /&gt;Luca Collivasone: chitarra&lt;br /&gt;Riccardo De Angelis: basso&lt;br /&gt;Giorgio Rimini: batteria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia:&lt;br /&gt;- Retrospettiva 1981-84 (CD, 2003, autoprodotto)&lt;br /&gt;- First Relation (LP compilation, 1983, Mask Production) – brano proposto "Five Years Life"&lt;br /&gt;- Radio X (demotape, 1982, autoprodotto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ausdecline.com/"&gt;http://www.ausdecline.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascolta gratuitamente alcuni brani estratti dall’album “Retrospettiva” sulla pagina &lt;a href="http://www.myspace.com/ausdecline"&gt;MySpace&lt;/a&gt; degli Aus decline. &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-1890140932615756908?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1890140932615756908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1890140932615756908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/02/interviste-aus-decline.html' title='Interviste: Aus Decline'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S24F_luEizI/AAAAAAAAANo/SSXpaVMMF24/s72-c/SecureViewAttachment.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-7820776299811348229</id><published>2010-02-04T00:11:00.000-08:00</published><updated>2010-02-04T08:21:20.548-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS – Icydawn in edizione limitata</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;“A Personal Collection Of Demo(n)s” in confezione speciale solo per 100 fans&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Chi ha seguito negli anni la storia di &lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-icydawn.html"&gt;&lt;strong&gt;Icydawn&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, si è sempre trovato tra le mani delle vere e proprie opere di arte grafica per quanto riguarda il packaging dei suoi dischi, basti solo pensare alla confezione di “A Matter Of Deathstyle PT. I”, due lastre metalliche assicurate da tre bulloni a contenere il cd. Quindi a costoro sarà sicuramente parsa una “stranezza” che per il primo album ufficiale “&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/11/dischi-icydawn-personal-collection-of.html"&gt;A Personal Collection Of Demo(n)s&lt;/a&gt;” si sia optato per una confezione standard. Ma ecco che, da buon feticista qual è, Icydawn annuncia l’uscita dell’edizione speciale dell’album, con una confezione del tutto particolare. Nel dettaglio, il cd, insieme a un mini-cd e a un libretto rilegato a mano, è stato inserito in un sacchetto di velluto nero, cucito sempre a mano. Il libretto contiene immagini e testi delle canzoni, mentre sul mini-cd troviamo un inedito, una lunga suite ambientale/sperimentale dal titolo “In The Sealed Athanor”. Questa speciale edizione di “A Personal Collection Of Demo(n)s” è stata prodotta in un numero limitato di 100 copie, che potranno essere richieste, fino ad esaurimento scorte, solo scrivendo all’indirizzo e-mail &lt;a href="mailto:icydawn@katamail.com"&gt;icydawn@katamail.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti interni&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/11/dischi-icydawn-personal-collection-of.html"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/11/dischi-icydawn-personal-collection-of.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S2qCJgiwByI/AAAAAAAAAMQ/d_b_uw2W_M4/s1600-h/icydawn-special.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434299000242046754" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 680px; CURSOR: hand; HEIGHT: 219px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S2qCJgiwByI/AAAAAAAAAMQ/d_b_uw2W_M4/s320/icydawn-special.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-7820776299811348229?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7820776299811348229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7820776299811348229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/02/news-icydawn-in-edizione-limitata.html' title='NEWS – Icydawn in edizione limitata'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S2qCJgiwByI/AAAAAAAAAMQ/d_b_uw2W_M4/s72-c/icydawn-special.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-4028291771819957645</id><published>2010-01-26T14:31:00.000-08:00</published><updated>2010-01-28T07:12:20.991-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Interviste: Santa Sangre</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il rock d’autore e il sogno americano&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;All’inizio c’erano i Carnival Of Fools, gruppo seminale dell’underground italiano, attivo tra la fine degli ’80 e i primi anni ’90. Poi la scissione: da un lato i La Crus, subito alla ribalta delle cronache musicali italiane, dall’altro i Santa Sangre, più vicini allo spirito della creatura originaria. “Ogni città avrà il tuo nome” (1997) è il disco d’esordio, pubblicato dal CPI e premiato da Il Mucchio Selvaggio come miglior disco d'esordio dell'anno, undici perle di autentico rock d'autore, intrise di strazianti sentimenti e di atmosfere ipnotiche imbevute di alcool e di “americanità”. La fine del CPI e la crisi della musica indipendente hanno portato ad un lungo periodo di riflessione, interrotto nel 2004 dalla pubblicazione dell’album “La pelle muta” e la decisione di abbandonare certe sonorità americane del primo disco, dividendo la critica. Nel 2008 due loro pezzi inediti appaiono sulla cd compilation “Danze Moderne vol. 1”, un flebile segnale che i Santa Sangre ci sono, hanno ancora qualcosa da dire e non rinnegano più il loro passato da cowboy. Abbiamo incontrato Luca Talamazzi, voce e chitarra della band, con cui abbiamo fatto un’interessante chiacchierata su passato, presente e futuro dei Santa Sangre.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S19wTmFtClI/AAAAAAAAALo/QD-LIN_5klw/s1600-h/santa-sangre.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431183157576403538" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 675px; CURSOR: hand; HEIGHT: 204px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S19wTmFtClI/AAAAAAAAALo/QD-LIN_5klw/s320/santa-sangre.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Partiamo dalle origini: Carnival Of Fools, gruppo seminale della fine degli anni ’80, amato dai Bad Seeds di Nick Cave e che riusciva ad unire nel suo sound i Joy Division e il blues, un progetto che ha visto coinvolti i futuri Santa Sangre con Mauro Ermanno “Joe” Giovanardi, futuro La Crus, e, in varie vesti, Manuel Agnelli (Afterhours) con Paolo Mauri (uno dei tecnici del suono più influenti dei ’90, ex Weimar Gesang ed ex Afterhours). Com’era l’ambiente milanese in quel periodo fertile e quale musica ha ispirato la nascita di un gruppo così importante come i Carnival Of Fools?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ricordo di quegli anni un clima di grande fermento musicale, un ambiente caotico e creativo formato di tante giovani band che si aggregavano e mescolavano in numerosi progetti paralleli, di piccole etichette indipendenti (una in particolare la VoxPop) molto attive e attente, sempre alla ricerca di nuovi talenti da tirare fuori dal mucchio. L'ispirazione musicale per quanto riguarda i Carnival Of Fools invece attingeva a piene mani dalla musica australiana e americana, Nick Cave, Crime And City..., Beasts Of Bourbon, Hugo Race ma anche Elvis, J. Lee Hooker, il blues del delta, ecc...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel 1994 Joe lascia i Carnival Of Fools per fondare i La Crus. Come hanno vissuto i superstiti quella rottura e come è nata l’idea di proseguire come Santa Sangre?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Serenamente e senza traumi. Era chiaro che Joe aveva voglia di sperimentare altre strade, in particolare era attratto dalla canzone d'autore e con i La Crus credo abbia avuto questa opportunità. Ci fu lasciata la libertà di decidere se procedere ancora come Carnival Of Fools, ma a quel punto non avrebbe avuto senso. Abbiamo fondato i Santa Sangre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa c’è dietro la vostra decisione di abbracciare il cantato in italiano?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Due cose semplici: nessuno di noi padroneggiava bene l'inglese e poi era il prezzo per cercare un contratto discografico. In quel periodo, anche giustamente secondo me, si puntava molto sulla lingua italiana per i nuovi gruppi. Molti gruppi storicamente legati all'inglese passarono all'italiano in quel periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel 1995 c’è la vostra prima apparizione sulla compilation "Soniche Avventure" con il pezzo "Mare crudele", cui ha fatto seguito l’album “Ogni città avrà il tuo nome”, prodotto nel 1997 dal CPI-Sonica, che si è aggiudicato il titolo di disco dell’anno da parte della prestigiosa rivista Il Mucchio Selvaggio. Un capolavoro di undici brani: Jodorowsky, Morricone, i western di Sergio Leone, gli anni ’60… qual è stata la genesi di quest’ album? Che cosa volevate esprimere con quel sound e con quei testi?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In quel disco c'era un po' l'immaginario che ci portavamo dentro in quegli anni, ed era molto cinematografico. Anche i testi venivano prodotti per “immagini” e ruotavano attorno alla&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431183450318903746" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 221px; CURSOR: hand; HEIGHT: 211px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S19wkoo9GcI/AAAAAAAAALw/rYU9w5v9iMU/s320/santa+sangre+disco.jpg" border="0" /&gt; figura certo non originalissima ma molto americana del looser, che apprezzavamo in modo particolare. Musicalmente eravamo affascinati da questi suoni sporchi ma piccoli, dilatati e traballanti, l'intenzione era di lavorare molto sugli sfondi rendendoli cupi, sfocati, indistinti. Le melodie così venivano evidenziate nella loro semplicità, però, credo di poterlo dire, senza mai essere banali. Erano anni in cui il modello culturale premiava “l'ottimismo” e la parola più utilizzata era “vincente”. Noi sapevamo di essere dei “perdenti”, l’avevamo scritto in faccia. E poi siamo sempre stati un gruppo di pessimisti. Una volta Mox diede una grande definizione di noi. “C’è chi si siede al tavolo giusto nel momento giusto, chi al tavolo sbagliato nel momento sbagliato. Noi a quello giusto nel momento sbagliato”. Si può essere più perdenti di così?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché una cover strumentale di “24.000 Baci” di Adriano Celentano?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Quel riferimento è anch'esso cinematografico e rivolto a Kusturica con il suo “Ti ricordi di Dolly Bell?”. La nostra “24.000 baci” suonava come l'avrebbe suonata un gruppo di Tirana con la testa alla musica surf...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La critica, facendo un paragone con i La Crus, vi ha subito definiti come i veri eredi dello spirito dei Carnival Of Fools, quanto sei d’accordo con questa affermazione?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Abbastanza d'accordo, anche perché Maurizio ed io abbiamo firmato in pratica tutta l'ultima produzione dei Carnival Of Fools, diciamo tutto il terzo disco. Anche se Joe non lo ammetterà mai, nell'ultima produzione Carnival Of Fools c'era tanta, tantissima farina del nostro sacco. È naturale quindi che il primo disco dei Santa Sangre abbia portato con sé parte di quella esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I ’90 sono stati anni floridi per il rock alternativo italiano, il CPI in particolare ha prodotto dischi e gruppi di altissimo spessore artistico. L’inizio del nuovo millennio, invece, ha segnato la fine del CPI e la crisi della musica indipendente. Anche i Santa Sangre, sebbene autori di uno straordinario disco d’esordio, hanno rallentato il passo fino a far perdere le proprie tracce: in che misura questo rallentamento è stato causato da problemi personali e quanto, invece, è stato influenzato da questa crisi generale della musica italiana?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La crisi generale della musica italiana ha contribuito certo a rendere le cose più difficili per tutti, soprattutto per le piccole band, e le situazioni personali in questo caso contano parecchio. La realtà è che a un certo punto ti si pone la questione inevitabile del dover decidere quanto e come vuoi giocarti la carta della musica in relazione alla tua vita. Personalmente non so se avrei avuto la stoffa del musicista. Sono pigro, odio spostarmi, sono timido e salgo malvolentieri sul palco. Maurizio è più portato di me per questo modo di vivere “on the road”. Però non è solo questione di pigrizia, almeno da parte mia, c'è un problema d’inadeguatezza. Quando sentiamo le interviste rilasciate dai musicisti che abbiamo conosciuto personalmente, ci chiediamo “ma sono veramente loro o si tratta di una controfigura”? Voglio dire che, come in tutti i mestieri, c'è sempre molta posa da sostenere di fronte al “pubblico” e davanti alla stampa. Ergo bisogna esserci tagliati per fare questo lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A sette anni dal vostro debutto esce il secondo album, “La pelle muta” (2004) per la Desvelos. Dei Santa Sangre originali siete rimasti tu e Maurizio Raspante. Una vostra dichiarazione mi ha profondamente colpito: “Eravamo stanchi di riprodurre un immaginario così lontano dalla nostra condizione di vita. È duro fare i cowboy quando passi metà della tua giornata in coda sulla statale Milano-Como”, frase che forse dà il senso di come siano cambiate le cose dal primo al secondo album. Vuoi parlarmi di com’è nato questo disco e quali sono le differenze sostanziali con “Ogni città avrà il tuo nome”, sia per quanto riguarda la musica che i testi?