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mercoledì 20 aprile 2016

NEWS – Si sciolgono gli Stardom dopo una storia lunga dieci anni.

Hanno salutato i fans in un ultimo concerto al Rock'n'Roll di Milano.

Stardom live
Dopo aver festeggiato i dieci anni di carriera con un album tributo a loro dedicato, dal titolo Make-Up, il 16 aprile 2016 gli Stardom hanno riunito i loro fans al Rock'n'Roll di Milano per salutarli un'ultima volta prima dello scioglimento, evento annunciato pochi giorni prima sulla loro pagina facebook. La notizia ha lasciato sgomenti i fans più accaniti, che piuttosto si aspettavano un terzo album di studio a seguito della pubblicazione del singolo “Seno” (dicembre 2015). Dopo due cd album, entrambi per l'etichetta Danze Moderne, e numerose esibizioni live lungo tutta la penisola, il gruppo ha deciso di porre fine alla propria esistenza in modo pacifico, per motivi che non sono stati ancora resi noti. Dei quattro componenti, Riccardo Angiolani, Oliver Pavicevic, Antonio Florita e Cristina Corti, solo di quest'ultima c'è la certezza di un nuovo cammino musicale grazie agli Electrogenic, duo synthpop fondato insieme a Stefano Lugo, che ha già dato alle stampe un album d'esordio dal titolo “Double Exposure”.


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giovedì 10 dicembre 2015

NEWS – Tornano gli Stardom com “Make-Up”, il nuovo album-tributo a loro dedicato.

Ne dà l’annuncio l’etichetta Danze Moderne, con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio.
Tornano gli Stardom con un singolare progetto discografico che vuole celebrare i dieci anni di attività: si chiama “Make-Up” ed è una cd compilation dove 15 formazioni dell'underground italiano reinterpretano altrettanti brani della nota new-wave band milanese. Ne nasce un disco variopinto e godibilissimo, nel quale le canzoni estrapolate dai due album “Soviet della moda” e “Danze illiberali” trovano una nuova vita nelle diverse personalità dei gruppi coinvolti.

Stardom live
Milano, 10/12/2015 – Viene pubblicato oggi “Make-Up Stardom”, una cd compilation di artisti vari dove vengono reinterpretati i classici degli Stardom, la new wave band milanese che proprio quest'anno festeggia il decennale dalla fondazione. Ci sono gli stessi Stardom dietro al progetto, da loro ideato, nel quale hanno coinvolto le bands incontrate sui palchi di tutta Italia in tanti anni di esperienza “on the road”. Possiamo così riascoltare alcuni tra i loro brani più conosciuti, estratti dai due acclamati album “Soviet della moda” e “Danze illiberali”, reinterpretati da Karma in Auge, MasCara, The Stompcrash, Der Himmel Über Berlin, DelendaNoia, Marlat, Ottodix, KlownFish, laBase, Labyrinthus Noctis, Delta Mind, Starcontrol, Avant-Garde, Two Moon e Vidi Aquam. Anche gli Stardom sono presenti a fine scaletta con un brano inedito intitolato “Seno”, a chiudere in bellezza questo sorprendente disco.

“È stato per noi un modo speciale di festeggiare il decennale di attività” ha dichiarato Riccardo Angiolani, vocalist e portavoce della band, “e non potevamo farlo meglio che coinvolgendo gli amici che hanno condiviso con noi i palchi e la passione per la musica in tutti questi anni fantastici”.

Pubblicato da Danze Moderne, l’album in cd “Make-Up Stardom” sarà disponibile per l’acquisto a partire dal 10 dicembre 2015 nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (eBay, cdandlp.com, discogs, Musicstack, ecc…). Per informazioni e acquisti è possibile anche scrivere all'indirizzo email  info@danzemoderne.it


