Ne
danno l’annuncio le etichette Again Records e Luce Sia con un comunicato stampa
di cui riportiamo uno stralcio. Grandi ristampe per l’oramai affermata etichetta
Again Records, questa volta in collaborazione con la label svizzera Luce Sia.
Dopo aver riportato alla luce gruppi come Detonazione, Gronge, F:A.R. e Lino e
i Mistoterital, eccola ancora alle prese con le Officine Schwartz di Osvaldo
Arioldi, tra i più originali rappresentanti della scena industriale degli anni
’80 e ’90. Dopo la pubblicazione nel 2016 del primo album “Colonna sonora di Remanium Dentaurum
Cr Co Mo”, la Again Rec. ci delizia mettendo su disco il loro secondo album “L’Opificio”, anche qui in
un progetto che prevede bonus e rarità come da manuale.
Bergamo, 05/11/2018 – Viene pubblicata
oggi la ristampa de “L’Opificio”, storico secondo album di Officine
Schwartz, tra le più importanti ed innovative formazioni industriali del nostro
Paese. Il disco esce a trenta anni dal loro esordio su vinile, avvenuto nel
1988 con l’album “Colonna sonora di Remanium Dentaurum Cr Co Mo”. La
band viene ricordata per le performances dal vivo, che univano musica, teatro e
cinema, per l'impegno politico e per la strumentazione “autocostruita”, recuperando, forgiando ed intonando metalli e
residui del mondo del lavoro, come bidoni di petrolio, tubi, molle, catene,
telai di bicicletta, attrezzi, eccetera.
L’album originale, rimasterizzato in
digitale al MM Studio da Marcello Malatesta, è stato arricchito con l’aggiunta delle
quattro tracce dell’EP “Carica!” e da altri inediti ripescati nell’ambito dello
stesso periodo storico, per un totale di 18 brani. Graficamente l’opera
recupera la copertina ed i preziosi disegni di Andrea Chiesi, che già dominavano
la cover art del vinile originale.
“Nell'autunno 1989 fummo contattati da un gruppo di Reggio Emilia che si
occupava di grafica e di ideali espressivi: il Kom Fut Manifesto (comunisti
futuristi manifesto). Ci chiesero di sonorizzare un progetto dell'artista modenese
Andrea Chiesi: L'Opificio” ha raccontato Osvaldo Arioldi, mente creativa delle
Officine Schwartz “Proposero di organizzare uno spettacolo con musiche e
dipinti dal vivo e la produzione inerente su vinile, con largo spazio per i
disegni di Andrea nella copertina pieghevole (delle dimensioni di 1 mq!). Noi
accettammo e ci mettemmo subito al lavoro”.
Co-prodotto dalle etichette Again Records (Italia)
e Luce Sia (Svizzera) e distribuito da Audioglobe, l’album in cd “L’Opificio” sarà
disponibile per l’acquisto a partire dal 5 novembre 2018 nei migliori negozi di
musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali
(eBay, Amazon, cdandlp.com, discogs.com, ecc…).
Ne dà l’annuncio l’etichetta Again Records, con
un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio. La oramai affermatissima etichetta indipendente
Again Records torna ad occuparsi di un gruppo a noi molto caro: i Detonazione. Terzo
volume di un progetto di ristampa dell'intero catalogo della band new wave, che
ha visto la pubblicazione nel 2010 di “Sorvegliare e punire 1983-1984” e nel
2015 di “Ultimi pezzi dentro me 1986-1989”. Questo “Anime in fiamme” ci mostra
il loro lato più sperimentale, proponendoci una serie di brani dal vivo mai
ascoltati sino ad oggi, di cui ben quattro sono inediti su album.
Udine, 30 agosto 2018– Viene pubblicato oggi “Anime in fiamme”,
nuova antologia su cd dedicata ai Detonazione di Bruno Romani, considerati
dalla critica musicale come una delle più originali ed innovative new wave band
italiane degli anni '80. L’album raccoglie brani live provenienti da quattro
concerti recuperati dallo sterminato archivio fonografico del tastierista
Giorgio Cantoni. Oltre ai brani storici già messi su disco, potremo ascoltare
per la prima volta ben quattro inediti: “Matin”, “Naima”, “Questo motivo” e “Leverkusen”,
oltre ad una particolarissima versione di “Dentro me”, per un totale di 19
tracce. Il disco fa parte di un progetto di ristampa in tre volumi volta a coprire
l'intera discografia del gruppo friulano e che ha visto già pubblicare nel 2010
il cd “Sorvegliare e punire 1983-1984” e nel 2015 il cd “Ultimi pezzi
dentro me 1986-1989”.
“La
particolarità di questo album rispecchia la particolarità di un gruppo come i
Detonazione” ha dichiarato Maurizio
Volpes della Again Records, “tanto che le versioni già conosciute su disco sono
così abilmente reinterpretate che sembra di ascoltare una raccolta di tutti inediti”.