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ecco, diciamo che in quel disco si manifesta il “disagio”. Parlo volentieri di quel disco e lo faccio senza nascondere che per noi è stato un passo falso, anche se continuiamo a difendere quel lavoro perché sincero. Sapevamo che era esattamente contrario a quanto ci si sarebbe atteso dai Santa Sangre, ma era quello che onestamente si era prodotto a cavallo del traumatico divorzio dal CPI. Un po’ come la storiella dello scorpione e della rana. Sapevamo che saremmo affogati, ma abbiamo punto lo stesso...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per “La pelle muta” avete rinunciato alla mega-produzione e avete registrato quasi tutto nella cantina di Maurizio. Fare di necessità virtù alla faccia chi investe cifre importanti in dischi privi cuore e di anima o mi sbaglio?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un po’ è la mancanza di risorse che ti spinge a fare lavori casalinghi, lo ammetto, però secondo me qui ci sarebbe da fare un altro discorso alla base.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S2BDJiGR_VI/AAAAAAAAAMI/F0MiJPcqpOI/s1600-h/santa+sangre2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431414981659852114" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 351px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S2BDJiGR_VI/AAAAAAAAAMI/F0MiJPcqpOI/s320/santa+sangre2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Tutta la questione del mercato è da rivedere. Tanto per cominciare io non sostengo alcuna forma di copyright sulla musica. Soprattutto in un periodo storico come questo, dove la music&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S19xCIT9KvI/AAAAAAAAAMA/vR3VCIHL9X4/s1600-h/santa-sangre2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;a è ormai una elaborazione collettiva e sociale, dove è impossibile separare l'idea originale dell'artista dal rumore di fondo. Il concetto stesso di artista è secondo me labile. Insomma io sono per una fruizione libera di tutta la musica. Per produrre dischi le case discografiche spendono una fraccata di soldi in megaproduzioni e per difendere l'investimento cercano di disciplinare la distribuzione della musica invadendo pesantemente la sfera dei diritti delle persone. Accettare che il business sia sempre alla base di tutto come un dato di fatto indiscutibile secondo me è sbagliato. Io sono per l'autoproduzione generalizzata. Perché, come dici tu, nella musica una volta che c'è il cuore, c'è tutto ciò di cui hai bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel 2008 partecipate a sorpresa alla cd compilation “Danze Moderne vol. 1” con due brani inediti. Quando ho letto il vostro nome sulla scaletta, ho chiesto a quelli di Danze Moderne “Ma sono i Santa Sangre veri?”, avendo perso oramai ogni speranza di rivedervi in pista. La seconda sorpresa è stata trovare sul disco canzoni che andavano a recuperare il sound degli esordi unito alla produzione scarna de “La pelle muta”. Parlami della genesi di questi due pezzi e dimmi in quale direzione, secondo te, sta andando il sound dei Santa Sangre.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Quando ci hanno chiesto un paio di brani per la compilation, abbiamo volentieri ripescato due canzoni scritte in tempi diversi, come tu hai rilevato. Un po’ perché era bello essere di nuovo ricercati per aderire ad un progetto, un po’ perché avevamo conosciuto Carlo Furii durante il tour di “Ogni città avrà il tuo nome” e ne conservavamo un bellissimo ricordo. Non sappiamo dove stia andando il sound dei Santa Sangre, neppure se registreremo più qualcosa come Santa Sangre. Chi lo sa? In fondo l'unico vero vantaggio del suonare senza farne una professione è che, nel tempo che gli puoi dedicare, la musica è totalmente libera da qualsiasi pressione o calcolo. Nessuno si aspetta niente da te, e questa è la condizione di libertà assoluta ed ideale per tutti i musicisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voglio fare questa riflessione con te e mi riaggancio alla vostra frase “È duro fare i cowboy quando passi metà della tua giornata in coda sulla statale Milano-Como”: l’elezione di Obama alla presidenza degli USA ha dimostrato che il sogno americano è ancora vivo, oggi tutti noi guardiamo con più fiducia al futuro del mondo intero grazie all’America. Parallelamente in Italia, dove negli anni ’90 non si temevano paragoni con i fratelli d’oltreoceano, ci siamo trovati con un patrimonio di gruppi e di idee spazzato via da una recessione culturale ben orchestrata dall’alto, unita ad una classe politica sempre uguale e sempre più lontana dalla gente. Il naufragio del “sogno italiano” vi rende più liberi di sentirvi “cowboy” e di guardare all’America come a una fonte d’ispirazione ancora viva per quanto riguarda il suono dei Santa Sangre?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Mi piace questa riflessione perché coglie un punto importante: le cose migliori nascono sempre in condizioni difficili. Siamo stati depressi in tutti questi anni (il paragone della Milano Meda era assolutamente autentico) perché ormai incapaci di produrre ironia sul nostro esistente e un po' “La pelle muta” risente anche di questa cosa. Ora, paradossalmente, la situazione torna ad essere più interessante perché in grado di evolvere, di mutare. La crisi del modello culturale oltre che sociale obbliga ognuno a rivedere i conti con la realtà delle cose, crolla il castello delle finzioni e delle illusioni e torni ad essere come nudo. E l'ironia torna a giocare un ruolo determinante nelle nostre vite. Il naufragio del sogno italiano apre a tutti nuove autentiche possibilità creative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I Santa Sangre e la tecnologia: avete vissuto l’epopea del vinile con i Carnival Of Fools, avete prodotto due album in compact disc negli anni successivi, oggi la musica corre sul WEB in formato mp3: c’è iTunes, lo streaming e il peer to peer. Come vivete tutte queste trasformazioni? Riuscite a stare al passo con i tempi?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando passo a trovare i miei, do un'occhiata alla mia vecchia striminzita collezione di dischi. Non posseggo nemmeno più un giradischi da anni e la mia unica fonte musicale è oramai la rete. Queste &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S19w08TdHZI/AAAAAAAAAL4/8qT_-l142GU/s1600-h/SantaBand1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431183730475343250" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 304px; CURSOR: hand; HEIGHT: 183px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S19w08TdHZI/AAAAAAAAAL4/8qT_-l142GU/s320/SantaBand1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;trasformazioni tecnologiche sono per me una vera e propria benedizione e spero che i giovani musicisti trovino il coraggio di arrivare direttamente al pubblico senza passare le forche caudine delle case discografiche. Così, mentre auguro con tutto il cuore alle major di chiudere entro breve, spero che le piccole etichette sopravvivano ed aiutino le giovani band a promuovere il loro lavoro. Questo secondo me sarà il vero ruolo delle indy nei prossimi anni. Promozione, know how, relazioni, contatti per le nuove band. Passione e competenze. Il resto si farà con il supporto della rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa c’è nel futuro dei Santa Sangre? Quanto è concreta la possibilità di vedervi nuovamente in pista con un nuovo disco e nuovi concerti?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Stiamo lavorando attorno ad un gruzzolo di nuovi brani. Ovviamente con i nostri tempi e senza pressioni di sorta, per cui non posso indicare date su uscite discografiche o live, però, come ti accennavo prima, questa è una meravigliosa sensazione di libertà che dovrebbe sempre valere per tutti i musicisti, dovrebbe essere il punto di partenza per chiunque ami veramente la musica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Santa Sangre&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Luca Talamazzi: voce/chitarra&lt;br /&gt;Maurizio Raspante: basso/elettronica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;br /&gt;Danze Moderne vol. 1 (cd compilation, 2008, Danze Moderne)&lt;br /&gt;La pelle muta (cd, 2004, Desvelos)&lt;br /&gt;Ogni città avrà il tuo nome (cd, 1997, CPI)&lt;br /&gt;Soniche Avventure (cd compilation, 1995, Fridge Records)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://saint_soulpice.tripod.com/band.html"&gt;http://saint_soulpice.tripod.com/band.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti interni:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/dischi-aavv-danze-moderne-vol-1.html"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/dischi-aavv-danze-moderne-vol-1.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ascolta gratuitamente il brano "Il corpo solo" sulla pagina &lt;a href="http://www.myspace.com/danzemoderne"&gt;MySpace&lt;/a&gt; di Danze Moderne&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ci0e1960RQM&amp;amp;hl=" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" fs="1&amp;amp;"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-4028291771819957645?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4028291771819957645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4028291771819957645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/01/interviste-santa-sangre.html' title='Interviste: Santa Sangre'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/S19wTmFtClI/AAAAAAAAALo/QD-LIN_5klw/s72-c/santa-sangre.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6120110484235111341</id><published>2010-01-19T07:19:00.000-08:00</published><updated>2010-01-27T10:25:34.088-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS - Cadabra: nuovo video, nuovo blog e nuovo album</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il nuovo disco sarà una raccolta di tutti i lavori pre-Wave/Action&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-style: italic;font-size:18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;È diventato “Other Side”, brano tratto dall’ultimo album &lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/10/dischi-cadabra-waveaction.html"&gt;Wave/Action&lt;/a&gt;, il nuovo videclip dei &lt;strong&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-cadabra.html"&gt;Cadabra&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. Si tratta di un film d’animazione realizzato dal regista Gianni Donnigio Donvito, sfruttando delle tecniche innovative di cui è maestro. Il video sarà diffuso attraverso i canali televisivi indipendenti e sul WEB (YouTube) a partire da febbraio.&lt;br /&gt;Inoltre, vista la necessità di informare quotidianamente i fans sulle proprie attività, i Cadabra hanno aperto un blog ufficiale che troverete all’indirizzo &lt;a href="http://cadabra-blog.blogspot.com/"&gt;http://cadabra-blog.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Francesco Radicci, batterista e portavoce della band, spiega: “Il sito ufficiale &lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;http://www.cadabra.org/&lt;/a&gt; è diventato uno strumento quasi statico, che deve sottostare ai tempi del webmaster. Con il blog, invece, riusciamo ad avere un contatto continuo con i fans e ad aggiornarli in tempo reale di qualsiasi novità”.&lt;br /&gt;Ultima notizia, ma non la meno importante, è la conferma dei Cadabra di essersi accasati definitivamente con la Revenge Records per la quale uscirà presto un nuovo album, una raccolta di materiale già edito e qualche bonus track. La compilation dovrebbe contenere tutti i dischi autoprodotti prima di Wave/Action, ossia l’album “Sound Moquette” ed i mini-album “Blood And Blades” e “Love Boulevard”. Nessuna indiscrezione su eventuali inediti, ma l’entrata in studio dei nostri, programmata per la prossima estate, fa ben sperare i loro numerosissimi fans di trovare sul disco qualche novità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;http://www.cadabra.org/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/cadabraband"&gt;http://www.myspace.com/cadabraband&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Cadabra/54301377279"&gt;http://www.facebook.com/pages/Cadabra/54301377279&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti interni:&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-cadabra.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/search/label/Cadabra"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/search/label/Cadabra&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-6120110484235111341?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6120110484235111341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6120110484235111341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/01/news-cadabra-nuovo-video-nuovo-blog-e.html' title='NEWS - Cadabra: nuovo video, nuovo blog e nuovo album'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-340396470833240182</id><published>2010-01-12T06:11:00.000-08:00</published><updated>2010-01-12T07:00:41.915-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>NEWS - gli OGM: “L’album uscirà ad aprile per Danze Moderne”</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Dopo un’estenuante attesa da parte dei fans, ecco la data&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli OGM annunciano che l’attesissimo esordio discografico è alle porte. La band, che con il suo “rock modificato” rappresenta uno dei punti di forza dell’etichetta Danze Moderne, ha terminato i mixaggi e la masterizzazione a novembre ed ora sta solo cercando una buona idea per la cover-art. Poche le indiscrezioni trapelate, sappiamo solo che il disco conterrà dodici pezzi, frutto di un lungo lavoro, che il titolo sarà “Emotivamente instabile” e che i brani “Incubatrice” e “Scania 380”, già presenti sulla compilation Danze Moderne vol. 1, sono stati esclusi dalla scaletta finale. Antonio Campanella, bassista e co-fondatore del progetto, annuncia l’uscita per aprile, precisando però “Salvo contrattempi, che finora non sono mai mancati…”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ogmband.com/"&gt;http://www.ogmband.