domenica 19 aprile 2015

Artisti: STARDOM

New wave alla riscossa
Riccardo “RCD” Angiolani è un dj innamorato di musica oscura, la cui attività inizia addirittura nella prima metà degli anni ’80. Il suo programma notturno su Radio Marche si intitolava “Underground” e venivano passati con regolarità Joy Division, Christian Death, Siouxsie & The Banshees, Sisters of Mercy, Red Lorry Yellow Lorry e Virgin Prunes. Ha militato anche come cantante in effimere formazioni gotiche, death rock e punk. Oliver Pavicevic, bassista e figlio d’arte, viene da Belgrado, dove ha suonato per anni in gruppi jazz e rock prima di trasferirsi a Milano ed interrompere, nel periodo della naturalizzazione, lo studio del suo strumento. È nell’autunno del 2005 che i due, insieme al chitarrista Antonio “Fafnir” Florita, anche lui proveniente da precedenti esperienze in gruppi darkwave, si ritrovano a provare nella Chinatown di Milano, dove trascorrono vari mesi componendo e registrando brani. Il genere attinge a piene mani dagli anni ’80, ma l’uso inusuale del basso, con le sue ritmiche sostenute e i suoi “slap”, e i testi ben inseriti nel contesto della realtà odierna, riescono a conferire al loro suono un’originalità non comune per un genere inflazionato ed incapace oramai di produrre delle vere e proprie novità. Con l’inserimento nella band di Gianluca Ricciardi, il sound si arricchisce del suono delle tastiere e gli Stardom aumentano il loro tasso di sperimentazione in un crossover di stili che riesce ad attraversare il gothic, il punk, il rock, l’elettro e l’industrial in modo raffinato ed intelligente.

Nel dicembre del 2006 si unisce al gruppo anche un batterista, Davide Sgarra detto “Il Barone”, e gli Stardom decollano in una serie di memorabili performances dal vivo in locali prestigiosi (Transilvania, Mamamia, Zoe Club, Marmaja, Tunnel, Rainbow) e a fianco di artisti importanti come Krisma, Garbo, Spizz, 999, Clan of Xymox e perfino Christian Death. Vengono gettate le basi per i brani che finiranno sull’album “Soviet della moda” e viene girato il videoclip di “Puzzle”. La loro prima uscita ufficiale è grazie alla compilation “United Forces of Phoenix vol. 2” per la Nomadism Records, pubblicata nell’autunno 2007, alla quale partecipano con tre brani. In tanta frenetica attività e creatività, non mancheranno però momenti di difficoltà, come l’abbandono di Gianluca Ricciardi nell’ottobre del 2007, sostituito dalla polistrumentista Cristina “La Crisi” Corti, cui sarà data l’incombenza delle tastiere e della seconda chitarra. Nel 2009 firmano un contratto con l’etichetta milanese Tre Accordi Records per l'uscita in digitale (sulla piattaforma iTunes) del singolo “Vetroplastica”, mentre i vari brani-demo, cui stavano da tempo lavorando, vengono organizzati in un vero e proprio album. Il gruppo inizia quindi la ricerca di un’etichetta discografica valida cui affidarne la pubblicazione. Quindi l’incontro con l’etichetta Danze Moderne, grazie alla quale verrà siglato un accordo per la realizzazione del primo album, intitolato “Soviet della moda”, che vedrà la luce nell'ottobre del 2010.

Segue un lungo tour che porterà le canzoni dell'album sui palchi di tutta Italia, anche se questa volta gli Stardom si presenteranno come headliner. Tra gli eventi degni di nota, la partecipazione alla maratona musicale “Il Cuore nella musica”, a sostegno del musicista Mick Karn (ex-Japan), malato di cancro, e gruppo di punta al “Dark Waves Festival”, un festival per celebrare la musica new wave tenutosi in Puglia nell'aprile del 2011, insieme a Cadabra a Karma in Auge. Perso anche il batterista Ivano Augugliaro, il gruppo si riorganizza come quartetto e realizza il secondo album, dal titolo “Danze illiberali”, pubblicato sempre da Danze Moderne nel dicembre del 2012. Un nuovo tour promozionale e un nuovo successo di pubblico e di critica, sanciscono questa nuova fase della loro carriera.


