mercoledì 3 luglio 2013

Libri: “Cadabra: un buco nell'underground” di Francesco Radicci

intervista di Carlo Furii

Il libro nasce come una biografia ma lo si può leggere come un romanzo. Scritto in prima persona dal batterista e fondatore della rock band Cadabra, ripercorre le vicende dei protagonisti dall’adolescenza, a Gioia del Colle, negli anni Ottanta, fino ai giorni nostri. Racconta di ragazzini, cresciuti con certi miti e certe idee, catapultati in corpi di adulti. È anche, per così dire, un libro di viaggio, di incontri, luoghi, persone, fatti, musica, concerti e aneddoti, molti dei quali spassosi, accaduti in quindici anni di intensa attività “on the road”, girando la penisola in lungo e in largo (da Genova a Reggio Calabria, da Cagliari a Pescara). Bucare l’underground vuol dire sfondare e il suo contrario, fallire. Ma non solo. Esiste anche un terzo significato: entrarci dalla porta di servizio, osservarlo dal buco della serratura, dallo spioncino di porte che possono aprirsi e sbattersi in faccia. O restare socchiuse. Però i Cadabra in quei corridoi ci hanno sguazzato, e ci hanno sguazzato per anni. Il libro, implicitamente, diventa uno spaccato dell’underground italiano dell’ultimo trentennio, in cui si alternano considerazioni più seriose, introspettive, e momenti scanzonati, leggeri, persino divertenti. Per chi invece non conosce la band, il libro si presenta come un romanzo. La trama si svela poco alla volta e con essa i protagonisti. Il lettore impara a conoscerli, se ne affeziona e ne segue l’evoluzione da bambini ad adulti.

“Cadabra: un buco nell'underground” è la storia del gruppo musicale nel quale hai militato come batterista per quindici anni, i Cadabra appunto. Come è nata l'idea di mettere per iscritto la loro storia?
Era una cosa che avevo in mente da un po’ di tempo. Però, prima di cominciare a scriverlo, ci ho riflettuto abbastanza perché volevo capire quale taglio dargli. Alla fine ho deciso di raccontare la storia in prima persona, soluzione emotivamente più coinvolgente per chi la scrive e chi la legge, e di farla partire dagli anni Ottanta, gli anni della mia/nostra infanzia. Quando l’underground poteva ancora definirsi tale.

Perché il titolo “Un buco nell'underground”?
Come ho scritto nell’introduzione, bucare l’underground oltre ai due significati più immediati, cioè sfondare e il suo esatto contrario, fallire, ne ha anche un terzo, il più attinente: fare un forellino e osservarlo da lì. Come da un buco della serratura, da uno spioncino. Nell’underground siamo entrati dalla porta di servizio, quasi in punta di piedi, e poi ci abbiamo sguazzato, facendo parte di quegli ingranaggi per quasi 15 anni.

La storia dei Cadabra si snoda tra gli anni '90 e la prima decade del nuovo millennio. Come descriveresti, in breve, questi due decenni volendoli guardare con gli occhi di un ragazzo che li ha vissuti nel mondo della musica come musicista o come semplice appassionato?
In tutta sincerità, non nutro grandi simpatie per gli anni Novanta e Duemila. O meglio, da appassionato preferisco decisamente la scena musicale underground fino alla fine degli anni Ottanta, non oltre, invece da musicista ho imparato a convivere con i tempi moderni, con le novità. Per esempio detesto i download, gli mp3, infatti non ho mai comprato in vita mia un album digitale. Però i dischi dei Cadabra si vendono anche lì, sui cosiddetti web-stores, e quindi per forza di cose mi sono dovuto adattare. Anzi, per promuovere i Cadabra abbiamo fatto largo uso dei media, dalle web TV alle piattaforme di vendita on-line, agli stessi social network.

Pensi che il tuo sia un libro settoriale e possa interessare solo a colleghi musicisti/appassionati di musica o possa essere apprezzato anche da chi è al di fuori di questo “giro”?
Il libro nasce come una biografia ma potrebbe essere letto come un romanzo e forse anche piacere a chi non ci conosce. I personaggi si svelano poco alla volta e la storia con essi. Quando ho cominciato a scriverlo mi sono chiesto quanta gente potesse conoscerci. Non molta? Ok, nessun problema: avrebbe imparato a conoscerci pagina dopo pagina. D’altronde, inizialmente, nemmeno i protagonisti dei romanzi più riusciti erano conosciuti (per caso qualcuno, prima di averne letto i libri, conosceva un tale di nome Zeno Cosini? O Renzo e Lucia?). E quindi per alcuni saremo dei personaggi reali, per altri di fantasia e magari ci immagineranno come i nostri pupazzetti di stoffa e pongo, quelli del video di “Other Side”. In più, musicalmente parlando, il libro abbraccia uno spazio temporale parecchio ampio per cui, di riflesso, racconta anche uno spaccato dell’underground italiano dell’ultimo trentennio.

Hai scritto questo libro come batterista dei Cadabra o come romanziere? In parole povere: dopo questa prova, dobbiamo aspettarci una tua carriera in campo letterario?
Come batterista dei Cadabra. Il fatto che poi al batterista dei Cadabra piaccia scrivere è un aspetto secondario. Nella vita mai dire mai, ma al momento mi sento di escludere una carriera letteraria. O, quantomeno, non ci ho mai pensato.

Da un punto di vista musicale, invece, che progetti ci sono in casa Cadabra?
A dire il vero non ci sono progetti neanche su quell’altro fronte, abbiamo deciso di prenderci un periodo di stop al termine del Tour di “Past To Present” e ad oggi non abbiamo trovato ancora le motivazioni per riprogrammare qualcosa. Vedremo...

Come e dove si può acquistare il libro?
Innanzitutto scrivendo alla casa editrice, la Ekt Edikit di Brescia (publisher@ektglobe.com), oppure ordinandolo direttamente dal loro sito WEB (clicca qui).
Presto sarà inserito anche in altri cataloghi on-line e nel circuito Ibs. Mi dicono che è già possibile trovarlo su Ebay. È disponibile anche in alcune librerie, sparse un po’ in tutta Italia. Potenzialmente la distribuzione arriva ovunque ma è necessario che qualcuno vada a richiederlo in libreria perché poi la libreria lo ordini dalla casa editrice. Ecco perché consiglio a tutti di rivolgersi direttamente alla casa editrice: è sicuramente la via più comoda, veloce ed economica.

Come stanno andando le vendite?
Credo bene, anche se è la casa editrice che sta gestendo tutto. Io mi limito a ricevere alcuni commenti di chi l’ha comprato e letto. Sono positivi e la cosa mi fa molto piacere.


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