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/ogmband"&gt;http://www.myspace.com/ogmband&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1670569098"&gt;http://www.facebook.com/profile.php?id=1670569098&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti interni:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/12/artisti-ogm.html"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/12/artisti-ogm.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-340396470833240182?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/340396470833240182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/340396470833240182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/01/news-gli-ogm-lalbum-uscira-ad-aprile.html' title='NEWS - gli OGM: “L’album uscirà ad aprile per Danze Moderne”'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-5466967481966167273</id><published>2010-01-01T15:32:00.000-08:00</published><updated>2010-10-09T07:13:39.523-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SIAE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>ENPALS: l’agibilità e il mistero della pensione del musicista</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Dal 2007 le cose sono migliorate, ma solo per i dilettanti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno dei problemi principali che incontrano i musicisti che si esibiscono dal vivo è la questione dell’agibilità ENPALS. Molti colleghi spesso mi chiedono delucidazioni sull’argomento e cercherò, in questo articolo, di chiarire alcune cose in modo molto sintetico.&lt;br /&gt;L' &lt;strong&gt;ENPALS&lt;/strong&gt; (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo) è l'ente pensionistico dei lavoratori dello spettacolo, come lo è, ad esempio, l’INPS per altre categorie di lavoratori. Individuiamo subito gli attori che ruotano intorno a questo teatrino: l’ENPALS è l’ente pensionistico, il gestore del locale è il datore di lavoro, il musicista è il lavoratore. Il &lt;strong&gt;certificato di agibilità&lt;/strong&gt; è una certificazione obbligatoria che va richiesta dal datore di lavoro (il gestore) all'ENPALS quando organizza un evento che preveda l'ingaggio di un musicista, indipendentemente dal fatto che la prestazione sia retribuita o a titolo gratuito. Il principio che sta dietro questa “autorizzazione ad agire”, che non esiste per altre categorie di lavoratori, ha una sua logica: chi gestisce un locale per concerti, ogni sera fa esibire un musicista diverso (cosa che non succede in fabbrica, ad esempio, dove l’operaio viene assunto per anni) ed è semplice evadere il versamento dei contributi dovuti in caso di mancato controllo: se il controllo non arriva, si straccia il contratto e si paga in nero. Per ovviare a ciò, l’&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sz6IfTcrXnI/AAAAAAAAALg/OrT4qf0gIuc/s1600-h/enpals.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421921072778534514" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 135px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sz6IfTcrXnI/AAAAAAAAALg/OrT4qf0gIuc/s320/enpals.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ENPALS ha preteso di essere informata in anticipo dell’esibizione, che autorizza rilasciando il famoso certificato di agibilità, ossia il gestore è “autorizzato ad agire”, a far esibire il musicista, e conseguentemente è tenuto a versargli i contributi. Il musicista, alla sua prima esibizione e alla sua “prima agibilità”, verrà automaticamente immatricolato dall’ENPALS, che da quel momento si occuperà di riscuotere i suoi contributi pensionistici.&lt;br /&gt;Come notate, in tutta questa storia il musicista non deve fare null’altro che esibirsi, basta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, allora, è venuto a crearsi tutto questo panico intorno all’agibilità ENPALS, ossessione per tutti i musicisti che si esibiscono dal vivo?&lt;br /&gt;Tutto nasce dal semplice fatto che i gestori considerano la richiesta di agibilità “una scocciatura” e pretendono che sia il musicista a procurarsela, auto-regolarizzandosi. Un calvario per il povero musicista! Il tutto aggravato da un &lt;strong&gt;accordo ENPALS/SIAE&lt;/strong&gt;: l’ENPALS, infatti, ha delegato la SIAE a svolgere i controlli in sua vece; quindi, se prima i controlli erano sporadici se non inesistenti, oggi le cose sono cambiate drasticamente, con i funzionari SIAE che, già all’opera per i controlli di loro competenza, con l’occasione vanno a dare un’occhiatina anche all’agibilità.&lt;br /&gt;Che cosa è stato costretto a fare il musicista per regolarizzarsi? Due sono state le strade seguite: la prima è stata quella di iscriversi a cooperative o associazioni che, presa la palla al balzo, sono spuntate come funghi. In che modo viene aggirato l’ostacolo? In pratica il musicista diventa un “dipendente” della cooperativa, la quale dovrà preoccuparsi di richiedere l’agibilità all’ENPALS e fare i versamenti contributivi. Quindi il gestore non pagherà il musicista ma la cooperativa, per una semplice prestazione di lavoro autonomo, evitando l’assunzione diretta del musicista e by-passando le pratiche ENPALS. Iscriversi a una cooperativa ha ovviamente un costo, che si aggira indicativamente sui 100,00 euro l'anno a persona. Una band di cinque persone porta nelle casse di una cooperativa circa 500,00 euro l’anno.&lt;br /&gt;La seconda strada, di più recente introduzione, è stata la possibilità per il musicista di auto-regolarizzarsi sul sito WEB dell’ENPALS (&lt;a href="http://www.enpals.it/"&gt;http://www.enpals.it/&lt;/a&gt;), dove può registrarsi e ottenere un codice identificativo, grazie al quale, a ogni esibizione in programma, potrà richiedere direttamente l’agibilità a proprio nome. Successivamente all’esibizione, entro un certo numero di giorni, egli dovrà comunicare all’ENPALS l’ammontare del compenso ricevuto ed entro il giorno 16 del mese successivo dovrà provvedere al versamento dei propri contributi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa faccenda dell’agibilità ha penalizzato fortemente la musica dal vivo in Italia, specialmente per quanto riguarda i gruppi emergenti, con poche date all’attivo: se era “una scocciatura” per i gestori richiedere l’agibilità, figuriamoci per dei poveri ragazzi che già fanno i salti mortali per trovare una serata. Qualcosa però è cambiato con &lt;strong&gt;la finanziaria del 1° gennaio 2007&lt;/strong&gt;, finalmente una norma a favore dei musicisti non professionisti: se si guadagna meno di 5000,00 euro lordi l'anno con la musica, si è considerati dei dilettanti e quindi non serve né l'iscrizione né l'agibilità. Inoltre sono esonerati i giovani (fino a 18 anni), gli studenti (fino a 25 anni), i pensionati e i musicisti che versano contributi ad altri enti (ad esempio un operaio che già versa contributi all’INPS, ma che è anche musicista e fa serate). Può accadere che qualche gestore di locale, in buona fede, chieda comunque l'agibilità perché confuso dal marasma di informazioni contraddittorie che circolano sulla questione (messe in giro ad arte per continuare ad incassare tributi non dovuti?), ma, se rientrate in una di queste categorie, non desistete e fate valere i vostri diritti, legge alla mano. Restano delle cosa da fare però, che sono:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1-&lt;/strong&gt; Dotarsi di un’autocertificazione (in duplice copia, una per il musicista e una per il gestore, firmata da entrambi) dove si dichiara di essere minorenni o studenti o lavoratori dipendenti che versano contributi ad altro istituto (un fac-simile lo trovate &lt;a href="http://www.musicplus.it/activities/enpals_autodichiarazione.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt;);&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2-&lt;/strong&gt; stampare dal sito dell’ENPALS la circolare n° 02/08 (la trovate anche &lt;a href="http://www.artistiassociati.hpsart.it/doc.php?id=118"&gt;qui&lt;/a&gt;);&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3-&lt;/strong&gt; se l’esibizione non è gratuita, occorre stampare una “nota spese”, numerata progressivamente e datata, molto semplice (un fac-simile lo trovate &lt;a href="http://www.musicplus.it/activities/nota_spese.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt;), dove andranno indicati i dati personali e quelli del locale. Va compilata tipo una fattura e consegnata al gestore, che dovrà preoccuparsi di versare la ritenuta d’acconto con modello F24.&lt;br /&gt;Per i musicisti professionisti restano invece le scorciatoie sopra descritte, ossia ci si iscrive ad una cooperativa o ci si auto-regolarizza tramite il sito internet dell’ENPALS. Comunque ci sono importanti novità anche per i gestori dei locali: le procedure di agibilità possono essere aperte direttamente sul sito dell’ENPALS, nella sezione servizi, rendendo molto meno “brigosa” la procedura. Fatelo, i musicisti ve ne saranno grati!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una storia a lieto fine? Per alcuni aspetti sì, sicuramente la normativa del 2007 è stata un fatto positivo per i dilettanti, ma ci sono ancora i professionisti, quelli che con la musica ci campano, sia suonando dal vivo che prestando la loro opera da turnisti... perché non l’ho ancora detto, ma quando uno studio di registrazione chiama un turnista per suonare in una qualsiasi produzione discografica, nel pagarlo, dietro presentazione di fattura, deve versargli anche i contributi ENPALS. L'agibilità ENPALS deve essere attivata anche solo per un giorno a carico dello studio stesso. A proposito di questi professionisti, ai quali un giorno dovrebbe andare la pensione ENPALS… ecco… c’è una domanda che mi rode dentro e di cui voglio rendervi partecipi. Non ho mai conosciuto in vita mia un pensionato dell’ENPALS. Se tra i nostri lettori ce n’è qualcuno o se ne conoscete qualcuno, contattateci al più presto, fateci i loro nomi, vogliamo conoscerli. Al momento sembra più facile trovare uno Yeti. Vi spiego il perché io dubito del fatto che esistano pensionati dell’ENPALS: tale pensione viene erogata dopo un minimo di 20 anni di contributi, e per raggiungere un anno occorrono 120 giornate lavorative. Sembra un numero di giornate irrisorie se paragonate a quelle di un lavoratore INPS, ma se calcoliamo che una giornata lavorativa per l’ENPALS corrisponde ad un concerto, per raggiungere un anno di contributi ci vogliono 120 concerti all’anno, tutti con regolare versamento di contributi. Per raggiungere la quota necessaria per la pensione, ossia 20 anni, sono quindi necessari 2400 concerti! Calcolando poi che i concerti tenuti all’estero non valgono, perché l’ENPALS non li conteggia, l’impresa appare veramente ardua.&lt;br /&gt;La domanda è, quindi: se nessuno prende la pensione dall’ENPALS, tutti i soldi versati in contributi dove vanno a finire?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-5466967481966167273?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5466967481966167273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5466967481966167273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/01/enpals-lagibilita-e-il-mistero-della.html' title='ENPALS: l’agibilità e il mistero della pensione del musicista'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sz6IfTcrXnI/AAAAAAAAALg/OrT4qf0gIuc/s72-c/enpals.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-5025561754184215471</id><published>2009-12-17T08:52:00.000-08:00</published><updated>2010-04-07T08:10:44.819-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Artisti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='OGM'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Danze Moderne'/><title type='text'>Artisti: OGM</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Lo straordinario prodotto di una fusione di stili&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scena rock della Teramo anni ’90 è stata vivace quanto l’intera scena nazionale, che ha vissuto in quegli anni uno dei suoi momenti di maggior splendore. Ma, sul finire del decennio, la ventata di crisi che colpisce la musica indipendente provoca l’estinzione della maggior parte delle bands attive nella città, la cui popolarità aveva appena iniziato a varcare i confini locali. È in questo periodo di disorientamento che nasce il progetto OGM (Organismi Geneticamente Modificati): non un gruppo qualsiasi, ma un “supergruppo” dove confluiscono i migliori musicisti di quella scena morente, determinati a non gettare la spugna in una&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SypiJMy94MI/AAAAAAAAALY/m8kyoXd1bws/s1600-h/ogm.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416249412059783362" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 263px; CURSOR: hand; HEIGHT: 185px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SypiJMy94MI/AAAAAAAAALY/m8kyoXd1bws/s320/ogm.