Artista: Stardom
Etichetta: Danze Moderne
Stile: new wave, post punk

Formazione:
Riccardo “RCD” Angiolani: voce
Oliver Pavicevic: basso, cori
Antonio “Fafnir” Florita: chitarra, cori
Cristina “La Crisi” Corti: tastiere/chitarra

Discografia
Danze illiberali (cd album, dicembre 2012, Danze Moderne)
Soviet della moda (cd album, in uscita ad ottobre 2010, Danze Moderne)
Vetroplastica (singolo digitale, 2009, Tre Accordi Records)
United Forces of Phoenix vol. 2 (cd compilation, 2007, Nomadism Records)

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lunedì 2 settembre 2013

Dischi: Stardom – Danze illiberali

Danze moderne, danze illiberali, danze new wave.
E' già da un paio di decadi che non possiamo più effettivamente parlare di “nuovi generi musicali”. Negli anni '60 c'erano il pop e il rock, nei '70 l'hard rock, il prog, l'elettronica tedesca, cui seguì il punk, la new wave, l'heavy metal e infine la house music, forse l'ultima vera innovazione nel capo delle sette note. All'inizio del nuovo millennio, con la fine del supporto fisico e la musica che comincia liquidamente a muoversi tra un computer e l'altro in formato mp3, il rock è veramente morto e ognuno si è sentito libero di seguire le sue passioni più o meno retrò, la sua nicchia, senza più lo spasmo per l'attesa della “new big thing” imposta dal mercato (d'oltremanica), come accadeva, ad esempio, negli anni '70 e '80. Quindi non ci si meraviglierà se, nel nostro Paese, un genere che aveva avuto il suo apice nel cuore degli anni '80, cioè la new wave italiana, gode di ottima salute anche ai nostri giorni ed ha la sua massima espressione in una band milanese che si fa chiamare Stardom.

Gli Stardom avevano già messo in chiaro le loro intenzioni con il primo album, il pluridecorato “Soviet della moda” (2010), dove il basso cavernoso, la batteria marziale, la chitarra liquida e la voce asettica, raccontavano che la dark-wave poteva ancora essere il veicolo dei disagi dell'uomo moderno. “Danze illiberali”, il secondo album, conferma l'ottima vena creativa della band e, anzi, qui viene particolarmente esaltata grazie ad una maggiore presa di coscienza dei propri mezzi: più gelidamente monolitico, più arrangiato, più sicuro di sé, il disco si ascolta tutto d'un fiato dalla prima all'ultima nota. Un totale di undici pezzi, un mosaico dove ogni tassello appare rigorosamente al suo posto, anche dove ospiti illustri hanno prestato il loro contributo (i Cineteca Meccanica in “Magazzini criminali”). Partiamo con i riferimenti? Diaframma, Joy Division, The Cure, Interpol e potremmo continuare ancora a lungo, ma esercizio inutile a mio avviso: la sintesi è che “Danze illiberali” è un gran disco, gli Stardom sono la migliore new wave band in giro in Italia, il rock è morto, viva il rock!

Artista: Stardom
Titolo: Danze illiberali
Formato: cd album
Anno: 2012
Etichetta: Danze Moderne
Stile: new wave, post punk

Tracklist:
1- Anna di notte
2- D'istinto
3- Attimi isterici
4- Basso consumo
5- Puzzle
6- Danze illiberali
7- Magazzini criminali
8- Vetroplastica
9- Diario d'inverno
10- Anni cannibali
11- Colonia penale

Formazione:
Riccardo “RCD” Angiolani: voce
Oliver Pavicevic: basso, cori
Antonio “Fafnir” Florita: chitarra, cori
Cristina “LaCrisi” Corti: tastiere/chitarra
Tullio Carleo: batteria

Discografia
Danze illiberali (cd album, 2012, Danze Moderne)
Soviet della moda (cd album, 2010, Danze Moderne)
Vetroplastica (singolo digitale, 2009, Tre Accordi Records)
United Forces of Phoenix vol. 2 (cd compilation, 2007, Nomadism Records)

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domenica 8 maggio 2011

Live: Dark Waves Festival, 08 aprile 2011

I gotici si ritrovano nel cuore della Puglia.