Pubblicato dall’etichetta indipendente AgainRecordse distribuito da Audioglobe, l’album “Anime in fiamme” sarà disponibile per
l’acquisto a partire dal 30 agosto 2018 nei migliori negozi di musica
alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (Ebay,
cdandlp, discogs, ecc…).
Terzo disco dei DeLaVega pubblicato dalla
Revenge Records in meno di un anno. Uscita "postuma" della colona sonora del
cortometraggio omonimo, prodotto dallo scrittore e regista canadese Kenneth J. Harvey, licenziato nelle
sale cinematografiche nel 2014. Il film, proposto nelle principali rassegne
internazionali (Raindance, Silver Wave, Festival du nouveau cinema, Hong Kong
international film festival, Russian Film Awards, Athens film festival, etc…),
ha ottenuto ottimi riscontri da parte della critica. Contributo non secondario
la musica realizzata ad hoc dai DeLaVega (Flavio Gemma e Giancarlo Sansone dei
Viridanse), con una lunga suite di 36:43 minuti che non poteva vestire meglio
le immagini surreali create da Harvey.
Ascolta gratuitamente l’album“It Was Sunny
the Day I Killed Her” su Spotify cliccando qui
I Gronge nascono dallo scioglimento dei Kapò
Koatti, formazione capitolina già degna di nota per la sua spiccata attitudine
musicale, con all'attivo un interessante demotape omonimo mai stampato in via
definitiva. Nel 1985 ci sarà la nascita ufficiale dei Gronge, con
Tiziana Lo Conte alla voce, Marco Bedini alla batteria e Alessandro Denni alle
tastiere. Dopo svariati concerti accompagnati da performance teatrali,
proiezioni e azioni sceniche, il gruppo entra in studio per registrare “Classe
Differenziale”, demotape semiufficiale ristampato in vinile nel 1989 dalla
Inisheer, etichetta torinese con a capo Stefano Giaccone dei Franti. Il gruppo
si caratterizza subito per i testi fuori dagli schemi: è di questo periodo la
prima versione di “Graffiti”, che riprende le scritte sui muri per adattarle ai
testi delle canzoni. Gli eventi del 1986 legano il gruppo ai centri sociali e
alle realtà antagoniste, portandolo a suonare davanti ai cancelli di Forte Prenestino,
mentre venivano abbattuti per iniziare una mitica occupazione che dura ancora
oggi.
Gronge 1987
Il debutto discografico avviene
con l'LP “Fase di rigetto”, tra i primi esempi di autoproduzione in Italia,
insieme a gruppi come Franti, Bloody Riot e Carillon Del Dolore. Le atmosfere
industriali senza chitarra, il basso in evidenza e la voce al limite del
recitato, li inseriscono da subito tra quelle band non catalogabili, avanti per
i suoi tempi. Nel 1987 entra in formazione il chitarrista Michele Frammolini e
si stringono varie collaborazioni con diversi musicisti della scena romana,
primi fra tutti i Move, gruppo post-punk dell’artista e poeta Marcello Blasi,
con i quali verrà realizzato uno split album dal titolo “Gronge & Move”. Da
una importante collaborazione con la fanzine milanese Amen per uno speciale
sulla legge 180 e la condizione dei malati nei manicomi, viene realizzato un LP
compilation con diversi gruppi, pubblicato nel 1988 con il titolo “La Nave Dei
Folli”, cui i Gronge partecipano con tre pezzi. Sempre in quell'anno i Gronge
incontrano Paolo Taballione e Massimiliano Di Loreto dei Carillon Del Dolore ed
avviene la fusione tra le due bands sotto la bandiera Gronge. La line up è
particolarmente affollata in quei giorni: Tiziana Lo Conte, voce solista, Alessandro
Denni, tastiere e campionatori, Marco Bedini, batteria e voce, Inke Kuhl,
sassofono, violino e voci, Fabrizio “Trick” Sibilia, percussioni industriali, Paolo
Taballione, chitarre e voci, Massimiliano Di Loreto, percussioni e batteria,
Roberta Strano e Patrizia di Meo, luci, Letizia Palamara, costumi, Mario
Belloni, voci. La band entra in studio per registrare un album tanto creativo
quanto complicato nella sua realizzazione ed i vari problemi con le etichette
discografiche e la distribuzione, faranno sì che lo sfortunato disco resterà
chiuso in un cassetto per anni, prima di vedere finalmente la luce nel 2013
grazie all'etichetta giapponese On Records Japan con il titolo di “Cremone Gigante X Soli
Adulti”.