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; città che ha sempre offerto poco ai suoi talenti musicali. Antonio Campanella, ex-bassista e membro fondatore degli Hiroshima Mon Amour, Pino Nolli, ex-batterista della Def Killer Band e degli Evidence, ed Emidio “Diddio” Nardi, ex-chitarrista dei Vietato Vietare, con Michele Marcangelo alla voce ed Erik Di Serafino alla chitarra, cominciano a suonare insieme ad inizio millennio senza particolari riferimenti stilistici, anzi fondendo in un suono unico ed originale le loro diverse esperienze: new wave, rock, punk, noise e musica d’autore. Essi stessi parlano della loro musica coniando un nuovo genere: “rock modificato”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il nucleo embrionale degli OGM nasce nel 2000 e vede in organico il batterista Roberto “Batter” Fracassa, anch’egli un ex-Vietato Vietare, che abbandonerà nel 2002 lasciando il posto a Pino Nolli e generando così quella che sarà considerata la “formazione storica”. Solo alcune sporadiche apparizioni dal vivo nei primi anni di attività, anni trascorsi in sala prove a curare in modo maniacale la stesura dei pezzi. È nel 2005 che i nostri escono veramente allo scoperto, con un cd-demo ed una serie di date dal vivo che culmineranno in un secondo posto alle selezioni regionali per Arezzo Wave 2006. Ecco però giungere un primo stop: nel gennaio del 2007, Emidio Nardi esce dal gruppo. Pochi mesi di riflessione, poi la decisione di andare avanti. Frutto di tale decisione è la registrazione in studio dei primi due pezzi ufficiali (“Scania 380” e “Incubatrice”), inseriti successivamente nella cd compilation “Danze Moderne vol. 1” (ottobre 2008), prodotta dall’etichetta omonima. Con l’innesto di un nuovo chitarrista, Pierluca D’Annunzio, ecco un nuovo ed intenso giro di concerti a cementare il ritrovato equilibrio interno. La prima uscita ufficiale su disco degli OGM è grazie alla cd compilation “Quello che facciamo è segreto”, selezione di bands abruzzesi operata da Umberto Palazzo (Santo Niente) uscita in allegato alla rivista pescarese “Mente Locale” (aprile 2008). Il brano incluso è “Carne da macello”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà Danze Moderne a convincere gli OGM ad entrare in studio e regalare al mondo il sospirato primo album. Le sessioni di registrazione iniziano a febbraio del 2009 e vanno avanti per tutta la primavera, poi un tour estivo/autunnale a consolidare la loro fama di grintosa “live band”. L’esordio discografico, previsto per aprile 2010, si intitolerà “Emotivamente instabile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;OGM&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Stile: rock, alternativa, new wave&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Michele Marcangelo: voce&lt;br /&gt;Antonio Campanella: basso&lt;br /&gt;Pino Nolli: batteria&lt;br /&gt;Erik Di Serafino: chitarra&lt;br /&gt;Pierluca D’Annunzio: chitarra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Emotivamente instabile (cd, 2010, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Danze Moderne vol. 1 (cd compilation, 2008, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Quello che facciamo è segreto (cd compilation, 2008, allegata alla rivista “Mente Locale”)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ogmband.com/"&gt;http://www.ogmband.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/ogmband"&gt;http://www.myspace.com/ogmband&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1670569098"&gt;http://www.facebook.com/profile.php?id=1670569098&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti interni:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/dischi-aavv-danze-moderne-vol-1.html"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/dischi-aavv-danze-moderne-vol-1.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:Helvetica;font-size:12;"&gt;&lt;div style="WORD-WRAP: break-word; webkit-nbsp-mode: space; webkit-line-break: after-white-space"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="WHITE-SPACE: pre;font-family:'Lucida Grande';" &gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;color:#999999;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&amp;amp;videoid=12930309"&gt;Incubatrice&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=" t="1,mt=" width="425" height="360" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" wmode="transparent"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/ogmband"&gt;OGM&lt;/a&gt;  &lt;a href="http://music.myspace.com/index.cfm?fuseaction=videos"&gt;Video musicali MySpace&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="WORD-WRAP: break-word; webkit-nbsp-mode: space; webkit-line-break: after-white-space"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="WHITE-SPACE: pre;font-family:'Lucida Grande';" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-5025561754184215471?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5025561754184215471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5025561754184215471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/12/artisti-ogm.html' title='Artisti: OGM'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SypiJMy94MI/AAAAAAAAALY/m8kyoXd1bws/s72-c/ogm.jpeg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-5464940786595951132</id><published>2009-12-04T08:17:00.000-08:00</published><updated>2009-12-17T09:29:51.973-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Interviste: Federico Fiumani dei Diaframma</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Onora il padre&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ignorare la storia dei Diaframma è ignorare la storia stessa del rock alternativo in Italia. Nati nell’ambito della scena musicale fiorentina dei primi anni ’80, hanno inventato “il rock italiano cantato in italiano”, dopo aver fatto propri gli stimoli provenienti dalla già affermata corrente post-punk anglosassone. Partiti sulle orme dei Joy Division (“Altrove”, 1983, “Siberia”, 1984) hanno poi sviluppato un proprio sound, figlio del rock cantautoriale e chitarristico dei “sixties”, impreziosito dai testi arguti, ironici e mai scontati del “front-man” Federico Fiumani (“Tre volte lacrime”, “Boxe”, “In perfetta solitudine” e “Anni luce” solo per citare alcuni album di una nutrita discografia). Fiumani, insensibile ai richiami delle sirene del mercato, imperterrito per la sua strada, è rimasto l’unico membro superstite della formazione originaria ed è ancora sui palchi con la stessa determinazione degli esordi. In occasione di un concerto dei Diaframma al Gabba Gabba di Taranto il 25 novembre 2009, il nostro Francesco Radicci dei Cadabra si è recato sul posto ed è riuscito ad intervistarlo, asserragliato con lui all’interno di un bagno del locale assediato dai fans.&lt;/em&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sxk3EbYTgkI/AAAAAAAAAKg/X1k_WEwIZjk/s1600-h/diaframma.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411416976471065154" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 687px; CURSOR: hand; HEIGHT: 211px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sxk3EbYTgkI/AAAAAAAAAKg/X1k_WEwIZjk/s320/diaframma.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tempo fa lessi in una intervista agli Hiroshima Mon Amour la dichiarazione che loro non sarebbero mai potuti esistere se non fossero esistiti i Diaframma. Sei d'accordo sul fatto che l'impatto dei Diaframma sull'underground musicale italiano sia paragonabile a quello dei Sex Pistols nel panorama internazionale, ossia abbia spinto molte persone a imbracciare uno strumento e a dire la propria, magari cantando in italiano?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Rispetto al punk e ai Sex Pistols la nostra è una realtà differente. Il movimento punk ha lasciato un’impronta sulle generazioni successive ma ha anche avuto vita breve, durata un anno e mezzo o poco più. Noi, invece, suoniamo da trent’anni e in un contesto diverso. Piuttosto, mi piace pensare di aver dato un esempio di tenacia, seguendo sempre la mia strada, le mie idee, senza compromessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Oggi il punk è sola estetica, svuotato del suo significato più profondo, privo di vera provocazione, ribellione, immediatezza. Come si collocano i Diaframma nel contesto punk odierno?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il punk era una moda anche nel ’77. Anche allora c’era poco idealismo, anche negli stessi Sex Pistols che, però, avevano un manager astuto. La bellezza di quel movimento era l’assoluta novità, poi è stato riproposto stancamente. I Diaframma non sono un gruppo punk. Siamo nati con quel genere e ci piace molto, quello sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi capita spesso di vedere citati i Diaframma, specie su MySpace, da utenti devoti alla musica gotica, sottintendendo probabilmente il culto per i vostri primissimi lavori. Lo "zoccolo duro" dei tuoi fans, invece, preferisce i lavori successivi e ti segue fedelmente di album in album. Qual è il filo conduttore che lega il gotico degli esordi, il pop raffinato di "Boxe", la svolta di “Gennaio”, con te alla voce, fino a giungere al rock dell’ultima tua fatica "Difficile da trovare"?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il goth era un genere più vicino a Nicola Vannini (primo cantante dei Diaframma, ndr) e a certi ambienti della Rockoteca Brighton, locale fiorentino che frequentavamo al tempo. Io sono sempre stato più legato al punk di gruppi come Sex Pistols e Ramones. In seguito, quando sono rimasto solo, è venuto meno il “concetto di band”, nel senso di visione e arrangiamenti collettivi. La naturale conseguenza è una musica più secca ed essenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anche per quanto riguarda i testi c'è stata una muta&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sxk3ai3vcZI/AAAAAAAAAKw/866IaLs2nKE/s1600-h/diaframma-fiumani.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411417356439089554" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 263px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sxk3ai3vcZI/AAAAAAAAAKw/866IaLs2nKE/s320/diaframma-fiumani.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;zione radicale del linguaggio, passando dalla descrizione introspettiva del tuo mondo interiore, alla descrizione della quotidianità, in un modo schietto e anche molto colorito, trattando spesso tematiche sessuali. Come è maturata questa evoluzione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;È stata un’evoluzione spontanea in quanto, con gli anni, è cambiato il modo di intendere e vedere le cose. Un ruolo fondamentale lo ha avuto la psicoanalisi: nel 1986 andai in analisi, un’esperienza che mi ha insegnato a scavare dentro di me cogliendo diverse percezioni della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come mai “Donne mie” è uscito a nome Federico Fiumani e non Diaframma?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Era un periodo in cui non avevo un buon rapporto col gruppo e quindi non mi andava di condividere con altri quelle canzoni, quell’album. È stata una decisione dettata dal momento. Non è il caso dei Diaframma di oggi, un gruppo unito e affiatato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parlami un po' dell'ambiente della Ricordi, un'esperienza negativa per te da quello che mi è sembrato di capire da alcune tue dichiarazioni. Si era parlato anche di una partecipazione dei Diaframma al Festival di San Remo, cosa accadde realmente in quei giorni?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non la considero un’esperienza interamente negativa, soprattutto all’inizio. Per esempio, tra i risvolti positivi, l’incontro con Vince Tempera. Poi, ho avuto modo di conoscere le persone che si aggirano in quegli ambienti e non mi ci sono più trovato, vedi la proposta di fare Sanremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Era il 1991, “Anni Luce” non era ancora uscito. Come andò? Quale canzone avresti portato?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Avevo cominciato ad abbozzare un pezzo ma non se ne fece nulla. Era il periodo in cui volevano lanciare la musica fiorentina alla Masini e Vallesi, parlavano pure di piazzamenti importanti, ma erano contesti in cui non mi ci vedevo affatto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Federico Fiumani, i Diaframma e la tecnologia: alcuni anni fa dichiarasti di non avere nemmeno il computer, adesso la tua presenza sul web si fa di giorno in giorno più importante, come te la cavi tra MySpace, Youtube e Facebook?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il mio rapporto con la tecnologia è ancora quasi a zero, solo che oggi ho un computer. Il mio MySpace l’ha creato, e continua a curarlo, un ragazzo di Rimini al quale passo le informazioni. Idem per Facebook. Sono siti che semplicemente mi permettono di procurarmi concerti e conoscere gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La tecnologia ha cambiato il modo di ascoltare la musica: prima&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sxk3UNucArI/AAAAAAAAAKo/IU6KXW_40Uk/s1600-h/diaframma2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411417247683707570" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 108px; CURSOR: hand; HEIGHT: 196px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sxk3UNucArI/AAAAAAAAAKo/IU6KXW_40Uk/s320/diaframma2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; c'erano i supporti fisici, oggi, specie con il "file sharing", gli mp3 viaggiano gratuitamente da un computer all'altro. Quanto pensi che la cosa abbia giovato alla musica e agli artisti? Cosa perde una canzone o un album spogliato del suo artwork e ridotto a semplice file di computer?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Come tutte le rivoluzioni, anche la tecnologia ha le sue vittime. Ha pro e contro e non saprei se sono di più i vantaggi o gli svantaggi. Di certo c’è che le nuove generazioni intendono la musica in maniera diversa. Io, per esempio, passavo interi pomeriggi nei negozi di dischi. Erano anche luoghi di ritrovo e scambio culturale, oggi sono sempre più vuoti. Di positivo potrebbe esserci il ritorno del vinile, supporto per anni scomparso e che ora, paradossalmente, si ripresenta come un’ancora di salvezza. In generale oggi la tecnologia facilita la vita ma inaridisce l’anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Federico Fiumani dal vivo: cosa cambia tra un concerto dei Diaframma ed un Confidenziale?