Si sono ritrovati ad Acquaviva Delle Fonti (Bari) gli estimatori del rock oscuro per questa inedita kermesse sonora. Non a caso: la Puglia è ricca di fermenti musicali che spaziano dal folk al rock in tutte le sue declinazioni e gli  organizzatori sapevano che avrebbero trovato terreno fertile per un simile evento. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il locale rock Oasi San Martino e l'associazione culturale Fonoarte, che hanno chiamato ad esibirsi sul palco tre tra i migliori gruppi new wave in circolazione: gli emergenti Karma In Auge e i veterani Stardom e Cadabra. Siamo giunti alla stazione di Bari intorno alle 16:00 e gli organizzatori del festival sono venuti gentilmente a prenderci. Arriviamo al locale mentre le bands stanno effettuando il sound check. Il palco è situato dentro un enorme capannone realizzato ad hoc, di cui uno dei quattro lati appartiene all'edificio
che è il ristorante collegato (o viceversa). Infatti vediamo dall'alto il palco pronto ad esplodere e le persone che cominciano ad affluire copiose mentre siamo comodamente seduti alla tavolata dei musicisti, che attingono forze prima del concerto dalle prelibate specialità pugliesi offerte dall'Oasi San Martino. Cena stimolante da tutti i punti di vista: alla nostra destra il presidente della Fonoarte spiega agli Stardom i complicati meccanismi SIAE; di fronte, con le spalle alla vetrata dell'ampia finestra, i Karma In Auge disquisiscono di paranormale, mentre alla nostra sinistra i Cadabra raccontano ad alcuni ospiti le loro imprese musicali sui palchi di mezza Italia. Alle ore 22:00  i gruppi vengono chiamati a prepararsi, il locale è costipato di gente (alla fine si conteranno quasi 300 presenze) e il festival parte con questa scaletta:  Karma In Auge, Cadabra, Stardom.

Karma In Auge
Gruppo emergente di Taranto su di cui si vocifera abbiano messo gli occhi sopra quelli dell'etichetta discografica Danze Moderne, molto attenta a questo tipo di sonorità. E la cosa non ci stupisce, sin dalle prime note del loro brano d'apertura: suono compatto, precisione tecnica, buona gestione scenica. Sono in tre, chitarra/voce, basso e batteria, cantano in italiano e il loro sound ricorda i Bauhaus di Mask, ma anche gli Interpol. Hanno inciso un mini cd autoprodotto dal titolo “Memorie disperse” e nella chiacchierata che abbiamo fatto dopo il concerto, ci hanno rivelato che sono già pronti otto pezzi nuovi che sperano di pubblicare al più  presto.
Cadabra
Sono i padroni di casa (vengono da Gioia Del Colle) e si capisce dalla calda accoglienza del pubblico, che canta i loro pezzi e urla i titoli delle canzoni. I Cadabra sono oramai uno dei gruppi più acclamati della scena new wave italiana cantata in inglese e si sono tolti un sacco di  soddisfazioni suonando in tutta Italia e condividendo il palco con artisti importanti quali Andy dei Bluvertigo, Diaframma e Marlene Kuntz. L'esibizione è funestata da alcuni problemi tecnici che affliggono la chitarra del leader, tuttavia è impossibile non essere coinvolti dai loro classici di sempre come Blooms, Sleeping, Love Boulevard e Heart. Micidiale la sezione ritmica, che risulterà la spina dorsale di tutto il concerto. Francesco Radicci, batterista e portavoce della band, ci racconta che a giugno i Cadabra pubblicheranno un album-raccolta con tutti i loro brani più celebri, inediti e rarità, che porterà il titolo di “Past To Present”.
Stardom
Direttamente dal “Soviet della moda”, cioè Milano, gli Stardom impressionano subito gli astanti  con un look anni '80: giacche scure e capelli sparati, mascara e rossetto. Sono gli ospiti d'onore della serata, reduci dallo straordinario successo del loro album d'esordio “Soviet della moda”, che ha saputo miscelare il vecchio sound new wave anni '80 con le nuove angosce dell'uomo moderno. Catalizzatore d'attenzione sicuramente il vocalist Riccardo Angiolani, che non si risparmia nella sua performance. Il bassista Oliver Pavicevic stupisce con il suo strumento (da lui costruito), attraversato nel manico da led luminosi, e con la sua straordinaria tecnica. Pulito e preciso il lavoro dei due chitarristi, il batterista è metronomico e sincronizzato con il sequencer. Suonano quasi tutto l'album, ma anche alcuni pezzi nuovi che dovrebbero finire sul prossimo disco, in fase di gestazione. Un gran gruppo, una grande performance.