Negli anni '90 i Gronge
registrano “A Claudio Villa (Original Sound)” (1991), l'EP “Vota Gronge”
(1992), e “Teknopunkabaret” (1993),
dischi importanti, anch'essi capaci di segnare la loro epoca. Ma il gruppo va anche
incontro ad una mutazione genetica che ne segnerà il destino: entrano nel
collettivo Luca Mai e Massimo Pupillo, Marco Bedini lascia per fondare i PVC,
band effimera che avrà all'attivo il singolo “Canzone commerciale” ed un album
intitolato “Elettrodomestico”. Poco dopo anche Tiziana Lo Conte ed Alessandro
Denni lasciano. Il gruppo, persi tutti i membri fondatori, si esibirà per un
breve periodo come ex-Gronge, per poi cambiare definitivamente nome in Zu.
Marcho Gronge
La storia dei Gronge sembra
finire qui, ma così non è grazie a Marco "Marcho Gronge" Bedini, che nel 2007 si riappropria
della storica ragione sociale e insieme a Maurizio Bozzao, Federico Leo e
Giacomo Ancillotto, pubblica i dischi “Coniglio nazionale” (2007), “Senile
Agitation” (2010) e “Dolci ricordi” (2012). La verve è la medesima del passato:
Marcho guida i Gronge alla riscossa come un vecchio condottiero senza macchia e
senza paura, il gruppo non ha smesso di fare ricerca e non ha smesso di
stupire. Tra il 2013 e il 2014 si esibiscono in una serie di performance live al
Circolo Arci Dal Verme di Roma, in ognuna delle quali suonano con un musicista
diverso in veste di ospite e senza una scaletta programmata, ma improvvisando
tutte le esibizioni sia per quanto riguarda la musica che i testi. È il nuovo corso dei
Gronge, che nel frattempo hanno introdotto la variabile X nella ragione
sociale, simbolo
dell'indefinito divenire della loro musica. Estratti da queste
esibizioni troveranno posto nel cd album “Manuale di improvvisazione per
giovani socialisti” pubblicato dall'etichetta indipendente Danze Moderne nel
febbraio del 2015. Nello stesso anno la Again Records pubblicherà un
interessantissimo cofanetto di due cd intitolato “Gli anni '80”, nel quale
saranno inclusi tutti gli album e le partecipazioni riguardanti la loro prima
decade di vita, nonché il demo Kapò Koatti, finalmente a disposizione del
pubblico a trenta anni dalla sua incisione. Sulla scia del successo di questa
compilazione, nel 2016 sempre la Again Records dà alle stampe un completissimo
secondo volume di due cd dedicato al decennio successivo, con lo scontato
titolo di “Gli anni '90”.
In una breve intervista rilasciata al nostro
blog, Carlo Furii, vocalist e fondatore del gruppo, spiega la decisione degli Hiroshima Mon Amour di ritirare gran
parte dei loro album dalla distribuzione digitale.
Gli Hiroshima
Mon Amour cancellano tutti i loro album dalle principali piattaforme di
distribuzione digitale (Spotify, iTunes/Music, Deezer, etc…) lasciando
interdetti fans e addetti ai lavori. Ma era già da un po’ di tempo che Carlo
Furii, leader della band, non risparmiava critiche a questo nuovo sistema di
fruizione musicale, esploso negli ultimi anni e che ha lasciato al palo supporti
fisici e download mp3 (leggi iTunes). Carlo Furii ci spiega “Questa non è una
scelta oscurantista o il rifiuto del progresso, ma una sorta di protesta contro
questo sistema che presenta delle forti e palesi lacune per quanto riguarda il
giusto compenso per gli artisti. Se con lo streaming il consumo di musica è
alle stelle, basti pensare che un semplice smartphone diventa una sorta di
walkman con dentro discografie immense, la remunerazione per i gruppi è
semplicemente ridicola. Lo streaming di un singolo brano frutta
all'artista una quota pari ad una frazione di centesimo. Se il musicista non
riesce più a vendere la sua musica, tanto vale gettare la spugna. L’impegno
economico e intellettuale che c’è dietro alla realizzazione di un album non è
più equamente ricompensato e questo, unito alla crisi della musica live, dove
nessuno ti dà più un cachet dignitoso, ci pone i seguenti interrogativi: come
si può ancora lavorare decorosamente in questo campo? Da dove entrano
all’artista i proventi per vivere e per produrre nuova musica?”
Ma gli Hiroshima Mon Amour non abbandonano i
loro fans “digitali”: spariscono sì tutti gli album, ma allo stesso tempo
compare una raccolta intitolata “Hiroshima Mon Amour 9414”, che ci racconta in
18 brani la storia del gruppo new wave teramano. Ci chiediamo se la selezione
rappresenta il meglio della produzione musicale del gruppo e Carlo Furii ci
risponde laconicamente “Non so se sia il meglio, di certo era ciò che in
quel momento mi garbava di più riascoltare di quanto fatto. Se dovessi
ricomporre la scaletta oggi, probabilmente qualcosa cambierebbe”.
Link:
Ascolta gratuitamente l’album9414 su Spotify cliccando qui