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi diverte di più un concerto con i Diaframma. Il Confidenziale è bello, ma dà sensazioni diverse: sul palco mi fa sentire più solo, nudo. Con il gruppo si crea un contesto corale e coinvolgente, durante il quale i musicisti possono stabilire empatie emozionanti e irripetibili. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/federicofiumani"&gt;http://www.myspace.com/federicofiumani&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lA0RvNrXf-Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/lA0RvNrXf-Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-5464940786595951132?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5464940786595951132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5464940786595951132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/12/interviste-federico-fiumani-dei.html' title='Interviste: Federico Fiumani dei Diaframma'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sxk3EbYTgkI/AAAAAAAAAKg/X1k_WEwIZjk/s72-c/diaframma.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-2273750566373981943</id><published>2009-11-26T06:27:00.000-08:00</published><updated>2009-12-06T15:28:12.760-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>Discogs, il motore per la discografia internazionale</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Uno strumento potente alla portata di tutti&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Discogs è sicuramente uno dei database musicali più completi in questo momento presente sul WEB. Le sue pagine sono gestite dagli stessi utenti, appassionati di musica, che arricchiscono l’archivio con il loro contributo di informazioni e questo ne fa una sorta di Wikipedia del rock. È grazie proprio all’apporto prezioso degli utenti che le informazioni sono sterminate: dagli artisti, alle case discografiche, fino ai dischi, ovviamente, di cui troviamo, per ogni artista, le discografie classiche in tutti i formati (vinili, cd, musicassette, ecc…) accanto alle rarità e ai bootlegs.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il nome Discogs nasce da una contrazione di Discographies, discografie. L’azienda proprietaria del sito si chiama Zink Media Inc. e la sua sede è a Portland, Oregon, USA. Una comunità di quasi duemila utenti ha contribuito, dal novembre 2000, alla formazione di un impressionante database di etichette discografiche (più di 5.700), artisti (più di 25.000) e uscite discografiche (più di 31.000). Tutto ciò grazie a Kevin Lewandowski, programmatore, dj e, soprattutto, appassionato di musica elettronica, che, ispirato da altri siti mantenuti da vaste comunità come Slashdot, Ebay o l'Open Directory Project, ha saputo coinvolgere una moltitudine di fans attraverso un'interfaccia minimale ma efficace. Una mole di dati sempre crescente per uno strumento sempre più utile sia ai semplici appassionati che agli addetti ai lavori. Nato per mano di seguaci di musica elettronica (Techno e House in modo particolare), si è poi esteso praticamente a tutti i generi, con quotidiani miglioramenti delle sezioni rock, pop, jazz e classica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scopo pricipale di Discogs è di fornire ai navigatori informazioni utili su artisti, case discografiche e soprattutto sugli album pubblicati: i dati presenti nel sito sono raggiungibili per parola chiave o navigando attraverso il nome del musicista o dell’etichetta discografica. Ogni artista ha un suo profilo, provvisto di foto e dati biografici, comprensivo di brani musicali, siti di riferimento e altre informazioni, tutto è indicizzato e gestito con riferimenti incrociati. Solo dopo essersi registrati è possibile aggiungere dati all’archivio, inserendo dischi non ancora catalogati, artisti non ancora presenti, oppure modificare informazioni ritenute incomplete o inesatte. Oltre a ciò possiamo comporre una lista di album preferiti, di quelli che non abbiamo ma che vorremmo avere. Si possono votare i brani musicali e interagire con gli altri utenti attraverso il forum del sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, cosa molto importante, su Discogs si possono vendere o acquistare dischi tra utenti registrati. Se un utente ha messo in vendita un disco che vi interessa, magari una rarità da collezione, potete ordinarlo attraverso i link "add to cart" (per aggiungere l'articolo al carrello) "continue shopping" (se vuoi aggiungere altri articoli) ed infine "ceckout" per confermare le informazioni di spedizione, ricevere il totale delle spese ed eventuali informazioni dal venditore. A questo&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sw6Qo2ueZyI/AAAAAAAAAJc/ejiHj0Z61RU/s1600/discogs-logo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408419234078156578" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 255px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sw6Qo2ueZyI/AAAAAAAAAJc/ejiHj0Z61RU/s320/discogs-logo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; punto si può procedere con il pagamento. Il metodo più pratico e istantaneo per pagare è Paypal, accettato da buona parte dei venditori, altrimenti si può pagare attraverso bonifico bancario, assegno, vaglia, ecc… È possibile controllare le varie fasi della transazione e comunicare col venditore attraverso il box "messaggi privati". Ricevuta la merce, si lascia un feedback come su Ebay. Vendere è altrettanto semplice: una volta trovato nell’archivio il disco che possedete e vi interessa vendere (ma se non lo trovate, lo potete inserire voi stessi), cliccate sul pulsante “Sell this item”, apparirà una pagina dove vi verrà chiesto di inserire i vostri dati e le vostre condizioni di vendita. Siate molto precisi, specialmente nell’indicare le spese di spedizione per il vostro paese e per l’estero, ne va della buona riuscita della compravendita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discogs è quindi uno strumento molto potente che, messo alla mano, vi darà molte soddisfazioni. Il mio consiglio è di farci una navigata, magari dando un’occhiata alla discografia del vostro artista preferito. Se poi conoscete una band particolare, magari non presente nel database, e trovate che la sua discografia sia incompleta o inesatta, non esitate a registrarvi e a dare il vostro contributo, apportando le dovute aggiunte o correzioni: la community e la musica intera ve ne saranno grati! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti: &lt;a href="http://www.discogs.com/"&gt;http://www.discogs.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-2273750566373981943?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/2273750566373981943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/2273750566373981943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/11/discogs-il-motore-per-la-discografia.html' title='Discogs, il motore per la discografia internazionale'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sw6Qo2ueZyI/AAAAAAAAAJc/ejiHj0Z61RU/s72-c/discogs-logo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-517672139933545217</id><published>2009-11-21T06:52:00.000-08:00</published><updated>2010-04-26T04:39:49.858-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Icydawn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dischi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Revenge Records'/><title type='text'>Dischi: ICYDAWN - A Personal Collection Of Demo(n)s</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;SR e la "stanza claustrofobica"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È la musica che non ti aspetti da un paese come la Svizzera, tanto ruvida ed estrema quanto misurata ci appare la storia e la vita di questo nobile paese ai nostri confini. Icydawn è la sigla dietro la quale si cela Sacha Rovelli (SR) che, dopo alcune esperienze in gruppi new wave, ha deciso che la sua dimensione è la one-man-band e il suo ambiente creativo è una “claustrophobic room”, piena di computers, tastiere e registratori vintage. È in questo luogo che prendono forma i suoi incubi, le lunghe suite di musica scarnificata e ridotta a ritmo e rumore, accanto ad un synth-pop destrutturato e ossessivo, che di “pop” non ha oramai più nulla. Un progetto dove c’è molta italianità: ticinese Sacha, coadiuvato nei testi, nel cantato e nell’artwork dall’artista di Varese Aimaproject, alias Luisa Papa. L’etichetta italiana Revenge Records, da poco sul mercato, ma già molto attenta a quanto avviene nell’underground europeo, ha notato &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Swf_I-ePkWI/AAAAAAAAAJU/oO2LOIcc9Es/s1600/icydawn2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406570407355453794" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 142px; CURSOR: hand; HEIGHT: 143px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Swf_I-ePkWI/AAAAAAAAAJU/oO2LOIcc9Es/s320/icydawn2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;il movimento creato da questo artista solitario negli ambienti gotico-industriali europei, grazie a lavori come “Il Tagliacarte - L’Angelo - I Fantasmi”, ed ha deciso di metterlo sotto contratto. “A Personal Collection Of Demo(n)s” è la summa espressiva di dieci anni di carriera sotterranea di Icydawn, raccolta in una cd compilation molto ricca di brani estrapolati dai suoi precedenti lavori, la maggior parte di difficile reperibilità, per l’occasione rimasterizzati in digitale. Un disco sicuramente di non facile assimilazione, ma che, una volta fatto proprio, può coinvolgere pericolosamente e portare sull’orlo dell’abisso… l’abisso crudele ed ineluttabile che ci circonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;ICYDAWN&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: &lt;strong&gt;A Personal Collection Of Demo(n)s&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anno: 2009&lt;br /&gt;Etichetta: Revenge&lt;br /&gt;Stile: elettronica, industriale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;1- Shguorrubwaegammoh (Version)&lt;br /&gt;2- An Icy Dawn 2009&lt;br /&gt;3- Elucubrations Pt. III&lt;br /&gt;4- Intermezzo I&lt;br /&gt;5- Geometrie&lt;br /&gt;6- Beyond Body Limits&lt;br /&gt;7- Trends&lt;br /&gt;8- Abstraction&lt;br /&gt;9- Death By Overdose&lt;br /&gt;10- The Portraits Room&lt;br /&gt;11- The Metaphysical Section&lt;br /&gt;12- The White Nursery&lt;br /&gt;13- Tape Musick I&lt;br /&gt;14- Tape Musick II&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;SR: strumenti – voce&lt;br /&gt;Aimaproject: voce femminile – artwork&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;br /&gt;A Personal Collection Of Demo(n)s (cd, 2009, Revenge Records)&lt;br /&gt;Il Tagliacarte - L’Angelo - I Fantasmi (a nome “Icydawn+Aimaproject” mini-cd, 2008, Show Me Your Wounds)&lt;br /&gt;Un Suono Spirituale, Una Storia Interiore (cd, 2006, autoproduzione)&lt;br /&gt;A Matter Of Deathstyle Pt. I (mini-cd, 2005, autoproduzione)&lt;br /&gt;Humanintelligencearthcancer (cd, 2005, autoproduzione)&lt;br /&gt;Elucubrations… (cassetta, 2003, autoproduzione)&lt;br /&gt;We Are The Lie Which Lives Upon Itself (cd, 2002, autoproduzione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/anicydawn"&gt;www.myspace.com/anicydawn&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti interni:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-icydawn.html"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-icydawn.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascolta gratuitamente il singolo "Trends" su &lt;a href="http://www.lastfm.it/music/Icydawn/_/Trends"&gt;Radio Last.fm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-517672139933545217?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/517672139933545217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/517672139933545217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/11/dischi-icydawn-personal-collection-of.html' title='Dischi: ICYDAWN - A Personal Collection Of Demo(n)s'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Swf_I-ePkWI/AAAAAAAAAJU/oO2LOIcc9Es/s72-c/icydawn2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-7431230287362250021</id><published>2009-11-13T14:16:00.000-08:00</published><updated>2009-11-21T07:17:46.966-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Interviste: PITCH</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Storia di una bambina atomica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I Pitch hanno movimentato la scena alternativa degli anni ’90 grazie ad un alternative/rock esuberante, di gusto tipicamente americano, ed alla presenza scenica di Alessandra Gismondi, bassista e cantante. Nati nel 1994, vengono subito notati da Manuel Agnelli, che li porta alla Vox Pop e produce il loro primo album “Bambina atomica” (1997), supportato da un tour nazionale e da un ben noto videoclip con protagonista la pornostar Selen (“Neil Young”). Alessandra ricambierà il favore a Manuel scrivendo “Lasciami leccare l’adrenalina”, che diventerà uno dei brani più celebri degli Afterhours. Passati alla BMG/RCA, pubblicano il secondo album “Velluto” (1999), fortunato nell’ispirazione ed apprezzato dalla critica specializzata. Segue un periodo di silenzio, interrotto nel 2005 dall’annuncio del ritorno sulle scene con una nuova formazione ed un nuovo album, “A Violent Dinner”, che segna la svolta del cantato in inglese. Abbiamo incontrato Alessandra, in procinto di partire per un tour europeo, e fatto quattro chiacchiere su passato, presente e futuro dei Pitch.&lt;/em&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sv3c4ZM12oI/AAAAAAAAAI0/BjnXtqxlTnY/s1600-h/9.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403717989309995650" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 681px; CURSOR: hand; HEIGHT: 191px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sv3c4ZM12oI/AAAAAAAAAI0/BjnXtqxlTnY/s320/9.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parlami degli albori dei Pitch: come vi siete formati, la musica che vi ha influenzato e come è maturata la scelta del nome.