Non finisce qui: ad allietare il dopo-concerto con il suo dj-set c'è Ivan Piepoli, frontman dei The Baby Screams, conosciuta tribute band dei The Cure, che non delude con le sue selezioni: The Cure (ovviamente), Joy Division, Siouxsie & The Banshees, Bauhaus, The Mission, Depeche Mode, Echo And The Bunnymen, New Order e via cantando. Terminate le danze a tarda ora, la gente lascia lentamente il locale, soddisfatta. C'è ancora tempo per una chiacchierata con i gruppi e per una birra, un saluto a Marco, titolare dell'Oasi San Martino, poi di nuovo in macchina verso Gioia Del Colle, dove i gentilissimi Cadabra ci hanno messo a disposizione un appartamento dove poter trascorrere la notte. Alle 10:00 del giorno dopo di nuovo in treno, con la consapevolezza di aver partecipato ad un grande evento, unico e, speriamo, “ripetibile”.


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Cadabra su facebook


domenica 7 novembre 2010

Dischi: STARDOM – Soviet della moda

La musica oscura della Milano da bere

Il “Soviet della moda” per gli Stardom è Milano, metropoli che impone i suoi ritmi, la sua estetica e i suoi rituali in modo quasi tirannico, metropoli nella quale gli stessi Stardom vivono e compongono le loro opere di musica oscura, tra “grigia propaganda e palazzi déco”. Nata nel 2005, la band è composta di musicisti provenienti da diverse esperienze maturate negli anni ’90, quindi con un bagaglio notevole che, unito ad una creatività esplosiva, ha permesso loro di bruciare le tappe, passando in poco tempo da uno scantinato della Chinatown suburbana al primo album ufficiale per un’etichetta di tutto rispetto come Danze Moderne.
Certo, parlare di musica new wave in senso “revivalistico” è limitativo per un disco che in verità si presenta piuttosto variegato e che riesce nel concreto a traslare un genere che ha espresso le sue massime potenzialità negli anni ’80 ai nostri giorni. Tra una batteria marziale, una tastiera composta e una chitarra che preferisce intessere trame piuttosto che urlare, emergono due importanti novità: il basso e i testi. Oliver Pavicevic fa risaltare il suo strumento grazie a ritmiche originali e tecniche inusuali per questo genere, come lo “slap”, pur mantenendo un suono oscuro e cavernoso. I testi, invece, si inseriscono perfettamente nella realtà odierna: mentre nella vecchia darkwave le parole erano scolpite nel marmo e le penne ad inchiostro intinte nel sangue, Riccardo Angiolani, vocalist e autore, batte le sue liriche al PC e affonda inesorabile la sua lama nelle vacuità del vivere odierno: “Sospirando agli angeli frasi stupide all’iPhone, digitando in pochi bit la battuta presa a un film” recita la terza traccia “Stagione di Dolly”. Milano viene celebrata con evocazioni mitteleuropee (“È questa dunque la mia Norimberga, è questa la mia Dresda bombardata, qui dietro le vetrine in pezzi i manichini additano il futuro” in “Dresda”) o descrivendone i rituali più snob (“La Milano che mente ci accoglie pia, nel tuo rimmel distratto, nel tuo verbo irritato, nel drink time” in “Anoinoia”). Non mancano brani dove le tematiche e le atmosfere gotiche sono più accentuate, vedi “Come opposte nebulose”, memore dei Diaframma di Siberia, o la joydivisioniana “Sospesi”. Insomma, un gruppo determinato e dalle potenzialità enormi, un disco che colpisce per freschezza e lucidità, di qui la buona notizia che la new wave italiana, nell’anno 2010, è rinata dalle proprie ceneri.


Artista: Stardom
Titolo: Soviet della moda
Formato: cd album
Anno: 2010
Etichetta: Danze Moderne
Stile: new wave

Tracklist:
1. Dresda
2. Unidirezionale
3. Stagione di Dolly
4. Via da qui, via da te
5. Befana borghese
6. Sospesi
7. Senza fine
8. Controluce
9. Anoinoia
10. Ti brucerò
11. Tutto qua è normale
12. Come opposte nebulose

Formazione:
Riccardo “RCD” Angiolani: voce
Oliver Pavicevic: basso, cori
Antonio “Fafnir” Florita: chitarra, cori
Cristina “La Crisi” Corti: tastiere/chitarra
Ivano Augugliaro: batteria

Discografia
Soviet della moda (cd album, 2010, Danze Moderne)
Vetroplastica (singolo digitale, 2009, Tre Accordi Records)
United Forces of Phoenix vol. 2 (cd compilation, 2007, Nomadism Records)



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