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I Pitch nascono nel 1994 dalla mia amicizia con Stefano e Filippo, con la comune passione per la musica e tanta voglia di mettersi in gioco. Inizialmente il nome era Peach, ma c’erano altri due gruppi, uno inglese ed uno americano, e quindi abbiamo deciso di cambiare mantenendo pressappoco lo stesso suono, ma con un significato più vicino alla musica, infatti Pitch significa picco, acuto, apice del suono. Abbiamo pubblicato due album con questa formazione: “Bambina Atomica” e “Velluto”. Dopo il tour di “Velluto” mi sono presa una pausa di alcuni anni e nel 2005 ho riformato i Pitch con una nuova line up: Luca Bandini e Christian Amatori alle chitarre e Nicola Rambelli alla batteria, con loro ho pubblicato il terzo album “A Violent Dinner”. La musica che ci ha influenzato maggiormente è stata quella di Sonic Youth e Blonde Redhead, ma anche Joy Division e tutta la scena indie americana anni ‘90 come Pavement, Pixies, Breeders tanto per citare alcuni nomi. &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Importante l’incontro con Manuel Agnelli, che vi ha portato in studio per la realizzazione del vostro esordio discografico "Bambina Atomica": cosa ti ricordi di quel periodo? C’è qualche aneddoto che vuoi raccontare?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ricordo tutto di quel periodo: gli incontri con Manuel e Charlie in Vox Pop per preparare la produzione, le prove nella casetta di campagna, le registrazioni in studio, i cori con Manuel in “Vesciche”, la guerra dei “jacks” tra Manuel e Stefano durante le riprese delle chitarre sul finale di “Bambina Atomica”. &lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Per il videoclip di "Neil Young" hai coinvolto la famosa pornostar Selen e non è stata una scelta fatta a tavolino perché so che lei è una tua grande amica. Cosa ti ricordi della lavorazione di quel video? Frequenti ancora Selen?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si, è esatto quello che dici, in quell’epoca lei frequentava i miei corsi di aerobica nella palestra dove insegnavo e la collaborazione al video è stata spontanea, abbiamo pensato in Vox Pop che lei fosse la sostituta perfetta per interpretare me “la cantante dei Pitch” nel video di Neil Young e la cosa credo che abbia funzionato in quanto a distanza di anni le persone ancora ricordano il video! Non ci vediamo spesso ma ogni tanto capita di incontrarci, Ravenna è piccola. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Gli anni ‘90 si chiudono con la vostra seconda uscita “Velluto”, parlami della genesi di questo disco e delle differenze con "Bambina Atomica".&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Velluto” nasce durante il tour di “Bambina Atomica”, è stato un album di crescita dal punto di vista creativo musicale ma anche come produttori della nostra stessa musica. Ci siamo rivolti a Manuel solo per la pre-produzione. In studio abbiamo prodotto tutto da soli con l'aiuto naturalmente di ottimi musicisti e tecnici del suono che all'epoca la BMG ci affiancava, come Marco Lecci e Mario Conte. Le differenze con “Bambina Atomica” sono abbastanza evidenti: “Bambina Atomica” è un album “naif”, nel senso buono del termine, molto spontaneo e diretto, sporco al punto giusto e con una produzione "lo-fi" di Manuel molto azzeccata, che ci ha rappresentato al meglio. “Velluto” è più raffinato, arricchito con arrangiamenti di strumenti vintage che davano un tocco di sensibilità musicale maggiore all'atmosfera dell'album.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ricordo che all’epoca foste paragonati ai Prozac+... accostamento infelice che forse vi ha penalizzato nella percezione di una certa fascia di pubblico. Pensi che oggi, a posteriori, si abbia una giusta percezione del valore dei Pitch?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le similitudini credo che siano state un po’ forzate in quanto all'epoca non vi erano molte “front girl” nel panorama musicale italiano. Credo che musicalmente fossimo molto distanti, ma i paragoni non mi hanno toccato più di tanto. Credo che i nostri live al momento rappresentino in pieno la nostra natura, che è molto distante dai Pitch di “Bambina atomica” e “Velluto”, anche perché dei vecchi componenti sono rimasta solo io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo un decennio florido per il rock alternativo italiano&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sv3irjDD6oI/AAAAAAAAAJM/8mXoMmRxojM/s1600-h/8.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403724365684796034" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 117px; CURSOR: hand; HEIGHT: 228px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sv3irjDD6oI/AAAAAAAAAJM/8mXoMmRxojM/s320/8.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;, l’inizio del nuovo millennio ha coinciso con la crisi della musica, le piccole etichett&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sv3fSMzy-hI/AAAAAAAAAI8/sN0vDQm2_Vs/s1600-h/8.jpg"&gt;&lt;/a&gt;e hanno iniziato ad avere problemi di sopravvivenza e le major hanno tagliato i fondi destinati al rock indipendente. Anche i Pitch hanno rallentato la loro attività: quanto avete risentito di questa situazione di crisi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sinceramente, subito dopo il tour di “Velluto”, mi sono presa una pausa e sono stata in Australia dove viveva mia madre. Al ritorno ho dato vita insieme a Luca ad un nuovo progetto, “Tennis”, e, sull'onda e l'entusiasmo "Pitch", abbiamo suonato in giro per l'Italia per un paio d'anni partecipando anche ad importanti festival nazionali. Io non mi sono mai fermata a dire il vero e non ho mai smesso di scrivere canzoni, come pure l'attività live è stata sempre notevole. Successivamente sono entrata come bassista nel progetto elettronico "Mono:Fi" ed abbiamo pubblicato un Ep. La crisi delle etichette si, è vero, c'è stata, ma la voglia di esprimermi e soprattutto la forte passione non mi hanno fatto mai demordere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel 2008 avete partecipato alla cd compilation "Danze Moderne vol. 1" con due inediti molto solari, una formazione rinnovata ed una singolare batteria elettronica a portare il tempo. Raccontami di questi due pezzi, gli ultimi dei Pitch cantati in italiano.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;È stato un esperimento agli albori del 2005: le canzoni sono nate all'inizio della collaborazione con Luca e Christian come “progetto Pitch”. Non avendo un batterista abbiamo registrato con la drum machine e i due brani sono stati nel cassetto finché Carlo Furii di Danze Moderne mi ha scritto chiedendomi se ero interessata a partecipare alla compilation. Ho accettato molto volentieri in quanto le canzoni ci erano sempre piaciute, ma con l'entrata del batterista non erano state prese in considerazione per inserirle nel nuovo album, anche perché la mia scrittura dei testi si era spostata in inglese per provare a far arrivare la nostra musica oltre i confini italiani, una specie di scommessa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quindi la svolta di "A Violent Dinner", un suono molto più equilibrato rispetto agli anni ‘90 e la volontà di abbracciare il cantato in inglese: una nuova voglia di internazionalità o un vecchio desiderio di liberazione da una certa scena alternativa dove l´italiano nei testi è stato (ed è) quasi un obbligo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La scelta alla lingua inglese è avvenuta attraverso una lenta gestazione, sono passati infatti due anni dalla registrazione di “Colazione da Sisley” e “Mezzanotte fluorescente”, i brani presenti sulla compilation "Danze Moderne vol. 1". In quel periodo mi veniva più spontaneo scrivere in inglese e la svolta è avvenuta in modo molto naturale e non forzato. E poi, come ti dicevo prima, anche la voglia di poter portare la nostra musica all'estero con i concerti. Per quanto riguarda "A Violent Dinner" è un album diverso dai precendenti perché creato da tutti i musicisti e le canzoni hanno preso forma dal contributo di ogni singolo elemento che forma la band. Siamo stati tutti molto soddisfatti di questo album e rappresenta al 100% il suono Pitch dell'ultimo periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Siete sicuramente uno dei migliori live-act della scena indipendente del nostro paese, cosa si libera di voi quando salite su un palco?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;È una cosa bellissima quando si sale sul palco, si crea un'alchimia davvero unica che ci trasporta attraverso le note delle nostre canzoni a momenti di pura malinconia, molto romantica e dolce, fino ad arrivare a momenti di forte tensione quasi psicotica!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Siete stati attivi in due decadi molto diverse tra loro: gli anni ‘90&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sv3fW80WvuI/AAAAAAAAAJE/CwEO_ooU3y0/s1600-h/7.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403720713290301154" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 102px; CURSOR: hand; HEIGHT: 168px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sv3fW80WvuI/AAAAAAAAAJE/CwEO_ooU3y0/s320/7.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;, ancora dominati dalle case discografiche classiche e da un vecchio modo di fare discografia, e i primi dieci anni del nuovo millennio dove, con la perdita di importanza del supporto fisico e la diffusione della musica sul WEB, si sono stravolte le regole del mercato e il modo di ascoltare la musica. Come vivi questa rivoluzione tecnologica? Ti senti a tuo agio tra mp3, streaming e peer to peer? Pensi che agli artisti abbia realmente giovato questa situazione?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;No, non mi trovo a mio agio per nulla! Io sono ancora all'antica, registro i miei demo ancora su musicassette e registratorini a piste! Sicuramente non ha giovato alla musica tutta questa tecnologia, lo dimostra la crisi in atto da più di dieci anni e credo sia dura tornare indietro ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’attuale scena musicale alternativa italiana è molto ricca di proposte, forse più in quantità che in qualità: quali sono, secondo te, i nomi che si distinguono dalla massa e che meritano di essere citati?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sono davvero tante le proposte interessanti, dai “Giardini di Mirò” ai “Julie's Haircut” ai “A Classic Education” a “Wother Goes Stranger” e molti molti altri, che visto la mia scarsa memoria sto scordando in questo momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Schonwald è un tuo progetto collaterale messo in piedi assieme a Luca, musicalmente molto più sperimentale rispetto ai Pitch. Qual è il significato di questo diverso modo di fare musica?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Schonwald nasce principalmente da Luca, che si occupa praticamente di tutte le basi elettroniche e stesura delle parti di chitarra. Io arrivo alla fase finale del percorso con la melodia e linee di basso. Praticamente lavoro al contrario di come solitamente lavoro con i Pitch. Nasce dalla voglia di metterci in gioco con una sperimentazione musicale più “noise” senza perdere di vista la vena pop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa c’è nel futuro dei Pitch?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Stiamo lavorando al nuovo album e siamo molto elettrizzati da come stanno riuscendo i provini. Siamo davvero molto fiduciosi, incrociamo le dita! Nel frattempo stiamo anche suonando qualche live per provare le nuove canzoni e non perdere l'allenamento! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/pitchsound"&gt;http://www.myspace.com/pitchsound&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_m2uRXqg5gU&amp;amp;hl=" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" fs="1&amp;amp;"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-7431230287362250021?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7431230287362250021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7431230287362250021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/11/interviste-pitch.html' title='Interviste: PITCH'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/Sv3c4ZM12oI/AAAAAAAAAI0/BjnXtqxlTnY/s72-c/9.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-135198892481332693</id><published>2009-10-03T02:15:00.000-07:00</published><updated>2010-04-26T04:39:32.342-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dischi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cadabra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Revenge Records'/><title type='text'>Dischi: CADABRA – Wave/Action</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;New wave in azione!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sorprendente questo quarto cd dei Cadabra, il primo non autoprodotto, pubblicato da Fonoarte. Sorprendente perché l’elettronica, che da sempre aveva caratterizzato i loro lavori, in questo disco è completamente assente. Il risultato è un insieme di canzoni scarne di basso/chitarra/batteria, dove tutta l’emozionalità dei brani è negli arpeggi/riffs di chitarra e nella voce del frontman Sebiano Cuscito. Canzoni sorrette da una straordinaria sezione ritmica, affidata alla batteria di Francesco Radicci e al basso di Vincenzo Romano, da sempre carro portante della band.&lt;br /&gt;Se il primo brano “The Spell” ci precipita nel gotico anni ’80, in una lunga suite che ricorda certe cose dei The Cure, ecco delle aperture più&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SscWuZDz3VI/AAAAAAAAAIM/JBdYQQ8wfM0/s1600-h/Cadabra+Wave+Action.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388300465428749650" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 131px; CURSOR: hand; HEIGHT: 124px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SscWuZDz3VI/AAAAAAAAAIM/JBdYQQ8wfM0/s320/Cadabra+Wave+Action.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; solari nei successivi “Those Three Days” e “The Addiction”. Malinconico il singolo “Watching Me Change”, in rotazione nelle maggiori radio e web radio indipendenti e accompagnato da un video lo-fi, come è nella loro tradizione. In chiusura uno splendido ballabile, la melodica “Christabel”, apoteosi pop del disco. In definitiva un album piacevole, che farà la gioia degli appassionati del genere. Rimarrà deluso chi si aspettava dai Cadabra una maggiore sperimentazione e contaminazione del loro suono per questa prova decisiva di Wave/Action, ma siamo sicuri che lo scopo della band era semplicemente consegnare al mondo un onesto disco new wave ed è quello che hanno fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;CADABRA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: &lt;strong&gt;Wave/Action&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anno: 2009&lt;br /&gt;Etichetta: Fonoarte&lt;br /&gt;Stile: new wave, rock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;1- The Spell&lt;br /&gt;2- Sister&lt;br /&gt;3- Those Three Days&lt;br /&gt;4- Watching Me Change&lt;br /&gt;5- The Addiction&lt;br /&gt;6- Other Side&lt;br /&gt;7- All Your Bodies&lt;br /&gt;8- Christabel&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Sebiano Cuscito: voce, chitarra&lt;br /&gt;Vincenzo Romano: basso&lt;br /&gt;Francesco Radicci: batteria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;br /&gt;Wave/Action (cd, 2009, Fonoarte)&lt;br /&gt;Live And Alive (cd+dvd, 2007, autoprodotto)&lt;br /&gt;Love Boulevard (mini-cd, 2006, autoprodotto)&lt;br /&gt;Blood And Blades (mini-cd, 2003, autoprodotto)&lt;br /&gt;Sound Moquette (cd, 2002, autoprodotto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;http://www.cadabra.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/cadabraband"&gt;http://www.myspace.com/cadabraband&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti interni:&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-cadabra.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-cadabra.html"&gt;http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-cadabra.html&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ascolta gratuitamente il singolo "Watching Me Change" su &lt;a href="http://www.lastfm.it/music/Cadabra/Wave%252FAction/Watching+Me+Change"&gt;Radio Last.fm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ZQlYSwniBMQ&amp;amp;hl=" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" fs="1&amp;amp;"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-135198892481332693?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/135198892481332693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/135198892481332693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/10/dischi-cadabra-waveaction.html' title='Dischi: CADABRA – Wave/Action'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SscWuZDz3VI/AAAAAAAAAIM/JBdYQQ8wfM0/s72-c/Cadabra+Wave+Action.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-5219037279569553297</id><published>2009-09-29T15:45:00.000-07:00</published><updated>2010-04-26T04:39:15.800-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Icydawn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Artisti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Revenge Records'/><title type='text'>Artisti: ICYDAWN</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;L’elettronica industriale svizzera sbarca in Italia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il progetto sperimentale svizzero &lt;strong&gt;Icydawn&lt;/strong&gt; nasce a metà anni ’90, fondato da Sacha Rovelli - ex chitarrista per diverse formazioni new wave e &lt;strong&gt;industrial&lt;/strong&gt; mai uscite dalla sala prove - per poter trovare una forma espressiva lontana dai compromessi dati dall’uso convenzionale degli strumenti e a volte anche dalla musica stessa, limitandosi infatti spesso alla pura manipolazione di suoni o campionature.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi lavori di Icydawn consistono in sessioni d’improvvisazione fatte di campionature, rumori e chitarra, oppure attraverso l’uso di suoni prelevati da un vecchio PC, quindi registrate su cassetta e sigillate con un bollino recante la scritta Icydawn, poi diventato il nome vero e proprio del progetto. Idee più strutturate e vicine alla comune concezione di musica hanno iniziato a prendere forma verso fine anni ’90, con l’acquis&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SsKO5a_K5-I/AAAAAAAAAIE/JEbffAG3PGc/s1600-h/Icydawn+SR.jpg"&gt;&lt;/a&gt;to di un sintetizzatore GEM S2 di terza mano e un registratore Revox degli anni ’60. Dopo aver messo assieme una prima cassetta di registrazioni live in studio, vede la luce l’autoproduzione “We Are The Lie Which Lives Upon Itself”, sotto forma di CDr limitato a 100 copie. Qui, alla &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SsnGkGmG6CI/AAAAAAAAAIU/anV1GK3hZrg/s1600-h/Icydawn+SR.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389056752673548322" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 157px; CURSOR: hand; HEIGHT: 234px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SsnGkGmG6CI/AAAAAAAAAIU/anV1GK3hZrg/s320/Icydawn+SR.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sperimentazione più estrema, vengono affiancate tracce che molto devono al synthpop e alla &lt;strong&gt;new wave&lt;/strong&gt; dei primi anni ‘80, anche se il tutto stravolto e reso ossessivo. Seguono i demo “Elucubrations…” cassetta contenente un’unica traccia dark ambient di 50 minuti, divisa in due parti; “Humanintelligencearthcancer”, album di 11 tracce, ancora a cavallo tra synthpop, new wave e la sperimentazione più dura; “A Matter Of Deathstyle” miniCDr di 3 tracce, concepito come muro sonoro privo di strutture musicali e “Un Suono Spirituale, Una Storia Interiore”, colonna sonora per la mostra fotografica dell’artista italiana &lt;strong&gt;Aimaproject&lt;/strong&gt;, dallo stesso titolo. Nel 2008 viene pubblicato dall’etichetta svizzera Show Me Your Wounds il miniCD “Il Tagliacarte - L’Angelo - I Fantasmi” (a nome Icydawn + Aimaproject), composto di tre tracce minimali e oscure, che ospitano testi scritti e recitati da Aimaproject, più una ghost-track. Il cd, recensito da importanti web magazines, porta Icydawn all’attenzione degli ambienti gotico-industriali, soprattutto del Nord Europa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A seguito di tale notorietà, nel 2009 Icydawn firma un contratto con l’etichetta italiana Revenge per la realizzazione di una compilation che raccolga materiale dagli esordi al presente, dove, a una maggioranza di tracce originali, vengano affiancate versioni re-incise/rielaborate e qualche inedito. Il disco uscirà nell’autunno del 2009 con il titolo di “A Personal Collection Of Demo(n)s”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;ICYDAWN&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Etichetta: Revenge&lt;br /&gt;Stile: elettronica, industriale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Sacha Rovelli: strumenti - voce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;br /&gt;A Personal Collection Of Demo(n)s (cd, 2009, Revenge Records)&lt;br /&gt;Il Tagliacarte - L’Angelo - I Fantasmi (a nome "Icydawn+Aimaproject", mini-cd, 2008, Show Me Your Wounds)&lt;br /&gt;Un Suono Spirituale, Una Storia Interiore (cd, 2006, autoproduzione)&lt;br /&gt;A Matter Of Deathstyle Pt. I (mini-cd, 2005, autoproduzione)&lt;br /&gt;Humanintelligencearthcancer (cd, 2005, autoproduzione)&lt;br /&gt;Elucubrations… (cassetta, 2003, autoproduzione)&lt;br /&gt;We Are The Lie Which Lives Upon Itself (cd, 2002, autoproduzione)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/anicydawn"&gt;www.myspace.com/anicydawn&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-5219037279569553297?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5219037279569553297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5219037279569553297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/artisti-icydawn.html' title='Artisti: ICYDAWN'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SsnGkGmG6CI/AAAAAAAAAIU/anV1GK3hZrg/s72-c/Icydawn+SR.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-2472447540719754716</id><published>2009-09-24T14:44:00.000-07:00</published><updated>2009-09-24T15:15:50.999-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SIAE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione musicale'/><title type='text'>La SIAE e la ripartizione dei diritti d’autore</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ecco perché il 60% dei musicisti non trova i soldi sui rendiconti semestrali SIAE&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molti colleghi musicisti, iscritti alla SIAE, mi chiedono perché prima guadagnavano poco e adesso guadagnano ancora meno in diritti d’autore sebbene abbiano una discreta attività concertistica. Vediamo di fare luce su questo problema. Intanto stiamo parlando di piccoli autori, musicisti che hanno un piccolo gruppo e suonano nei pub, nelle piazze e le cui maggiori entrate derivano dai concertini. Il concertino, per la SIAE, differisce dal concerto perché si svolge in luoghi non deputati in origine allo svolgimento di eventi live, come bar, birrerie, stabilimenti balneari, circoli culturali, ecc… Fino a qualche anno fa il principale motivo per il quale non s’incassavano i d&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SrvpFbI1qvI/AAAAAAAAAH8/5m9ESib-ueE/s1600-h/siae.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5385154058845006578" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 161px; CURSOR: hand; HEIGHT: 163px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SrvpFbI1qvI/AAAAAAAAAH8/5m9ESib-ueE/s320/siae.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;iritti sulle serate era la superficialità con la quale si compilava il “Programma musicale SIAE” (in gergo “borderò”). Ancora incontro musicisti sbalorditi quando spiego loro che nella compilazione del borderò bisogna inserire correttamente sia il compositore sia il titolo di tutti i pezzi suonati, facendo attenzione nel segnare una sola lettera per casella, altrimenti il documento verrà annullato e non conteggiato nelle ripartizioni per i diritti d’autore. È necessario compilare precisamente il borderò perché esso passa attraverso un computer che scarta quelli compilati in modo scorretto, basta anche una piccola virgola, un apostrofo, una lettera fuori posto. Ebbene sì, se si sbaglia il nome dell’autore o un titolo, se si esce poco poco dalla casella, non viene annullata la canzone, come molti pensano, ma tutto il borderò.&lt;br /&gt;Svelato il primo arcano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ma la SIAE, non contenta di annullare così una quota sostanziosa di programmi musicali e non corrispondere i dovuti diritti d’autore per una lettera fuori posto, ha avuto un “colpo di genio”: dall’ottobre del 2006, il 75% dei diritti da distribuire verrà assegnato in modo “statistico” a brani rilevati in concerti registrati segretamente da funzionari della SIAE, stabilendo in base a tale campionamento una sorta di "tabella di ripartizione" che secondo la società è rappresentativo del reale utilizzo delle opere protette, mentre il restante 25% verrà assegnato con estrazione a sorte di un borderò su cinque. Questo cosa significa? La SIAE effettua delle registrazioni segrete di concerti, dove è più probabile che vengano suonate canzoni di Lucio Battisti, Vasco Rossi e Laura Pausini che le vostre. Da queste rilevazioni sarà stilato un elenco di brani statisticamente più eseguiti, che “si beccheranno” il 75% del totale dei diritti d’autore prodotti durante il semestre. La probabilità che un piccolo autore rientri in questa specie di classifica è nulla, calcolando che la SIAE effettua solo 500 registrazioni segrete ogni 6 mesi e in Italia, nello stesso spazio temporale, si svolgono circa 200.000 concerti, prevalentemente di gruppi cover, “tribute” e piano-bar, che faranno felici Paul McCartney, i Queen, Ligabue, U2 e così via. In parole povere, voi suonate, Mogol incassa i vostri diritti. La possibilità che il brano di un piccolo autore rientri nella rilevazione è dello 0,025%. Il restante 25% dei diritti, invece, viene assegnato alla vecchia maniera, ossia dalle rilevazioni dei borderò, ma con una sostanziale novità: solo un borderò su cinque verrà pagato, in una ignobile estrazione a sorte. In pratica: una lotteria! Un danno per i piccoli autori e un incremento consistente dei guadagni per i grandi autori. Qual è la beffa nella beffa? Che voi musicisti pagate una quota sociale annua alla SIAE affinché essa raccolga i vostri diritti. I diritti ve li raccoglie, sì, ma li dà a Zucchero Fornaciari, non a voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa fare? I miei consigli sono questi:&lt;br /&gt;1- Se non siete iscritti alla SIAE, non iscrivetevi! Andrete solo a buttare dei soldi (220 euro per l’iscrizione e 91,50 euro annue di quota sociale). E ricordatevi: non è l’iscrizione alla SIAE che vi qualifica come autori, ma diventate tali nel momento stesso che iniziate a scrivere delle canzoni vostre. Mozart non era iscritto alla SIAE. Inoltre la SIAE, nel caso un vostro pezzo venga plagiato, non vi tutela affatto! L’unica cosa che fa è prendere il vostro spartito, confrontarlo con il brano che vi hanno copiato e dire “Sì, ti hanno plagiato”. Poi gli avvocati, con tutte le spese legali correlate, dovrete pagarli voi, di tasca vostra. Provate a fare una causa a Phil Collins: vi ridurrete sul lastrico e magari perdete pure. Per tutelarvi basta che vi spediate una copia delle vostre opere su cd dentro una busta sigillata tramite raccomandata. Ma mi riprometto di tornare su questo argomento della tutela in un prossimo articolo.&lt;br /&gt;2- Se siete iscritti, cancellatevi! Inutile protestare, loro hanno il coltello dalla parte del manico, non faranno mai i vostri interessi se non avete una grossa casa discografica alle spalle e non producete centinaia di migliaia di euro all’anno in concerti e vendite di dischi. La cancellazione va fatta entro il 30 settembre di ogni anno con raccomandata AR. Fate sempre in tempo ad iscrivervi nuovamente se vedete che i vostri pezzi stanno avendo successo, scalano le classifiche e vi invitano a “Top of the pops”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarebbe un bel segnale se tutti i piccoli autori si cancellassero, cessando così di alimentare con il loro sudore questa piramide che arricchisce solo i grandi autori e la SIAE. Purtroppo i musicisti assistono passivamente a questi scempi e continuano a pagare il bollettino, che ogni anno giunge puntuale. Lo stesso presidente della SIAE, Giorgio Assumma, ha recentemente dichiarato che il 60% degli iscritti non riesce a coprire con i guadagni le spese della quota annuale. Ma visto che nessuno vi obbliga ad essere soci della SIAE… restare associati è proprio masochismo!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-2472447540719754716?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/2472447540719754716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/2472447540719754716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/la-siae-e-la-ripartizione-dei-diritti.html' title='La SIAE e la ripartizione dei diritti d’autore'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SrvpFbI1qvI/AAAAAAAAAH8/5m9ESib-ueE/s72-c/siae.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-163532124480269196</id><published>2009-09-19T06:20:00.000-07:00</published><updated>2009-10-14T07:09:57.835-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dischi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hiroshima Mon Amour'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Danze Moderne'/><title type='text'>Dischi: HIROSHIMA MON AMOUR – Embryo Tour 2005</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Gli ultimi cavalieri della new wave italiana&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse l’ultimo guizzo della &lt;strong&gt;new wave&lt;/strong&gt; cantata in italiano questo “Embryo Tour 2005”, quarto album degli Hiroshima Mon Amour, band che ha saputo raccogliere l’eredità dei grandi gruppi degli anni ’80, &lt;strong&gt;Diaframma&lt;/strong&gt; su tutti, e perpetuare un genere che agli albori dei ’90 era dato per spacciato. C’è il sapore dell’addio dentro questo disco, non tanto perché al suo interno vengono ripercorse le tappe di dieci anni di gloriosa carriera underground, già celebrati tra l’altro dal cd retrospettivo “Cambio 1995-2001” (2004), quanto per la decisione di Carlo Furii, leader storico, di buttarsi nel campo della discografia con tanta di quella dedizione da accantonare qualsiasi progetto relativo agli HMA. La sua etichetta &lt;strong&gt;Danze Moderne&lt;/strong&gt; rende forse l’ultimo servigio alla band pubblicando questo straordinario live. Sopra troviamo uno dei concerti del tour che nel 2005 li ha visti in giro per i locali italiani, con una scaletta che spaziava dalle primissime composizioni a “embrioni” di nuovi brani, come nel caso di “Come ogni notte”, destinato ad un nuovo album che forse non ascolteremo mai. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per questo live è stato recuperato quasi tutto “Anno Zero” (1999), un album oramai introvabile della discografia HMA, dove mancano all’appello solo “Ottobre” e “Dinie&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383206062905081330" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 129px; CURSOR: hand; HEIGHT: 129px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SrT9ZIwvvfI/AAAAAAAAAHs/9i36M1E6Z6M/s320/hiroshimamonamour.jpg" border="0" /&gt;go”, tutti i classici di “Dedicata” (2000), ad eccezione di “Lontani da una città di luci” (sigh!), e quasi tutto “Cambio 1995-2001”. Grandi interpretazioni di classici come “Nume”, “La casa”, “Luna” e “L’insetto”. C’è una versione totalmente stravolta di “Eclissi”, che qui diventa un lunghissimo mantra psichedelico, e due cover di pregio: “Siberia”, un classico del repertorio HMA rubato ai Diaframma, e un’inattesa “Play For Today” dei &lt;strong&gt;The Cure&lt;/strong&gt;. Sicuramente un album riuscito, tra i migliori della loro discografia, dove si mischiano mirabilmente new wave, gotico e rock per un’ora abbondante di intense emozioni. Che speriamo non essere le ultime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;HIROSHIMA MON AMOUR&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: &lt;strong&gt;Embryo Tour 2005&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anno: 2008&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Stile: new wave, rock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;1- Anno zero&lt;br /&gt;2- Nume&lt;br /&gt;3- La casa&lt;br /&gt;4- Aspettando domani&lt;br /&gt;5- Fuga dall’Eden&lt;br /&gt;6- Cambio&lt;br /&gt;7- Play For Today&lt;br /&gt;8- Ingenuità&lt;br /&gt;9- Nudo&lt;br /&gt;10- Di notte...&lt;br /&gt;11- Come ogni notte&lt;br /&gt;12- Eclissi&lt;br /&gt;13- Luna&lt;br /&gt;14- Desiderio impossibile&lt;br /&gt;15- Nemesi&lt;br /&gt;16- Risveglio&lt;br /&gt;17- Siberia&lt;br /&gt;18- L’insetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Carlo Furii: voce, tastiere&lt;br /&gt;Massimo Di Gaetano: chitarra&lt;br /&gt;Domenico Capriotti: basso&lt;br /&gt;Livio Rapini: batteria&lt;br /&gt;Agnese Piovani: tastiere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;br /&gt;Embryo Tour 2005 (cd, 2008, Danze Moderne)&lt;br /&gt;ES (mini-cd, 2007, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Cambio 1995-2001 (cd, 2004, Revenge)&lt;br /&gt;Hiroshima Mon Amour: 4 (mini-cd, 2004, autoprodotto)&lt;br /&gt;Dedicata (cd, 2000, Ghost Records)&lt;br /&gt;Anno Zero (cd, 1999, Ideasuoni)&lt;br /&gt;Hiroshima Mon Amour (mini-cd, 1999, distribuito in allegato alla fanzine Petali Viola)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.hma.it/"&gt;http://www.hma.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/hiroshimamonamourband"&gt;http://www.myspace.com/hiroshimamonamourband&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS'; font-size: 13px; "&gt;Ascolta gratuitamente il brano "L'insetto" su &lt;a href="http://www.lastfm.it/music/Hiroshima+Mon+Amour/EMBRYO/L%27insetto+%28Live%29"&gt;Radio Last.fm&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-163532124480269196?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/163532124480269196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/163532124480269196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/dischi-hiroshima-mon-amour-embryo-tour.html' title='Dischi: HIROSHIMA MON AMOUR – Embryo Tour 2005'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SrT9ZIwvvfI/AAAAAAAAAHs/9i36M1E6Z6M/s72-c/hiroshimamonamour.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-7780298602172673705</id><published>2009-09-13T05:20:00.000-07:00</published><updated>2009-09-29T12:26:50.955-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dischi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hiroshima Mon Amour'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='OGM'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Danze Moderne'/><title type='text'>Dischi: AAVV – Danze Moderne vol. 1</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il rock cantato in italiano e la rivincita delle cd compilations&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni ’80 le compilations di artisti vari, ancora su vinile, erano dei dischi importanti, il mezzo con il quale le piccole etichette indipendenti mettevano in vetrina le loro bands pubblicandone i loro pezzi migliori. Erano dischi che passavano alla storia, penso a “Catalogue Issue” dell’IRA, che fa bella mostra nella mia collezione di LP. Cambiano le cose negli anni ’90: con l’affermazione del cd come supporto di utilizzo e l’abbattimento dei costi di produzione, la compilation diventa un mezzo con il quale le piccole etichette si autofinanziano, invitando bands emergenti a partecipare dietro pagamento di una quota sostanziosa, di cui una piccola parte veniva utilizzata per la stampa del cd, il resto veniva intascato. Quasi sempre erano dischi di scarsa qualità, sui quali venivano proposti gruppi spesso non all’altezza, in un’accozzaglia di generi molto diversi tra loro. Poche cose sono cambiate con l’avvento del nuovo millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A restituire dignità al concetto di compilation ci ha pensato l’etichetta Danze Moderne con questo “Danze Moderne vol. 1”. Ideata come “manifesto sonoro” della neonata etichetta, essa è stata pensata come un vero e proprio album, piuttosto che una semplice ed arida sequenza di canzoni. Al suo interno hanno trovato spazio otto gruppi con due brani a testa, di cui ben dodici inediti, canzoni registrate esclusivamente per questo disco. Una scelta coraggiosa e controcorrente a partire dalla sua struttura, quindi. Tra i gruppi partecipanti troviamo dei “big” del calibro di (P)itch, Santa Sangre, Amerigo Verardi e Hiroshima Mon Amour, accanto ad emergenti di assoluto valore come Lisa Kant &amp;amp; RedKitties, Hattorihanzo, OGM e Soluzione, gli uni accanto agli altri senza alcuno steccato, accomunati dalla sola qualità delle proposte, unico metro di giudizio nell’assemblare questa raccolta. E la qualità è veramente alta. L’ascolto scorre liscio, sebbene si passi dal rock americano dei (P)itch al synthpop dei Soluzione, dall’elettronica danzabile di Lisa Kant &amp;amp; RedKitties alla psichedelia di &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SqzkSLe4bXI/AAAAAAAAAHc/ddL8c2esl38/s1600-h/copertina+danze-moderne.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380926655771995506" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 151px; CURSOR: hand; HEIGHT: 147px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SqzkSLe4bXI/AAAAAAAAAHc/ddL8c2esl38/s320/copertina+danze-moderne.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Amerigo Verardi, ciò a testimoniare una scaletta assemblata con intelligenza. I (P)itch ci regalano le loro due ultime perle cantate in italiano, prima della svolta dell’inglese, mentre un gradito ritorno è quello dei Santa Sangre, dopo qualche anno di silenzio, e speriamo sia la volta buona per un convinto rientro sulle scene musicali (magari con Danze Moderne?). Ma a tutti auguriamo un roseo futuro, le premesse ci sono, abbiamo ascoltato tutti artisti motivatissimi, che non si sono risparmiati nel dare il loro meglio per questo progetto. Insomma, una compilation come poche altre sono state capaci di essere nella storia del rock italiano, quindi un oggetto prezioso da possedere, ascoltare e conservare gelosamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Artisti Vari&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: &lt;strong&gt;Danze Moderne vol. 1&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anno: 2008&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Stile: rock, alternativa, new wave, elettronica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(P)itch&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1) Mezzanotte fluorescente&lt;br /&gt;2) Colazione da Sisley&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;HattoriHanzo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;3) Occhi rossi&lt;br /&gt;4) Timbro clone&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Soluzione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;5) Infettami&lt;br /&gt;6) Facili forme&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lisa Kant &amp;amp; Redkitties&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;7) Make up&lt;br /&gt;8) Gin&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hiroshima Mon Amour&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;9) Marta di giorno/Marta di notte&lt;br /&gt;10) Fiore sulla roccia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Santa Sangre&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;11) Ballata del cosmonauta perduto&lt;br /&gt;12) Il corpo solo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;OGM&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;13) Incubatrice&lt;br /&gt;14) Scania 380&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Amerigo Verardi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;15) Gocce glam&lt;br /&gt;16) Lazy Jane (live)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.danzemoderne.it/"&gt;http://www.danzemoderne.it/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/QTAqLSyYmiA&amp;amp;hl=" fs="1&amp;amp;" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-7780298602172673705?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7780298602172673705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7780298602172673705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/dischi-aavv-danze-moderne-vol-1.html' title='Dischi: AAVV – Danze Moderne vol. 1'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SqzkSLe4bXI/AAAAAAAAAHc/ddL8c2esl38/s72-c/copertina+danze-moderne.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6954323407151160050</id><published>2009-08-29T16:04:00.001-07:00</published><updated>2010-06-07T14:18:59.363-07:00</updated><title type='text'>Un progetto per la musica</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;I BLOG DEGLI AMICI&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il morto del mese&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Helvetica;font-size:12px;"&gt;&lt;div style="word-wrap: break-word; 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